Comunicato dei Taake in seguito all’annullamento del loro tour Americano dovuto a false accuse di Nazismo e minacce degli Antifa.

È con grande dispiacere che dobbiamo informarvi che il tour americano dei Taake è stato cancellato. Nonostante tutte queste incredibili persone che si sono fatte avanti e hanno cercato di aiutarci a salvare il tour e alle quali siamo più grati di quanto possiamo esprimere, il tempo e la logistica non erano dalla nostra parte. Non è stata nostra volontà cancellare ma la decisione è stata presa forzatamente a causa delle attività illegali degli Antifa e dei loro supporters che hanno fatto pressioni ai locali e ai promoter per cancellare i concerti. Pressioni che, questo è da dire, sono state spesso accompagnate da minacce di violenza sia contro le persone coinvolte nell’organizzazione sia contro qualunque fan che avrebbe presenziato (per non menzionare le bands che avrebbero dovuto suonare). Non sappiamo il motivo per il quale queste minacce non sono state semplicemente segnalate alla polizia.

Abbiamo spiegato in moltissime occasioni la storia dalla quale sono nati i problemi, ed è pieno di articoli sui social network e sulla stampa obiettiva nei quali potete leggere la verità su questo argomento, ma per ulteriore motivo di chiarificazione lo ripetiamo. I Taake non sono oggi, non sono mai stati e non saranno mai una band Nazi. L’argomento che vogliamo affrontare qui è tuttavia la cancellazione del tour.

Questa cancellazione è negativa da molti punti di vista, non solo per le bands che avrebbero dovuto esibirsi. Non solo per normali lavoratori americani con famiglie a carico che hano supportato e comprato i biglietti e che hanno perso del reddito a causa di ciò. Non solo per i fan che volevano vedere le bands. Non solo per gli appassionati di musica in generale. Ma anche, cosa più importante, per l’America nel suo insieme.

Perché? Perché questa è la dimostrazione definitiva di come, attraverso la diffusione di menzogne, disinformazione e false accuse, unite a credibili minacce di violenza, una piccola minoranza di agitatori di sinistra sono in grado di imporre la loro agenda alla maggioranza, e privare gli appassionati di musica della loro libertà di frequentare concerti ed andare avanti con la loro vita quotidiana senza la paura di rappresaglie.

E questi agitatori non si fermeranno finchè non avranno distrutto i loro obiettivi in Europa ed in altre parti del mondo. I loro prossimi obiettivi saranno la musica Americana, l’arte Americana, a letteratura Americana, il teatro Americano, il cinema Americano. Nei fatti, qualunque cosa che non si uniformerà strettamente alle loro vedute. E se questo vi ricorda la caccia alle streghe di McCarty, è perché si tratta ESATTAMENTE della stessa cosa.

 

Mentre nessuno di noi condanna i locali per le cancellazioni a causa della paura della violenza, dobbiamo deplorare le scuse presentate da altri di loro. Il desiderio di “proteggere” il loro pubblico ed il loro staff, il voler creare “spazi sicuri” non è una necessità causata dalle bands coinvolte né dai loro fans. È causata dagli individui mascherati che stanno dietro la bandiera dell’Antifa e delle altre organizzazioni come loro, che stanno facendo i minacciosi. E forse dovremmo anche ricordare a questi localiche molti dei generi musicali oggi esistono a causa di altri piccoli locali che un tempo osarono resistere alle minacce e diedero voce a questi musicisti che ci portarono il Blues ed il Jazz, che sono le basi della musica moderna.

 

Vorremmo anche parlare di celebrità come Talib Kweli, che è stato abbastanza misero da cadere vittima delle menzogne diffuse dagli Antifa e che quindi ha rilasciato dichiarazioni diffamatorie. Il suo cuore potrebbe anche essere dalla parte giusta, ma il suo cervello ed i suoi consulenti legali no. Se si fosse preso la briga di verificare i fatti, si sarebbe reso conto di essersi messo nella posizione di quello che non sa, o non capisce, o addirittura se ne frega dei fatti; nella posizione di chi è facilmente manipolato dagli altri per giocare al loro gioco.

Dovremmo anche menzionare i membri della stampa che non hanno controllato i fatti e non si sono presi la briga di contattare noi o chiunque altro per sentire la nostra versione della storia. Essi sono semplicemente andati avanti ad esprimere dichiarazioni diffamatorie. Questo è giornalismo irresponsabile della peggior specie, non si tratta di editori di riviste inesperti. Pubblicazioni storiche e (prima) rispettate sono state complici in ciò. Le loro azioni dimostrano il totale disprezzo che hanno per i fatti e la mancanza di rispetto che hanno per i loro lettori.

