INTERVISTA A GELAL -GRAND BELIAL’S KEY/ARGHOSLENT- IN ITALIANO

Al pdf sottostante o, scorrendo la pagina, in formato di testo, si trova l’intervista a Gelal, storico membro delle bands Grand Belial’s Key e Arghoslent, rilasciata a Gaping Throat e tradotta in italiano.
Buona lettura agli interessati

Intervista a Gelal – GBK / Arghoslent

INTERVISTA A GELAL ( GRAND BELIAL’S KEY E ARGHOSLENT)

 

GAPING THROATS: voi siete una band abbastanza controversa persino nel mondo del Black Metal da 2 decadi, e per questo siete stati oggetto di boicottaggi ed attacchi per anni. Dato ciò, che cosa ne pensate degli attacchi da certi siti e gruppi alle bands in questo periodo? Sembra che qualsiasi cosa che non piaccia a certi gruppi di persone sia un motivo per cercare di distruggerla pubblicamente, cancellare concerti ecc. Sembra che sempre più bands stanno affrontando problemi come questo, anche bands che non sono schierate politicamente, semplicemente perché una volta hanno condiviso il palco con una band che potrebbe essere NSBM, o perché sono presenti su uno split che è stato distribuito da un’etichetta che distribuisce anche bands NS..

GELAL: è un bene che tutte queste bands basate sui recinti e sulle giustificazioni abbiano un assaggio della loro stessa medicina. Lasciate che tutto venga vietato, in modo che l’underground torni reale, tornando di nicchia e nascosto come era. Per me è incredibile che ci sia qualcosa come i Grammy Svedesi per il Black Metal? C’è qualcosa di più ritardato di questa merda? Le checche progressiste avanzano senza alcuna opposizione, nello stesso modo in cui la Sharia sta invadendo l’Occidente senza una risposta degli autoctoni.

 

GAPING THROATS: Come vedi il futuro delle bands che suoneranno in una società come questa, in generale ma anche all’interno della scena Black Metal e Extreme Metal? Pensi che le bands cammineranno sulle uova dalla paura di offendere qualcuno o pensi che inizieremo a vedere una reazione sempre maggiore contro questo genere di cose?  Forse questo farà cambiare idea a molte persone che fino ad oggi sono state progressiste?

GELAL: Fanculo a tutte le bands ed etichette, e l’intera scena, in generale, ha succhiato cazzi fin dai primi anni ’90, con il 75% della colpa che è delle labels che hanno prodotto bands di merda solo per scambiare cd a buon mercato. Quale reazione potrà mai esserci quando non ci sono lupi pronti a contrattaccare qualcosa? Questa è l’epoca delle fighette black metal da twitter.

 

GAPING THROATS: Ovviamente, dal momento che queste cose sono diventate sempre più comuni nella scena Metal, è solo una prosecuzione di quello che sta accadendo nella società in generale. Siete politicamente attivi? Qual è la tua opinione su alcuni di queste guerre culturali in corso? Cosa pensate di Trump? E che differenze ci sarebbero state se avesse vinto le elezioni la Clinton?

GELAL: Beh, la scena metal non è affatto importante per nessuno di noi. Mi interessa di più che tempo fa in Zimbabwe questa settimana di quello che succede nella fottuta scena “glam rock black metal underground a scopo di lucro”.

 

GAPING THROATS: C’è qualche band o artista recente ai quali vi siete particolarmente affezionati o che vi hanno impressionato? Metal o altri generi.

GELAL: BRONSON (ITA), TERRORSPHÄRA (GER), YOU MUST MURDER (RUS), BUJAK (POL).

 

GAPING THROATS: l’uscita più recente dei GBK è stata la ristampa dei 2 demo, Goat Of A Thousand Young” e “Triumph Of The Hordes”, siete stati contenti del modo in cui la ristampa è venuta? Ho letto da qualche parte che è stata una scelta dovuta dal fatto che i demo erano ancora richiesti dai fan e volevate evitare che i creatori di bootleg facessero girare versioni di merda e lucrassero sul vostro nome. È così?

GELAL: Siamo molto soddisfatti di come è venuto. E, sì, è vero che abbiamo cercato di mettere fine a quei truffaldini che rilasciano bootleg non autorizzati. Ci sono almeno due diverse versioni fake di questa merda qua fuori.

 

 

 

 

 

GAPING THROATS: Con la ristampa dei demo, avete mai considerato di fare una compilations del materiale dei GBK non presente negli album che è da così tanto tempo fuori stampa? So che alcuni fans preferiscono le prime versioni 7’’ di alcune delle canzoni che erano finite in “Kosherat” perché preferiscono la voce di Cazz. Sullo stesso tema, avete del materiale inutilizzato che è tuttora inedito che potrebbe potenzialmente essere rilasciato un giorno? Parlo di materiale risalente ai primissimi giorni, l’epoca di Cazz, o l’epoca in cui Richard era alla voce.

GELAL: Sicuramente, l’abbiamo considerato. Attualmente una versione rimasterizzata di “A Witness to the Regicide” è stata rilasciata nuovamente in vinile dalla W.T.C. ma stavolta con l’intera registrazione. Il 7’’ originale aveva solo 2 canzoni su 4 perché non ci sarebbero state. Non penso ci sia alcuna canzone non rilasciata a parte le cover che abbiamo fatto in passato, come “Live Wire” dei Motley Crue, “Unbeliever” degli Skrewdriver ed una vecchia cover di Hellammer e Bathory.

 

GAPING THROATS: Se Richard non fosse morto pensi che la band sarebbe rimasta attiva e sarebbe rimasto il frontman o pensi che vi sareste presi una pausa lo stesso?

GELAL: E’ difficile da dire, noi in realtà non facciamo pause. Sembra così perché rilasciamo albums a molti anni di distanza l’uno dall’altro e non siamo costantemente in tour né lavoriamo su base quotidiana. Questa non è una carriera per noi. Abbiamo vite reali al di fuori di questa merda.

 

GAPING THROATS: Per quanto riguarda la storia e le versioni classiche della band, sai dirmi una release specifica o una certa era della band che consideri come la tua preferita o come quella che rappresenta i GBK al meglio secondo te?

GELAL: Non ho un particolare periodo preferito o una release preferita. Sono soddisfatto di tutta la gamma di registrazioni e concerti che abbiamo fatto. La nostra prossima release proseguirà nella stessa tradizione dei GBK. In questa arte morta chiamata Black Metal non c’è progresso per noi.

 

 

GAPING THROATS: Mantieni qualche contatto con gli ex membri o qualcuno di loro ha cercato di prendere le distanze dal nome delle bands e da alcune delle controversie ad esso collegate?

GELAL: Siamo in contatto con la maggior parte dei membri di entrambe le bands; comunque sì, c’è una manciata di persone che hanno completamente preso le distanze da questa associazione.

 

GAPING THROATS: Qual è lo status degli Arghoslent? C’è qualche possibilità di vedere concerti o un nuovo album nel prossimo futuro? Se sono attivi, qual è l‘attuale line up?

GELAL: Arghoslent è un progetto attivo e ci sono almeno 7/10 canzoni in lavorazione al momento. Almeno 3 o 4 sono complete, e abbiamo tutti i titoli ed i testi. L’idea è di ritrovarci tutti insieme nel 2019 per registrare un altro full lenght. C’è anche una buona possibilità che la band suoni a qualche festival in futuro. La line up è la stessa di quella di “Send Forth The Best Ye Breed”.

 

GAPING THROATS: Dato il clima sociale negli USA, pensate che avrete più difficoltà e disagi ad organizzare date live di Arghoslent o GBK?

GELAL: Abbiamo avuto problemi reali solo in Europa perché lì non c’è una vera libertà di parola come quella che abbiamo negli USA. Tutti sono incredibilmente paranoici in posti come Olanda o Svezia.

 

 

 

GAPING THROATS: So che ti piace il Football/Soccer da tempo. È ancora una passione per te? L’Hooliganismo calcistico è ancora così diffuso e selvaggio com’era in Europa o è stato messo al guinzaglio negli ultimi anni?

GELAL: Sì, è la mia vera passione da quando ero giovane. Molte delle mie esperienze con il mondo ultras risalgono a quando vivevo in Argentina. La violenza calcistica tradizionale tipica del Sud America o dell’Europa non esiste negli USA; comunque, sembra che ci sia un interesse per la Major Soccer League negli ultimi anni, il che è buono.

