Etichetta discografica Black Metal chiude dopo essere stata messa nella lista nera da Paypal (Fonte: Breitbart)

L’etichetta discografica Black Metal “Elegy Records” sta chiudendo dopo che è stata presumibilmente inserita nella lista nera da Paypal e dai processori delle carte di credito.

Secondo “Death Metal Underground”, che era stato precedentemente bersagliato dagli Antifa, Elegy Records è stata “una delle prime etichette non supportata da Paypal” nel 2017, in seguito a lamentele da parte di attivisti.
“Paypal ha abbandonato la Moribund, la No Colours ed altre fondamentali etichette discografiche Black Metal a partire dagli anni ’90, probabilmente a causa delle lamentele organizzate delle stesse persone. Resta da vedere se queste etichette avranno lo stesso destino dell’Elegy”, riporta Death Metal Underground. “Attiva dal 1996, la Elegy Records è stata responsabile di uscite chiave.. La Elegy sosteneva qualunque contenuto estremo possibile, senza guardare in faccia a limitazioni morali o politiche. Fedele a sé stessa dall’inizio alla fine, la Elegy resisteva alle tendenze da negozio dell’usato delle release in Vinile e Cassette, continuando a produrre esclusivamente nel formato fisico più sensato, il CD”.

Il proprietario della Elegy Record si è sfogato in un comunicato a Death Metal Underground in questo modo: “Non c’è stata una motivazione da parte di Paypal, a parte un’email che affermava che non potevo più usare i suoi servizi. Ho cercato di contattarli, telefonicamente e via email, ma inutilmente. L’unica risposta che ho ricevuto è stata che avevo violato i loro termini di servizio, ma niente di più dettagliato; se conosci i termini di servizio essi spiegano qualunque cosa”.

L’Etichetta, che era in giro da oltre due decenni, è quindi stata cancellata dal suo processore primario di carte di credito, e questo è stato l’inizio della fine.

“Quando ho parlato con un rappresentante, mi hanno informato che non volevano lavorare con me perché promuovevo odio”, afferma il proprietario. “Questo è stato un colpo mortale, a questo punto non avevo alcun modo di accettare forme di pagamento diverse dal denaro contante o dal vaglia, ma non c’è modo di sopravvivere a questo modello di business”.

Nel 2006, il Southern Poverty Law Center (SPLC), di estrema sinistra, ha inserito la Elegy Records nella lista di distributori di “musica dell’odio”, descrivendo l’etichetta come “una delle maggiori distributrici di black metal razzista”.

La piattaforma musicale streaming Spotify, che ha un accordo con il SPLC, ha anch’essa represso la “musica dell’odio” nel 2017, censurando il popolare rapper XXXTentacion ed il cantante R. Kelly, prima di tornare sui suoi passi nel 2018.

Fonte: https://www.breitbart.com/tech/2019/01/02/heavy-metal-music-label-closes-down-following-paypal-credit-card-processor-blacklisting/

 

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OSCURITA’ NORDICA (Nordic Darkness, Resistance Magazine 1995, trad. ita 2018)

In allegato al link sottostante, ed in seguito in formato di testo, la traduzione dell’articolo “Nordic Darkness”, di Stephen O’Malley, apparso su un numero del 1995 del Resistance Magazine. Buona lettura agli interessati

Nordic Darkness – Resistance Magazine 1995 – trad. ita 2018

<<La stragrande maggioranza dei miei amici sono Nazionalsocialisti, Skinhead o qualcosa di simile. Quindi mi sento legato in modo naturale al “Nazismo”, perché esso si basa sui nostri valori archetipi.


Essi sono così pieni di menzogne che mi stufano. È un peccato che l’olocausto sia una menzogna, sarei stato molto contento se fossero morti 6 milioni dei loro orrendi individui scimmieschi e volgari dal naso di elefante. È un vero peccato che sia una menzogna. Brucia quello che disprezzi, la guerra è vita. Devasta il mondo Giudaico>>. Varg Vikernes, Burzum.

Dovreste aver sentito parlare del Black Metal in Norvegia.. forse in riferimento alla cosiddetta “Black Metal Mafia”, o qualcosa di simile in altri termini, ed in riferimento ai roghi delle chiese, all’Orgoglio Nordico ed all’occulto. Con molte bands Black Metal che oggi vengono distribuite in migliaia di negozi di dischi in tutto il mondo, e con le vendite e l’attenzione dei media che crescono costantemente, noi di RESISTANCE MAGAZINE riteniamo appropriato introdurvi, senza alcuna censura, a questo fenomeno musicale in crescita.

L’editorialista del DESCENT MAGAZINE Stephen O’Malley ci guida negli abissi di questo genere misterioso ed unico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Black Metal, per definizione, è metal basato su ciò che è satanico o occulto. Anche se questo non è completamente vero attualmente, all’inizio, quando il termine fu coniato dai Venom, lo era. Bathory, Possessed, Slayer, Sodom e molte altre bands hanno creato quello che oggi si è evoluto in una forma di arte molto più seria. Mentre all’inizio le bands giocavano con l’immaginario, la filosofia e l’ideologia satanici, oggi le bands vivono tutto ciò.. Non lo vedono più come un gioco, anzi, il tutto è diventato una forma di espressione unica per individui dalla stessa mentalità. In ogni caso, oggi, credo che il termine black metal non comprenda solo ciò che è satanico. Infatti vediamo trattare questi argomenti nelle ideologie degli artisti e degli ascoltatori:

1) L’anti-cristianesimo… questa è la prima e la principale. La caduta della fede cristiana (ed allo stesso tempo della società) è il fondamento della musica black metal, e lo deve essere sempre.

2) Il valore della conoscenza dell’occulto è un elemento molto importante in questa musica estrema. Comunque, essa è andata oltre l’originale definizione di black metal, fino ad includere tematiche come il paganesimo culturale tradizionale, svariati “punti di vista occulti” ed un “codice del guerriero” (evidente dall’uso del war paint, fra le altre cose).. e tutto ciò convive insieme ad argomenti satanici (nelle sue svariate interpretazioni).

3) La caduta della società moderna.. il sogno di ricreare l’onore e le tradizioni create dai nostri antenati anche tramite l’estinzione dell’intero genere umano, salvando tuttavia gli elementi superiori selezionati. Questo aspetto può essere sia basato sulla razza che no, dipende dalla visione dell’individuo. Per quanto riguarda la scena Black Metal dei giorni nostri, il movimento Norvegese è quello che ha la maggiore influenza e lì ci sono i leaders del movimento oggi. Cercherò di presentarvi gli elementi più rilevanti che fanno parte di questa comunità.