Per chiudere con una nota positiva, dobbiamo davvero ringraziare quelli che si sono schierati con noi, specialmente i locali che non si sono fatti intimidire, e quelli che si sono impegnati in offrirci alternative per gli shows cancellati. Abbiamo avuto messaggi da tutto il mondo, da persone di tutte le convinzioni politiche e religiose, che ci offrivano non solo il loro supporto, ma anche il loro aiuto.

E questi non erano solo i nostri fans. Siamo stati contattati da persone che ammettevano di non aver mai sentito parlare di noi, o che odiano il Black Metal, o che odiano i Taake, ma che nonostante ciò si sono sentite in dovere di farci sapere il disgusto che provavano per il modo in cui gli Antifa ed i loro simili pretendano un’aderenza servizievole alla loro agenda e puniscano chiunque li sfidi, cavalcando la libertà degli Americani di decidere da soli.

Amici miei, non dovete scusarvi per le menzogne e le azioni di un gruppo marginale. Voi siete la maggioranza, siete quelli che rifiutano di piegare la testa a quelli che vorrebbero ordinarvi come vivere le vostre vite e che tentano di limitare le vostre libertà. Voi siete quelli che potete fare qualcosa a riguardo.
Taake.

 

tradotto dall’inglese dalla loro pagina facebook: fonte:

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INTERVISTA A STOLZTRAGER (VEIL) – Come Lupi Fra le Pecore

Di seguito al PDF sottostante ed in formato di testo l’intervista completa a Stoltztrager, dei Veil, datata 2012 e disponibile nel libro “Come Lupi tra le pecore: storia ed ideologia del black metal nazionalsocialista” di Davide Maspero e Max Ribaric

Buona lettura agli interessati.
Intervista Stoztrager (VEIL, come lupi fra le pecore)

Fonte: Come Lupi tra le pecore: storia ed ideologia del black metal nazionalsocialista

(2012, Davide Maspero e Max Ribaric)

A cavallo fra il 2011 e il 2012 abbiamo avuto l’occasione di scambiare alcune parole ed impressioni con Stolztrager, frontman dei Veil nonché fondatore della Terrorwolfe Productions, che si è dimostrato fin da subito persona cortese e disponibile. Ben consapevole del proprio ruolo e del significato delle sue molteplici attività, ha saputo offrire una visione del suo modo di intendere il black metal non solo come musica, ma come vero e proprio stile di vita.

Prima di tutto, puoi raccontarci quali sono stati i tuoi primi passi all’interno della scena metal? Che cosa ti ha attratto in questo genere, c’è forse un episodio specifico che ti ha convinto nel divenire parte attiva di questo ambiente?

Come molte persone della mia età, il mio primo contatto con il mondo del metal è avvenuto negli anni dell’adolescenza, ascoltando gruppi thrash e successivamente death metal. Vivere nel Midwest americano è stato abbastanza limitante per chi ascoltava musica estrema agli inizi degli anni Novanta. Sentivamo sempre parlare degli altri grupi americani (come quelli death metal dalla Florida) ed è stato solo dopo un po’ che anche nel mio giro di amici abbiamo iniziato a conoscere i grandi nomi europei come Entombed, Dismember, ecc. Tieni sempre presente che ai tempi non c’era Internet. In più, in quell’area isolata non c’erano negozi di musica metal dove potevi trovare e comprare le varie fanzine indipendenti e scoprire le nuove uscite. Spesso succedeva che chi andava in una grande città metteva le mani su qualche fanza, che poi passava a tutti i suoi amici che esaminavano minuziosamente ogni singola parola alla ricerca di nomi nuovi, distributori affidabili dove poter comprare per corrispondenza ecc. Attraverso questa lenta esplorazione, a metà/fine degli anni Novanta ho incontrato il black metal, e per me è stata una rivelazione. Soprattutto Burzum, Graveland e Thor’s Hammer hanno avuto un forte impatto su di me. Burzum è qualcosa che non avevo ovviamente mai sentito prima ed è stato uno dei primi a catturare nel profondo quell’atmosfera affascinante che credo sia una componente fondamentale del black metal di qualità. In quel periodo vivevo nei pressi di una città in cui c’era un negozio di metal e punk. Non so come, ma avevano un’unica copia di Fidelity Shall Triumph dei Thor’s Hammer.

