Il DNA Ancestrale suggerisce che le migrazioni dalle steppe diffusero le lingue Indoeuropee – David Reich – 29/04/2017

Di seguito al PDF sottostante la traduzione, con immagini incluse, di una lezione del professor David Reich sulle ultime scoperte genetiche per quanto riguarda l’indoeuropeizzazione dell’Europa. Buona lettura agli interessati.

David Reich – DNA Ancestrale – Lingue Indoeuropee

RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO. (Guido Landra, 1942, la Difesa della Razza).

In allegato al link sottostante il PDF dell’articolo in oggetto, pubblicato su “La Difesa della Razza” del 5 Novembre 1942.(titolo completo: RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO.
Per la Scienza e contro i melanconici assertori di un nebuloso spiritualismo)

Si tratta di alcuni pareri espressi all’epoca della polemica fra “razzisti scientisti e biologici vs spiritualisti” che già imperversava in Italia in epoca fascista.

Data la delicatezza dei temi l’autore del blog precisa che questa pubblicazione è a solo scopo storico/conoscitivo. L’autore del blog non esprime giudizi di alcun tipo su alcuno dei concetti espressi in tale articolo lasciando al lettore la libertà di farsi la sua idea.

L’articolo era disponibile sul web al link indicato nella prima pagina del PDF.

Buona lettura

Razzismo biologico e Scientismo, Guido Landra, 1942

Il DNA decifra le origini degli Europei Moderni (Carl Zimmer, NY Times)

Fonte: New York Times, 10 Giugno 2015

Autore: Carl Zimmer

Per secoli, gli archeologi hanno ricostruito le prime fasi della storia europea scavando negli antichi stanziamenti ed esaminando tutto ciò che i loro abitanti si erano lasciati dietro. Più recentemente, i ricercatori hanno analizzato qualcosa che rivela ben più di spade, vasi e carri: il DNA.

Mercoledì nel giornale “Nature”, due team di scienziati, uno dell’Università di Copenhagen ed uno dell’Università di Harvard, ha presentato il più grande studio sul DNA degli antichi Europei, estratto da 170 scheletri trovati in nazioni dalla Spagna alla Russia. Entrambi gli studi indicano che gli Europei moderni discendono da tre gruppi che si spostarono in Europa in 3 differenti fasi storiche.

I primi furono i cacciatori-raccoglitori, che arrivarono circa 45.000 anni fa in Europa. Poi arrivarono gli agricoltori, dal Vicino Oriente circa 8000 anni fa. Infine gli Yamnaya, un gruppo di pastori nomadi proveniente dalla Russia, arrivarono circa 4.500 anni fa. Gli autori di questi nuovi studi suggeriscono anche che il linguaggio Yamnaya potrebbe aver dato vita a molte delle lingue parlate in Europa oggi.

Ron Pinhasi, un archeologo dell’Università di Dublino che non ha partecipato in nessuno dei 2 studi, afferma che i nuovi studi rappresentano “una rivoluzione. Secondo me, danno il via ad una nuova fase nella ricerca dell’antico DNA”.

I due teams lavorarono indipendentemente l’uno dall’altro, studiando diversi scheletri ed usando metodi diversi di analisi del DNA.

Il team di Harvard analizzò DNA da 69 resti umani di più di 8.000 anni fa e catalogò le variazioni genetiche in quasi 400.000 osservazioni. Il team di Copenhagen analizzò il DNA da 101 scheletri di più di 3.400 anni fa e sequenziò l’intero genoma.

Entrambi i teams confrontarono così anche il DNA nuovamente sequenziato con i geni recuperati da altri antichi Europei ed Asiatici, oltre che da esseri umani ancora vivi oggi.

I ricercatori scoprirono che fino a circa 9.000 anni fa, l’Europa era abitata da una popolazione con le sue peculiarietà generiche di cacciatori-raccoglitori. Poi, fra 9.000 e 7.000 anni fa, il profilo genetico degli abitanti in alcune parti d’Europa cambiò improvvisamente, acquisendo DNA da popolazioni del Vicino Oriente.