I Mayhem, inizialmente conosciuto con il classico demo del 1986 “Pure Fucking Armageddon”, mettono in luce il loro brillante nichilismo che influenzerà molti esponenti negli anni seguenti. L’anno seguente l’album “Deathcrush” fu rilasciato dalla Posercorpse Records. Con questo la band iniziò a farsi conoscere nell’underground mondiale dell’epoca, attraendo all’interno gli individui più estremi. Nel 1988 ci fu un fatto che avrebbe cambiato per sempre la faccia dei Mayhem e del black metal; il chitarrista Euronymous ed il batterista Hellhammer reclutarono il cantante Dead dalla band Svedese di culto Morbid. Dead era un uomo che viveva secondo lo stile di vita black metal, un uomo nichilista che desiderava vedere il mondo oltre il nostro.. Questa entrata fu una mossa ispiratrice sia per i Mayhem che per Euronymous.. Per intendersi, l’ultima chiave era stata trovata. Era stato pianificato l’album di debutto per i Mayhem, intitolato “De Mysteriis Dom Sathanas”; le canzoni erano state composte.

I testi di Dead diedero il via alle tematiche dell’interesse per le più oscure atmosfere della natura e della cultura Scandinava, ovvero quello che sarebbe diventato prevalente negli anni seguenti. Ci fu un tour fra Germania, Turchia ed Europa dell’Est alla fine del 1990 e ne era stato programmato un altro, ma che purtroppo non ci fu mai, con i fratelli adoratori del sangue, i Tormentor dall’Ungheria. Nel Marzo del 1991 Dead abbandonò la sua vita mortale, facendosi saltare il cranio con un colpo di pistola.. Aveva deciso che il suo tempo su questo pianeta era finito e che il suo desiderio di vedere cosa c’era dall’altra parte aveva avuto la meglio. Fu a questo punto che il principale aspetto del Black Metal Norvegese progredì in una direzione molto più seria. Euronymous, Count Crishnackh di Burzum e Fenris dei Darkthrone iniziarono a trasformare la scena black metal in un’effettiva organizzazione informale. Da qui nacque il black circle. Altri artisti entrarono in questo circuito, inclusi molti di quelli che citerò in questo articolo; inoltre si formò in Svezia un gruppo simile. Questa fratellanza cercava di disinfettare la scena Norvegese permettendo solo agli individui che seguivano sinceramente il percorso della mano sinistra di dichiararsi Black Metal. Questo portò anche a tecniche terroriste che portarono principalmente alla riduzione in cenere di alcune chiese cristiane Norvegesi, la prima il 6 Giugno 1992 ed in seguito altre 20. Questo creò agitazione nella cultura conservatrice Norvegese, con la polizia che ci mise alcuni mesi a scoprire i collegamenti fra i due elementi. In questo periodo era esistita la pura essenza dell’unità e la forza che da tempo era latente nelle ombre Norvegesi. Sfortunatamente, tutto ciò finì quando le lotte interne posero fine alla vita di Euronymous a causa del suo omicidio ad opera di Count Grishnackh il 19 Agosto 1993.

Questo portò ad un punto centrale per quanto riguarda le ideologie accettate; infatti erano fioriti degli aspetti di paganesimo norvegese, soprattutto grazie all’interesse in questo campo di Count Grishnackh (Varg Vikernes). Anche se Vikernes aveva speso un po’ di tempo in prigione all’inizio del 1993 (per i roghi delle chiese), la sua influenza dopo l’omicidio diventò immensa, dal momento che per un periodo era diventato il singolo individuo più noto e con maggiore influenza nella comunità black metal mondiale.

Il suo arresto solo poche settimane dopo la morte di Euronymous aveva attratto l’attenzione internazionale dei media mainstream ed underground, e seguì immediatamente un giro di vite nell’intero black circle. Alcuni individui chiave furono conseguentemente arrestati per vari roghi di chiese, effrazioni, dissacrazione delle tombe e persino omicidio (il batterista degli Emperor, Faust, aveva ammazzato un gay un anno prima). Il giro di vite causò il crollo delle psiche individuali e dell’unità di gruppo a causa degli interrogatori della polizia; i vari individui testimoniavano l’uno contro l’altro, ci furono confessioni.. anche se questo puzzava di tradimento, bisogna imparare bene questa lezione.

Dopo i primi due lavori di Burzum (l’omonimo esordio e l’EP “Aske”, entrambi rilasciati dalla Deathlike Silence Productions.. un’etichetta che era di proprietà e gestita da Euronymous), l’album “Det Som Engang Var” fu il primo a trattare di tematiche riguardanti l’orgoglio Norvegese e la filosofia Asatru, sia per quanto concerne l’ideologia di Vikernes sia attraverso la musica. Nel 1994 un’etichetta Inglese, la Misanthropy, aveva raggiunto un accordo con Vikernes per stampare il quarto album di Burzum “Hvis Lysett Tar Oss”, e ri-stampare i primi tre dischi, diventati ormai introvabili. In questo periodo Vikernes iniziò a pubblicare, con l’aiuto della Francese Blood Axis (ora Nordland Forlag), il suo periodico “Filosofem”, nel quale esponeva una filosofia basata sul paganesimo germanico/scandinavo, con tutte le conseguenze della trattazione di queste tematiche (ho bisogno di dire di più?). I suoi scritti principali culminarono con il recentemente completato Vargsmal, un libro del quale solo alcune parti erano state esposte in Filosofem; esso doveva essere pubblicato da un gruppo Norvegese esterno. Ancora una volta vi furono controversie su questa opera dovute ai suoi aspetti politici e razziali esposti nel libro.

Questo causò molto nuovi problemi a Vikernes, che aveva fatto uscire il manoscritto clandestinamente dalla prigione di Bergen nella quale stava scontando 21 anni; in pratica i suoi contatti col mondo esterno furono quasi completamente cancellati dai funzionari della prigione, persino un permesso per fare uscire Filosofem. Vikernes ha cambiato idea diverse volte negli anni, ma ha sempre avuto l’intenzione di dare il massimo in quello che fa. La quinta release di Burzum, Filosofem, è prevista in uscita più tardi quest’anno, ed altri due lavori sono in corso.

I lavori musicali di Fenris meritano un’attenzione speciale dal momento che in certi casi sono probabilmente ciò di più autentico per quanto concerne la relazione fra il black metal e la musica norvegese tradizionale. Inoltre, Fenris ha evitato qualunque problema con le autorità norvegesi, il che è lodevole. I Darkthrone sono il suo principale progetto, in collaborazione con il chitarrista Zephyrous ed il cantante Nocturno Culto (Fenris suona sia il basso che la batteria in studio). Il trio ha creato quattro album per la label Inglese Peaceville, ognuno dei quali va sempre più nella direzione del regno satanico nella mente di Fenris. Il culmine è la lastra d’odio che rappresenta “Transylvanian Hunger”, con tanto di dichiarazione “Norsk Arisk Black Metal” nel retrocopertina. Non c’è bisogno di dire che questo ha creato alcuni problemi.. per porre fine ad essi Fenris dichiarò che il significato dell’uso di queste parole (e del commento che ha fatto per quanto riguarda le critiche a questo album… “chiunque critichi quest’album è ovviamente di natura giudaica”) nel booklet aveva lo scopo di zittire i media; lo ha fatto bene, anche se l’uso delle parole da parte di Fenris non ha avuto alcuna spiegazione reale. In seguito i Darkthrone lasciarono la Peaceville per la Moonfog, un’etichetta norvegese dedicata per natura a questa causa, e Panzerfaust è uscito quest’anno per essa.. Dal punto di vista dei testi, Panzerfaust ha rotto ogni barriera e limitazione che la band poteva essersi autoimposta. Si può anche notare che metà dei testi di Transilvanian Hunger ed una parte di Panzerfaust furono scritti da Vikernes con il suo stile peculiare.