 

GAPING THROATS: Quando scrivi, decidi intenzionalmente di scrivere per una band alla volta? Come dire, ti metti in un certo mood per scrivere per gli Arghoslent o per i GBK o semplicemente lavori sulla musica in generale e poi dividi riffs, melodie ecc in base alla band a cui starebbero meglio? È più difficile creare materiale per Arghoslent o GBK? Ero curioso perché entrambe hanno un sound decisamente unico. Come riesci a mantenere due stili di composizione così diversi l’uno dall’altro? Spesso quando un artista è in più band, a volte possono essere in qualche caso intercambiabili, ma nel tuo caso non sembra affatto essere così.

GELAL: Pensandoci su devo dire che di solito compongo musica e, in base a come il riff o la canzone si sviluppa, essa viene assegnata ad una delle due bands. Le persone dicono che c’è uno stile particolare nel mio modo di scrivere, o in quello di Demonic, o di Holocausto, e potrebbe essere vero; in ogni caso non è che mi sieto e dico “ok, devo scrivere riffs per GBK ora”. In generale, i riffs per Arghoslent tendono ad su scale maggiori mentre quelli per GBK tendono ad essere su scale minori, sì, ha senso. Alla fine ci sono riffs che potrebbero essere usati per entrambe le bands se suonati in modo diverso. Arghoslent è più trionfante e glorioso mentre GBK è più dissonante ed incongruo. Devi ricordare che Arghoslent ha l’imput di Holocausto, che aggiunge alla formula il suo suono distinto e prominente. Al contrario, GBK è molto plasmabile dai riffs e dalle idee di Demonic. È un chitarrista prima di un bassista, èd è un grande compositore. Arghoslent è più difficile da suonare live ma c’è da dire che è una sfida suonare alcune canzoni dei GBK con un solo chitarrista.

GAPING THROATS: Quando lavori a nuovo materiale per Arghoslent, crei prima la musica e poi i testi adattati o hai i testi già scritti per i quali crei la musica? Per quanto riguarda i testi di Arghoslent, mi ha sempre colpito quanto siano ben scritti. Come procedi nel processo decisionale su tematiche ed argomenti? Penso che i testi spesso rendono più difficile per le persone dimenticarsi degli Arghoslent, anche se trovano gli argomenti sgradevoli; questo succede a causa della profondità dei testi e del fatto che si ha un livello molto più intelligente e sfumato rispetto ad un sacco di bands che vengono messe nel vostro stesso calderone. Hai studiato un sacco di storia del mondo, guerre e conquiste specifiche, cose di questo tipo?

GELAL: Il modo in cui lavoriamo forse non è uguale a quello di altre bands. I titoli delle canzoni ed i testi sono scritti separatamente dalla musica. È solo dopo che tutto è finito che assegniamo un testo ad una particolare canzone. Dopo che decidiamo quale canzone è la prescelta, adattiamo il testo alla canzone finita ed il processo è finito. A volte è molto ovvio decidere quali canzoni debbano abbinarsi a certi titoli a causa di come suonano. A volte scriviamo una canzone che è troppo bella per metterci sopra delle linee vocali death metal e quindi finisce per essere strumentale. Arghoslent si è sempre interessato di storia, filosofia e religione. Esse sono gli stimoli delle tematiche dei testi, che possono essere di ogni sorta: revisionismo storico, militarismo, schiavismo, colonizzazione, eugenetica, misoginia, genocidio, tirannia, cultura, scoperte, paganesimo, omofobia. Penso che questo è solamente naturale per chiunque si interessi a queste scienze. Arghoslent parla della nostra storia.

 

GAPING THROATS: Con entrambe le bands sembra che siete sempre stati più propensi a suonare poche date consecutive o persino un’unica data one off qua e là. Ti piacerebbe o penseresti mai di fare un tour completo, ovvero restare in ballo intere settimane suonando ogni sera? O preferisci farlo in dimensioni ridotte? Il motivo è perché i membri delle bands hanno più vincoli, come ad esempio lavoro, mogli, figli ecc?

GELAL: Credi davvero che nessuna delle due band potrebbe fare un tour completo senza che alla gente venissero i crampi pre-mestruali per questo? Sogna, sogna..

GAPING THROATS: Come abbiamo detto le tue bands sono sempre state in qualche modo controverse e, direbbero alcune persone, “offensive”; c’è forse una linea che non dovrebbe mai essere superata nella musica o nell’arte in generale? C’è qualcosa che è troppo estremo?

GELAL: L’underground esiste per salvare questi artisti che sono troppo estremi per il mainstream o che hanno superato quella linea alla quale ti stai riferendo. È una contraddizione dire che siamo troppo offensivi per l’underground estremo. Non ha alcun senso dire che qualcosa è troppo brutale nella scena, a prescindere dal fatto che lo si approvi o no. Il problema che le persone hanno con le nostre band è che essi sanno che la pensiamo davvero in questo modo. Quando la gente pensa ai Cannibal Corpse sanno che non è che questa band stupra veramente le donne con dei coltelli e cazzate simili. Questa è la differenza.

 

GAPING THROATS: Ok, voglio solo ringraziarti per il tuo tempo e per aver risposto a questa intervista. Vuoi aggiungere qualcos’altro?

GELALhttp://www.weltenfeind.com

 

NOTA: Da quando questa intervista è stata fatta, la pagina Weltenfeind, dei GBK e degli Arghoslent, è stata aggiornata e la parte Arghoslent ora afferma che la band sta in effetti lavorando ad un nuovo album e che i titoli di alcune delle canzoni nuove e finite includono “Hyenas of the Aurunci”, “The Curse of San Domingo”, “The Eugenic Fumigant”, e “Terra Nullis.

FONTE: GAPING THROATS
https://gapingthroats.blogspot.com/2019/05/grand-belials-key-arghoslent-interview.html

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INTERVISTA AI DEVOTIO ( BAND BLACK METAL RADICALE DI PARMA) – The Pain Factory 03/04/2019

Cliccando sul link sottostante al PDF o, in formato di testo, scorrendo la pagina, trovate l’intervista alla band Black Metal Radicale di Parma “Devotio”, di contenuti molto interessanti. quanto segue è una traduzione dall’originale, in inglese, dal sito “The Pain Factory.

Intervista Devotio 2019

  1. Ci parli dei tuoi primi giorni e di come è stato finora il percorso della band?

La band è stata fondata all’inizio del 2016 da me, con l’intenzione di creare un progetto che includesse tutte le mie influenze musicali, spaziando dal metal (soprattutto Black, Death, Heavy e Thrash), alla scena RAC e Hatecore, passando dal Neofolk e dalla Martial Industrial, il tutto cantato in lingua madre.

Il concetto del gruppo è basato sulla rinascita della più autentica Tradizione Europea e su un’avversione militante e totale alle ideologie dominanti della società del mondo moderno. Il nome Devotio è quello di un rito della Roma più arcaica che aveva in comune anche con le altre tradizioni Europee nel quale, nel mezzo di una battaglia con esito sfavorevole, la guida o il console, dopo avere invocato gli Dei, si lanciava all’assalto del nemico per sacrificare la sua vita in cambio della vittoria. Questo simbolizza la sacra azione dell’immolazione di sé stessi per un bene superiore come la difesa della propria Terra e del proprio Popolo. Dato che so suonare tutti gli strumenti inizialmente volevo fare una one man band ma poi ho preferito cercare due persone accanto a me per avere una line up in grado di fare concerti in futuro. Fin dall’inizio Giuseppe è entrato come batterista e pochi mesi dopo Alessandro è entrato come bassista. Quindi alla fine dell’anno ci siamo ritirati sugli appennini di Parma, in un piccolo paese ai margini del bosco per registrare un demo live. Il lavoro nel 2017 è andato un po’ a rilento sia per le grafiche che per il mixaggio; inoltre, i numerosi impegni personali e l’abbandono di Alessandro, che ha deciso di decidarsi a diversi progetti musicali, ci hanno rallentato ulteriormente. Alla fine dell’anno abbiamo trovato un nuovo bassista. Nel 2018 siamo riusciti a pubblicare il demo ma ci siamo separati da Giuseppe, che non poteva più essere costante per motivi personali. Quindi ci siamo dedicati a noi stessi e abbiamo avuto un po’ di tempo per promuovere il demo. Ora stiamo mettendo su una nuova formazione con due chitarre e siamo pronti a ripartire; probabilmente entro la fine dell’anno sentirete ancora parlare di noi!

 

 

 

  1. Preferisci la formazione a 3? In altri termini, Devotio è un trio per scelta o avresti preferito un secondo chitarrista?

All’inizio volevo solamente l’essenziale per suonare live, quindi una sezione ritmica, ma penso che con due chitarre c’è la possibilità di essere più incisivi e brutali, oltre a potere arricchire gli arrangiamenti e quindi la proposta musicale della band.

