Liberi tutti liberi subito. Diritto unilaterale di secessione unico argine contro i fiumi di sangue.

Motivazioni etniche, motivazioni politiche, motivazioni storiche, motivazioni religiose, motivazioni economiche, motivazioni linguistiche, motivazioni ideologiche.

Diversi gruppi di persone ovunque nel mondo vogliono la secessione dal loro stato per fare un nuovo stato indipendente o cambiare nazionalità ed unirsi ad uno stato pre-esistente per una o più motivazioni delle tipologie elencate.

Storicamente, tranne che in pochissimi casi, le volontà di secessione sono state represse nel sangue o sono diventate realtà pagando il prezzo del sangue. In entrambi i casi il sangue è stato versato sia dai secessionisti che dagli unionisti, incluse le vittime fra i civili. In entrambi i casi la parte sconfitta continua a covare rancore verso la parte vittoriosa e a soffiare sul fuoco. E’ possibile cambiare le cose se non c’è la volontà di “divorzio consensuale” di entrambe le parti in causa (caso Cecoslovacchia)?

La soluzione è una sola: diritto di secessione unilaterale di chiunque ed ovunque. Fine del primato degli stati sui popoli. Diritto di scelta per ogni gruppo di persone, inclusa la definizione di “popolo” che ognuna delle comunità si dà. Associazioni libere e bi, tri, multilaterali fra le varie comunità volontarie per formare entità più vaste con contratti a termine, come suggerito anche da Gianfranco Miglio, antesignano del pensiero regionalista radicale.

E’ necessario quindi mettere da parte molte istanze stataliste e socialiste e studiare al meglio l’idelogia libertarian in quanto essa ha al suo interno diversi strumenti ideologici a sostegno del diritto di secessione unilaterale da uno stato che non rappresenta le comunità, dell’assoluto diritto di pensiero e di parola, spesso negato dagli stati, e del primato dell’individuo su autorità che o sono oligarchie tiranniche o sono democrazie basate sul voto di massa della maggioranza lobotomizzata, imbelle e/o parassitaria.

I siti del Movimento Libertario (gratis) e soprattutto il sito “www.miglioverde.eu” (giornale online a pagamento ma ne vale la pena) sono autentici laboratori ideologici radicali e no compromise in tal senso, contenitori di materiale prezioso, difficilmente reperibile altrove e che rappresentano spesso una sintesi fra pensieri secessionisti anti-status quo e pensieri libertarian, specie la variante “libertarian right”.

Diciamolo chiaramente: il tricolore è una calamita per l’immigrazione irregolare di massa.

Il tricolore, diciamola tutta, è una calamita per l’immigrazione irregolare di massa e per i gli immigrati irregolari.

Essi pagheranno scafisti per raggiungere le coste della repubblica italiana senza essere stati invitati.

Non verranno come lavoratori stagionali regolati da decreti flussi nè con permessi più o meno lunghi per motivi di studio o di lavoro.

Non sappiamo chi sono nè da dove vengono di preciso, zero documenti e dei nomi / nazionalità / origine che potrebbero essere inventati; potrebbero essere avventurieri con più o meno scrupoli in cerca di fortuna, criminali amnistiati, gente che ha combattuto con i terroristi e, secondo le statistiche ufficiali, una minoranza è gente che “scappa dalla guerra” che riceverà, dopo alcuni anni, lo status di rifugiato.

Tutti gli altri sfrutteranno la lentezza e l’inefficienza del sistema di asilo politico della repubblica italiana; magistrati ed avvocati (tutti a gratuito patrocinio, li paga ushdado, tramite la tassazione massiccia alle regioni del Nord) mangeranno su questo; chi arriva verrà subito assistito legalmente, farà domanda d’asilo senza una virgola fuori posto, che ne abbia diritto o no, e intanto verrà mantenuto da ushdado, che prenderà i soldi dalla tassazione massiccia alle regioni del Nord.

Dopo un anno o poco più la domanda sarà rigettata, e l’avvocato farà un ricorso formalmente impeccabile anche se sostanzialmente inconcludente, passerà un altro anno e l’appello verrà rigettato, ma ci sarà il ricorso in cassazione, altrettanto impeccabile formalmente e sostanzialmente inconcludente, e il richiedente asilo continuerà ad essere mantenuto.