Gli archeologi sanno da tempo che le attività agricole furono portate in Europa dalla Turchia. Tuttavia l’evidenza dei nuovi dati mostra che gli agricoltori non portarono in Europa soltanto l’idea.

I cacciatori-raccoglitori comunque non sparirono. Riuscirono a sopravvivere in certe zone in Europa fra le comunità di agricoltori.

“È un processo culturale sorprendente”, dice David Reich, un genetista della Harvard Medical School che guidò il team dell’Università. “Vi sono gruppi che sono geneticamente distinti come Europei ed Asiatici. E hanno vissuto fianco a fianco per migliaia di anni”.

Da 7.000 a 5.000 anni fa, comunque, il DNA dei cacciatori-raccoglitori cominciò ad aumentare la sua quota di geni di agricoltori Europei. Il Dr. Reich disse “vi fu una rottura di queste barriere culturali e vi fu mescolanza”.

Circa 4.500 anni fa, l’ultimo pezzo del puzzle genetico Europeo venne inserito. Arrivò una nuova ondata di DNA, un DNA che è ancora molto presente negli attuali Europei, specialmente in quelli del Centro e del Nord Europa.

I più vicini riscontri di questo nuovo DNA, concordano i 2 teams di scienziati, derivano dagli scheletri trovati nelle tombe Yamnaya nella Russia dell’Ovest ed in Ucraina.

Gli archeologi sono stati a lungo affascinati dagli Yamnaya, che si lasciarono dietro diversi manufatti nella Russia Occidentale ed in Ucraina, fra 5.300 e 4.600 anni fa. Gli Yamnaya si servivano di cavalli per controllare grandi greggi di pecore, e seguivano il loro bestiame lungo le steppe con carri pieni di cibo e di acqua.

Era uno stile di vita molto di successo, che permetteva agli Yamnaya di costruire enormi tumuli funerari per i loro morti, che erano sepolti con gioielli, armi e anche interi carri.

David W. Anthony, un archeologo al College Hartwick ed un autore dello studio di Harvard, disse che era probabile che l’espansione degli Yamnaya in Europa fu abbsastanza pacifica. Disse “Non fu Attila l’Unno che venne ed uccise tutti”.

Invece, il Dr. Anthony pensa che lo scenario più probabile sia che gli Yamnaya “entrarono in qualche tipologia di stabile opposizione” con gli Europei residenti che durò per un po’ di secoli. Successivamente, in modo graduale, le barriere fra le due culture si erosero.

Gli studi del gruppo di Copenhagen suggerisce che gli Yamnaya non si espansero solo ad Ovest in Europa. Gli scienziati esaminarono il DNA da scheletri di 4.700 anni fa risalenti ad una cultura Siberiana chiamata “Afanasievo”. Si scoprì che anch’essi avevano ereditato il DNA Yamnaya.

Il Dr. Anthony si disse sorpreso dalla possibilità che gli Yamnaya si fossero sparsi lungo circa 4.000 chilometri. Disse “Io stesso trovo difficile trovare una spiegazione per questo”.

I due studi aggiungono nuovo carburante al dibattito su come le lingue si diffusero in Europa ed in Asia. Molte lingue Europee appartengono alla famiglia Indo-Europea, che include anche le lingue dell’Asia meridionale e centrale.

Per decadi, i linguisti hanno discusso su come le lingue indoeuropee arrivarono in Europa. Alcuni sostengono l’opinione che gli agricoltori portarono le lingue Indo-Europee in Europa dalla Turchia. Altri pensano che la lingua venne dai pastori Russi migliaia di anni dopo.

I nuovi risultati genetici non risolvono il dibattito, afferma Eske Willerslev, un biologo dell’evoluzione all’Università di Copenhagen che guidò il gruppo di studio Danese. Tuttavia afferma che i risultato sarebbero coerenti con l’idea che gli Yamnaya portarono le lingue Indoeuropee dalle steppe all’Europa.

