SATANIC WARMASTER: UNA CARRIERA NELLA ZONA GRIGIA.

Nel PDF al link sottostante si può leggere un estratto dal capitolo “Ultima Thule” del libro “Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista” di Davide Maspero e Max Ribaric (2013).

Questo estratto parla della band Satanic Warmaster, con citazioni dello stesso leader del progetto Satanic Tyrant Werwolf.
Buona lettura

SATANIC WARMASTER: UNA CARRIERA NELLA ZONA GRIGIA.

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L’AMBIGUITA’ DI UN CERTO ESTREMISMO: IL CASO SONS OF SATAN / BESTIAL MOCKERY.

Fonte: Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista, cap. Ultima Thule, Davide Maspero e Max Ribaric

Ma se una parte della scena svedese, in particolare quella facente capo ad ambienti radicali riconducibili senza ambiguità all’estrema destra, persegue un approccio votato alla glorificazione e all’esaltazione del cosiddetto “Reich millenario”, non mancano interpretazioni più estreme e indecifrabili, frutto di una fusione incontrollabile di satanismo, razzismo, nichilismo e correlate istanze di devastazione e apocalisse. Lampante, in questo caso, l’attività dei Sons of Satan, che abbracciano l’ideologia nazista quale manifestazione ultima di eccidio della razza umana, senza distinzioni di sorta. Per i Sons of Satan la corrente nazionalsocialista è uno strumento di aggressione, non un credo da propagandare, né una dottrina da coltivare, solo un semplice quanto implacabile metodo di annientamento, e proprio per questo da glorificare. Uno strumento di morte e disprezzo, da elargire a piene mani in sfregio all’umanità secondo i crismi di una filosofia votata al caos. Lo stesso leader della band ritiene che il concept del gruppo travalichi, per così dire, la definizione di NSBM: <<Io lo definisco death metal satanico o SS metal! C’è un abisso fra il sostenere pienamente l’operato dei nazisti (cosa che faccio, visto che ritengo sacre le loro gesta) ed essere un nazionalsocialista. Io appoggio le loro azioni, non i loro obiettivi. Sostengo tutte le politiche ed i movimenti che hanno come conseguenza il genocidio e la distruzione della razza umana. Per esempio, io odio i musulmani e l’Islam, ma condivido le loro azioni terroristiche! […]. Ero nazionalsocialista quando ero più giovane (sino ai 17 anni), perché avevo una visione del mondo più idealizzata e speravo in qualche stupido futuro in cui la razza bianca avrebbe regnato sulle rovine di una guerra nucleare. […]. Inoltre penso che la maggior parte di questo metal nazionalsocialista faccia cagare dal punto di vista musicale! […]. Io sono innanzitutto un adoratore del demonio, non un nazionalista e meno che meno un nazionalsocialista. Perché vorrebbe dire che credo e spero in un futuro per la mia razza e la mia nazione, cosa che non faccio! Spero anzi che l’umanità e il mondo cessino di esistere quanto prima! […]. Supporto pienamente il grande lavoro compiuto dal Reichfuhrer SS Heinrich Himmler e dal Fuhrer Adolf Hitler!!!
Ecco venire di nuovo alla luce un aspetto fondamentale da sempre presente nella scena NSBM, un dualismo non sempre percepibile dagli osservatori esterni, ma che a conti fatti lacera quello che da molti è visto, erroneamente, come un movimento unitario votato a un obiettivo comune. Da sempre esiste un duplice approccio alla materia nazionalsocialista in seno alla scena black metal, due scuole di pensiero antitetiche: da un lato una nutrita schiera di seguaci la riconosce come una forza “luminosa”, ancora di salvezza per la razza bianca e strumento per il ripristino di una tradizione pagana libera dal gioco giudaico-cristiano. Sul versante opposto, una progenie di black metallers, in un processo di ulteriore estremizzazione del nativo concept satanico, ha abbracciato il nazionalsocialismo come zenit ultimo del male assoluto, forza infera in grado di precipitare il mondo nelle tenebre e guidarlo verso l’autodistruzione. Inutile dire come i Sons of Satan appartengano alla seconda fazione. Nell’ascoltare In time of Fire (antalogia che racchiude i demo, nonché l’EP Our Visions of a Holocaust to Be), licenziato dall’etichetta americana Vinland Winds Records, ci troviamo di fronte alla classica aggressione in chiave black senza troppi fronzoli né particolari soluzioni stilistiche degne di nota, come i titoli dei singoli brani che battono perennemente sul chiodo del nazismo permeato da un’aurea di intransigente blasfemia. A riprova di quanto detto, i testi si trasformano ben presto in una grossolana rassegna di efferatezze, nei quali fiamme infernali e fuochi di insaziabili forni crematori diventano parte di un’unica esacerbante esaltazione della distruzione. Gli altisonanti quanto demenziali nom de plume scelti dai vari musicisti coinvolti nella band (“Birkenau Overlord Angel Incinerator” al basso, “Pogrom Blitzkrieg Sturmtrooper” alla voce, “Panzerfaust Benediction Ultima 13” alla batteria… ), sommati ai testi deliranti, vanno a comporre la cifra stilistica dei Sons of Satan, manifestazione del loro particolare connubio nazi-satanico che si espone nei termini di un tributo alla misantropia radicale, in cui il 666 trova la sua naturale funzione esponenziale nel vituperato 88. Tuttavia, filtrare con certi temi non è esente da conseguenze. Come una malattia ereditaria, il marchio del NSBM travalica intenti e proclami e intacca tutto ciò che incontra sul proprio cammino. Così il nazismo d’assalto tra il serio e il faceto dei Sons of Satan allunga la sua ombra fin sulle attività dei Bestial Mockery, che sono in realtà la band madre da cui ha preso vita questo side project a tinte grottescamente uncinate. Attivi fin dalla metà degli anni Novanta e fautori di un grezzo thrash/black, i Bestial Mockery condividono a grandi linee l’estremismo nichilista dei Sons of Satan, seppur spogliato dell’iconografia belligerante e del substrato politico. Ciononostante, l’accusa di simpatie naziste è presto piovuta anche su di loro. La partecipazione alla famigerata compilation Burning Roots – Volume One: Compilation Against National Socialist Black Metal, ha fugato qualsiasi dubbio su una loro coerente e concreta affiliazione politica, ma non ha del tutto azzerato i dibattiti sui loro scomodi precedenti. Nell’era di Internet, tanto facilmente si spargono certe voci quanto difficilmente vengono messe a tacere, così il cantante Master Motorsag si è trovato più volte costretto a dover ribadire nelle interviste la posizione del gruppo.