Chi pagerà? Sempre ushdado, tramite la tassazione massiccia alle regioni del Nord. Dopo un altro anno circa la cassazione rigetterà il ricorso, il richiedente asilo, se non ha trovato qualche scappatoia tramite matrimonio o ricongiungimento familiare da qualche parte, o raggiunto altri paesi UE, diventerà ufficialmente clandestino e riceverà un foglio di via, con cui si pulirà il culo. Tutto questo porterà ad avere qualche centinaia di migliaia di immigrati “irregolari” stimati in rep. italiana.

Senza contare l’immigrazione illegale meno nota, quella dei visti turistici di N giorni, entri regolarmente, scade il visto turistico, rimani e sei un fantasma.

Non sono argomenti “fascisti” nè “di destra” nè “leghisti”. Anzi, tutti i movimenti regionalisti di ovunque farebbero bene a non lasciare alle destre stataliste il monopolio di questi temi: sono temi reali e portano consenso. Dovrebbero, semmai, attaccare le destre stataliste per essere, a riguardo “tanto fumo e poco arrosto” e di fare meno di quanto promesso.

In ogni caso, chiunque abbia in mente il sistema lento, malato, inffefficiente ed orientato esclusivamente al profitto di magistrati ed avvocati, di gestione delle richieste di “asilo politico”, capisce che il problema non è solo chi è che governa la repubblica italiana e/o le sue regioni in un dato momento, il problema è soprattutto l’esistenza stessa della repubblica italiana, che permette questo sistema truffaldino e disonorevole dal quale ci guadagnano alcune minoranze ai danni della maggioranza dei suoi cittadini, specialmente di quelli delle regioni del Nord, che pagano più tasse e nelle quali si stima ci sia un numero maggiore di immigrati irregolari.
Perchè, si sa, i parassiti hanno bisogno di togliere a chi è più efficiente per sopravvivere.

Critica alla democrazia rappresentativa da un punto di vista Libertarian.

Interessanti spunti da un recente articolo (ed un relativo commento) comparsi sul sito del movimento libertario intitolato “è tempo di abbandonare il dogma democratico” ed un’osservazione personale.

<<Non c’è niente di sacro né di particolarmente giusto nella democrazia a suffragio universale e con uguaglianza di voto, come è ovvio a chiunque abbia un minimo di senso morale o di logica. Il motivo storico per il quale la democrazia iniziò ad emergere era molto pratico.

La produzione di valore e il controllo del potere si erano divaricati. Il potere, nell’antico regime, era in mano a rentier ormai parassitari, che non producevano valore economico né fornivano più protezione tramite la forza militare (cioè non producevano valore securitario). Il principio democratico rappresentativo servì in principio a trasferire il potere alla borghesia produttiva.

Dopo la rivoluzione industriale, le masse lavoratrici divennero imprescindibili produttrici di valore e vennero anch’esse associate al potere, tramite l’estensione del diritto di voto. Ora però il sistema è nuovamente disallineato. Nei paesi sviluppati, la redistribuzione ha reso possibile la creazione di un gigantesco “welfare”, che ha permesso a masse sterminate di tenersi fuori dalla produzione e vivere grazie al valore estratto dai sempre meno produttori, la cui libertà è crescentemente coartata.

Oggi in Italia lavora una persona su tre, per capirci. Le altre due vivono grazie all’estrazione di valore dal povero terzo lavoratore, sempre più oppresso da un sistema che lo mette sistematicamente e inevitabilmente in minoranza e lo schiaccia, privandolo nel processo della libertà di agire e di godere dei frutti della sua fatica.


Per questo che hanno dapprima fatto l’unità d’italia ed ora d’europa e sognano in futuro eurasia e poi un governo unico mondiale, per allontanare il confine, allontanare ogni via di fuga, per cancellare ogni concorrenza tra stati (visto mai che se ne trovi uno dove salvarsi)
Per questo ogni spinta centriFuga secessionista è benedetta e sacrosanta, da qualsiasi parte venga.

Naturalmente non voglio per forza applicare questa mia idea, ma l’avere una pluralità di stati (grandi quanto la lombardia o la toscana) in concorrenza tra loro, ognuno con la sua ‘ricetta’ offerta al cliente-cittadino, porterà finalmente a vivere come si vuole e con chi si vuole: il fascista sarà felice coi fascisti, così come i nazisti brinderanno tra loro, idem i comunisti, gli ebrei, i vegani, ecc…
Qualcuno dice che è un’utopia. Ma non è più utopico aspettarsi che uno Stato Onnipotente coi suoi gerarchi sconosciuti ed intoccabili a capo di Ministeri, Servizi e Calotte, si preoccupi di fare ciò che il singolo s’aspetta e mendica col cappello in mano?

