IL 55% DEGLI AMERICANI BIANCHI ORA PENSA CHE I BIANCHI SIANO VITTIME DI DISCRIMINAZIONI RAZZIALI (Clara Wilkins, 24 Dicembre 2017)

Disponibile al PDF in allegato e, sotto, in formato di testo, l’articolo di Clara Wilkins datato 24 Dicembre 2017 che parla della percezione di subire discriminazione razziale da parte della maggior parte degli americani bianchi. Buona lettura agli interessati

Il 55% degli americani bianchi pensa che i bianchi siano vittime di discriminazione razziale – ita

  • Secondo un recente sondaggio, la maggioranza dei bianchi, il 55%, credono che i bianchi siano vittima di discriminazione razziale
  • I bianchi pensano che il pregiudizio verso il loro gruppo stia aumentando, mentre credono che il pregiudizio verso i neri stia diminuendo.
  • Questa percezione di pregiudizio, anche se non trova riscontro nella realtà, può avere conseguenze reali.

 

Ad Agosto, il Dipartimento di Giustizia ha deciso di fare ricerche sulla percezione della discriminazione contro i bianchi all’ingresso delle università. Fino ad allora, i campus erano stati riempiti di volantini con scritto “è ok essere bianchi” ed a Novembre scoppiarono violenze all’Università del Connecticut durante un discorso che riguardava la discriminazione contro i bianchi.

I bianchi sono oggi sotto attacco?

Dopo tutto, negli USA i bianchi sono storicamente visti come i fautori delle discriminazioni, e le minoranze come le vittime.

Tuttavia la percezione di questa relazione è stata invertita. Secondo recenti sondaggi, la maggioranza dei bianchi, il 55%, crede che i bianchi subiscano oggi la discriminazione razziale.

Inoltre, i bianchi credono che la discriminazione contro il loro gruppo sia in crescita, mentre ritengono che la discriminazione contro i neri sia in diminuzione.

Cosa c’è dietro questo radicale cambio di attitudine?

Le ricerche da parte mia e di altri affermano che una grande ragione sono i cambiamenti sociali. Abbiamo anche scoperto che queste percezioni di discriminazione, anche se non trovano riscontro nella realtà, possono avere conseguenze reali.

 

 

 

Cambiamenti sociali e perdita percepita del privilegio

Vi è comodità nella prevedibilità, e le persone hanno una tendenza psicologica a favorire lo status quo. Per alcuni, una preferenza per lo status quo significa anche una preferenza per un ordine sociale in cui i bianchi hanno un maggiore status, potere e ricchezza delle minoranze razziali. Questa realtà, ancora valida nella società Americana, sembrò essere interrotta dalla storica vittoria presidenziale di Barack Obama nel 2008. Dopo la sua elezione, molti cominciarono a credere che fosse in corso un progresso razziale. Questo era il senso di una maggiore quota di minoranze razziali che stavano occupando le posizioni di potere storicamente riservate ai bianchi. Per molti, questa è stata una buona cosa. Tuttavia per la quota di americani bianchi che pensano di avere il diritto di uno status più elevato delle minoranze razziali, fu sconvolgente: erano rimasti indietro? La società si era rivoltata contro di loro? I bianchi erano diventati vittime? In una serie di studi condotti mentre Obama era presidente, la Psicologa Cheryl Kaiser ed io riuscimmo a mostrare il funzionamento di questo fenomeno. Chiedevamo ai partecipanti di leggere un articolo sul progresso razziale o un articolo neutrale. Poi chiedevamo se credevano che i bianchi stessero subendo discriminazione razziale. Abbiamo anche valutato fino a che punto credessero nella gerarchia razziale. Fra i partecipanti bianchi che credevano nello status di gerarchia razziale, quelli che avevano letto l’articolo sul progresso razziale credevano che i bianchi erano vittime di discriminazione più di quelli che avevano letto un articolo neutrale. È importante notare che non era il caso di tutti i bianchi: se i partecipanti non credevano nello status di gerarchia razziale, la convinzione che i bianchi erano discriminati non aumentava nel caso che leggessero l’articolo sul progresso razziale. Essenzialmente, questo studio indica che alcuni bianco non vedono bene il progresso sociale e reagiscono vedendo sé stessi come vittime della discriminazione. La crescente diversità razziale della nazione sta causando la percezione di discriminazione anti-Bianca. Anche se i bianchi attualmente sono la maggioranza della popolazione americana, le recenti proiezioni demografiche affermano che entro i prossimi due decenni i bianchi diventeranno una minoranza. Secondo delle ricerche recenti, se i bianchi sono consapevoli di questa tendenza, sono più propensi a temere la discriminazione razziale.

