I 3 livelli di Antagonisti allo Status Quo: Rivoluzionario, Ribelle e Ribelle col freno a mano tirato

Livello A: Rivoluzionario.
Rivoluzionario è chi impugna le armi per combattere (o si adopera attivamente al reclutamento in tal senso), a torto a ragione ma in modo magari anche fanatico ma razionale, uno status quo che ritiene errato ed è pronto a morire con le armi in pugno o sotto atroci torture del nemico. Il rivoluzionario rischia la vita o decine di anni di galera. E’ pericoloso per lo status quo quindi o viene eliminato o lo status quo si adopera in modo da fargli fare un passo indietro rendendolo “ribelle”.

Livello B: ribelle.
Un passo più indietro del rivoluzionario c’è il “ribelle”, che può essere attivista o controinformatore, o entrambe le cose. Il “ribelle” non prende le armi in pugno e non pianifica alcuna “rivoluzione o lotta armata” nè si adopera in alcun modo in tal senso. Semplicemente cerca il contatto coi suoi “simili” e fa attività che possono essere di vario tipo, prevalentemente di cultura e/o divulgazione/propaganda. Il “ribelle” è considerato fastidioso e pericoloso dallo status quo per 2 motivi.

1. Lo status quo ha paura che da gruppi di “ribelli” possano nascere sottogruppi di “rivoluzionari”.

2. Il “ribelle” in quanto tale tratta argomenti scomodi e/o talvolta considerati “illeciti” e, anche se non si adopera alla lotta armata (cioè nella maggior parte dei casi), è un problema per lo status quo in quanto voce fuori dal coro e quindi da zittire.

L’azione dello status quo contro i ribelli è di 2 tipi, uno per motivo.

1. Monitoraggio a scopo di prevenzione: i ribelli non devono fare “un passo avanti” e diventare “rivoluzionari”.
2. Distruzione del ribelle tramite intimidazioni, che possono essere di vario tipo, fra cui giudiziarie. Scopo di queste intimidazioni è distruggerlo moralmente e psicologicamente (dato che solitamente il “ribelle” ha più da perdere del “rivoluzionario” che tende a giocarsi tutto secondo lo schema letterale “vittoria o morte”) o, in subordine, fargli fare un passo indietro.

Livello C: ribelle col freno a mano tirato.
E qui arriviamo al “ribelle col freno a mano tirato”, inteso non in senso dispregiativo dato che è la scelta maggioritaria di chi è contro lo status quo ma vuole minimizzare o annullare il rischio di beghe legali. Il “ribelle col freno a mano tirato”, di fatto, non è fastidioso in quanto canalizza il suo dissenso secondo ciò che è legalmente consentito dal punto di vista dei reati d’opinione. Questo fa sì che i gruppi di “ribelli col freno a mano tirato” agiscano pubblicamente, alla luce del sole, e che siano controllabili praticamente in diretta. Lo scopo di questa prevenzione è di controllare se qualcuno di questi ribelli si “toglie il freno a mano” passando al passo successivo o, addirittura, faccia il doppio salto.

Poi va da sè che più uno ha da perdere più starà nei livelli C o al massimo B, mentre chi non ha niente da perdere come minimo sta al livello B e sicuramente sarà portato a stare al livello A. Anche le reazioni dello status quo devono essere proporzionate alla minaccia percepita. Un livello B( ribelle senza freno a mano) è pur sempre molto meno fastidioso/pericoloso di un livello A (rivoluzionario) e, se perde tutto, rischia di passare al livello A, ed il primo pensiero dello status quo solitamente è prevenire e reprimere i livelli A.

In assenza di livelli A, lo status quo concentra le sue energie sui livelli B. (situazione attuale).
In assenza di livelli B, lo status quo potrà permettersi il lusso di concentrarsi sui livelli C considerati più invisi, facendo tirare ulteriormente il freno a mano (situazione in evoluzione).

Un anello alla volta, ecco servita la catena invisibile.

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