  1. Avete definito il vostro stile come Hardcore Black Metal. Ci dici un po’ su come il Metal e HC sono correlati e coesistono fra loro e perché è importante?

Uso questa descrizione semplicemente perché mi sembra la più concisa; non sono mai stato un grande fan della divisione in piccoli sottogeneri fatti con migliaia di diversi aggettivi. Volevo mescolare due diverse anime: una più sognatrice, mistica e visionaria rappresentata dal Black Metal fortemente orientato al paganesimo, ed una più militante, ideologica e d’impatto, rappresentata dall’Hatecore / RAC con una spinta Metal. L’intenzione è quella di creare un ponte fra diverse scene che sono ideologicamente compatibili fra loro al fine di abbattere i muri fra le varie scene sottoculturali di derivazione moderna e permettere la nascita di una vera controcultura Europea in opposizione con la degenerazione liberal-democratica nella quale è sprofondato il nostro continente.

 

  1. Dal momento che il vostro approccio al Black metal è così poco convenzionale, qual è la vostra opinione sull’attuale status del genere?

Il grosso della scena Black Metal secondo me non ha più niente da dire, ci sono clichès portati all’eccesso che l’hanno resa stagnante, è diventata semplicemente musica. Se l’arte non è portatrice di un messaggio rivoluzionario e di avanguardia, essa si cristallizza e diventa stantia, producendo così un qualcosa di effimero e grossolano. Certo, anche adesso spuntano fuori un sacco di gruppi interessanti, se non addirittura fantastici; è un genere che si sta lentamente evolvendo e sono curioso di scoprire in quali direzioni andrà e quali sfumature prenderà.

 

È molto lontano dall’essere morto, ma ha bisogno di una causa ancora più radicale e matura per esprimere il suo potenziale o, meglio ancora, tutte quelle fascinazioni che ci sono da 20 anni; le più serie di esse sono il ritorno alle religioni antiche, la difesa della Terra e dell’Eredità, la rottura con la concezione borghese del mondo e la volontà di potenza. Esse devono diventare le principali cause nella vita di tutti i giorni, al di fuori della scena; la vita del singolo deve essere in accordo con la propria visione del mondo; bisogna eliminare le inutili pose da personaggi dei fumetti e iniziare a vivere davvero quello che viene cantato. Questo renderà la musica più reale.

 

  1. Il vostro sound mescola il Black Metal con l’Hardcore ed ha anche qualche influenza epica, vi viene naturale?

Come detto prima, volevo far coesistere anime diverse ma complementari in un singolo progetto. Esprimo varie sensazioni; ascoltando generi diversi, ho la possibilità di provare a creare qualcosa di nuovo e profondamente sentito. Non voglio alcuna limitazione dettata da etichette prestabilite; questo non vuol dire che i Devotio diventeranno sperimentatori casuali per il gusto di mettere nello stesso calderone cose che non hanno alcuna correlazione fra loro nel nome di una qualche non meglio specificata “avantgarde”. Tutti i generi che hanno nella loro essenza “suggestioni europee” ed hanno un gusto eretico e sovversivo influenzano me e quindi anche il mio modo di comporre ed ascoltare musica. Roba come rap, ska e altre cose simili le lascio volentieri ad altri!

 

  1. Vedo che vi è un simbolismo specifico nella copertina di entrambi i demo, intendi diffondere un particolare messaggio?

Il demo è uno solo, la copertina con lo scudo nel quale ci sono il pennate (arma usata dagli antichi popoli Liguri e simbolo sacro legato al sole), il martello (la forza del tuono e del fulmine) e la stella a otto punti (che simbolizza la stella polare, il nord, la Patria originale) è un’espressione dell’unità fra ciò che è sacro e ciò che è guerriero.

I vari simboli usati finora e che verranno usati nel futuro hanno tutti un senso ancestrale, sono portatori di un messaggio di rinascita della Tradizione. A questo si aggiunge una forma cosiddetta “araldica/futurista”, per abbattere schemi vecchi e decrepiti. In tutto ciò è contenuto il messaggio della band, l’archeofuturismo, la rinascita di concezioni e valori primordiali ed arcaici in forme avanguardiste, in rottura con la stagnazione decadente del nostro tempo. L’antico attraverso il nuovo.

 

  1. Parliamo della vostra ultima uscita; quali obiettivi avevate dopo aver terminato la registrazione di questo demo 2018?

L’ambizione è solo una: promuovere la musica ed il messaggio del gruppo a tutti quelli che hanno la stessa visione del mondo.

 

  1. Come considerate questo in confronto al demo di esordio (2016) per quanto riguarda la scrittura e la registrazione?

Le tracce registrate nel 2016 sono state subito messe sul canale youtube, ma poi nel 2017 ci sono state varie modifiche e ripensamenti, soprattutto nel mixaggio, quindi il demo in forma fisica è uscito solo nel 2018. Nel canale youtube puoi ascoltare anche due tracce Martial / Neofolk che saranno incluse nel nostro primo album.

 

  1. Oggi la tecnologia vi permette di registrare da casa e fare uscire in digitale la vostra musica. Ma facendo così non c’è un rischio che fate uscire solo singoli pezzi o EP perché questo è ciò che è richiesto per restare in vista? Non c’è il rischio che finiate, ad esempio, per uccidere l’album?

Penso che il digitale è un buon metodo per promuovere la tua musica. Per quanto riguarda le registrazioni da casa, le vedo come una cosa positiva, ci sono quelli che potrebbero non avere i soldi necessari per registrare, ma questo metdo permette alle idee di materializzarsi senza che i soldi siano un ostacolo insormontabile.

Poi la parte principale della produzione musicale per una band è l’album, quindi sono convinto che la maggior parte dei fans del genere sarà sempre disposta a comprarlo, che sia in CD o in vinile. I pezzi singoli in digitale li possiamo facilmente lasciare alle canzoni pop usa e getta.


  1. Da quanto ho capito, non ci sono informazioni su concerti live. Quanto avete di una live band? Quanto è importante suonare live?

A causa dell’instabilità della formazione non ne abbiamo ancora avuto la possibilità ma crediamo che riusciremo a portare sul palco la nostra proposta; dato il genere, penso che suonare dal vivo sia ancora più importante perché è un qualcosa che tiene davvero unita la scena; l’aggregazione che si crea sotto il palco, l’occasione di vedere nel mondo reale le persone invece che da una realtà virtuale dietro lo schermo di un pc. C’è un aspetto che non mi piace. Quello che proponiamo riguarda la realtà che ci circonda, la realtà in cui viviamo, non problemi mentali da persone disadattate. Lo stile di vita occidentale porta le persone all’alienazione e all’ostentazione delle qualità, la maggior parte delle quali fittizie, c’è solo l’apparire e non l’essere. Questo è il motivo per cui i concerti sono necessari, aiutano a vivere una passione ed un’Idea nel mondo reale. Il concerto porta con sé una carica comunitaria positiva.

 

  1. Internet ha portato ad un sovraffollamento di bands estreme e registrazioni. Questo ha influenzato negativamente la qualità della scena?

Più che la qualità della scena, direi che facilita l’emersione o in ogni caso la scoperta di bands davvero interessanti con proposte originali ed innovative. Tuttavia sono convinto che se una band è valida riuscirà ad emergere dalla moltitudine.

 

 

 

  1. Siete una band indipendente, ci sono delle difficoltà in Italia per questo motivo? Dimmi un po’ di più sulla scena italiana.

Per una realtà non conforme come la nostra può essere un po’ dura, specialmente nel trovare i membri per la line up che abbiano ideologia e visioni correlate al progetto. La scena metal in Italia, parlo non in generale ma per quanto riguarda la mia città, consiste in ragazzi che credono fortemente in ciò che fanno e stanno portando una band di culto dietro l’altra nella nostra zona. L’altra faccia della medaglia è che c’è in generale poco rinnovamento nella scena, non vedo uno scopo eccetto il puro e semplice divertimento / sbronze / casino (e non c’è niente di male in queste cose); il problema è che varie persone sembrano quasi interpretare dei personaggi, ed una relativa tendenza al “nerdismo metal” da parte di molti.

 

  1. Ok, volevo ringraziarti per il tuo tempo e l’aiuto, aggiungi pure qualche parola per concludere quest’intervista.

Un saluto allo staff e ai lettori di Pain FuckFactory, grazie per lo spazio concesso. AD MAIORA!

 Fonte: http://thepainfucktory.com/entrevista_devotio.htm

 

 

 

Etichetta discografica Black Metal chiude dopo essere stata messa nella lista nera da Paypal (Fonte: Breitbart)

L’etichetta discografica Black Metal “Elegy Records” sta chiudendo dopo che è stata presumibilmente inserita nella lista nera da Paypal e dai processori delle carte di credito.