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Fonte: https://www.movimentolibertario.com/2019/10/e-tempo-di-abbandonare-il-dogma-democratico/

Considerazione personale

Oggi la democrazia è considerata un “feticcio”, con tutti che accusano l’avversario di essere “anti-democratico”.

Del resto le critiche alla democrazia spesso arrivano dal lato “authoritarian”, con argomenti messianici del tipo “ci vuole l’uomo forte al comando”.

Personalmente non considero la democrazia un feticcio da difendere a tutti i costi ma non mi ritrovo nemmeno in visioni filo-totalitarie. Forse il problema è la democrazia rappresentativa per gestire vasti territori in cui si tende a “votare coi soldi degli altri” (caso rep. italiana, in cui le etnie numericamente dominanti, quella centro-meridionali, votano coi soldi delle etnie numericamente minoritarie), mentre una democrazia diretta per gestire territori relativamente piccoli come estensione e popolazione porterebbe ad una responsabilizzazione del voto e ad un maggiore controllo del popolo (e anche dei singoli cittadini) nei confronti dello stato.

Divisibilità degli Stati: un diritto per tutti

Ad una conferenza a Milano sulla situazione catalana vi era, fra i relatori, il prof. Pietro Cataldi, rettore dell’università per stranieri di Siena.

Egli ha affrontato il discorso della divisibilità o meno degli stati, della ridiscussione dei confini. La sua domanda, nel caso catalano o più in generale, era “ha il diritto una popolazione che abita una certa zona a secedere dallo stato? Se sì, in quali situazioni? Sempre?” e la sua opinione a riguardo era:”in certi casi sì, non so se sempre, ma in ogni caso la situazione deve portare ad una risoluzione pacifica mediante il dialogo, non alla guerra come nel passato o alla repressione giudiziaria come nel caso catalano”.

Una posizione possibilsta ma che a mio avviso pecca di praticità: se un gruppo di persone cittadine di uno stato, per qualunque motivo, vuole secedere per formare un altro stato, è perchè, per qualche motivo, non si sentono a loro agio in tale stato, non si sentono adeguatamente protetti e valorizzati. Però, se provano a chiedere pacificamente allo stato di secedere, la risposta è no. Se provano a forzare la mano in modo pacifico, arriva la repressione. Se, come nel caso scozzese, lo stato concede il referendum, userà l’arma della propaganda e del terrorismo psicologico per vincere (il comportamento dell’UK con la Scozia è comunque “meno peggio” del comportamento spagnolo con la catalunya). Se provano la via della lotta armata, comprensibilmente, la repressione sarebbe ancora più dura.

Il perchè uno stato non è disposto a trattare secessioni e disgregazioni è semplice: istinto di autoconservazione, perchè un parassita non è disposto a mettere in discussione il suo diritto al parassitaggio. Altrimenti salta tutto. In Spagna come in tutta l’Unione Europea, dove praticamente ogni stato ha al suo interno pulsioni separatiste, più o meno forti.

Quindi, riassumento, oggi la secessione è questione di rapporti di forza, con tanto di appoggi internazionali con secondi fini che non siano “la libertà di scelta dei popoli”. Nei casi più gravi, il processo può passare da guerre e tanto sangue versato.

Quindi a mio avviso l’unico modo per prevenire tutto ciò è modificare radicalmente il diritto internazionale, inserendo al suo interno il principio di “diritto unilaterale di secessione SEMPRE, DI CHIUNQUE, OVUNQUE E PER QUALUNQUE MOTIVO”. In questo modo gli stati sarebbero costretti ad impegnarsi per far sì che i popoli al suo interno preferiscano restare suoi cittadini invece di guardare ad altri stati o di volersi mettere in proprio. Ma siamo ancora molto lontani da questo. Ma il discorso va mantenuto vivo.

Perchè sì, il “non sono d’accordo con la tua secessione ma parliamone, parliamone in eterno, tanto non sono d’accordo e non te la lascio fare” è un po’ un paradosso fantozziano.

