rep. italiana e politically correct- “Europa Forte” concetto fallace – il “caso Salvini” – Lombardia e Veneto indipendenti mine vaganti

Anche chi avversa l’indipendentismo partendo da posizioni di “destra italianista” dovrebbe ripensare a certi aspetti, anche partendo da basi e motivazioni diverse da quelle classiche di chi vuole “andarsene” . Oggi, difendere l’unità dello stato significa difendere questo apparato repressivo politically correct. E vale per tutti, anche per chi è di Roma, di Napoli, di Palermo o di Crotone ed avversa questo apparato repressivo politically correct. Buttare giù questo mostro giuridico-burocratico irriformabile a mio avviso deve essere una priorità per chiunque non si riconosca nell’ideologia dominante del politically correct.

In ambienti di destra italianista si parla del concetto di “Europa forte” composta da una maggiore collaborazione fra gli stati nazionali; “Europa forte”, entità che sarebbe necessaria per fronteggiare e/o trattare alla pari con stati come USA, Russia e Cina; anche in ambienti regionalisti c’è fa discorsi molto simili però sotto forma di “Stati Uniti d’Europa con macroregioni”, invece che l’attuale UE degli stati nazione. Giancarlo Pagliarini al congresso di Grande Nord ha fatto questo discorso che ricorda per certi versi quelli che fa Gabriele Adinolfi, con la differenza che invece degli stati nazionali vuole le macroregioni. Discorsi che, anche se fatti in buona fede, a mio avviso lasciano il tempo che trovano se poi chi comanda in Europa è chi vuole la sostituzione razziale ed i reati d’opinione per i dissidenti.

Dal Congresso di Grande Nord, queste le parole di Pagliarini.

<<Quindi poi è assolutamente fondamentale che si abbia un’Europa forte perché nel gioco internazionale comandano quelli forti; Stati Uniti, Cina, Russia. L’Europa non parla mai con una sola voce, quindi è necessario avere un’Europa forte, ma per avere un’Europa forte, signori, è necessario eliminare i vecchi stati-nazione. I vecchi stati-nazione son quelli che bloccano l’Europa, sono quelli che hanno fatto le due guerre mondiali. Non ci sono santi. Quello che bisognerebbe avere è l’Europa della Sicilia, della Catalogna, del Veneto, della Baviera: piccoli che hanno bisogno di un’Europa forte e non in grado di combinare guai. Uno stato nazione ha il suo egoismo, ha la sua storia, non vuole cedere sovranità, al risultato pratico l’Europa non parte. Io sono convintissimo che è necessario avere un’Europa forte, e per questo teniamo nella cultura, nelle tradizioni, nei ricordi gli stati nazione, ma dobbiamo fare l’Europa dei Popoli. Di questo sono convintissimo.>>

Oggi chi vuole l’esercito europeo e l’integrazione nell’UE è Macron, che si colloca dalla parte dei multiculturalisti. L’unità europea è rappresentata dall’UE, e la cosiddetta “unità italiana” è rappresentata dalla repubblica italiana, che si basa sulla colonizzazione e sul parassitaggio di massa ai danni di certe regioni (che, guarda caso, sono quelle in cui erano e sono più forti le pulsioni separatiste).

La divisione primaria oggi è fra chi vuole riempire di allogeni le nostre zone e chi no.

Oggi gli stati nazione ad egemonia culturale multiculturalista e politically correct sono lo status quo. Oggi il club europeo di questi stati nazione, l’UE, è lo status quo. I primi nemici sono loro, lo status quo nelle nostre zone; non “USA, Cina, Russia”.

Ci sono realtà e movimenti regionalisti / indipendentisti ovunque, ci sono state repressioni giudiziare della magistratura sia nel passato remoto, all’epoca d’oro della lega old style, che nel passato recente con la pagliacciata del processo per “terrorismo” a vari esponenti dell’indipendentismo veneto e, in misura minore, lombardo (aprile 2014); si tratta di realtà piccole e con poco seguito, certo, ma non mi sembra che i partiti della destra radicale italiana abbiano tutto questo seguito, anzi quello principale ha deciso di ritirarsi dalle elezioni e a collaborare col “sovranismo mainstream” di FDI e della Lega Salvini Premier.