L’espansione verso Est degli Yamnaya, evidente nei ritrovamenti genetici, supporta anch’essa la teoria, secondo il Dr. Willerslev. I linguisti si sono a lungo sorpresi davanti ad una lingua parlata un tempo nella Cina Occidentale chiamata Tocariano. È conosciuta solamente da manoscritti di 1.200 anni fa scoperti in antiche città deserte. È possibile che il Tocariano sia una traccia dell’espansione orientale degli Yamnaya.

Il Dr. Willerslev dice anche “Possiamo solo dire che l’espansione degli Yamnaya fitta molto bene con il modo in cui le lingue Indo-Europee si sono sparse geograficamente”.

Paul Heggarty, un linguista dell’Istituto Max Planck dell’Antropologia Evolutiva, disse che i nuovi studi sono importanti ma ancora troppo limitati per fermare il dibattito sulle origini degli Indo-Europei. Disse “Non penso che ci siamo ancora arrivati”.

Il Dr. Heggarty notò che gli studi mostravano l’arrivo degli Yamnaya nell’Europa centrale circa 4.500 anni fa. Ma il Greco è una lingua Indo-Europea, e l’evidenza storica più antica dimostra che i Greci lo svilupparono circa 3.500 anni fa. Quindi, esso era diverso dalle altre lingue Indo-Europee del Sud Europa, come il Latino.

Se gli Yamnaya fossero l’origine delle lingue Indo-Europee, avrebbero dovuto raggiungere l’Europa del Sud molto prima di quando raggiunsero l’Europa Centrale.

Il Dr. Heggarty suppose invece che i primi agricoltori Europei, la seconda ondata di migranti, potessero aver portato le lingue Indoeuropee in Europa dal Vicino Oriente. Quindi, migliaia di anni dopo, gli Yamnaya portarono le lingue Indo-Europee nell’Europa Centrale.

Un DNA più antico può far oscillare l’equilibro dell’evidenza in favore di una teoria ed in sfavore dell’altra secondo il Dr. Heggarty. Una ragione più valida per l’origine Indo-Europea dalle steppe potrebbe emergere, per esempio, se gli scienziati scoprissero che i Greci avessero acquisito improvvisamente DNA Yamnaya 4.500 anni fa.

Disse “Si vedrà se somigliavano ad uomini delle steppe o no”.

GLI ANTROPOLOGI FORENSI E IL CONCETTO DI RAZZA: SE LE RAZZE NON ESISTONO, PERCHÉ GLI ANTROPOLOGI FORENSI SONO COSÌ BRAVI A RICONOSCERLE? (Norman J. Sauer, traduzione completa)

In allegato al link sottostante la traduzione completa, gratuita ed in PDF (10 paginette), dell’articolo indicato nel titolo.
Ritengo questo articolo del 1992 ancora scientificamente interessante in quanto tratta una questione spinosa.

Buona lettura

Sauer-1992-Razze e antropologia forense

Gli antropologi forensi e il concetto di razza: se le razze non esistono, perché gli antropologi forensi sono così bravi a riconoscerle? Norman J. Sauer (parte 1)

Dipartimento di Antropologia, Università del Michigan, East Lansing, MI 48824, USA

Molti antropologi hanno abbandonato il concetto di razza come strumento di ricerca e come valida rappresentazione della diversità biologica umana. Tuttavia, il riconoscimento della razza continua ad essere uno dei principali strumenti di ricerca dell’antropologia forense. In questo scritto si comprende che la corretta assegnazione razziale ad uno scheletro non è una rivendicazione del concetto di razza, ma piuttosto una previsione che un individuo, quando era vivo, veniva assegnato ad una particolare categoria “razziale” costruita socialmente. Un campione può mostrare caratteristiche che lo colleghino ad un’ascendenza Africana. In questa nazione quella persona probabilmente è stata considerata nera a prescindere dal fatto che questa razza esista o no in natura.