Come proteggere la propria famiglia (Eugenio Benetazzo)

In un mondo in cui vi è stata imposta l’integrazione forzata con altre popolazioni profondamente diverse, senza che il vostro governo vi abbia mai chiesto prima se effettivamente questa fosse la vostra più intima volontà, vi siete mai fermati a chiedervi qual è invece il contrario dell’integrazione? Ve lo dico io, si chiama autoghettizzazione. Ne sanno qualcosa gli americani, che l’hanno inventata ed implementata prima di tutti gli altri. Alla faccia, quindi, che il diverso è bello e piace. Si perde ormai nella notte dei tempi il numero di sindaci italiani che respingono alle prefetture i cosiddetti finti profughi assegnati d’ufficio ai vari comuni italiani. Purtroppo con una nazione drogata e plagiata dalla vile deriva aberrante di stampo cattocomunista, per la maggior parte della popolazione il futuro è tutt’altro che roseo. Ci sono lettori che mi scrivono cosa possono fare per i loro figli; pensate prima a voi stessi ed auspicate che la vostra discendenza sia dotata di geni atti a non farsi sopraffare. Il titolo di studio, tranne qualche caso isolato, non servirà più a nulla anzi, magari li schiaccerà ancora più in basso di dove si trovano ora. Come dicevo, l’unica soluzione fai da te che si può per adesso implementare per proteggersi e per proteggere la propria famiglia è l’autoghettizzazione, ossia ritirarsi a vivere all’interno di comunità residenziali chiuse dal resto del mondo. Detta così sembra stia parlando di un altro pianeta, in realtà si tratta di aree residenziali molto peculiari, riservate ad una fascia della popolazione generalmente benestante, che predilige oltretutto uno stile di vita in cui determinate minacce, rischi e pericoli sono completamente assenti. Tecnicamente si chiamano “gated communities” oppure anche “walled communities”, ossia nuclei residenziali recintati e monitorati. In Italia non sono ancora presenti in misura massiva ma basta aspettare e lo diventeranno anche loro molto presto. Dopo 3 anni di valutazioni e considerazioni personali anch’io ho scelto di andare a vivere in una struttura residenziale di questo tipo. Esistono in tutto il mondo occidentale, si va dal Messico a Cipro, dalla Spagna agli USA. Rappresentano pertanto complessi urbani, solitamente molto distanti dalle aree metropolitane, caratterizzati da grandi spazi verdi, e vegetazione lussureggiante. Molti di essi, anche per ragioni di marketing, sono ubicati in prossimità di aree costiere, ma mai a ridosso del mare. Questo per evitare la massa, il rumore, o i tipici fastidi che si hanno quando si vive a stretto contatto con persone appartenenti alle fasce economiche più basse, le cosiddette low class people. Queste gated communities, che solitamente sono costruite all’interno di grandi campi da golf, sono dotate di un servizio di vigilanza e polizia privata. Per entrare o uscire dalla comunità si deve passare per un check point vigilato giorno e notte in cui vengono registrati e monitorati gli accessi dei visitors, ossia gli ospiti dei residenti. Ogni residence community al proprio interno è molto simile a un piccolo paesino all’italiana. È presente tutto quello che serve per vivere senza pensieri; supermercato, pub, palestra, ogni sorta di impianto sportivo, scuola primaria, clinica medica, veterinario, boutique, wine bar, sportello bancario, edicola, parrucchiere, estetista, un ventaglio di ristoranti e in alcuni casi anche una piccola cappella cristiana privata. Le auto circolano all’interno della comunità al massimo dei 30 km/h, ed in ogni caso vige un sistema di telecamere interno per sanzionare eventuali infrazioni. Ognuno ha il proprio parcheggio numerato e coperto davanti a casa, sotto le fronte di qualche salice o betulla, così non si impazzisce a cercare un posto in cui lasciare l’auto. Tutta la community si sviluppa intorno a sentieri immersi nel verde e viali per piste ciclabili o passaggi pedonali di modo che tanto persone anziane quanto bambini possano agire liberamente e senza angoscia per i rispettivi genitori. Non ci sono spacciatori, violentatori, scippatori o balordi per i viali interni. Qui viene il bello che dimostra quanto l’integrazione forzata sia la più grande menzogna di questo secolo propagandata in Italia dal PD and company. Chi se lo può permettere si autoghettizza, ossia si ritira a vivere in queste tipologie di enclaves residenziali in cui, state certi, non vedrete mai islamici, africani o diversamente bianchi da altre parti del mondo. Tasso di criminalità interna pari allo 0%; potete lasciare la vostra mountain bike da 1000 euro in giardino, al parcheggio del supermercato interno, senza catenaccio tanto non ve la tocca nessuno. La notte potete dormire senza serrare la porta d’ingresso, tanto nessuno si sognerebbe di entrare. La vigilanza gira, con molta discrezione, armata giorno e notte; non c’è posto al mondo in cui ti puoi sentire più sicuro. Tecnicamente siete in una fortezza WASP. Questo acronimo sta per White Anglo Saxon Protestant. Era utilizzato un tempo per indicare un cittadino statunitense discendente dai colonizzatori originari inglesi, non appartenente quindi a nessuna delle tradizionali minoranze etniche: afroamericani, ispanici o asiatici. Oggi invece è utilizzata per indicare la cultura e il modo di vita di gruppi circoscritti di persone generalmente bianchi, cristiani, benestanti di origine nord europea, conoscitori della lingua inglese stanziatisi a vivere in altri paesi da quello loro nativo. Molte di queste gated communities che arrivano ad accogliere nella generalità dei casi oltre 5.000 persone possono anche essere concepite come retirement village, ossia complessi residenziali per accogliere ed ospitare anziani pensionati autosufficienti. La Florida ha creato un business unico al mondo intorno a queste realtà. In Europa abbiamo il Portogallo con la regione dell’Algarve che ha fatto copia e incolla. Le comunità sono chiuse su se stesse per definizione. Per acquistare una proprietà immobiliare, sia essa villetta indipendente, appartamento o casa a schiera o chalet, dovete essere ammessi dal consiglio di amministrazione della community, presentare determinate credenziali personali ed avere anche referenze professionali. Questo con lo scopo di proteggere e tutelare chi ha scelto di viverci prima di voi quanto chi ha deciso di effettuare eventualmente un investimento immobiliare. Così facendo si evita ad esempio che possano entrare come residenti in pianta stabile nella comunità persone generalmente non gradite alla moltitudine. L’approccio può sembrare discriminatorio o a sfondo razzista; in realtà rappresenta tanto una forma di difesa quanto una massima espressione di libertà, ossia “voglio essere libero di scegliere con chi vivere e di chi avere al mio fianco come vicino di casa”. Questa è la motivazione principale che spinge ad effettuare queste scelte di vita radicali. Come italiani invece siamo ormai da più di 5 anni che abbiamo persone che sono nelle nostre farlocche istituzioni che decidono per voi, proclamandosi detentori della verità assoluta ed obbligandovi ad accettare la ricchezza culturale, chiamiamola così, di genti disperate che arrivano nel nostro paese con l’obiettivo di sfruttare il suo sistema di welfare         sociale come se fosse la fiera della cuccagna.