.. Se i Darkthrone rappresentano il lato misantropico di Fenris, allora Isengard rappresentano il lato Volkisch. Il progetto solista di Fenris mescola quello che egli chiama “musica satanica folk del Nord”, con un cantato particolare e tematiche appropriate.

Questa è l’espressione personale Nordica di Fenris che ha finito per ispirare sempre di più la comunità black metal a riavvicinarsi alla propria eredità. Il primo album, Vinterskugge, è uscito per la Peaceville, mentre il secondo, Hostmorke, per la Moonfog. Un lavoro brillante.

Questo mi porta al suo progetto più appropriato per questo magazine: Storm, una collaborazione fra Fenris, Satyr dei Satyricon e Kari Rueslatten (ex Third and the mortal). Storm è un’interpretazione moderna di canzoni folk norvegesi tradizionali, suonate con strumenti elettrici, ottime batterie guerreggianti ed un’affascinante trio in qualche modo “lirico”. Nordavind è uscito per la Moonfog quest’anno.. è un procetto eccezionale che credo meriti una menzione speciale, per quelli che comprendono il suo significato, è innegabile.

L’uomo dietro alla Moonfog Records ed anche ai Satyricon, Satyr, ha dimostrato di dedicarsi molto ai suoi fratelli attraverso i suoi progetti. Quando il vecchio regno si disintegrò, era nata una nuova alleanza fra le bands citate qui ed altre più giovani, come Gehenna, Mysticum, Ved Buens Ende e molte altre. Anche se questa lista non include tutti, dà l’idea dell’unione che esiste a questo punto.. Credo che ci sia molta più maturità e capacità di esprimersi di prima.

I Satyricon descrivono la loro musica come “black metal medievale Norvegese”, ed il termine è appropriato per la loro musica violenta ma tuttavia incantante. L’inclusione di flauti, tastiere e chitarre acustiche è un’ulteriore aggiunta alla proposta di questo artista di qualità.. l’album Dark Medieval Times del 1994, la prima uscita della Moonfog, tratta la tematica della peste nera ed è ambientato nella Norvegia del 1349. “The Shadowthrone”, uscito più tardi quest’anno, ha dimostrato le eccellenti abilità del batterista Frost, e la musica di Satyr rende questa release norvegese molto potente.

Gli Emperor sono anch’essi una delle bands più importanti nate dalla Norvegia. Nonostante l’appariscente elemento pro-Norvegese non sia il tema principale, esso è ancora presente nelle basi delle più importanti ideologie spirituali ed occulte del gruppo.

Gli Emperor sono stati anche una parte seminale della scena originale, e perciò sono importanti allo stesso modo in questa “nuova scena”… il chitarrista Samoth sta scontando attualmente oltre un anno per roghi alle chiese, ed il batterista Faust, come detto in precedenza, sta scontando i suoi 14 anni di condanna per le sue note azioni. Dato che ha già rilasciato un omonimo split album con gli Enslaved e che il loro album d’esordio, In The Nightside Eclipse, è uscito per l’inglese Candlelight Records e per l’americana Century Media, gli Emperor sono già diventati una delle migliori band metal a livello internazionale. Dopo il rilascio di Samoth, cantante e chitarrista è in programma la registrazione del secondo album. Ihsahn sta attualmente lavorando con un nuovo bassista e un nuovo batterista, mentre Samoth lavora da dietro le mura. Samoth gestisce anche la sua etichetta discografica, Nocturnal Art Production, che ha rilasciato un 7’’ fra EMperor e Ildjarn (skinhead black metal norvegese, crudo e brutale) ed anche un CD con Arcturus, una band che cattura sensazioni scandinave bellissime ed uniche.. sia epiche che gotiche. Gli Emperor sono davvero dei re fra i contadini. Hail!

Gli Enslaved sono anch’essi una fra le bands seminali delle terre del nord che meritano tutto il rispetto possibile per i loro sforzi all’interno dei percorsi spirituali del nord. Dall’inizio, con il loro primo demo, Yggdrasil”, fino al loro split LP “Hordansland”, gli antichi aspetti di paganesimo nordico erano forti.. trattavano le vecchie saghe, lodavano gli Asi ed i loro antenati. Comunque fu il loro album d’esordio sulla Deathlike Silence Production (postuma ad Euronymous in questa fase) che ha dimostrato di essere il più brillante. Vikingir Veldi ha presentato gli Enslaved nella loro forma migliore, unendo testi dalle Edda nelle antiche lingue norvegesi ed islandesi in modo brillante. La musica degli Enslaved fa pensare ad un viaggio in una tomba artica.. un suono unico ed agghiacciante. La Osmose production, francese, li ha ingaggiati per il loro secondo album, Frost, nel quale ci viene mostrato un lato più violento della band.. Potreste aver visto questa band maestosa nel loro recente tour negli USA quest’estate. Sempre su Osmose, gli Immortal hanno dimostrato di essere diventati uno dei gruppi più influenti nell’underground black metal mondiale.

 

Lungo il periodo dell’uscita imminente di un 7’’ e di tre albums (Diabolical Fullmoon Mysticism, Pure Holocaust e Battles in the North) hanno affinato il loro sound in un attacco sul filo del rasoio contro il debole.. La loro grande velocità ed aggressività è decisamente brillante.. davvero una delle bands più estreme in Norvegia.. ed una delle più famose.

L’ultima persona che desidero menzionare è Andrea Meyer-Haugen e la sua Horde of Hagalaz. Esso è un gruppo filosofico, non una band. Lei si descrive al meglio come “la voce delle streghe, degli stregoni e dei guerrieri del nord”, i cui obiettivi generali sono l’espressione dei “Miti e della Magia delle gelide terre pagane del nord e la comprensione del lato oscuro della natura umana”. Ha pubblicato un booklet nel quale tratta una parte di questi argomenti e delle sue ideologie; un secondo booklet sarà disponibile in seguito quest’anno.