<<Prima di tutto, chiariamo una cosa. I Bestial Mockery sono una band satanica e non politicizzata.[…] Nel Black Metal non è inusuale avere opinioni estreme, visto che è la forma di musica che diffonde odio più estrema che esista.[…] Il Black Metal non deve essere gradevole. Il Black Metal è guerra![…]. Noi adoriamo il demonio e tutto ciò che è malvagio!>>.

Predefinito Il caso Manolo Morlacchi: Prima lo sbattono in carcere poi si scusano con la paghetta

Quanto vale la vita di un uomo arrestato ingiustamente e quanto sono valutati il danno alla sua reputazione e “il discredito sociale e professionale”? Cento euro al giorno, stabilisce la Corte di cassazione. a non per tutti né in tutti i casi. Solo se – come è capitato per Manolo Morlacchi – si ha una coda di paglia talmente lunga per aver arrestato un innocente da esser costretti al risarcimento per ingiusta detenzione, pur obtorto collo e risparmiando al massimo sul quantum.
Manolo Morlacchi non è uno qualunque e probabilmente non aveva neanche voglia di esserlo, quando ha scritto e pubblicato un libro in cui racconta e rivendica con orgoglio la storia di una famiglia di partigiani e comunisti.
Uno di loro, (dieci fratelli) è suo padre, ed è stato un leader delle Brigate rosse. Così, un po’ per il libro (come lui stesso racconta in una lettera pubblicata dal manifesto) un po’ perché il cognome Morlacchi “fa titolo” sulle prime pagine, il 13 gennaio 2010 Manolo viene arrestato perché sospettato di far parte di un gruppo che voleva resuscitare le Brigate Rosse. I reati contestati? Associazione sovversiva e partecipazione a banda armata. Nessun reato specifico, nessun fatto, secondo una prassi inaugurata da certa magistratura nelle indagini per terrorismo e travasata ormai dagli anni settanta fino a oggi ogni giorno in ogni processo di mafia, corruzione o abigeato che sia.
Se pensiamo al fatto che una settimana fa negli Stati Uniti una retata dell’Fbi ha sgominato il gotha delle famiglie mafiose di origine italiana (Genovese Gambino Lucchese Bonanno) arrestando 46 persone e contestando “solo” fatti specifici, si capisce bene la differenza tra un sistema giudiziario che funziona e uno traballante come quello italiano. Nel sistema anglosassone (come nella gran parte degli ordinamenti giudiziari occidentali) non esistono i reati associativi autonomi. Del resto che bisogno c’è? Se un reato è commesso da più persone, dovrebbe bastare un’aggravante. Ai 46 arrestati negli Stati Uniti sono stati contestati i reati di estorsione, incendio doloso, usura, gioco d’azzardo illegale, frode, traffico di armi, aggressione, eccetera. Il che significa che il rappresentante della pubblica accusa ha ritenuto di avere sufficienti prove per portare questi signori a processo su fatti specifici.