Già.. se parliamo “di massa”, menzione particolare per il cosiddetto “caso-Salvini”: cresciuto nella Lega Nord coi cavalli di battaglia classici, diventa segretario e, in alcuni anni, fa la “svolta nazionale”, presenta liste ovunque nella repubblica italiana, anche al sud, i cui abitanti solo pochi anni prima erano apostrofati in malo modo, e riesce ad ottenere risultati migliori non solo delle “destre radicali nazionali” tipo CP FN e simili ma persino delle “destre istituzionali nazionali” tipo AN, FDI e roba così. E sono convinto che in fondo a FDi e simili questa cosa rode da matti.

Per far sì che il centro-sud votasse in massa un partito anti-immigrazione ci è voluto un lombardo (Salvini) che si è messo a trollare la peggiore italianità stereotipata con tutti i suoi posts idioti su facebook del tipo “ahmm, buona questa torta, buongiornissimo kaffeèèè, w gli sbirri che ci difendono, w il buonzenzoh”. Il fatto che questa retorica salviniana ha avuto in pochi anni più consenso al centrosud dei partiti che tuonavano “patria, onore e tricolore” fa capire quanto è poco sentito il “sentimento nazionale” anche al sud. Poi, certo, fa comodo dire “restiamo uniti” quando una parte della repubblica funziona e l’altra ha bisogno di farsi mantenere…

Per il resto, la storia d’Europa ha qualche secolo ed in questi secoli i confini fra gli stati sono cambiati più volte per guerre, trattati, annessioni, secessioni, unificazioni ecc, ma non è che ogni volta che cambiavano i confini c’era un genocidio o una sostituzione etnica di massa, non è un confine politico che fa un popolo, e soprattutto non ci sono linee di demarcazione rigide, specie nelle zone di transizione. Uno stato, che sia monarchia, repubblica, impero ecc, tende ad avere all’interno più popoli diversi, personalmente non la vedo in modo rigido: se più popoli diversi si trovano bene all’interno di uno stesso stato che rispetta le loro peculiarità e non impone sostituzione etnica e omologazione è un conto, altrimenti un popolo ha il sacrosanto diritto naturale di dire “no, così non mi va bene”.

I discorsi del tipo “con l’immigrazione di massa dal sud verso il nord creeremo unità italiana” sono parenti stretti dei discorsi del tipo “con l’immigrazione di massa dal medio oriente, dal nordafrica e dall’africa subsahariana verso l’Europa creeremo la razza umana unica meticcia”, cambiano le “dimensioni” e le “distanze etnoculturali” ma non la sostanza. Si tratta di rispetto per i popoli e di preservazione delle differenze.

Parlando di cose “potenzialmente pratiche”, una sorta di “federazione lombardo-veneta” indipendente dal resto della repubblica italiana (o anche una nazione lombarda + una nazione veneta) diventerebbero, dal punto di vista identitario, una vera spina del fianco dello status quo. Non la lasceranno fare perchè il parassita non si stacca dall’ospite perchè è la sua natura, ma se la rep. italiana implode la cosa si fa interessante. Questo semplicemente in virtù delle tendenze elettorali medie che ci sono in queste due regioni. Diventerebbero una o due “piccole Ungherie di Orban” o, volendo “un Ungheria e una Polonia” (per fare due esempi di nazioni le cui classi dirigenti non sono supine al politically correct) un po’ meno monoetniche ed un po’ più prospere, forse tendenti un po’ alla “Svizzera”, avrebbero come premier gente come Fontana, Zaia, Maroni, Calderoli, Giorgetti ecc che ok non è il massimo ma di sicuro 1000 volte meglio delle elites romanocentriche, meridionaliste e multiculturaliste che governano la rep. italiana ora.. Avremmo il controllo dei confini più facile, dato che non saremmo più paesi di primo sbarco, certe politiche avrebbero ampia legittimazione popolare, non avremmo (o meglio le avremmo in misura minore) quei problemi tipicamente romano-meridionali come magistratura politicizzata, mafie, clientelismo, corruzione ecc, non avremmo la commissione Segre (in Lombardia l’hanno respinta) e probabilmente nemmeno la Legge Mancino (o perlomeno non così insidiosa come applicazione e come ambiguità). Non ci sono motivi razionali e pratici per dire che i lombardi e i veneti starebbero meglio “sotto roma” che “da soli”.