Alcuni anni fa, fui contattato dalla polizia del Michigan per aiutarli ad identificare alcuni resti umani decomposti. Essi erano stati scoperti in un’area boschiva da dei cacciatori; era stata chiamata la polizia ed erano stati trasportati all’obitorio dell’ospedale locale. Dopo una valutazione antropologica dei resti conclusi che essi appartenevano ad una donna nera, di età compresa fra i 18 e i 23 e alta fra i 158 e i 170 cm . La condizione dei resti suggeriva che la morte era avvenuta fra le 6 settimane e 6 mesi prima della scoperta. Questa informazione fu data alla Divisione Investigativa della Polizia di Stato, che la incrociò con la lista delle persone scomparse. In poche settimane i resti vennero identificati correttamente come quelli di una donna nera, alta 161 cm e che aveva 19 anni quando era scomparsa 3 mesi prima.

Per molti antropologi ora esiste un dilemma. Anche se molti hanno rigettato la definizione occidentale di razza, ovvero un gruppo biologico legato ed identificabile, ed hanno rinunciato al suo uso in quanto dannoso, il concetto di razza comunemente inteso continua ad essere uno dei principali strumenti della ricerca antropologica forense e delle sue applicazioni. Il fatto che gli antropologi forensi sono in grado di assegnare correttamente la razza ad un individuo partendo dai loro resti scheletrici può validare il  concetto?

(to be continued)

Le razze umane, Samuel Morton e Stephen J. Gould: un esempio di distorsioni ideologizzate

Si aggiunse in seguito l’idea controversa per cui le popolazioni umane non rappresenterebbero soltanto razze differenti, ma specie distinte. Uno dei principali sostenitori di questo concetto fu il medico Samuel Morton di Philadelphia.
Morton si sbagliò non tanto a causa del pregiudizio quanto della sua fede religiosa. Per Morton le persone bianche e nere esistevano già nel 3000 a.C., come si poteva dedurre dall’arte egizia. Tuttavia, il mondo era stato creato nel 4004 a.C., secondo la cronologia che l’arcivescovo Ussher aveva estrapolato dallo studio del Vecchio Testamento e di altre fonti. Secondo Morton l’intervallo di tempo non era sufficiente per far emergere razze diverse, di conseguenza queste dovevano essere frutto di creazioni distinte. L’idea avrebbe potuto essere ragionevole se solo la cronologia di Ussher fosse stata anche solo lontanamente corretta. Morton accumulò cos una vasta raccolta di crani provenienti da tutto il mondo, per misurare il volume del cervello e analizzare altri dettagli che, a suo parere, permettevano di distinguere le quattro principali razze umane.

Stephen J. Gould, paleontologo, biologo, storico di Harvard e saggista di successo, accusava Morton di aver volutamente sbagliato la misurazione del cranio degli africani e dei caucasici per sostenere che dimensione del cervello e intelligenza fossero correlate. Lo stesso Gould, però, non ha misurato i crani di Morton, limitandosi a rielaborare le sue analisi statistiche e stimando che tutte e quattro le razze hanno crani di volume più o meno simile. Le accuse di Gould sono state pubblicate su “Science” e nel suo “Intelligenza e pregiudizio”, un lavoro ampiamente citato, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1981.
Un recente colpo di scena ha ribaltato la vicenda, rivelando che la forzatura non fu di Morton, bensì di Gould.

Un gruppo di studiosi di antropologia fisica, guidato da Jason E. Lewis della Stanford University, ha compiuto nuove misurazioni su tutti i crani della collezione di Morton, scoprendo che le sue misurazioni erano corrette. Secondo gli antropologi è l’analisi statistica di Gould ad essere sbagliata, in quanto voleva sostenere a priori che non esiste alcuna differenza nella capacità cranica fra i gruppi esaminati da Morton. “Ironicamente, la stessa analisi dei crani di Morton da parte di Gould è l’esempio più evidente di come i pregiudizi possano influenzare i risultati”, ha scritto il gruppo di ricercatori.

