Il LIBRO-PENSIERO DI GILBERTO ONETO – Libero – 23/11/2019

 

Se non curi casa tua non salverai l’ambiente.

Per l’architetto il territorio è stato rovinato dall’omologazione. La vera ecologia è progettare rispettando luoghi e tradizioni

Autore: Fabio Rubini – Libero

“Questo è il libro che Gilberto avrebbe sempre voluto scrivere, perché tutti i suoi studi, tutti i suoi ragionamenti (anche politici) sono partiti dai temi dell’ambiente, del paesaggio, del territorio”. A parlare è Daniela Piolini, moglie di Gilberto Oneto, architetto paesaggista, politologo, docente universitario ed editorialista di Libero, prematuramente scomparso nel 2015. Il Libro in questione è Ecologia, Identità e Federalismo. Criticità ambientali e pianificazione del territorio nella visione di Gilberto Oneto (Leonardo Facco editore, pp. 200, euro 19,50) curato dallo studioso Matteo Colaone.

Un volume che affascina fin dalla sua genesi. Perché tutto è partito da un file di word custodito nel computer di Oneto. “Gilberto aveva abbozzato l’indice con le tematiche principali da trattare”, racconta Daniela, “così l’ho affidato a Matteo Colaone, che era quello che più di tutti poteva capire, mettere a tema e sviluppare il pensiero di mio marito”. A partire dalla visione federalista che Oneto aveva anche dell’ecologismo. “Le persone non sono abituate a pensare che dietro le trasformazioni del paesaggio esiste un piano che è partito con l’unità d’Italia, si è sviluppato con il fascismo e oggi prosegue con la globalizzazione. Questo progetto”, spiega Daniela Piolini, “è quello di uniformare il paesaggio e il territorio, cancellando quelle che sono le caratteristiche dei territori”. Una visione, neanche a dirlo, che Gilberto Oneto ha sempre combattuto, lui che era solito dire che “per progettare in Lombardia serve un architetto lombardo e per progettare in Sicilia un siciliano”, perché se non si conosce il territorio si rischia di far danni irreparabili.

 

Idee più che mai attuali

“Quello che colpisce del lavoro di Oneto”, ci racconta l’autore del libro Matteo Colaone, è la straordinaria attualità del suo pensiero, la sua visionarietà”. Su tutti valga il suggestivo racconto custodito in uno dei capitoli conclusivi, che narra di quando il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, chiamò Oneto ad occuparsi delle tematiche ambientali del partito. Gilberto costituisce così la prima “Consulta del territorio”, alo scopo di preparare gli amministratori del Carroccio alle sfide ambientali.

Sarà un’avventura in chiaroscuro, perché accanto al genio e sregolatezza del segretario, Oneto si trova ad affrontare le dinamiche spesso contorte di un movimento in piena evoluzione. “Eppure quelle proposte che risalgono a decenni fa, se viste oggi sono ancora attuali”, racconta Colaone. “Una delle sue idee, ad esempio, era quella di trasferire le competenze sulla pianificazione territoriale dai Comuni alle Aree Omogenee, un corpo intermedio fra le Comunità e le Regioni. Pensate”, spiega l’autore, “quanto questa visione avrebbe aiutato nel dibattito sulla riforma delle province”.

La riforma Onetiana

Nel volume vengono poi illustrati i “nove principi ella pianificazione riformista”, che lo stesso Oneto ha portato avanti con proposte parlamentari fatte avanzare dalla già citata “Consulta del territorio”, tutte basate sulla convinzione che “una buona legge di pianificazione deve essere innanzitutto un’affermazione di autonomia” che deve “obbligatoriamente esprimersi in connotazioni di qualità, di forma e, soprattutto, di efficienza fisiografica. Deve essere il giusto riconoscimento delle esigenze del posto, della gente e della tradizione”. Un programma politico-amministrativo che nella visione di Oneto avrebbe dovuto portare al superamento delle “commissioni edilizie” e al ripristino delle “commissioni di ornato”, in grado di giudicare non solo l’aspetto quantitativo di un progetto, ma anche (o meglio, soprattutto) l’aspetto qualitativo dei progetti presentati. Perché, come sosteneva Oneto, “la qualità dell’ambiente è la cartina di tornasole della civiltà”. Anche sull’ambientalismo alla Greta Thumberg oggi Oneto avrebbe molto da dire. Scrive Colaone nella premessa al volume: “il vero ecologista è prima di tutto lo studioso della propria casa, ovvero il territorio in cui vive”. Il volume rappresenta anche una precisa critica rivolta “sia ai cambiamenti propri della modernità, sia alle scelte politiche di chi ha perpetuato una sbagliata gestione dei territori per ignoranza, scarso coinvolgimento o peggio per interessi”. Colaone infine parla di Oneto, che definisce come “una figura di rara onestà intellettuale con grande capacità di analisi politica, ma allo stesso tempo in grado di mettere in campo un approccio analitico e critico che applicava a tutti i suoi interessi. In questo libro, insomma, abbiamo cercato di far riemergere l’Oneto ecologista”. Un’operazione riuscita alla perfezione.