Pensiero sulle vendette trasversali

Le vendette trasversali, per quanto crudeli ed ingiuste siano e per quanto colpiscano anche persone innocenti, hanno una loro logica ed un loro supposto potere deterrente. Se le leggi sulla collaborazione con la giustizia istigano alla delazione o addirittura alla menzogna indotta, è perfettamente normale che le organizzazioni illecite di un certo livello siano disposte a sacrificare a lungo termine la libertà di uno o più dei loro soldati per mantenere intatta la credibilità della loro minaccia. Altrimenti il messaggio che passa è che chiunque può scegliere la strada rischiosa per poi infamare a destra e a manca per limitare i danni senza alcuna conseguenza per la sua vita e per quella dei suoi familiari innocenti.

Niente che io approvi, ci mancherebbe, ma il problema a monte è l’infamità e la mancanza di senso di responsabilità per le proprie azioni, e quello ancora ancora più a monte è, ad ogni livello, la premialità per l’infamia. Essa genera anche una società di pecore irresponsabili pronte a puntare il dito per minimizzare il peso delle proprie azioni. Pecore pronte a sputare in faccia allo stato quando conviene, pretendere l’aiuto dello stato quando non conviene e magari lamentarsi se lo stato, che è oggettivamente inefficiente su tante cose, non riesce ad evitare le ovvie conseguenze del loro comportamento infame.

Quindi, per evitare delle morti di innocenti in seguito a vendette trasversali, in breve, che ognuno faccia ciò che ha scelto di fare per guadagnarsi da vivere prendendosi le proprie responsabilità. I criminali facciano i criminali, gli sbirri facciano gli sbirri, gli avvocati facciano gli avvocati e i magistrati facciano i magistrati. E nessuno faccia l’infame, nè si avvantaggi dall’infamità. Ma in una società basata sulla menzogna ed il disonore è difficile che questo accada, quindi tutto continuerà così com’è…

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