Fonte: Nicholas Wade, Una Scomoda Eredità, Cap. 2, “Le Perversioni della Scienza”

Jared Taylor – La realtà della razza

Salve, il mio nome è Jared Taylor, sono l’editore di American Renaissance e quest’oggi mi piacerebbe parlarti della realtà della razza.
E’ diventato piuttosto di moda affermare che la razza è niente più che un costrutto sociale, senza alcun fondamento biologico. Craig Venter, che divenne famoso per aver sequenziato il genoma umano, sostiene che “Il concetto di razza non ha fondamenti genetici o scientifici”. Proprio ora, nell’autunno 2011, presso il Museo di Storia Naturale di Washington, c’è una mostra chiamata “Razza: Siamo così differenti”?Pretende di discutere del concetto stesso di razza”. Ora, il buonsenso ci dice che questo è semplicemente ridicolo. Nessuno confonderebbe mai uno Scandinavo con un Aborigeno Australiano, ed è impossibile per due Scandinavi dare alla luce un Aborigeno. A quanto pare, la scienza concorda. La scienza ci dice che anche questo è ridicolo. La scienza ci dice che la razza è un’importante categoria biologica. Prima però, prendiamo in considerazione qualche argomento usato dalle persone che sostengono che la razza abbia poche o nessuna base scientifica. Uno di questi è sottolineare che c’è maggiore variazione genetica all’interno delle razze che tra le razze. Il genetista di Harvard Richard Lewontin rilevò nel 1972 che l’85% della variazione genetica umana si trova all’interno di una determinata razza, e le differenze razziali rappresentano solo il 15% della variazione genetica. Dunque la conclusione del professor Lewontin è che il concetto stesso di razza è distruttivo e dovrebbe essere abolito. Ora, le cifre 85% e 15% sono vere, ma quel 15% è molto importante tra le razze. Considera le differenze fra i sessi. Ci sono 46 cromosomi che costituiscono il genoma umano. Fra di essi vi è il cromosoma Y. Gli uomini ce l’hanno, le donne no. Per il resto uomini e donne sono geneticamente identici. Questa è una differenza genetica molto piccola. Ma nota le differenze fisiche fra i due sessi. Alcune sono totali. Le donne hanno organi che non hanno gli uomini, e viceversa. E le altre differenze sono come quelle che Lewontin ha rilevato fra le razze. L’altezza, per esempio, che è controllata quasi interamente dai geni, e sappiamo che gli uomini sono mediamente più alti delle donne. Tuttavia, la gamma di altezze degli uomini, dall’individuo più alto a quello più basso, è molto maggiore rispetto all’altezza media degli uomini e delle donne. Quindi ci sono maggiori variazioni all’interno dei sessi rispetto a quelle fra i sessi, ma questo non rende insignificanti le differenze nell’altezza media. Chiunque sostenga che la razza sia un’illusione, logicamente dovrebbe sostenere che anche le razze canine lo siano. Il 27% della totale variabilità genetica nei cani è tra le razze. Ok, questo è più del 15%, che è la variabilità tra le razze umane, ma è ancora corretto dire che c’è più variabilità genetica all’interno delle razze canine che fra le razze canine. Ancora, questo non vuol dire che le razze siano un’illusione. Infatti da questo 27% derivano molte differenze. I cani possono essere molto differenti nell’aspetto, nel carattere, nella durata della vita e nella predisposizione alle malattie.
Le differenze nelle razze canine sono reali, puoi considerarle come versioni estreme delle differenze razziali umane. Ciò di cui stiamo parlando è il 27% di variabilità genetica invece del 15%.

Un’altro argomento delle persone che pensano che la razza sia una sorta di illusione sociologica è che le razze si amalgamano gradualmente lungo i loro confini. Sostengono, in qualche modo, che questo dimostra che le razze non esistono. Ma è come affermare che il colore blu e il colore verde non esistono perchè se si guarda il loro spettro cromatico si fondono progressivamente l’uno nell’altro. Sì, si fondono, ma il blu e il verde sono colori differenti e distinti. Come si evince, le razze a volte si fondono gradualmente l’una all’altra all’interno di un continente, ma tra continenti ci sono chiare fratture razziali. In ogni caso l’esistenza di persone di razza mista lungo i confini delle popolazioni non nega la realtà della razza.
La conferma. Le persone di razza mista esistono solo perchè esiste la razza. Inoltre, se la razza non è una realtà biologica, come puoi determinare la razza di qualcuno da un piccolo frammento di DNA o dalla forma del cranio? Uno studio del 2005 guidato dal Dottor Neil Risch fu pubblicato nell’American Journal of Human Genetic. Risch osservò che il DNA di 3,636 persone che si identificavano come bianchi, neri, asiatici o ispanici. Lo studio, che ancora una volta ha esaminato una piccola parte del genoma umano, ha identificato la razza dei soggetti con una precisione del 99,9%. Effettivamente, si trattava di una precisione del 100%, perchè quando il DNA mostrava risultati diversi dall’auto-classificazione razziale del soggetto, per esempio, pensava di essere Nero, ma in realtà risultava essere più Ispanico che Nero, il motivo era che queste persone avevano antenati che ignoravano. Il DNA non mente.
A proposito, questo studio potrebbe indicare un Giapponese o un Cinese con il 99% di precisione. Solo campionando un po’ del genoma di ciascuna persona. Sapresti distinguere un Cinese o un Giapponese solo guardandoli?