Insomma, i cambiamenti sociali, che si tratti di progresso razziale o di crescente diversità demografica, ha portato alcuni Americani Bianchi a sentirsi vittime di razzismo.

Le idee di gerarchia razziale sono da condannare.

L’altra mia ricerca con lo psicologo Joseph Wellman afferma che questo fenomeno non sia benigno. Esso porta alcuni ad adottare prospettive che potrebbero, ad un certo punto, inasprire l’ineguaglianza sociale.

Per i bianchi che sono particolarmente propensi a mantenere l’ordine razziale sociale, l’idea di discriminazione anti-bianca è particolarmente allarmante. Questo implica che l’intero sistema sociale è instabile ed essi desiderano ristabilirlo.

Queste persone potrebbero tentare di “ristabilire” la posizione del loro gruppo in quanto ritengono che essa sia stata danneggiata. Questo può succedere in diversi modi.

Un modo è attraverso il supporto ad altri bianchi che affermano di essere vittime di discriminazione razziale. Vi è una tendenza a reagire negativamente ai neri che affermano di essere vittime di discriminazione. Le persone li vedono come dei lamentosi che usano il razzismo come scusa per le loro mancanze.

I bianchi che supportano la gerarchia razziale, d’altro canto, reagiscono in modo relativamente favorevole ad altri bianchi che affermano di essere vittime di discriminazione anti-bianca, ed affermano di essere più disposti ad aiutarli.

Potrebbero anche reagire cercando di diminuire le opportunità per gli altri gruppi razziali. Per esempio, quando i bianchi pensano di essere discriminati, io ed i miei collaboratori abbiamo scoperto che sono meno inclini a supportare politiche di discriminazione positiva (ndt, le quote riservate alle minoranze all’intero delle università e di certe professioni). Affermano di essere più propensi a supportare politiche che aiutino i bianchi, come ad esempio identificare i casi di discriminazione anti-bianca. Non è necessario dire che in una nazione in cui le disparità razziali di educazione, occupazione e salute persistono, una maggiore attenzione alla discriminazione antibianca, unita ad una minore attenzione alla discriminazione contro le minoranze, può soltanto inasprire l’ineguaglianza sociale.

Fonte:

http://www.businessinsider.com/white-people-believe-they-are-under-attack-2017-12?IR=T

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I Diversi Tipi di AntiBianchi (traduzione da This Is Europa)

In allegato al PDF sottostante la traduzione di un articolo dal sito “This Is Europa” che parla delle diverse tipologie di antibianchi.

I diversi tipi di antibianchi – Traduzione da This Is Europa

Di seguito anche il testo completo. Buona lettura agli interessati.

FONTE ORIGINALE IN INGLESE: http://thisiseuropa.net/different-types-of-antiwhites/

INTRODUZIONE

Abbiamo già scritto riguardo la mentalità antiBianca, i casi in cui definiamo chi sia anti-bianco e chi no ed i diversi metodi per affermare se qualcuno è antiBianco. Comunque, molte persone dimenticano che il sentimento antiBianco può arrivare da ovunque e da chiunque. Gli antiBianchi non sono un blocco unico o un gruppo specifico di persone. Essi hanno un background ideologico e culturale diverso fra loro, e più spesso che no sono accomunati unicamente dal fatto che sono antiBianchi. La mentalità antiBianca può manifestarsi in ogni ideologia, come questo articolo vi mostrerà. Verranno quindi descritte le diverse tipologie di antiBianchi. Tenete conto che alcune di esse potrebbero a prima vista sembrare molto simili dal momento che il sentimento alla loro base è lo stesso; tuttavia esse sono diverse per i diversi modi nei quali si esprimono. Esse possono essere antiBianche per ragioni diverse ad un livello conscio ma condividono tutte lo stesso inconscio sentimento antiBianco nel loro sistema di valori; ovvero che i bianchi siano fondamentalmente malvagi e che il mondo sarebbe un posto migliore senza di noi. Considerate anche che le categorie elencate sono quelle nelle quali potrete solitamente trovare gli antiBianchi, ma non tutti gli appartenenti a queste categorie sono antiBianchi. Vi sono, ad esempio, molti pro-Bianchi che sono Cristiani, capitalisti, ecc. Comunque, le persone che hanno una mentalità antiBianca possono essere grossomodo divise in queste categorie.