Attraverso questo articolo ho trattato solamente la superficie di questa incredibile scena (omettendo il coinvolgimento del resto del mondo, anche se la Norvegia è soltanto una parte del tutto); è chiaro che non si tratta proprio di un movimento politico bensì di una rivoluzione filosofica. Riportare le Maestose terre del Nord all’onore ed alle tradizioni che un tempo avevano. Andate avanti ad immergervi da soli in questa arte oscura…

Black Metal Against Antifa (tradotto in ITA dalla pagina in portoghese “Umbra Morta”)

Il black metal sta venendo infestato da una mentalità progressista ed antifa che adora i valori che, nonostante si mascherino come una rivolta contro la società conservatrice e moralista cristiana, in realtà portano avanti le stesse idee universaliste ed egualitariste presenti nel cristianesimo. Tentano di portare i fans del Black Metal ad accettare posizioni di “inclusione”, come se il black metal dovesse preoccuparsi dei diritti delle minoranze, del femminismo, della comunità gay e addirittura adottare la medesima mentalità antifa di puro materialismo ed edonismo; ad esempio drogarsi continuamente ed assumere genericamente una posizione ribelle “contro il sistema”, insomma una ribellione solo di tipologia adolescenziale, e adottare comportamenti da subumani che non vedono problemi nel diffondere le peggiori schifezze in nome della “libertà”.

Il Black metal non è mai stato, non è e non deve essere inclusivo. Il Black Metal non è libertà.

Fin dall’inizio il Black Metal è un circolo chiuso che valorizza i suoi simboli e tradizioni. Senza la tradizione elitarista del Black Metal, il Black Metal diventerebbe poco più di un articolo di consumo ed intrattenimento, così come molte delle bands sono effettivamente diventate: prodotti mediatici e per adolescenti ribelli. Questo risulta dal pensiero che è tutto “divertimento”, che “è solo musica” e che il Black Metal dovrebbe essere per tutti, eccetto quelli che non condividono i valori attuali della nostra società malata, ovvero le persone che seguono dei valori “reazionari”, “razzisti”, “xenofobi” e “retrogradi”.
Se il metal ai suoi inizi è nato come una rivolta contro la mentalità hyppie di “pace e amore” della generazione del ’68, oggi questa stessa mentalità si infiltra nei circoli più estremi del metal e viene addirittura incoraggiata.

In questo modo, il Black Metal si trasformerà praticamente in un articolo “di culto” per adolescenti. Solo una forma di ribellione vuota e sicura, per persone che non sono disposte a rischiare nulla per ciò in cui credono. Uno stereotipo di ragazzo “oscuro” rinchiuso in una stanza ad ascoltare musica “satanica” per rivoltarsi contro i valori “moralisti” dei suoi genitori. Solo una fase.

Non appena il discorso satanico blasfemo si esaurisce, iniziano ad adottare posizioni non molto differente da quella dei gruppi femministi e gay: si infilano i crocifissi nel culo, appoggiamo l’omosessualismo, predicano la “libertà sessuale” come modo di opporsi al fantasma del “cristianesimo”, fra le altre cose. È come se tutta la sua rivolta si limitasse a essere contro il cristianesimo. Però, se il cristianesimo morisse oggi (e di fatto, il cristianesimo è sempre meno rilevante), che ne sarebbe di loro domani?

Allo stesso tempo essi si reputano orgogliosi di trovarsi in una posizione “speciale”, contro “l’umanità”, di essere “misantropi” e “satanici”, semplicemente propagandando le stesse cose che i mass media e le scuole ci stanno imponendo. Un attore televisivo che bacia in pubblico un altro uomo in difesa dei diritti delle minoranze diventa tanto “blasfemo”, ribelle e lodevole quanto una band di “Black Metal” che decidesse di mettere su una copertina o su un palco due uomini che si baciano.

Alcune persone e anche bands hanno ucciso il Dio e scoprono nuove vie, mentre altri sembrano essere fermi nel limbo del mero rifiuto iniziale del cristianesimo.
I primi hanno trovato sentieri oscuri, una fascinazione per la morte, per i segreti occulti, un misticismo di epoche antiche ed una volontà di ferro di imporsi su questo mondo malato e decadente. Gli altri vivono solo nell’illusione che stiano facendo qualcosa di rivoluzionario.

I primi oggi sono demonizzati, considerati il male da estirpare, l’incarnazione delle peggiori forze dell’umanità. Gli altri, pur predicando la blasfemia, considerano la peggiore blasfemia in assoluto elevarsi al di sopra della mediocrità dell’uomo comune materialista, edonista ed individualista.

Se esiste una blasfemia oggi, essa è assumere la posizione dell’Accusatore, dell’Oppositore, contro tutto questo paradiso costruito dalla modernità.
Fonte:

Intervista alla band Todesstrafe (NSBM, Italia, tradotta da OccultBlackMetalZine, 17/04/2017)

1. Per quelli che non hanno mai sentito parlare di voi prima, puoi dirci qualcosa sulla band?

Onestamente non c’è così tanto da dire su questa band. Todesstrafe è la nostra prima band seria, un progetto musicale che avevamo in mente da un po’. Finalmente abbiamo avuto tempo di lavorarci. Proveniamo entrambi dal black metal underground, quindi è stato decisamente naturale evolverci in questa direzione, avevamo semplicemente bisogno di trovare il periodo giusto e le idee necessarie. Avevamo cominciato a lavorare ad un demo di 4 canzoni, ma poi continuavamo ad avere di continuo altre idee e quindi abbiamo deciso di fare un full lenght. È così che “The Northern Hammer Returns” è nato.

2. Avete recentemente pubblicato il vostro primo album, come descrivereste la proposta musicale che presentate in questa pubblicazione?

Allora, direi che Todesstrafe è semplice raw black metal primordiale con elementi Hardcore e RAC. CI siamo concentrati più sulle sensazioni che sul suonare tecnicamente, volevamo che il nucleo dell’album arrivasse dritto al punto, un pugno in faccia. Molte bands Black Metal a volte si perdono in un milione di piccoli dettagli, noi volevamo creare qualcosa che andasse nella direzione opposta. Quindi quello che potete trovare in noi è musica molto diretta, alla vecchia maniera.

3. Le vostre liriche trattano molto sui temi della Guerra, dell’Europa e del NazionalSocialismo, puoi dirci un po’ di più su cosa questo significa per voi?

Non farò perdere tempo né a voi né a me dicendo le solite cose estreme che molte bands NSBM ripetono all’infinito per impressionare il loro “target musicale”, non ce ne frega di essere estremi nelle interviste perché siamo molto più legati a ciò che di spirituale ha questa musica; pensiamo che la musica debba parlare da sola. Siamo affascinati dalla guerra e da ciò che il Terzo Reich rappresenta nella storia dell’umanità. La guerra, la disciplina, il coraggio, la fedeltà e quant’altro è inteso essere davvero radicale. Radicale nelle decisioni, nelle azioni, nella ferrea volontà di certi ideali. Qualcosa che è completamente andato perduto ai nostri giorni, come un istinto di sopravvivenza primordiale.