 

Autostrada per l’inferno. I movimenti neonazisti violenti che mettono in pericolo l’UK sono guidati da SATANISTI che vogliono la guerra razziale globale (fonte: The Sun)

Autostrada per l’inferno.
I movimenti neonazisti violenti che mettono in pericolo l’UK sono guidati da SATANISTI che vogliono la guerra razziale globale. L’occulto Ordine dei Nove Angoli è stato collegato ad un certo numero di personaggi di alto profilo dell’estrema destra

Autori: Hugo Gye e Natasha Clark.

I gruppi neonazisti pericolosi che stanno minacciando l’UK hanno i loro collegamenti con un culto Satanico, il Sun lo può affermare.

Una nuova inchiesta ha dissotterrato legami fra una serie di delinquenti violenti di estrema destra ed un gruppo di adoratori del Demonio il cui leader ha sostenuto Osama Bin Laden.

L’importanza dell’Ordine dei Nove Angoli è stata rivelata dal servizio di spionaggio anti-fascista “Hope Not Hate” in un nuovo rapporto fornito al Sun.

Il culto esiste da decadi ed è nato nelle Midlands, ma sembra che ha aumentato la sua influenza negli ultimi anni grazie alla sua propaganda online.

Il capo di Hope Not Hate Nick Lowles ha detto a The Sun: “L’Ordine dei Nove Angoli è il gruppo satanista più estremista del mondo ed il suo obiettivo chiave è causare il rovesciamento della società, che esso crede sia controllata dagli Ebrei, attraverso il chaos ed i disordini.