Secondo “Death Metal Underground”, che era stato precedentemente bersagliato dagli Antifa, Elegy Records è stata “una delle prime etichette non supportata da Paypal” nel 2017, in seguito a lamentele da parte di attivisti.
“Paypal ha abbandonato la Moribund, la No Colours ed altre fondamentali etichette discografiche Black Metal a partire dagli anni ’90, probabilmente a causa delle lamentele organizzate delle stesse persone. Resta da vedere se queste etichette avranno lo stesso destino dell’Elegy”, riporta Death Metal Underground. “Attiva dal 1996, la Elegy Records è stata responsabile di uscite chiave.. La Elegy sosteneva qualunque contenuto estremo possibile, senza guardare in faccia a limitazioni morali o politiche. Fedele a sé stessa dall’inizio alla fine, la Elegy resisteva alle tendenze da negozio dell’usato delle release in Vinile e Cassette, continuando a produrre esclusivamente nel formato fisico più sensato, il CD”.

Il proprietario della Elegy Record si è sfogato in un comunicato a Death Metal Underground in questo modo: “Non c’è stata una motivazione da parte di Paypal, a parte un’email che affermava che non potevo più usare i suoi servizi. Ho cercato di contattarli, telefonicamente e via email, ma inutilmente. L’unica risposta che ho ricevuto è stata che avevo violato i loro termini di servizio, ma niente di più dettagliato; se conosci i termini di servizio essi spiegano qualunque cosa”.

L’Etichetta, che era in giro da oltre due decenni, è quindi stata cancellata dal suo processore primario di carte di credito, e questo è stato l’inizio della fine.

“Quando ho parlato con un rappresentante, mi hanno informato che non volevano lavorare con me perché promuovevo odio”, afferma il proprietario. “Questo è stato un colpo mortale, a questo punto non avevo alcun modo di accettare forme di pagamento diverse dal denaro contante o dal vaglia, ma non c’è modo di sopravvivere a questo modello di business”.

Nel 2006, il Southern Poverty Law Center (SPLC), di estrema sinistra, ha inserito la Elegy Records nella lista di distributori di “musica dell’odio”, descrivendo l’etichetta come “una delle maggiori distributrici di black metal razzista”.

La piattaforma musicale streaming Spotify, che ha un accordo con il SPLC, ha anch’essa represso la “musica dell’odio” nel 2017, censurando il popolare rapper XXXTentacion ed il cantante R. Kelly, prima di tornare sui suoi passi nel 2018.

Fonte: https://www.breitbart.com/tech/2019/01/02/heavy-metal-music-label-closes-down-following-paypal-credit-card-processor-blacklisting/

 

OSCURITA’ NORDICA (Nordic Darkness, Resistance Magazine 1995, trad. ita 2018)

In allegato al link sottostante, ed in seguito in formato di testo, la traduzione dell’articolo “Nordic Darkness”, di Stephen O’Malley, apparso su un numero del 1995 del Resistance Magazine. Buona lettura agli interessati

Nordic Darkness – Resistance Magazine 1995 – trad. ita 2018

<<La stragrande maggioranza dei miei amici sono Nazionalsocialisti, Skinhead o qualcosa di simile. Quindi mi sento legato in modo naturale al “Nazismo”, perché esso si basa sui nostri valori archetipi.


Essi sono così pieni di menzogne che mi stufano. È un peccato che l’olocausto sia una menzogna, sarei stato molto contento se fossero morti 6 milioni dei loro orrendi individui scimmieschi e volgari dal naso di elefante. È un vero peccato che sia una menzogna. Brucia quello che disprezzi, la guerra è vita. Devasta il mondo Giudaico>>. Varg Vikernes, Burzum.

Dovreste aver sentito parlare del Black Metal in Norvegia.. forse in riferimento alla cosiddetta “Black Metal Mafia”, o qualcosa di simile in altri termini, ed in riferimento ai roghi delle chiese, all’Orgoglio Nordico ed all’occulto. Con molte bands Black Metal che oggi vengono distribuite in migliaia di negozi di dischi in tutto il mondo, e con le vendite e l’attenzione dei media che crescono costantemente, noi di RESISTANCE MAGAZINE riteniamo appropriato introdurvi, senza alcuna censura, a questo fenomeno musicale in crescita.

L’editorialista del DESCENT MAGAZINE Stephen O’Malley ci guida negli abissi di questo genere misterioso ed unico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Black Metal, per definizione, è metal basato su ciò che è satanico o occulto. Anche se questo non è completamente vero attualmente, all’inizio, quando il termine fu coniato dai Venom, lo era. Bathory, Possessed, Slayer, Sodom e molte altre bands hanno creato quello che oggi si è evoluto in una forma di arte molto più seria. Mentre all’inizio le bands giocavano con l’immaginario, la filosofia e l’ideologia satanici, oggi le bands vivono tutto ciò.. Non lo vedono più come un gioco, anzi, il tutto è diventato una forma di espressione unica per individui dalla stessa mentalità. In ogni caso, oggi, credo che il termine black metal non comprenda solo ciò che è satanico. Infatti vediamo trattare questi argomenti nelle ideologie degli artisti e degli ascoltatori:

1) L’anti-cristianesimo… questa è la prima e la principale. La caduta della fede cristiana (ed allo stesso tempo della società) è il fondamento della musica black metal, e lo deve essere sempre.

2) Il valore della conoscenza dell’occulto è un elemento molto importante in questa musica estrema. Comunque, essa è andata oltre l’originale definizione di black metal, fino ad includere tematiche come il paganesimo culturale tradizionale, svariati “punti di vista occulti” ed un “codice del guerriero” (evidente dall’uso del war paint, fra le altre cose).. e tutto ciò convive insieme ad argomenti satanici (nelle sue svariate interpretazioni).

3) La caduta della società moderna.. il sogno di ricreare l’onore e le tradizioni create dai nostri antenati anche tramite l’estinzione dell’intero genere umano, salvando tuttavia gli elementi superiori selezionati. Questo aspetto può essere sia basato sulla razza che no, dipende dalla visione dell’individuo. Per quanto riguarda la scena Black Metal dei giorni nostri, il movimento Norvegese è quello che ha la maggiore influenza e lì ci sono i leaders del movimento oggi. Cercherò di presentarvi gli elementi più rilevanti che fanno parte di questa comunità.

I Mayhem, inizialmente conosciuto con il classico demo del 1986 “Pure Fucking Armageddon”, mettono in luce il loro brillante nichilismo che influenzerà molti esponenti negli anni seguenti. L’anno seguente l’album “Deathcrush” fu rilasciato dalla Posercorpse Records. Con questo la band iniziò a farsi conoscere nell’underground mondiale dell’epoca, attraendo all’interno gli individui più estremi. Nel 1988 ci fu un fatto che avrebbe cambiato per sempre la faccia dei Mayhem e del black metal; il chitarrista Euronymous ed il batterista Hellhammer reclutarono il cantante Dead dalla band Svedese di culto Morbid. Dead era un uomo che viveva secondo lo stile di vita black metal, un uomo nichilista che desiderava vedere il mondo oltre il nostro.. Questa entrata fu una mossa ispiratrice sia per i Mayhem che per Euronymous.. Per intendersi, l’ultima chiave era stata trovata. Era stato pianificato l’album di debutto per i Mayhem, intitolato “De Mysteriis Dom Sathanas”; le canzoni erano state composte.

I testi di Dead diedero il via alle tematiche dell’interesse per le più oscure atmosfere della natura e della cultura Scandinava, ovvero quello che sarebbe diventato prevalente negli anni seguenti. Ci fu un tour fra Germania, Turchia ed Europa dell’Est alla fine del 1990 e ne era stato programmato un altro, ma che purtroppo non ci fu mai, con i fratelli adoratori del sangue, i Tormentor dall’Ungheria. Nel Marzo del 1991 Dead abbandonò la sua vita mortale, facendosi saltare il cranio con un colpo di pistola.. Aveva deciso che il suo tempo su questo pianeta era finito e che il suo desiderio di vedere cosa c’era dall’altra parte aveva avuto la meglio. Fu a questo punto che il principale aspetto del Black Metal Norvegese progredì in una direzione molto più seria. Euronymous, Count Crishnackh di Burzum e Fenris dei Darkthrone iniziarono a trasformare la scena black metal in un’effettiva organizzazione informale. Da qui nacque il black circle. Altri artisti entrarono in questo circuito, inclusi molti di quelli che citerò in questo articolo; inoltre si formò in Svezia un gruppo simile. Questa fratellanza cercava di disinfettare la scena Norvegese permettendo solo agli individui che seguivano sinceramente il percorso della mano sinistra di dichiararsi Black Metal. Questo portò anche a tecniche terroriste che portarono principalmente alla riduzione in cenere di alcune chiese cristiane Norvegesi, la prima il 6 Giugno 1992 ed in seguito altre 20. Questo creò agitazione nella cultura conservatrice Norvegese, con la polizia che ci mise alcuni mesi a scoprire i collegamenti fra i due elementi. In questo periodo era esistita la pura essenza dell’unità e la forza che da tempo era latente nelle ombre Norvegesi. Sfortunatamente, tutto ciò finì quando le lotte interne posero fine alla vita di Euronymous a causa del suo omicidio ad opera di Count Grishnackh il 19 Agosto 1993.