4. So che il nome della band significa “pena di morte” in tedesco. Come si collega questo nome con lo stile musicale da voi suonato?

Abbiamo scelto “pena di morte” come nome della band perché rappresenta una dichiarazione drastica contro i traditori e gli smidollati che infettano il mondo con la loro correttezza politica. Siamo totalmente stufi di qualunque tipologia di “correttezza”. Il mondo non dovrebbe essere così.

5. Attualmente ci sono solo 2 membri nella band. Siete propensi ad espandere la vostra line up in futuro o preferite restare un duo?

Preferiamo restare un duo per motivi tecnici in primis, ma anche perché Todesstrafe è un qualcosa di molto personale che noi condividiamo. Personalmente preferirei che restasse così.

6. L’album è stato pubblicato dalla “We Are At War Records”. Puoi dirci qualcosa di più su questa label?

Quando abbiamo registrato l’album ed iniziato ad inviare dei promo, è stata la Werewolf Promotion, dalla Polonia, che ci ha suggerito “We Are At War Records”. Il nostro album è la loro prima release ufficiale, quindi non c’è molto da dire. Come band alla nostra prima uscita discografica non avevamo grandi aspettative, ma ci piaceva l’idea di iniziare questa “avventura” con qualcuno che stava anch’esso iniziando. “We Are At War Records” ha pubblicato il nostro album in un’edizione digipack elegante con una cartolina speciale, un’etichetta adesiva ed un foglio con i testi (solo nell’edizione limitata). Il risultato finale è eccezionale, molto più di quanto ci saremmo aspettati, quindi non potremmo essere più felici di così. Spero che lavoreremo ancora insieme in futuro.

7. Come è stato il riscontro alla vostra musica da parte dei fan del National Socialist Black Metal a livello globale?

Finora molto buono. L’album è uscito da circa un mese ma abbiamo avuto già un po’ di ordini; chi ha avuto il cd l’ha amato, anche i nostri amici personali e stretti.

8. Verso quali sonorità si dirigerà la band in futuro?

Abbiamo già iniziato a lavorare su un nuovo album e lo stile è praticamente identico, sono sicuro che la nuova roba avrà lo stesso sound del nostro debut album. Ci piace la musica che abbiamo fatto quindi vorremmo mantenere il “nostro stile”. Sicuramente sappiamo di non aver inventato niente di nuovo, ma cerchiamo comunque di non sembrare una band clone di altre.

9. Quali sono alcune delle bands o degli stili musicali che hanno influenzato la vostra musica? Cosa state ascoltando in questo periodo?

Dobbiamo rendere omaggio a bands come Ad Hominem, Capricornus, Der Sturmer e Aryan Terrorism. Riguardo lo stile musicale, ovviamente il Black Metal e qualcosa di Death Metal e Hardcore. In questo periodo la nostra playlist è dominata da “The Crowning Horror” di Pest, un capolavoro assoluto!

10. Il Paganesimo ha qualche ruolo nella vostra musica?

Di sicuro non siamo Cristiani né seguaci di una qualche religione desertica. Portiamo rispetto agli Antichi Culti che definirono l’identità dei popoli Europei. Rispettiamo totalmente le nostre radici e la nostra eredità.

11. Quali sono alcuni dei vostri interessi non musicali?

Principalmente mi definirei come un avido lettore. Poi, ad entrambi piace viaggiare e visitare come si deve nuovi posti, scoprendo cose che riguardano le tradizioni locali, le radici culturali ed il cibo. Si può vedere ed imparare molto tramite i viaggi, è un unico viaggio infinito.

12. Prima di terminare l’intervista, avete qualche pensiero finale da dire?

Se sei un fan del Black Metal primordiale “un pugno in faccia”, dai a Todesstrafe una possibilità. Non perdere il tuo tempo con bands Black Metal senz’anima che non hanno niente di interessante da dire. Supporta solo gli artisti attivisti, politicamente scorretti e sinceri!
Fonte originale in inglese.
http://occultblackmetalzine.blogspot.it/2017/04/todesstrafe-interview.html?m=1

Pagina facebook pubblica della band.
https://www.facebook.com/todesstrafe.bm

Pagina Metal Archives della band.
http://www.metal-archives.com/bands/Todesstrafe/3540424916

cc

IL PATTO D’ACCIAIO (CONFERENZA 2016) – COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE (tradotto da militantzone)

Al PDF nel link sottostante ed in formato di testo in questo articolo di blog si può trovare la traduzione in italiano dell’intervento del Filosofo Sviatoslav Vyshynsky alla conferenza “Pact of Steel” di Dicembre 2016 a Kiev.

Buona lettura agli interessati.

Cosa Significa la Musica in un’Epoca Difficile (Pact of Steel – Dicembre 2016 – Kiev)

IL PATTO D’ACCIAIO (CONFERENZA 2016) – COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE (tradotto da militantzone)

La prima conferenza “Patto d’Acciaio” si è svolta con successo a Kiev il 17 Dicembre 2016, il giorno prima del festival Asgardsrei V. Si è trattato di un’utile sintesi fra arte e metapolitica; la conferenza ha gettato le basi per i futuri studi sul potenziale ideologico del Black Metal a livello mondiale in risposta alle sfide socioculturali dei nostri giorni. Un vasto pubblico dall’Europa Orientale e Occidentale unito dalla passione per le arti estreme ha partecipato a queste presentazioni:

COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE?

<< .. E cantare nella nostra misera epoca, per cosa?>>, chiese il poeta romantico tedesco del XIX secolo Friedrich Hölderlin. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, questa domanda viene ripetuta dal filosofo tedesco Martin Heidegger “A cosa servono i poeti in tempi difficili?”, <<Wozu Dichter in dürftiger Zeit?>>.

Heidegger afferma: <<L’era del mondo che non ha un fondamento è sospesa nell’abisso. Possiamo immaginare che un cambiamento è ancora possibile in epoche difficili solo se presupponiamo che il mondo toccherà nuovamente una base, ma questo significa che il cambiamento è possibile soltanto iniziando dall’abisso.>>

Quindi la poesia, intesa in senso ampio, come penetrazione nell’essenza della creazione, nell’essenza degli oggetti creati, è il modo di aprire il mondo che è nascosto dietro le barriere del linguaggio, della mente e della coscienza. La poesia è la porta per l’inconscio, la poesia indica con parole ciò che non può essere espresso a parole né a voce nel linguaggio.

Cosa è la parola, a parte il significato? La parola è il suono, la vibrazione, l’espressione pura e tangibile della volontà. Non sentiamo semplicemente il linguaggio, lo ascoltiamo. Non solo capiamo la parola, ma la ascoltiamo pure. La parola canta, la parola è ritmica, la parola è musicale.