Esso celebra la violenza sessuale più orrenda ed incoraggia i suoi supporter ad eseguire ‘abbattimenti umani’, termine con cui intendono gli omicidi.

Per molti anni ha avuto solo un manipolo di seguaci fanatici, ma la diffusione di internet mista alla crescita della fascinazione nell’occulto dei giovani ha fatto sì che il gruppo ora sta crescendo in UK e all’estero.

Ciò che è più preoccupante è che l’O9A sta attraendo alcuni dei più pericolosi e violenti attivisti di estrema destra in UK, inclusi quello che sostengono apertamente il terrorismo e vedono lo stupro come uno strumento politico”.

STORIA OSCURA

I rituali del gruppo includono una “messa dell’eresia” in cui i membri cantano: “Noi crediamo che Adolf Hitler è stato inviato dai nostri dei per guidarci alla grandezza.”

I leaders si vantano di usare la fede Satanica come una porta per l’estrema destra, facendo sembrare il razzismo un altro atto di ribellione contro la società.

Una figura chiave dell’Ordine dei Nove Angoli è David Myatt, che in seguito si convertì al fondamentalismo islamico e diffuse propaganda di Al Qaeda.

Hope Not Hate rivela anche che alcuni membri di alto profilo dell’estrema destra sono collegati all’O9A.

Garron Helm, che è stato imprigionato per avere inviato messaggi antisemiti alla deputata ebrea Luciana Berger, aveva nella sua casa il simbolo a nove punte del culto.

Ryan Fleming, un ex membro della bandita National Action che era stato arrestato per pedofilia, è a capo di una branca del gruppo nello Yorkshire.

Inoltre l’O9A è legata alla Sonnenkrieg Division, un’organizzazione neonazista che è nata negli USA e che si è diffusa oltre l’Atlantico.

Secondo Hope Not Hate, il leader Andrew Dymock è “ossessionato dall’occulto”.

La Sonnenkrieg ha minacciato di uccidere il principe Harry perché definito un “traditore della razza” per aver sposato Meghan.

Mr Lowles afferma: “La maggior parte di chi segue la Sonnenkrieg DIvision sono teenager o persone con poco più di 20 anni.

La Letteratura dell’O9A parla nello specifico di istigare i giovani perché facciano cose che i più anziani non faranno. L’O9A non può essere liquidato come un gruppo bizzarro o persino ridicolo. Le autorità devono indagare immediatamente su di essi”.

fonte: https://www.thesun.co.uk/news/8489293/violent-neo-nazi-movements-endangering-uk-are-driven-by-satanists-who-want-global-race-war/

Il DNA Ancestrale suggerisce che le migrazioni dalle steppe diffusero le lingue Indoeuropee – David Reich – 29/04/2017

Di seguito al PDF sottostante la traduzione, con immagini incluse, di una lezione del professor David Reich sulle ultime scoperte genetiche per quanto riguarda l’indoeuropeizzazione dell’Europa. Buona lettura agli interessati.

David Reich – DNA Ancestrale – Lingue Indoeuropee

Repubblica italiana, identitarismo, scissioni territoriali, “piccole Ungherie di Orban”: il caso Lombardia e Veneto.

<<La direzione in cui si andrà è quella degli USA, tutti “cittadini americani” ma sempre con l’identità razziale che li definisce “white, black, hispanic, asian” e alla fine (metropoli a parte) definisce il loro contesto di riferimento. Gli USA erano nati come WASP e all’inizio i primi immigrati mitteleuropei o nordeuropei non WASP erano una sorta di corpo estraneo, figurarsi gli europei dell’est o del sud, ma ora la polarizzazione è tale che il “white” comprende tutto come macro-categoria.
Quello che voglio dire è che, pezzo di carta o meno, ognuno resta quello che è e dovrà rapportarsi principalmente con i suoi simili per portare avanti le proprie istanze. Parlo soprattutto delle regioni del Nord che, purtroppo, sono benestanti e attirano masse sia dal resto dello stato che da fuori. Per non creare confusioni tipo quei discorsi sovranari di base “la cittadinanza si conquista” o anche di quegli altri sovranari che parlano di una fantomatica “identità italiana unica” serve essere consapevoli delle molteplici identità di tutti i cittadini (o in generale di tutti i residenti). Definire le identità sostanzialmente in senso etnico, di sangue in primis, di mentalità in secondo luogo e di residenza di lungo periodo sul territorio. E smetterla di parlare di “italia ed italiani” ma parlare semplicemente di “repubblica italiana, cittadini e residenti non cittadini”. Perchè sì, è tutta una questione di scartoffie che danno questo o quel diritto/dovere. L’identità (che può anche essere “plurale” in certi casi) è definita da quello che si è, non da quello che qualche burocrate centralista scrive su un pezzo di carta.