1. L’ANTIBIANCO LIBERALSOCIALISTA
Questo è forse una delle tipologie più comuni di antiBianco che vediamo oggi. I liberalsocialisti antiBianchi sono sicuramente quelli che si sentono nella maggior parte dei mass media e dei dibattiti politici nella maggioranza delle nazioni Occidentali. Come tutti gli anti-Bianchi, essi hanno un obiettivo inconscio di eliminare i Bianchi. Tuttavia, ad un livello conscio, la loro principale argomentazione di solito è che vogliono aiutare i rifugiati, non importa quali siano i costi e le conseguenze. Ad un livello conscio, non sono antiBianchi che vogliono eliminare i Bianchi. Essi si considerano persone buone che vogliono aiutare i bisognosi.
Essi credono, o almeno lo dicono, che la diversità è un punto di forza e che dobbiamo avere diversità perché è giusto avere diversità. Sicuramente il termine “diversità” significa “meno Bianchi”, dal momento che considerano che solo le zone Bianche, le scuole, i posti di lavoro ecc Bianchi abbiano bisogno di più diversità. Stiamo diventando una minoranza nelle nostre nazioni e vi sono molti metodi per aiutare le persone senza che questo implichi un mondo senza Bianchi. Non si interessano a queste argomentazioni appena esposte. Nei fatti, è molto probabile che considerino tutto ciò una buona cosa.

2. L’ANTIBIANCO MARXISTA/COMUNISTA.

Questa categoria di AntiBianchi è molto simile alla tipologia liberalsocialista, la differenza è che essa è di solito una versione più estrema della precedente. Essi usano argomentazioni simili, perlopiù empatiche, per quanto riguarda i confini aperti. Essi vogliono tutto per tutti. “Nessun umano è illegale” è la giustificazione comune per il genocidio Bianco ed i confini aperti. Essi tendono ad essere più propensi alla violenza rispetto alle altre tipologie antiBianche. O perlomeno hanno un modo di porsi più aggressivo rispetto agli altri anti-Bianchi, dato che spesso sono molto diretti nell’esprimere il loro odio antiBianco. Gli antiBianchi appartenenti a questa categoria sono spesso più consapevoli di esserlo rispetto alle altre tipologie, che sono antiBianche ad un livello più inconscio.

3. L’ANTIBIANCO RELIGIOSO
Molti pensano che i musulmani siano gli ovvi rappresentanti di questa categoria, dal momento che dobbiamo rapportarti con l’attuale minaccia di gruppi radicali musulmani e terroristi come quelli dell’ISIS; inoltre molti musulmani hanno senza dubbio un odio genuino verso il Mondo Occidentale (specialmente verso gli USA) e verso la nostra cultura. Tuttavia, solitamente i musulmani non sono antiBianchi, di solito sono semplicemente pro-Islam. O contro i Cristiani e i non Musulmani in generale. Dal momento che il loro odio verso l’Occidente è prevalentemente basato su motivi culturali e religiosi invece che su motivi razziali, il loro sistema principale di valori non è in sé antiBianco. Invece il Papa è famoso per promuovere politiche di confini aperti per le nazioni Bianche. Ultimamente ha scatenato un dibattito con la sua opposizione all’idea di Trump di costruire un muro al confine Messicano. Inoltre, gli antiBianchi appartenenti a questo gruppo sono più degli antiBianchi non cristiani, dal momento che essi seguono la religione maggioritaria del Mondo Occidentale; anche negli ultimi decenni le autorità Cristiane hanno promosso ideali anti-Bianchi. “Quali rifugiati Gesù avrebbe mandato indietro?” è una giustificazione comune fra i Cristiani antiBianchi per supportare l’incessante immigrazione. Essi di solito dicono che questo riguarda l’amore e la costruzione di ponti, ma le loro argomentazioni portano ancora alla conseguenza di un mondo senza Bianchi. Le frasi che usano per giustificare le politiche dei confini aperti sono abbastanza simili a quelle usate dai liberalsocialisti antiBianchi. Semplicemente tendono a mescolare tali argomentazioni con la religione. I Sionisti antiBianchi, come Barbara Spectre, che chiede di continuo confini aperti per le nazioni Bianche (ma non per Israele) fanno parte di questa categoria. Essi sono abbastanza simili alla tipologia Marxista nel loro approccio, dal momento che sono molto diretti quando spiegano ciò che vogliono.