Questo portò ad un punto centrale per quanto riguarda le ideologie accettate; infatti erano fioriti degli aspetti di paganesimo norvegese, soprattutto grazie all’interesse in questo campo di Count Grishnackh (Varg Vikernes). Anche se Vikernes aveva speso un po’ di tempo in prigione all’inizio del 1993 (per i roghi delle chiese), la sua influenza dopo l’omicidio diventò immensa, dal momento che per un periodo era diventato il singolo individuo più noto e con maggiore influenza nella comunità black metal mondiale.

Il suo arresto solo poche settimane dopo la morte di Euronymous aveva attratto l’attenzione internazionale dei media mainstream ed underground, e seguì immediatamente un giro di vite nell’intero black circle. Alcuni individui chiave furono conseguentemente arrestati per vari roghi di chiese, effrazioni, dissacrazione delle tombe e persino omicidio (il batterista degli Emperor, Faust, aveva ammazzato un gay un anno prima). Il giro di vite causò il crollo delle psiche individuali e dell’unità di gruppo a causa degli interrogatori della polizia; i vari individui testimoniavano l’uno contro l’altro, ci furono confessioni.. anche se questo puzzava di tradimento, bisogna imparare bene questa lezione.

Dopo i primi due lavori di Burzum (l’omonimo esordio e l’EP “Aske”, entrambi rilasciati dalla Deathlike Silence Productions.. un’etichetta che era di proprietà e gestita da Euronymous), l’album “Det Som Engang Var” fu il primo a trattare di tematiche riguardanti l’orgoglio Norvegese e la filosofia Asatru, sia per quanto concerne l’ideologia di Vikernes sia attraverso la musica. Nel 1994 un’etichetta Inglese, la Misanthropy, aveva raggiunto un accordo con Vikernes per stampare il quarto album di Burzum “Hvis Lysett Tar Oss”, e ri-stampare i primi tre dischi, diventati ormai introvabili. In questo periodo Vikernes iniziò a pubblicare, con l’aiuto della Francese Blood Axis (ora Nordland Forlag), il suo periodico “Filosofem”, nel quale esponeva una filosofia basata sul paganesimo germanico/scandinavo, con tutte le conseguenze della trattazione di queste tematiche (ho bisogno di dire di più?). I suoi scritti principali culminarono con il recentemente completato Vargsmal, un libro del quale solo alcune parti erano state esposte in Filosofem; esso doveva essere pubblicato da un gruppo Norvegese esterno. Ancora una volta vi furono controversie su questa opera dovute ai suoi aspetti politici e razziali esposti nel libro.

Questo causò molto nuovi problemi a Vikernes, che aveva fatto uscire il manoscritto clandestinamente dalla prigione di Bergen nella quale stava scontando 21 anni; in pratica i suoi contatti col mondo esterno furono quasi completamente cancellati dai funzionari della prigione, persino un permesso per fare uscire Filosofem. Vikernes ha cambiato idea diverse volte negli anni, ma ha sempre avuto l’intenzione di dare il massimo in quello che fa. La quinta release di Burzum, Filosofem, è prevista in uscita più tardi quest’anno, ed altri due lavori sono in corso.

I lavori musicali di Fenris meritano un’attenzione speciale dal momento che in certi casi sono probabilmente ciò di più autentico per quanto concerne la relazione fra il black metal e la musica norvegese tradizionale. Inoltre, Fenris ha evitato qualunque problema con le autorità norvegesi, il che è lodevole. I Darkthrone sono il suo principale progetto, in collaborazione con il chitarrista Zephyrous ed il cantante Nocturno Culto (Fenris suona sia il basso che la batteria in studio). Il trio ha creato quattro album per la label Inglese Peaceville, ognuno dei quali va sempre più nella direzione del regno satanico nella mente di Fenris. Il culmine è la lastra d’odio che rappresenta “Transylvanian Hunger”, con tanto di dichiarazione “Norsk Arisk Black Metal” nel retrocopertina. Non c’è bisogno di dire che questo ha creato alcuni problemi.. per porre fine ad essi Fenris dichiarò che il significato dell’uso di queste parole (e del commento che ha fatto per quanto riguarda le critiche a questo album… “chiunque critichi quest’album è ovviamente di natura giudaica”) nel booklet aveva lo scopo di zittire i media; lo ha fatto bene, anche se l’uso delle parole da parte di Fenris non ha avuto alcuna spiegazione reale. In seguito i Darkthrone lasciarono la Peaceville per la Moonfog, un’etichetta norvegese dedicata per natura a questa causa, e Panzerfaust è uscito quest’anno per essa.. Dal punto di vista dei testi, Panzerfaust ha rotto ogni barriera e limitazione che la band poteva essersi autoimposta. Si può anche notare che metà dei testi di Transilvanian Hunger ed una parte di Panzerfaust furono scritti da Vikernes con il suo stile peculiare.

.. Se i Darkthrone rappresentano il lato misantropico di Fenris, allora Isengard rappresentano il lato Volkisch. Il progetto solista di Fenris mescola quello che egli chiama “musica satanica folk del Nord”, con un cantato particolare e tematiche appropriate.

Questa è l’espressione personale Nordica di Fenris che ha finito per ispirare sempre di più la comunità black metal a riavvicinarsi alla propria eredità. Il primo album, Vinterskugge, è uscito per la Peaceville, mentre il secondo, Hostmorke, per la Moonfog. Un lavoro brillante.

Questo mi porta al suo progetto più appropriato per questo magazine: Storm, una collaborazione fra Fenris, Satyr dei Satyricon e Kari Rueslatten (ex Third and the mortal). Storm è un’interpretazione moderna di canzoni folk norvegesi tradizionali, suonate con strumenti elettrici, ottime batterie guerreggianti ed un’affascinante trio in qualche modo “lirico”. Nordavind è uscito per la Moonfog quest’anno.. è un procetto eccezionale che credo meriti una menzione speciale, per quelli che comprendono il suo significato, è innegabile.

L’uomo dietro alla Moonfog Records ed anche ai Satyricon, Satyr, ha dimostrato di dedicarsi molto ai suoi fratelli attraverso i suoi progetti. Quando il vecchio regno si disintegrò, era nata una nuova alleanza fra le bands citate qui ed altre più giovani, come Gehenna, Mysticum, Ved Buens Ende e molte altre. Anche se questa lista non include tutti, dà l’idea dell’unione che esiste a questo punto.. Credo che ci sia molta più maturità e capacità di esprimersi di prima.

I Satyricon descrivono la loro musica come “black metal medievale Norvegese”, ed il termine è appropriato per la loro musica violenta ma tuttavia incantante. L’inclusione di flauti, tastiere e chitarre acustiche è un’ulteriore aggiunta alla proposta di questo artista di qualità.. l’album Dark Medieval Times del 1994, la prima uscita della Moonfog, tratta la tematica della peste nera ed è ambientato nella Norvegia del 1349. “The Shadowthrone”, uscito più tardi quest’anno, ha dimostrato le eccellenti abilità del batterista Frost, e la musica di Satyr rende questa release norvegese molto potente.

Gli Emperor sono anch’essi una delle bands più importanti nate dalla Norvegia. Nonostante l’appariscente elemento pro-Norvegese non sia il tema principale, esso è ancora presente nelle basi delle più importanti ideologie spirituali ed occulte del gruppo.