Manolo Morlacchi però viveva in Italia, in quel 2010, con un lavoro e una famiglia con due bambini piccoli. Ha perso lavoro e reputazione in un battibaleno. Rimane in carcere senza prove né fatti specifici da gennaio a giugno e gli è anche andata bene (si fa per dire) perché il suo processo arriva a sentenza definitiva in soli quattro anni. È assolto nei tre gradi di giudizio “perché il fatto non sussiste”, cioè con la formula più ampia.
La prima cosa che vorremmo sapere, a questo punto, è che brillante carriera (come i magistrati di Tortora) stanno facendo a Roma un certo Pm e un certo Gip, e anche i giudici del tribunale del riesame che hanno confermato (come spessissimo accade) la custodia cautelare in carcere per cinque mesi di un innocente. Poiché il governo Renzi giustamente vanta il fatto di aver indotto il Parlamento a votare la legge (modestissima) sulla responsabilità civile dei magistrati, ci pare che in questo caso qualcuno dovrebbe pagare per quei 156 giorni di ingiusta detenzione subita dal signor Manolo Morlacchi.
Invece che cosa succede?

Che avendo il legale dell’ex imputato presentato la richiesta di risarcimento del danno, chi si mette di traverso? Proprio il governo, nelle vesti del Ministro dell’economia, il quale presenta in Cassazione un ricorso opposto, sostenendo che Morlacchi non ha diritto a niente, che gli è andata anche troppo bene. Gli argomenti sono all’apparenza solo tecnico-giuridici, e riguardano l’interpretazione dell’art. 314 del codice di procedura penale. Il quale disciplina i casi in cui l’ex imputato poi assolto ha diritto “.. a un’equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave”.

Che cosa significa? Che l’innocente deve stare ben attento a non indurre, con il suo comportamento, lo sprovveduto e ingenuo Pm a crederlo colpevole. L’interpretazione si gioca tutta sul dolo e la colpa grave. Fu cattivello Giulio Petrilli (vedi l’articolo del direttore Piero Sansonetti dello scorso 19 maggio), cui fu negato il risarcimento: non apparteneva a Prima Linea (ma intanto girava le carceri speciali), era innocente, ma forse frequentava “cattive compagnie” e pertanto ha indotto il magistrato a ritenerlo colpevole. Sulla stessa scia l’ultima sentenza della quarta sezione di cassazione del 4 luglio scorso e pubblicata dal Sole 24 ore l’8 agosto. Nel caso di Morlacchi pare sia prevalso il senso di colpa, tanto era stato clamorosamente assurdo quell’arresto. Così la cassazione ha deciso di dargli una paghetta: 15.600 euro, cento al giorno.

Fonte:
Il Dubbio, 12 agosto 2016
Autore: Tiziana Maiolo.

RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO. (Guido Landra, 1942, la Difesa della Razza).

In allegato al link sottostante il PDF dell’articolo in oggetto, pubblicato su “La Difesa della Razza” del 5 Novembre 1942.(titolo completo: RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO.
Per la Scienza e contro i melanconici assertori di un nebuloso spiritualismo)

Si tratta di alcuni pareri espressi all’epoca della polemica fra “razzisti scientisti e biologici vs spiritualisti” che già imperversava in Italia in epoca fascista.

Data la delicatezza dei temi l’autore del blog precisa che questa pubblicazione è a solo scopo storico/conoscitivo. L’autore del blog non esprime giudizi di alcun tipo su alcuno dei concetti espressi in tale articolo lasciando al lettore la libertà di farsi la sua idea.

L’articolo era disponibile sul web al link indicato nella prima pagina del PDF.

Buona lettura

Razzismo biologico e Scientismo, Guido Landra, 1942