<<Cos’è il suono?>>, venti anni dopo Heidegger se lo chiese un compositore Americano, John Cage, il pioniere della musica noise sperimentale. Il suono, che è tutto. Il suono, questa è la musica. Tutto ciò che ha un suono, tutto ciò che rivela i ritmi nascosti dell’Esistente, tutto ciò che parla il linguaggio del suono è musicale. Il suono è l’Esistente. Ogni suono è la musica. E ogni musica è la faccia dell’Esistente.

La poesia e la musica, nell’unità del pensiero e del sentimento, rivela l’essenza dell’Esistente, l’essenza della realtà, permettendo al poeta di toccare l’inesprimibile, di viverlo e passarci attraverso. Nella parola e nel suono per diventare parte dell’Esistente. Perché il silenzio non esiste, tutta la vita suona, il silenzio è morte.

Discutendo sulla cultura metal, una cultura di rock’n’roll, Varg VIkernes si concentra sull’essenza oscura che è alla sua base, sulla decadenza della “musica forte”. Sulla decadenza del “Black Metal” stesso, sulle radici Negroidi di tutto il rock’n’roll. Ha ragione? Ha ragione, sicuramente. Cos’è il Black Metal se non la musica dei tempi oscuri, la musica dell’Età del Ferro? Il periodo interbellico e quello postbellico del XX secolo rappresenta l’epoca della distruzione finale dell’ordine tradizionale ed il trionfo del nichilismo. L’epoca che il pensatore tedesco Ernst Junger chiamò l’avvicinamento al “punto zero” della storia.

La distruzione della Tradizione, l’apertura delle porte del Chaos, l’entrata nell’epoca del crepuscolo stanno cambiando anche noi. Accettiamo l’oscurità come un esame iniziatico, sfidiamo il demoniaco e ci mettiamo maschere demoniache noi stessi, come i nostri antenati facevano prima del Solstizio della Notte Universale. Ora la Notte Cosmica, che è venuta solo una volta l’anno prima, si diffonde lungo tutto l’anno e per tutti gli anni, è diventata onnicomprensiva. Con l’inizio della Notte, i contorni familiari della realtà si cancellano, i contorni dell’obiettività si confondono, l’estetica cambia ed insieme a questo la Notte cambia la percezione e la sensibilità. L’arte classica si è estinta insieme alla nostra capacità di capirla, di ascoltarla, come la Luce sbiadita, è uscita di scena. La musica classica e tradizionale dell’Occidente è stata rimpiazzata dall’avanguardia musicale, la musica rock’n’roll e la musica aritmica degli abissi. L’epoca dopo le Guerre mondiali è un’epoca in cui si ha la nascita di una nuova arte e di una nuova musica.

La nuova musica deriva da toni alti e ritmi bassi per cercare di superare i concetti stessi di ritmo e di suono chiaro. Non è una coincidenza che il Black Metal Originale è musica aritmica, il suo sound originale “raw” è un rumore ambient di chitarra, dove anche le battute creano aritmici “muri di suono”. Il ritmo, che è la misura alla base della musica convenzionale, nel Black Metal può essere accelerato così tanto che le stesse vibrazioni si trasformano in un’onda sonora.

L’iperdinamico Black Metal ed il Ronzio aritmico partono da poli diversi ma portano allo stesso modo la musica ad essere puro tono, ad essere un suono primitivo ed elementare.

Andare oltre delle frequenze estremamente basse ed estremamente alte è un tentativo di superare la naturale percezione umana del suono. Questo presentarsi in una veste demoniaca non è solo metaforica, attraverso le maschere, ma anche fisica, attraverso l’immersione in un tono inumano. La musica della morte, il Death Metal, il Dark Ambient e il Drone Doom, e più di tutte il Black Metal, si trovano nella sfera di ciò che Renè Guenon definiva come “infraumano”.

L’immensità dell’opera, “la Grande Arte Oscura” trasforma gli adepti musicali quasi in fautori di magia oscura, che gridano alla morte nei suoi diversi immaginari. <<Quello che cade può anche essere spinto!>>, dichiara il grande Nichilista Europeo Friedrich Nietzsche, parlando della caduta di tutti gli idoli. L’identificazione con le forze del male nel Black Metal diventa uno strumento di liberazione attiva e distruttiva. La frase di Evola “Cavalca la tigre” significa: per sposare il potere distruttivo della Tigre, per somigliare ad essa senza farti identificarti con essa. Nello stesso modo la Morte non poteva distinguere sé stessa dietro la maschera della Morte. Il Black Metal non è musica Olimpica, bensì titanica e a volte ctonica. Tramite esso ci immergiamo negli abissi del subconscio ed andando oltre la forma liberiamo le forze che guidano la coscienza. La distruzione diventa il processo creativo: la distruzione della musica diventa il suo senso più elevato e in questo modo ci si avvicina all’obiettivo, la poesia. Come i lavoratori nelle forge sotterranee di Vulcano che ne minavano le fondamenta sotto la Terra dell’Esistente, ci stiamo avvicinando al “punto zero” di tutta l’arte; andiamo oltre le forme, respingiamo ogni resistenza e portiamo l’arte stessa ad impoverirsi. Nelle “Epoche difficili” e attraverso l’arte nelle “Epoche difficili” noi ci stiamo avvicinando ad un vero fondamento, il Nulla.

Ci si è quindi avvicinati all’epicentro e l’identificazione con la distruzione è ciò che protegge dalla distruzione. “Chi scappa, Sir, non può sfuggire alla peste. Il miglior modo di sopravvivere è avvicinarsi al disastro”, dice un personaggio del romanzo “La Peste” di Valery Shevchuk. Una danza macabra, una “festa in tempi di malattie” è l’unica protezione contro la morte. Rompendo i confini e l’ordine della coscienza, la poesia ripulisce il seme dai vincoli delle vecchie forme e si avvicina alla pura esperienza della creazione, all’arte ed al senso primario del sublime. Perché l’esperienza della pura creazione, nei fatti, è l’esperienza della pura distruzione. Trasformando ciò che è decadente, la musica oscura diventa la chiave per aprire gli Abissi, nella quale si trova la pietra angolare dell’Esistente rinnovato. Questa pietra è il Nulla Omologato, in cui la creatività e la distruzione sono identiche.

Il Black Metal, in senso Kantiano, è la musica che non è “bella” ma “sublime”. La posizione del Nichilismo Attivo corrisponde ad esso, in opposizione al Nichilismo Passivo della cultura popolare delle masse. La sua ambizione è “trovare la morte”, identificata in senso simbolico con la distruzione, per trasformare la morte in esperienza musicale, l’esperienza di colori oscuri e vibrazioni distruttive.

La Grande Arte Oscura è basata sulla necessità e sull’inevitabilità della distruzione. Il Nichilismo attivo libera dalla paura della morte (e dei cambiamenti) e tramite la devastazione azzera tutto per far spazio ad un nuovo secolo.