Gli Emperor sono stati anche una parte seminale della scena originale, e perciò sono importanti allo stesso modo in questa “nuova scena”… il chitarrista Samoth sta scontando attualmente oltre un anno per roghi alle chiese, ed il batterista Faust, come detto in precedenza, sta scontando i suoi 14 anni di condanna per le sue note azioni. Dato che ha già rilasciato un omonimo split album con gli Enslaved e che il loro album d’esordio, In The Nightside Eclipse, è uscito per l’inglese Candlelight Records e per l’americana Century Media, gli Emperor sono già diventati una delle migliori band metal a livello internazionale. Dopo il rilascio di Samoth, cantante e chitarrista è in programma la registrazione del secondo album. Ihsahn sta attualmente lavorando con un nuovo bassista e un nuovo batterista, mentre Samoth lavora da dietro le mura. Samoth gestisce anche la sua etichetta discografica, Nocturnal Art Production, che ha rilasciato un 7’’ fra EMperor e Ildjarn (skinhead black metal norvegese, crudo e brutale) ed anche un CD con Arcturus, una band che cattura sensazioni scandinave bellissime ed uniche.. sia epiche che gotiche. Gli Emperor sono davvero dei re fra i contadini. Hail!

Gli Enslaved sono anch’essi una fra le bands seminali delle terre del nord che meritano tutto il rispetto possibile per i loro sforzi all’interno dei percorsi spirituali del nord. Dall’inizio, con il loro primo demo, Yggdrasil”, fino al loro split LP “Hordansland”, gli antichi aspetti di paganesimo nordico erano forti.. trattavano le vecchie saghe, lodavano gli Asi ed i loro antenati. Comunque fu il loro album d’esordio sulla Deathlike Silence Production (postuma ad Euronymous in questa fase) che ha dimostrato di essere il più brillante. Vikingir Veldi ha presentato gli Enslaved nella loro forma migliore, unendo testi dalle Edda nelle antiche lingue norvegesi ed islandesi in modo brillante. La musica degli Enslaved fa pensare ad un viaggio in una tomba artica.. un suono unico ed agghiacciante. La Osmose production, francese, li ha ingaggiati per il loro secondo album, Frost, nel quale ci viene mostrato un lato più violento della band.. Potreste aver visto questa band maestosa nel loro recente tour negli USA quest’estate. Sempre su Osmose, gli Immortal hanno dimostrato di essere diventati uno dei gruppi più influenti nell’underground black metal mondiale.

 

Lungo il periodo dell’uscita imminente di un 7’’ e di tre albums (Diabolical Fullmoon Mysticism, Pure Holocaust e Battles in the North) hanno affinato il loro sound in un attacco sul filo del rasoio contro il debole.. La loro grande velocità ed aggressività è decisamente brillante.. davvero una delle bands più estreme in Norvegia.. ed una delle più famose.

L’ultima persona che desidero menzionare è Andrea Meyer-Haugen e la sua Horde of Hagalaz. Esso è un gruppo filosofico, non una band. Lei si descrive al meglio come “la voce delle streghe, degli stregoni e dei guerrieri del nord”, i cui obiettivi generali sono l’espressione dei “Miti e della Magia delle gelide terre pagane del nord e la comprensione del lato oscuro della natura umana”. Ha pubblicato un booklet nel quale tratta una parte di questi argomenti e delle sue ideologie; un secondo booklet sarà disponibile in seguito quest’anno.

Attraverso questo articolo ho trattato solamente la superficie di questa incredibile scena (omettendo il coinvolgimento del resto del mondo, anche se la Norvegia è soltanto una parte del tutto); è chiaro che non si tratta proprio di un movimento politico bensì di una rivoluzione filosofica. Riportare le Maestose terre del Nord all’onore ed alle tradizioni che un tempo avevano. Andate avanti ad immergervi da soli in questa arte oscura…

Black Metal Against Antifa (tradotto in ITA dalla pagina in portoghese “Umbra Morta”)

Il black metal sta venendo infestato da una mentalità progressista ed antifa che adora i valori che, nonostante si mascherino come una rivolta contro la società conservatrice e moralista cristiana, in realtà portano avanti le stesse idee universaliste ed egualitariste presenti nel cristianesimo. Tentano di portare i fans del Black Metal ad accettare posizioni di “inclusione”, come se il black metal dovesse preoccuparsi dei diritti delle minoranze, del femminismo, della comunità gay e addirittura adottare la medesima mentalità antifa di puro materialismo ed edonismo; ad esempio drogarsi continuamente ed assumere genericamente una posizione ribelle “contro il sistema”, insomma una ribellione solo di tipologia adolescenziale, e adottare comportamenti da subumani che non vedono problemi nel diffondere le peggiori schifezze in nome della “libertà”.

Il Black metal non è mai stato, non è e non deve essere inclusivo. Il Black Metal non è libertà.

Fin dall’inizio il Black Metal è un circolo chiuso che valorizza i suoi simboli e tradizioni. Senza la tradizione elitarista del Black Metal, il Black Metal diventerebbe poco più di un articolo di consumo ed intrattenimento, così come molte delle bands sono effettivamente diventate: prodotti mediatici e per adolescenti ribelli. Questo risulta dal pensiero che è tutto “divertimento”, che “è solo musica” e che il Black Metal dovrebbe essere per tutti, eccetto quelli che non condividono i valori attuali della nostra società malata, ovvero le persone che seguono dei valori “reazionari”, “razzisti”, “xenofobi” e “retrogradi”.
Se il metal ai suoi inizi è nato come una rivolta contro la mentalità hyppie di “pace e amore” della generazione del ’68, oggi questa stessa mentalità si infiltra nei circoli più estremi del metal e viene addirittura incoraggiata.

In questo modo, il Black Metal si trasformerà praticamente in un articolo “di culto” per adolescenti. Solo una forma di ribellione vuota e sicura, per persone che non sono disposte a rischiare nulla per ciò in cui credono. Uno stereotipo di ragazzo “oscuro” rinchiuso in una stanza ad ascoltare musica “satanica” per rivoltarsi contro i valori “moralisti” dei suoi genitori. Solo una fase.

Non appena il discorso satanico blasfemo si esaurisce, iniziano ad adottare posizioni non molto differente da quella dei gruppi femministi e gay: si infilano i crocifissi nel culo, appoggiamo l’omosessualismo, predicano la “libertà sessuale” come modo di opporsi al fantasma del “cristianesimo”, fra le altre cose. È come se tutta la sua rivolta si limitasse a essere contro il cristianesimo. Però, se il cristianesimo morisse oggi (e di fatto, il cristianesimo è sempre meno rilevante), che ne sarebbe di loro domani?

Allo stesso tempo essi si reputano orgogliosi di trovarsi in una posizione “speciale”, contro “l’umanità”, di essere “misantropi” e “satanici”, semplicemente propagandando le stesse cose che i mass media e le scuole ci stanno imponendo. Un attore televisivo che bacia in pubblico un altro uomo in difesa dei diritti delle minoranze diventa tanto “blasfemo”, ribelle e lodevole quanto una band di “Black Metal” che decidesse di mettere su una copertina o su un palco due uomini che si baciano.

Alcune persone e anche bands hanno ucciso il Dio e scoprono nuove vie, mentre altri sembrano essere fermi nel limbo del mero rifiuto iniziale del cristianesimo.
I primi hanno trovato sentieri oscuri, una fascinazione per la morte, per i segreti occulti, un misticismo di epoche antiche ed una volontà di ferro di imporsi su questo mondo malato e decadente. Gli altri vivono solo nell’illusione che stiano facendo qualcosa di rivoluzionario.

I primi oggi sono demonizzati, considerati il male da estirpare, l’incarnazione delle peggiori forze dell’umanità. Gli altri, pur predicando la blasfemia, considerano la peggiore blasfemia in assoluto elevarsi al di sopra della mediocrità dell’uomo comune materialista, edonista ed individualista.

Se esiste una blasfemia oggi, essa è assumere la posizione dell’Accusatore, dell’Oppositore, contro tutto questo paradiso costruito dalla modernità.
Fonte:

Intervista alla band Todesstrafe (NSBM, Italia, tradotta da OccultBlackMetalZine, 17/04/2017)

1. Per quelli che non hanno mai sentito parlare di voi prima, puoi dirci qualcosa sulla band?

Onestamente non c’è così tanto da dire su questa band. Todesstrafe è la nostra prima band seria, un progetto musicale che avevamo in mente da un po’. Finalmente abbiamo avuto tempo di lavorarci. Proveniamo entrambi dal black metal underground, quindi è stato decisamente naturale evolverci in questa direzione, avevamo semplicemente bisogno di trovare il periodo giusto e le idee necessarie. Avevamo cominciato a lavorare ad un demo di 4 canzoni, ma poi continuavamo ad avere di continuo altre idee e quindi abbiamo deciso di fare un full lenght. È così che “The Northern Hammer Returns” è nato.

2. Avete recentemente pubblicato il vostro primo album, come descrivereste la proposta musicale che presentate in questa pubblicazione?