So che non fa parte delle prime uscite del black metal polacco, ma questo album in particolare mi ha davvero aperto gli occhi sulla cupa atmosfera sonora di quella scena. Da quel momento in poi sono stato ossessionato dal black metal, tanto da poter dire con certezza “sì, questa è la mia musica”. Suono la chitarra dall’inizio degli anni Novanta, quindi è normale che il mio stile sia stato indirizzato verso quel genere, ero completamente immerso in quel suono nuovo così coinvolgente. Intorno al 1999 avevo già scritto del materiale e subito dopo, con alcuni buoni amici, ho formato un gruppo chiamato Hellstrike. A quell’epoca nella mia zona non c’era una vera scena black metal. Abbiamo registrato quattro tracce demo con l’idea di incidere un disco, ma alla fine è andato tutto in fumo quando ci siamo sciolti. Poco prima che la band si sfaldasse, abbiamo suonato ad un concerto nel 2003  abbiamo autoprodotto un demo distribuito in una trentina di copie alle persone che conoscevamo. In seguito è poi uscita una raccolta di tracce live e demo, pubblicata su cassetta per la Terrorwolfe Productions. Lo stile degli Hellstrike era molto diverso da quello che avrei fatto in futuro. Era molto più veloce e influenzato da gente come i primi Marduk, i primi Dark Funeral, i War (svedesi), i Dawn, ecc. Il cantante degli Hellstrike ha continuato con il suo progetto Born of Witch, mentre io ho preso una direzione più atmosferica dando vita ai Veil.

Sia Dolor che Sombre sono due lavori alquanto particolari, una sorta di black metal malinconico ed aristocratico. Che cosa puoi dirci in merito alle tue fonti di ispirazione? A tuo modo di vedere, quanto è importante la presenza di Burzum nel background musicale dei Veil?

Come ho detto poco fa, all’inizio Burzum ha avuto un GRANDE ascendente su di me. Mi sono sentito quasi in dovere di dedicargli una cover (Ea, Lord of the Depths nel demo Dolor) per omaggiare una fonte d’ispirazione così significativa. Ma anche se Burzum mi ha stimolato molto, quando mi sono trovato ad aver scritto due pezzi per Dolor ho capito che i Veil avevano iniziato a camminare sulle proprie gambe. Con Veil ho voluto concentrarmi su un sentimento specifico, particolare, esplorandone le possibilità e la complessità. Il processo di scrittura per me è molto lento, calcolato e dettato strettamente da questo sentimento. Niente è lasciato al caso, niente fa da “riempitivo”.

La lunghezza delle canzoni e la ripetizione dei riff e dei temi sono sempre intenzionali e premeditati. Non mi piace parlare molto dei brani, preferisco lasciarli alla libera interpretazione dell’ascoltatore, quindi non dirò altro.

Tra le altre cose gestisci un’etichetta chiamata Terrorwolfe Productions. Sul sito della label campeggia la frase “Vero black metal ideologico dal 2003”. Puoi parlarci di questa attività? Che cosa intendi con il termine “ideologico”?

Come molti sanno, per un paio di anni mi sono preso una sorta di pausa dalla Terrorwolfe. Avevo delle questioni importanti da gestire nella mia vita privata che non mi hanno permesso il lusso di seguire l’etichetta come si deve. Così, quando sono tornato ad essere parte attiva della scena black metal, ho notato che c’era stato un cambiamento molto evidente. Sono sicuro che è successo lentamente e forse non è stato percepito da molti; è stato uno spostamento graduale. Ma dato che per un paio di anni non ho avuto a che fare su larga scala con band ed etichette, mi è saltato subito all’occhio. Questo cambiamento sembrava consistere nell’assenza di ideologia tra le nuove generazioni di gruppi e fan del black metal. Parte di ciò che rende affascinante questo genere è che RAPPRESENTA qualcosa. Si è spesso detto “Il black metal è più che semplice musica”, e io ci credo sinceramente. Non sto dicendo che devi andartene in giro di giorno con corpsepaint e spuntoni, ma nel vero black metal è presente un preciso spirito e atteggamento provocatorio che deve permeare anche tua vita personale in quanto fan e musicista. Ho visto spesso la nuova generazione di fan comportarsi come se il black metal fosse solo musica, e molti dei ragazzini che ascoltano le band storiche tendono a non considerare l’ideologia che era intrinsecamente presente in quei gruppi- oggi ci sono fighetti modaioli che indossano magliette di Burzum e Absurd ignorando completamente lo spirito che rappresentavano. Dicono cose tipo “Beh, hanno fatto certe affermazioni quando erano giovani e confusi”, oppure “mi piace solo la musica, non mi interessa quello che pensa la band”, e roba del genere. Secondo me è sbagliatissimo, e così si perde la vera essenza del black metal. Quindi, con la dichiarazione “Vero black metal ideologico” che trovi sul sito, ho voluto sottolineare la mia intenzione di distribuire e lavorare con gruppi che sono fermamente legati agli ideali originari del black metal.