La forma del tuo cranio definisce la tua razza. Il Dottor Stephen Ousley e i suoi colleghi possono indicarvi un teschio di un Nero e un teschio di un Bianco l’80% delle volte, usando solo 2 variabili. Usandone 19 possono indicarvelo il 99% delle volte. L’antropologo forense Norman Sauer era così stufo delle persone che negavano la realtà della razza, che scrisse un articolo intitolato “Se le Razze non Esistono, perchè gli Antropologi Forensi sono così bravi nell’identificarle?” Bella domanda!. Le differenze razziali vanno ben oltre il colore della pelle e la struttura ossea. Le razze differiscono nel livello di ormoni, nel tempo di gestazione, nella velocità di sviluppo, nella dimensione del cervello, degli occhi, dei genitali, differiscono nel tipo di capelli, nella densità ossea, nella distribuzione di grasso, nell’età di insorgenza della pubertà, differiscono nella durata della vita, nella frequenza gemellare, nel tasso di miopia, nella frequenza delle malattie e potrei ancora andare avanti. E questi sono dati biologici, non costrutti sociologici. Come ha sottolineato Ernst Mayr di Harvard nel 2002, “Coloro che sottoscrivono il parere che non vi siano razze umane sono ovviamente ignoranti sulla moderna biologia”.
I medici devono sapere che la razza è reale. La FDA ha approvato un farmaco sullo scompenso cardiaco chiamato BiDil, ma solo per i Neri, e questo perchè i Neri non traggono benefici dai convenzionali farmaci per lo scompenso cardiaco. L’anemia falciforme è una condizione trovata quasi esclusivamente nei neri.
Circa uno su quattro in Africa Occidentale è portatore del gene che la causa, ma quasi nessun bianco ce l’ha. Secondo il Dottor Steve Jones dell’University College London, qualsiasi Bianco portatore di questo gene ha probabilmente antenati Africani di cui il nonno non gli ha mai parlato. L’8-10% dei Nord-Europei hanno una malattia genetica chiamata Emocromatosi. E’ quasi inesistente in qualsiasi altro gruppo razziale. Ci sono forti differenze razziali nei tassi delle persone che soffrono di allergie alimentari, cancro alla prostata, cancro al seno, diabete e in ciascuno di questi casi, le differenze sono causate almeno in parte da differenze genetiche. E’ a causa di queste differenze mediche che ci sono esami diagnostici che variano in base alla razza. Così, in alcuni casi, si può parlare di totale negligenza quando un medico fa finta che le razze siano un’illusione. Adesso dovrebbe essere chiaro che la tua comprensione istintiva della razza è corretta: la Razza è reale. Ci sono voluti centinaia di migliaia di anni di separazione affinchè i vari gruppi si differenziassero dagli altri, come, ad esempio, i Boscimani Africani e gli Ucraini. L’idea che la razza sia un illusione o un “costrutto sociologico” è apertamente assurda. Perchè ingannare sè stessi credendo ciò?

Fonte in lingua originale: qui

Le ultime frasi del video non sono qui riportate in italiano perchè ritenute non di fondamentale importanza nel suo discorso e perchè l’ambigua legislazione italiana potrebbe non consentirle.