Allora, direi che Todesstrafe è semplice raw black metal primordiale con elementi Hardcore e RAC. CI siamo concentrati più sulle sensazioni che sul suonare tecnicamente, volevamo che il nucleo dell’album arrivasse dritto al punto, un pugno in faccia. Molte bands Black Metal a volte si perdono in un milione di piccoli dettagli, noi volevamo creare qualcosa che andasse nella direzione opposta. Quindi quello che potete trovare in noi è musica molto diretta, alla vecchia maniera.

3. Le vostre liriche trattano molto sui temi della Guerra, dell’Europa e del NazionalSocialismo, puoi dirci un po’ di più su cosa questo significa per voi?

Non farò perdere tempo né a voi né a me dicendo le solite cose estreme che molte bands NSBM ripetono all’infinito per impressionare il loro “target musicale”, non ce ne frega di essere estremi nelle interviste perché siamo molto più legati a ciò che di spirituale ha questa musica; pensiamo che la musica debba parlare da sola. Siamo affascinati dalla guerra e da ciò che il Terzo Reich rappresenta nella storia dell’umanità. La guerra, la disciplina, il coraggio, la fedeltà e quant’altro è inteso essere davvero radicale. Radicale nelle decisioni, nelle azioni, nella ferrea volontà di certi ideali. Qualcosa che è completamente andato perduto ai nostri giorni, come un istinto di sopravvivenza primordiale.

4. So che il nome della band significa “pena di morte” in tedesco. Come si collega questo nome con lo stile musicale da voi suonato?

Abbiamo scelto “pena di morte” come nome della band perché rappresenta una dichiarazione drastica contro i traditori e gli smidollati che infettano il mondo con la loro correttezza politica. Siamo totalmente stufi di qualunque tipologia di “correttezza”. Il mondo non dovrebbe essere così.

5. Attualmente ci sono solo 2 membri nella band. Siete propensi ad espandere la vostra line up in futuro o preferite restare un duo?

Preferiamo restare un duo per motivi tecnici in primis, ma anche perché Todesstrafe è un qualcosa di molto personale che noi condividiamo. Personalmente preferirei che restasse così.

6. L’album è stato pubblicato dalla “We Are At War Records”. Puoi dirci qualcosa di più su questa label?

Quando abbiamo registrato l’album ed iniziato ad inviare dei promo, è stata la Werewolf Promotion, dalla Polonia, che ci ha suggerito “We Are At War Records”. Il nostro album è la loro prima release ufficiale, quindi non c’è molto da dire. Come band alla nostra prima uscita discografica non avevamo grandi aspettative, ma ci piaceva l’idea di iniziare questa “avventura” con qualcuno che stava anch’esso iniziando. “We Are At War Records” ha pubblicato il nostro album in un’edizione digipack elegante con una cartolina speciale, un’etichetta adesiva ed un foglio con i testi (solo nell’edizione limitata). Il risultato finale è eccezionale, molto più di quanto ci saremmo aspettati, quindi non potremmo essere più felici di così. Spero che lavoreremo ancora insieme in futuro.

7. Come è stato il riscontro alla vostra musica da parte dei fan del National Socialist Black Metal a livello globale?

Finora molto buono. L’album è uscito da circa un mese ma abbiamo avuto già un po’ di ordini; chi ha avuto il cd l’ha amato, anche i nostri amici personali e stretti.

8. Verso quali sonorità si dirigerà la band in futuro?

Abbiamo già iniziato a lavorare su un nuovo album e lo stile è praticamente identico, sono sicuro che la nuova roba avrà lo stesso sound del nostro debut album. Ci piace la musica che abbiamo fatto quindi vorremmo mantenere il “nostro stile”. Sicuramente sappiamo di non aver inventato niente di nuovo, ma cerchiamo comunque di non sembrare una band clone di altre.

9. Quali sono alcune delle bands o degli stili musicali che hanno influenzato la vostra musica? Cosa state ascoltando in questo periodo?

Dobbiamo rendere omaggio a bands come Ad Hominem, Capricornus, Der Sturmer e Aryan Terrorism. Riguardo lo stile musicale, ovviamente il Black Metal e qualcosa di Death Metal e Hardcore. In questo periodo la nostra playlist è dominata da “The Crowning Horror” di Pest, un capolavoro assoluto!

10. Il Paganesimo ha qualche ruolo nella vostra musica?

Di sicuro non siamo Cristiani né seguaci di una qualche religione desertica. Portiamo rispetto agli Antichi Culti che definirono l’identità dei popoli Europei. Rispettiamo totalmente le nostre radici e la nostra eredità.

11. Quali sono alcuni dei vostri interessi non musicali?

Principalmente mi definirei come un avido lettore. Poi, ad entrambi piace viaggiare e visitare come si deve nuovi posti, scoprendo cose che riguardano le tradizioni locali, le radici culturali ed il cibo. Si può vedere ed imparare molto tramite i viaggi, è un unico viaggio infinito.

12. Prima di terminare l’intervista, avete qualche pensiero finale da dire?

Se sei un fan del Black Metal primordiale “un pugno in faccia”, dai a Todesstrafe una possibilità. Non perdere il tuo tempo con bands Black Metal senz’anima che non hanno niente di interessante da dire. Supporta solo gli artisti attivisti, politicamente scorretti e sinceri!
Fonte originale in inglese.
http://occultblackmetalzine.blogspot.it/2017/04/todesstrafe-interview.html?m=1

Pagina facebook pubblica della band.
https://www.facebook.com/todesstrafe.bm

Pagina Metal Archives della band.
http://www.metal-archives.com/bands/Todesstrafe/3540424916

cc

IL PATTO D’ACCIAIO (CONFERENZA 2016) – COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE (tradotto da militantzone)

Al PDF nel link sottostante ed in formato di testo in questo articolo di blog si può trovare la traduzione in italiano dell’intervento del Filosofo Sviatoslav Vyshynsky alla conferenza “Pact of Steel” di Dicembre 2016 a Kiev.

Buona lettura agli interessati.

Cosa Significa la Musica in un’Epoca Difficile (Pact of Steel – Dicembre 2016 – Kiev)

IL PATTO D’ACCIAIO (CONFERENZA 2016) – COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE (tradotto da militantzone)

La prima conferenza “Patto d’Acciaio” si è svolta con successo a Kiev il 17 Dicembre 2016, il giorno prima del festival Asgardsrei V. Si è trattato di un’utile sintesi fra arte e metapolitica; la conferenza ha gettato le basi per i futuri studi sul potenziale ideologico del Black Metal a livello mondiale in risposta alle sfide socioculturali dei nostri giorni. Un vasto pubblico dall’Europa Orientale e Occidentale unito dalla passione per le arti estreme ha partecipato a queste presentazioni:

COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE?

<< .. E cantare nella nostra misera epoca, per cosa?>>, chiese il poeta romantico tedesco del XIX secolo Friedrich Hölderlin. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, questa domanda viene ripetuta dal filosofo tedesco Martin Heidegger “A cosa servono i poeti in tempi difficili?”, <<Wozu Dichter in dürftiger Zeit?>>.

Heidegger afferma: <<L’era del mondo che non ha un fondamento è sospesa nell’abisso. Possiamo immaginare che un cambiamento è ancora possibile in epoche difficili solo se presupponiamo che il mondo toccherà nuovamente una base, ma questo significa che il cambiamento è possibile soltanto iniziando dall’abisso.>>

Quindi la poesia, intesa in senso ampio, come penetrazione nell’essenza della creazione, nell’essenza degli oggetti creati, è il modo di aprire il mondo che è nascosto dietro le barriere del linguaggio, della mente e della coscienza. La poesia è la porta per l’inconscio, la poesia indica con parole ciò che non può essere espresso a parole né a voce nel linguaggio.

Cosa è la parola, a parte il significato? La parola è il suono, la vibrazione, l’espressione pura e tangibile della volontà. Non sentiamo semplicemente il linguaggio, lo ascoltiamo. Non solo capiamo la parola, ma la ascoltiamo pure. La parola canta, la parola è ritmica, la parola è musicale.

<<Cos’è il suono?>>, venti anni dopo Heidegger se lo chiese un compositore Americano, John Cage, il pioniere della musica noise sperimentale. Il suono, che è tutto. Il suono, questa è la musica. Tutto ciò che ha un suono, tutto ciò che rivela i ritmi nascosti dell’Esistente, tutto ciò che parla il linguaggio del suono è musicale. Il suono è l’Esistente. Ogni suono è la musica. E ogni musica è la faccia dell’Esistente.

La poesia e la musica, nell’unità del pensiero e del sentimento, rivela l’essenza dell’Esistente, l’essenza della realtà, permettendo al poeta di toccare l’inesprimibile, di viverlo e passarci attraverso. Nella parola e nel suono per diventare parte dell’Esistente. Perché il silenzio non esiste, tutta la vita suona, il silenzio è morte.