La scissione territoriale sarebbe anche strumentale a distruggere l’entità che ha permesso tutto questo schifo: il discorso dei 4 nonni di una sola zona a mio avviso passa in secondo piano per motivi meramente pratici. Proprio in senso pratico: una lombardia, un veneto, o un ‘lombardo veneto’ indipendente, senza i voti di massa di certe regioni fra le palle (il parlamento pieno di puttanelle a 5stelle è figlio di quel voto), avrebbe un fontana o uno zaia premier, diventerebbe una piccola “Ungheria di Orban” con mentalità non politically correct, controllo di confini e cittadinanze e prosperità economica. Poi che non è praticabile purtroppo è vero, perché certi parassiti (la rep italiana in primis) sono duri a morire e hanno dietro altri parassiti più grossi (UE) a proteggerli.>>

Trump in favore dell’indipendenza catalana e successivo dietrofront su pressione dei militari

Ad una conferenza a Milano, il 28 Settembre 2019, riguardante gli ultimi sviluppi della questione catalana, il giornalista freelance Marco Santopadre, fra i relatori della conferenza, rispondendo ad una domanda del pubblico sull’isolamento internazionale della Catalunya e sui possibili scenari, ha citato un episodio passato in sordina nella stampa mainstream italofona.

Poco prima del referendum “illegale” (per Madrid), era chiaro a tutti che il risultato sarebbe stato un plebiscito per l’indipendenza. Il presidente degli USA Donald Trump aveva dichiarato che “avrebbe riconosciuto il risultato del referendum, qualunque esso fosse stato”. Praticamente, era una sorta di endorsment all’indipendenza della Catalunya.

Marco Santopadre affermava che questo mezzo endorsment poteva spiegarsi con il fatto che il blocco internazionale “USA” aveva (ed ha) interesse ad indebolire il blocco internazionale “UE”, e quindi il sostegno alla secessione catalana era strumentale a mettere in difficoltà l’UE. E’ noto infatti che in praticamente tutti i paesi UE vi sono spinte separatiste più o meno forti e con più o meno sostegno popolare, che potrebbero prendere forza se “saltasse” uno dei paesi UE.

Tuttavia pochi giorni dopo Trump ha fatto retromarcia in quanto consigliato dai militari. Infatti i militari gli hanno fatto notare che, in ottica NATO, la Spagna era un paese molto importante e che quindi non era conveniente ostacolarlo.

Nel ricordare questo episodio, Marco Santopadre ha semplicemente descritto l’amara realtà delle relazioni internazionali fra stati o “blocchi di stati”, basata non sulle volontà dei popoli ma sugli interessi delle elites.

La verità è che le mobilitazioni popolari di massa, come quella catalana, sono condizione necessaria ma non sufficiente per un cambiamento della situazione. Se non c’è appoggio internazionale il risultato continuerà ad essere il carcere ad oltranza, l’esilio e le manganellate della sbirraglia spagnola.

Altri relatori e partecipanti alla conferenza hanno fatto il parallelo con Hong Kong, la cui causa localista è appoggiata dal “blocco Occidentale” in funzione anti-cinese, o con la formazione di stati indipendenti da ex territori dell’URSS (anche in quel caso con l’appoggio del “blocco Occidentale”), o con la disgregazione della ex Jugoslavia (con ogni “nuovo stato” che aveva appoggi nel “blocco Occidentale”) o, ultimamente, con la possibilità di una Brexit prima e di una secessione della Scozia dall’UK e conseguente “re-entry” della Scozia indipendente nell’UE (l’UE avrebbe interesse ad indebolire l’UK se diventa uno “stato terzo”).

Invece in Catalunya niente, non ha alcun appoggio nel “blocco Occidentale”.. Che li avrà da altri blocchi? Non si è affrontato l’argomento, ma chissà… In ogni caso Trump alla fine ha scelto la Spagna…