Facendo piazza pulita della vecchia cultura musicale, portando le sue tendenze distruttive ai limiti assoluti (non-musica per non-umani), il Black Metal apre la strada per una nuova cultura, una nuova alba, una nuova Luce. La musica oscura è parte del grande mistero della morte e resurrezione, e non è una coincidenza che la filosofia delle Arti Oscure sia, paradossalmente, in bilico fra il ponte della Tradizione (il Paganesimo ed il Nazionalismo) e la Rivoluzione (il Satanismo ed il Nichilismo). La vera definizione di “ortodossia” nel Black Metal è associata con la sovversione; si va oltre la Tradizione “chiara”, oltre la sua negazione; questo perché, per dirla in modo breve, la missione dei cavalieri dell’apocalisse non è seminare bensì raccogliere. Il cavaliere, il poeta dell’Epoca Oscura, sella i cavalli infernali, sorpassa la Morte per non essere catturato dalla Morte stessa. Le sue canzoni riflettono ed accelerano la realtà; il poeta è sempre un passo avanti; loda la morte, la sorpassa con le parole, lasciandosela dietro di sé. E quando dopo che ha raccolto tutti i frutti la tempesta si ferma e la Morte stessa diventa silente, il poeta si toglie la maschera e pronuncia l’ultima Parola. La prima parola del Creatore.

 

 

 

Autore: Sviatoslav Vyshynsky, dottore in FIlosofia

Fonte: Militant zone.

Link all’articolo originale in inglese:

http://militant.zone/pact-of-steel-conference-2016-what-is-music-for-in-a-destitute-time/

La caccia alle streghe per motivi politici nel Black Metal (tradotto da Militantzone)

Sembra che gli Antifa stiano ora scoprendo questa cosa chiamata “Black Metal”, che è, (sorpresa! sorpresa!) basato sull’odio e sull’intolleranza. Dopo molte chiamate telefoniche e spam via internet da parte degli Antifa locali e dei membri dei Black Lives Matter, la polizia di Oakland decide di cancellare il concerto di questo weekend della leggendaria band Svedese “Panzer Division” Marduk per nessun altra ragione se non l’incapacità di assicurare la sicurezza al locale. È il terzo evento Black Metal solo questa settimana che salta a causa degli isterici antifascisti. Lunedì i BLACKDEATH (Russia) hanno dovuto cancellare il loro concerto ad Utrecht (Olanda) dopo che gli Antifa locali hanno contattato le autorità ed il locale si è tirato fuori. Giovedì la Band Ucraina KZOHH ha saltato quattro date previste dal loro tour nelle città francesi Parigi, Lilla, Montpellier e Saint Etienne per lo stesso motivo. È sabato, e abbiamo appena saputo che nemmeno i MARDUK suoneranno. Nonostante chiaramente questa settimana sia un record eccezionale, i fatti si collocano in un contesto nel quale abbiamo già visto casi simili. Nell’ultimo anno, ad esempio, le proteste contro i GRAVELAND (POL) a Montreal (Canada), i Peste Noire (Francia) cancellati sia al Blastfest in Norvagia sia al Sinister Howling Fest in Germania. Aggiungiamo inoltre le varie discussioni intorno ai Destroyer 666 (AU) e molte altre storie di censura per motivi politici nella scena Black Metal. È tempo di rendersi conto che d’ora in avanti la questione non riguarda solo la musica, riguarda la tua libertà di pensiero, la tua integrità intellettuale, tutte cose che l’autoproclamata “polizia del pensiero” sta cercando di portarti via.
Bisogna dirlo chiaramente, il Black Metal è sempre stato al di là delle regole sociali e politiche, ed è per questo che è al di fuori dalla lunga lista di generi musicali moderni. I primi fatti del Black Metal sono iniziati con un suicidio, una serie di chiese bruciate ed un omicidio, nessuna di queste cose si inserisce nella mentalità della società liberale moderna. Questa natura selvaggia, senza regole ed estrema del Black Metal è espressa attraverso la musica, che rende chi la ascolta partecipe di un’esperienza sublime, quasi rituale, oltre la mera moralità, oltre il dualismo del bene e del male.
Le critiche al Black Metal che arrivano dalla sinistra sono quindi molto ingenue. Vediamo gli antifa coi Social Justice Warriors insieme ad altri predicatori di uguaglianza e tolleranza usare una serie di clichè liberali, come quello di “discorsi d’odio”, “revisionismo storico” e così via per imporre la loro serie di tabù, argomenti proibiti e simboli proibiti nella scena musicale che fin dal suo primo giorno di nascita si impegna per una negazione totale del moralismo da plebei.
Per mantenere viva la scena Black Metal nel 2017 bisogna avere un po’ di palle. Esso richiede battersi contro la massa e le sue morali plebee, la cosiddetta “correttezza politica” e contro ogni forma di dogma liberali, i quali sono diventati senza ombra di dubbio la religione secolare dei nostri giorni.
Per concludere, cerchiamo di trarre alcune conclusioni pratiche, basandoci sulla nostra stessa esperienza.

Per le bands:

1. Non dare giustificazioni. Le tue giustificazioni non saranno mai abbastanza per farti accettare dai tuoi nemici ma saranno abbastanza per farti perdere il rispetto dei tuoi amici.
2. Supportatevi sempre l’un l’altro. Se una band viene esclusa dal bill per motivi politici, mostra la tua solidarietà facendo altrettanto. È storia recente il “Blastfest”, quando gli Horna (FIinlandia) hanno deciso di togliersi dal bill dopo che gli organizzatori hanno rimosso i Peste Noire sotto le pressioni degli Antifa. Alla fine il festival intero è stato cancellato a causa delle scarse vendite di biglietti.

Per gli organizzatori: mai cedere alle pressioni. Resistete per i vostri gruppi e tenetevi sempre un piano B, preferibilmente un secondo locale come riserva ed un vostro team per la security. Non cercate soluzioni facili e ricordate: nel 2017 Black Metal significa problemi. Se non volete alcun problema, è meglio se fate feste R’n’B.

Per il pubblico: siate sempre pronti a dare l’esempio e supportare le bands che vengono censurate ogni volta che hanno una possibilità di suonare. Ricordate, la solidarietà è l’unico modo per combattere la censura.

link all’articolo originale in inglese:

http://militant.zone/political-witch-hunt-on-black-metal/

Intervista integrale a Mikko Aspa (Clandestine Blaze), tratta da “Come Lupi fra le Pecore”

Nel PDF al link sottostante si può leggere l’intervista integrale a Mikko Aspa (deus ex machina della band black metal Clandestine Blaze) del libro “Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista” di Davide Maspero e Max Ribaric (2013).

Il contenuto del pdf riflette le posizioni di chi risponde; l’autore del blog non esprime alcuna opinione o giudizio su di esse, lasciando libertà al lettore di farsi un’idea.
Buona lettura

Intervista Mikko Aspa Clandestine Blaze Come Lupi fra le Pecore

L’AMBIGUITA’ DI UN CERTO ESTREMISMO: IL CASO SONS OF SATAN / BESTIAL MOCKERY.