Veil è un “orgoglioso sostenitore del Pagan Front”. L’aspetto curioso è che, molto probabilmente, Veil è il gruppo meno politicizzato di tutto questo movimento. In una tua precedente missiva, hai scritto: “La musica è la mia priorità. L’ideologia politica è ovviamente importante e gioca un ruolo fondamentale nelle vite di tutti, ma se la mia intenzione fosse solo quella di propagandare un messaggio politico, allora mi candiderei alle elezioni piuttosto che suonare in un gruppo black metal”. Qual è dunque il significato che dai all’essere membro del Pagan Front?

Quando inizialmente vi sono entrato in contatto, il Pagan Front era soprattutto un gruppo di individui con le stesse idee ed uno stesso obiettivo, che lavoravano assieme e si aiutavano. Per me è stato abbastanza naturale esserne coinvolto, considerando i miei interessi personali e come la penso riguardo al black metal. Ci sono un sacco di persone fantastiche che ne fanno parte, ed alcuni hanno risorse fenomenali. Perciò quando ti trovi a cercare di promuovere uno stile di musica che viene sdegnato dalla massa, è utile avere alle spalle un supporto del genere. Da quando ne faccio parte, ho conosciuto degli ottimi compagni di ventura che sono sicuro continueranno ad essere miei amici per tutta la vita. Vorrei anche aggiungere che c’è una grande varietà di band coinvolte nel Pagan Front, da quelle con un forte interesse per il paganesimo più antico a quelle che seguono quasi unicamente gli ideali del nazionalsocialismo. È un’organizzazione molto eterogenea.

 

Dichiarazioni varie di Papa Pio XI (in carica dal 1922 al 1939) in seguito alla promultazione delle leggi razziali fasciste (1938)

<< «Cattolico – dice il Papa – vuol dire universale, non razzistico, nazionalistico, separatistico». Queste ideologie – continua – finiscono «con il non essere neppure umane». Il 28 luglio rivolgendosi agli alunni di Propaganda Fide, Pio XI ribadisce: «Il genere umano non è che una sola e universale razza di uomini. Non c’è posto per delle razze speciali… La dignità umana consiste nel costituire una sola e grande famiglia, il genere umano, la razza umana».

ed è piangendo che egli citò i passi di Paolo che mettono in luce la nostra discendenza spirituale da Abramo […]. L’antisemitismo non è compatibile con il sublime pensiero e la realtà evocata in questo testo. L’antisemitismo è un movimento odioso, con cui noi cristiani non dobbiamo avere nulla a che fare […]. Non è lecito che i cristiani prendano parte all’antisemitismo. L’antisemitismo è inammissibile. Spiritualmente siamo tutti semiti»

Il Santo Padre come italiano si rattrista veramente di vedere dimenticata tutta una storia di buon senso italiano, per aprire la porta o la finestra a un’ondata di antisemitismo tedesco»

«Chi, con indeterminatezza panteistica, identifica Dio con l’universo, materializzando Dio nel mondo e deificando il mondo in Dio, non appartiene ai veri credenti»

«Solamente spiriti superficiali possono cadere nell’errore di parlare di un Dio nazionale, di una religione nazionale e intraprendere il folle tentativo di imprigionare nei limiti di un solo popolo, nelle ristrettezze etniche di una sola razza, Dio creatore del mondo, re e legislatore dei popoli»

L’enciclica denuncia, poi, senza mezzi termini le cosiddette «rivelazioni arbitrarie che alcuni banditori moderni vorrebbero far derivare dal così detto mito del sangue e della razza», e minaccia l’ira divina contro «colui» [cioè Hitler] che predica o permette che siano predicate tali aberranti dottrine>>

Papa Pio XI, in carica dal 1922 al 1939.

https://www.documentazione.info/la-chiesa-condanno-lantisemitismo