4. L’ANTIBIANCO LIBERTARIO/CAPITALISTA.

Ci sono molte persone che beneficiano economicamente dalle attuali politiche migratorie dell’Occidente. Con l’apertura dei nostri confini e l’importazione di una massa di individui del Terzo Mondo, il numero di persone disoccupate disposte a lavorare a condizioni peggiori crescerà. Una persona proveniente dal Terzo Mondo probabilmente è felice, o almeno si accontenta, di ricevere un salario più basso della maggioranza delle persone dell’Ovest. Per questo motivo risulta un lavoratore più conveniente da assumere per un capitalista antiBianco. Un altro modo in cui i capitalisti antiBianchi beneficiano del nostro genocidio è tramite gli investimenti nella cosiddetta “industria dei richiedenti asilo”. Essi comprano proprietà, anche palazzi, e le affittano allo stato perché ci ospiti immigrati non bianchi. In questo modo essi ottengono notevoli profitti. Nonostante tutti questi schemi truffaldini, la principale motivazione per i capitalisti antiBianchi è ottenere una fornitura quasi illimitata di forza lavoro a basso prezzo, al fine di accrescere i loro profitti. Questo li pone al di fuori delle altre tipologie, dal momento che non sono antiBianchi in senso ideologico come lo sono ad esempio i liberal/marxisti antiBianchi. Spesso essi dicono che “è un bene per l’economia” o che essi “stimoleranno la nostra economia” per giustificare queste politiche.

5. L’ANTIBIANCO CONSERVATORE
Questa categoria potrebbe sorprendere alcuni di voi; perché i conservatori dovrebbero essere su questa lista? Beh, il nocciolo della questione è che non tutte le persone dalla mentalità antiBianca sono membri della sinistra politica. Molti nella destra politica vogliono apparire “rispettabili” agli occhi dell’establishment di sinistra e dei mass media nella speranza di ottenere approvazione. Alcuni credono che questi conservatori non sono come appaiono ma che sono in realtà pro-Bianchi, con istanze pro-Bianche che tengono nascoste. Indipendentemente da questo, le loro argomentazioni sono pur sempre antiBianche. I “conservatori rispettabili” di solito affermano che sono contrari alle attuali politiche migratorie per il motivo che ne stanno arrivando troppi e troppo velocemente. Essi vogliono limitare l’immigrazione in modo che gli immigrati che sono già qui nelle nostre nazioni possano essere facilmente integrati o assimilati prima di farne arrivare altri. Mattias Karlsson dei Democratici Svedesi è un tipico esempio di antiBianco conservatore, dal momento che è noto per eliminare i suoi avversari più popolari all’interno del suo partito ed usare un ingannevole “approccio antirazzista”. La sua enfasi è sulla cultura e la tradizione, non sul nostro popolo. Essi credono, o almeno affermano, che tutti possono essere “Svedesi”, “Britannici”, “Francesi” ecc semplicemente adottando il nostro sistema di valori culturali ed il nostro stile di vita. Vogliono solamente rimpatriare gli immigrati che commettono crimini ed assimilare gli immigrati che si comportano in modo rispettoso delle nostre leggi e della nostra cultura. Si concentrano sull’Islam ma non sul fatto che stiamo diventando una minoranza nelle nostre nazioni. E strilleranno “nazista razzista” contro chiunque si opponga alle attuali politiche migratorie, proprio come farebbe qualunque altro antiBianco. Per citare un membro dell’UKIP: “L’UKIP non è mai stato contro l’immigrazione in sè. Siamo sempre stati contro l’immigrazione incontrollata”. Nonostante essi dicano che l’immigrazione in corso sia eccessiva, di fatto lavorano per lo stesso obiettivo di tutti gli altri antiBianchi. Diventeremmo comunque una minoranza anche se avessimo politiche migratorie un po’ meno liberal. Al netto di questo, essi vogliono farci annegare in un melting pot; di fatto essi supportano politiche che portano al genocidio Bianco.

CONCLUSIONI

Quindi vi abbiamo descritto le principali tipologie di antiBianchi. Anche se sembrano diversi fra loro ed usano diverse argomentazioni, tutti loro favoriscono più immigrazione, integrazione ed assimilazione. Tutti loro favoriscono politiche che portano noi Bianchi a diventare una minoranza nelle nostre nazioni. In altre parole, tutti loro supportano politiche che portano al genocidio Bianco. Bisogna notare che queste diverse espressioni sono usate da queste diverse tipologie di antiBianchi ad un livello consapevole; tuttavia ad un livello inconscio tutti loro condividono lo stesso sistema di valori antiBianco. Analizzeremo e spiegheremo in modo più dettagliato in un futuro articolo le differenze fra i loro modi di pensare consci ed inconsci.