Fonte: Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista, cap. Ultima Thule, Davide Maspero e Max Ribaric

Ma se una parte della scena svedese, in particolare quella facente capo ad ambienti radicali riconducibili senza ambiguità all’estrema destra, persegue un approccio votato alla glorificazione e all’esaltazione del cosiddetto “Reich millenario”, non mancano interpretazioni più estreme e indecifrabili, frutto di una fusione incontrollabile di satanismo, razzismo, nichilismo e correlate istanze di devastazione e apocalisse. Lampante, in questo caso, l’attività dei Sons of Satan, che abbracciano l’ideologia nazista quale manifestazione ultima di eccidio della razza umana, senza distinzioni di sorta. Per i Sons of Satan la corrente nazionalsocialista è uno strumento di aggressione, non un credo da propagandare, né una dottrina da coltivare, solo un semplice quanto implacabile metodo di annientamento, e proprio per questo da glorificare. Uno strumento di morte e disprezzo, da elargire a piene mani in sfregio all’umanità secondo i crismi di una filosofia votata al caos. Lo stesso leader della band ritiene che il concept del gruppo travalichi, per così dire, la definizione di NSBM: <<Io lo definisco death metal satanico o SS metal! C’è un abisso fra il sostenere pienamente l’operato dei nazisti (cosa che faccio, visto che ritengo sacre le loro gesta) ed essere un nazionalsocialista. Io appoggio le loro azioni, non i loro obiettivi. Sostengo tutte le politiche ed i movimenti che hanno come conseguenza il genocidio e la distruzione della razza umana. Per esempio, io odio i musulmani e l’Islam, ma condivido le loro azioni terroristiche! […]. Ero nazionalsocialista quando ero più giovane (sino ai 17 anni), perché avevo una visione del mondo più idealizzata e speravo in qualche stupido futuro in cui la razza bianca avrebbe regnato sulle rovine di una guerra nucleare. […]. Inoltre penso che la maggior parte di questo metal nazionalsocialista faccia cagare dal punto di vista musicale! […]. Io sono innanzitutto un adoratore del demonio, non un nazionalista e meno che meno un nazionalsocialista. Perché vorrebbe dire che credo e spero in un futuro per la mia razza e la mia nazione, cosa che non faccio! Spero anzi che l’umanità e il mondo cessino di esistere quanto prima! […]. Supporto pienamente il grande lavoro compiuto dal Reichfuhrer SS Heinrich Himmler e dal Fuhrer Adolf Hitler!!!
Ecco venire di nuovo alla luce un aspetto fondamentale da sempre presente nella scena NSBM, un dualismo non sempre percepibile dagli osservatori esterni, ma che a conti fatti lacera quello che da molti è visto, erroneamente, come un movimento unitario votato a un obiettivo comune. Da sempre esiste un duplice approccio alla materia nazionalsocialista in seno alla scena black metal, due scuole di pensiero antitetiche: da un lato una nutrita schiera di seguaci la riconosce come una forza “luminosa”, ancora di salvezza per la razza bianca e strumento per il ripristino di una tradizione pagana libera dal gioco giudaico-cristiano. Sul versante opposto, una progenie di black metallers, in un processo di ulteriore estremizzazione del nativo concept satanico, ha abbracciato il nazionalsocialismo come zenit ultimo del male assoluto, forza infera in grado di precipitare il mondo nelle tenebre e guidarlo verso l’autodistruzione. Inutile dire come i Sons of Satan appartengano alla seconda fazione. Nell’ascoltare In time of Fire (antalogia che racchiude i demo, nonché l’EP Our Visions of a Holocaust to Be), licenziato dall’etichetta americana Vinland Winds Records, ci troviamo di fronte alla classica aggressione in chiave black senza troppi fronzoli né particolari soluzioni stilistiche degne di nota, come i titoli dei singoli brani che battono perennemente sul chiodo del nazismo permeato da un’aurea di intransigente blasfemia. A riprova di quanto detto, i testi si trasformano ben presto in una grossolana rassegna di efferatezze, nei quali fiamme infernali e fuochi di insaziabili forni crematori diventano parte di un’unica esacerbante esaltazione della distruzione. Gli altisonanti quanto demenziali nom de plume scelti dai vari musicisti coinvolti nella band (“Birkenau Overlord Angel Incinerator” al basso, “Pogrom Blitzkrieg Sturmtrooper” alla voce, “Panzerfaust Benediction Ultima 13” alla batteria… ), sommati ai testi deliranti, vanno a comporre la cifra stilistica dei Sons of Satan, manifestazione del loro particolare connubio nazi-satanico che si espone nei termini di un tributo alla misantropia radicale, in cui il 666 trova la sua naturale funzione esponenziale nel vituperato 88. Tuttavia, filtrare con certi temi non è esente da conseguenze. Come una malattia ereditaria, il marchio del NSBM travalica intenti e proclami e intacca tutto ciò che incontra sul proprio cammino. Così il nazismo d’assalto tra il serio e il faceto dei Sons of Satan allunga la sua ombra fin sulle attività dei Bestial Mockery, che sono in realtà la band madre da cui ha preso vita questo side project a tinte grottescamente uncinate. Attivi fin dalla metà degli anni Novanta e fautori di un grezzo thrash/black, i Bestial Mockery condividono a grandi linee l’estremismo nichilista dei Sons of Satan, seppur spogliato dell’iconografia belligerante e del substrato politico. Ciononostante, l’accusa di simpatie naziste è presto piovuta anche su di loro. La partecipazione alla famigerata compilation Burning Roots – Volume One: Compilation Against National Socialist Black Metal, ha fugato qualsiasi dubbio su una loro coerente e concreta affiliazione politica, ma non ha del tutto azzerato i dibattiti sui loro scomodi precedenti. Nell’era di Internet, tanto facilmente si spargono certe voci quanto difficilmente vengono messe a tacere, così il cantante Master Motorsag si è trovato più volte costretto a dover ribadire nelle interviste la posizione del gruppo.

<<Prima di tutto, chiariamo una cosa. I Bestial Mockery sono una band satanica e non politicizzata.[…] Nel Black Metal non è inusuale avere opinioni estreme, visto che è la forma di musica che diffonde odio più estrema che esista.[…] Il Black Metal non deve essere gradevole. Il Black Metal è guerra![…]. Noi adoriamo il demonio e tutto ciò che è malvagio!>>.

Macej Dabrowski (alias Capricornus): il progetto Thor’s Hammer.

In allegato un excursus sulla carriera di Macej Dabrowski (Capricornus), in particolare del suo progetto Thor’s Hammer.

Il contenuto è tratto dal libro Come Lupi Fra Le Pecore.

Chi pubblica non esprime alcun giudizio su di esso e lascia al lettore la liberà di farsi un’opinione a riguardo. Buona lettura.

Macej Dabrowski (alias Capricornus): il progetto Thor’s Hammer.