Discutendo sulla cultura metal, una cultura di rock’n’roll, Varg VIkernes si concentra sull’essenza oscura che è alla sua base, sulla decadenza della “musica forte”. Sulla decadenza del “Black Metal” stesso, sulle radici Negroidi di tutto il rock’n’roll. Ha ragione? Ha ragione, sicuramente. Cos’è il Black Metal se non la musica dei tempi oscuri, la musica dell’Età del Ferro? Il periodo interbellico e quello postbellico del XX secolo rappresenta l’epoca della distruzione finale dell’ordine tradizionale ed il trionfo del nichilismo. L’epoca che il pensatore tedesco Ernst Junger chiamò l’avvicinamento al “punto zero” della storia.

La distruzione della Tradizione, l’apertura delle porte del Chaos, l’entrata nell’epoca del crepuscolo stanno cambiando anche noi. Accettiamo l’oscurità come un esame iniziatico, sfidiamo il demoniaco e ci mettiamo maschere demoniache noi stessi, come i nostri antenati facevano prima del Solstizio della Notte Universale. Ora la Notte Cosmica, che è venuta solo una volta l’anno prima, si diffonde lungo tutto l’anno e per tutti gli anni, è diventata onnicomprensiva. Con l’inizio della Notte, i contorni familiari della realtà si cancellano, i contorni dell’obiettività si confondono, l’estetica cambia ed insieme a questo la Notte cambia la percezione e la sensibilità. L’arte classica si è estinta insieme alla nostra capacità di capirla, di ascoltarla, come la Luce sbiadita, è uscita di scena. La musica classica e tradizionale dell’Occidente è stata rimpiazzata dall’avanguardia musicale, la musica rock’n’roll e la musica aritmica degli abissi. L’epoca dopo le Guerre mondiali è un’epoca in cui si ha la nascita di una nuova arte e di una nuova musica.

La nuova musica deriva da toni alti e ritmi bassi per cercare di superare i concetti stessi di ritmo e di suono chiaro. Non è una coincidenza che il Black Metal Originale è musica aritmica, il suo sound originale “raw” è un rumore ambient di chitarra, dove anche le battute creano aritmici “muri di suono”. Il ritmo, che è la misura alla base della musica convenzionale, nel Black Metal può essere accelerato così tanto che le stesse vibrazioni si trasformano in un’onda sonora.

L’iperdinamico Black Metal ed il Ronzio aritmico partono da poli diversi ma portano allo stesso modo la musica ad essere puro tono, ad essere un suono primitivo ed elementare.

Andare oltre delle frequenze estremamente basse ed estremamente alte è un tentativo di superare la naturale percezione umana del suono. Questo presentarsi in una veste demoniaca non è solo metaforica, attraverso le maschere, ma anche fisica, attraverso l’immersione in un tono inumano. La musica della morte, il Death Metal, il Dark Ambient e il Drone Doom, e più di tutte il Black Metal, si trovano nella sfera di ciò che Renè Guenon definiva come “infraumano”.

L’immensità dell’opera, “la Grande Arte Oscura” trasforma gli adepti musicali quasi in fautori di magia oscura, che gridano alla morte nei suoi diversi immaginari. <<Quello che cade può anche essere spinto!>>, dichiara il grande Nichilista Europeo Friedrich Nietzsche, parlando della caduta di tutti gli idoli. L’identificazione con le forze del male nel Black Metal diventa uno strumento di liberazione attiva e distruttiva. La frase di Evola “Cavalca la tigre” significa: per sposare il potere distruttivo della Tigre, per somigliare ad essa senza farti identificarti con essa. Nello stesso modo la Morte non poteva distinguere sé stessa dietro la maschera della Morte. Il Black Metal non è musica Olimpica, bensì titanica e a volte ctonica. Tramite esso ci immergiamo negli abissi del subconscio ed andando oltre la forma liberiamo le forze che guidano la coscienza. La distruzione diventa il processo creativo: la distruzione della musica diventa il suo senso più elevato e in questo modo ci si avvicina all’obiettivo, la poesia. Come i lavoratori nelle forge sotterranee di Vulcano che ne minavano le fondamenta sotto la Terra dell’Esistente, ci stiamo avvicinando al “punto zero” di tutta l’arte; andiamo oltre le forme, respingiamo ogni resistenza e portiamo l’arte stessa ad impoverirsi. Nelle “Epoche difficili” e attraverso l’arte nelle “Epoche difficili” noi ci stiamo avvicinando ad un vero fondamento, il Nulla.

Ci si è quindi avvicinati all’epicentro e l’identificazione con la distruzione è ciò che protegge dalla distruzione. “Chi scappa, Sir, non può sfuggire alla peste. Il miglior modo di sopravvivere è avvicinarsi al disastro”, dice un personaggio del romanzo “La Peste” di Valery Shevchuk. Una danza macabra, una “festa in tempi di malattie” è l’unica protezione contro la morte. Rompendo i confini e l’ordine della coscienza, la poesia ripulisce il seme dai vincoli delle vecchie forme e si avvicina alla pura esperienza della creazione, all’arte ed al senso primario del sublime. Perché l’esperienza della pura creazione, nei fatti, è l’esperienza della pura distruzione. Trasformando ciò che è decadente, la musica oscura diventa la chiave per aprire gli Abissi, nella quale si trova la pietra angolare dell’Esistente rinnovato. Questa pietra è il Nulla Omologato, in cui la creatività e la distruzione sono identiche.

Il Black Metal, in senso Kantiano, è la musica che non è “bella” ma “sublime”. La posizione del Nichilismo Attivo corrisponde ad esso, in opposizione al Nichilismo Passivo della cultura popolare delle masse. La sua ambizione è “trovare la morte”, identificata in senso simbolico con la distruzione, per trasformare la morte in esperienza musicale, l’esperienza di colori oscuri e vibrazioni distruttive.

La Grande Arte Oscura è basata sulla necessità e sull’inevitabilità della distruzione. Il Nichilismo attivo libera dalla paura della morte (e dei cambiamenti) e tramite la devastazione azzera tutto per far spazio ad un nuovo secolo.

Facendo piazza pulita della vecchia cultura musicale, portando le sue tendenze distruttive ai limiti assoluti (non-musica per non-umani), il Black Metal apre la strada per una nuova cultura, una nuova alba, una nuova Luce. La musica oscura è parte del grande mistero della morte e resurrezione, e non è una coincidenza che la filosofia delle Arti Oscure sia, paradossalmente, in bilico fra il ponte della Tradizione (il Paganesimo ed il Nazionalismo) e la Rivoluzione (il Satanismo ed il Nichilismo). La vera definizione di “ortodossia” nel Black Metal è associata con la sovversione; si va oltre la Tradizione “chiara”, oltre la sua negazione; questo perché, per dirla in modo breve, la missione dei cavalieri dell’apocalisse non è seminare bensì raccogliere. Il cavaliere, il poeta dell’Epoca Oscura, sella i cavalli infernali, sorpassa la Morte per non essere catturato dalla Morte stessa. Le sue canzoni riflettono ed accelerano la realtà; il poeta è sempre un passo avanti; loda la morte, la sorpassa con le parole, lasciandosela dietro di sé. E quando dopo che ha raccolto tutti i frutti la tempesta si ferma e la Morte stessa diventa silente, il poeta si toglie la maschera e pronuncia l’ultima Parola. La prima parola del Creatore.

 

 

 

Autore: Sviatoslav Vyshynsky, dottore in FIlosofia

Fonte: Militant zone.

Link all’articolo originale in inglese:

http://militant.zone/pact-of-steel-conference-2016-what-is-music-for-in-a-destitute-time/

La caccia alle streghe per motivi politici nel Black Metal (tradotto da Militantzone)

Sembra che gli Antifa stiano ora scoprendo questa cosa chiamata “Black Metal”, che è, (sorpresa! sorpresa!) basato sull’odio e sull’intolleranza. Dopo molte chiamate telefoniche e spam via internet da parte degli Antifa locali e dei membri dei Black Lives Matter, la polizia di Oakland decide di cancellare il concerto di questo weekend della leggendaria band Svedese “Panzer Division” Marduk per nessun altra ragione se non l’incapacità di assicurare la sicurezza al locale. È il terzo evento Black Metal solo questa settimana che salta a causa degli isterici antifascisti. Lunedì i BLACKDEATH (Russia) hanno dovuto cancellare il loro concerto ad Utrecht (Olanda) dopo che gli Antifa locali hanno contattato le autorità ed il locale si è tirato fuori. Giovedì la Band Ucraina KZOHH ha saltato quattro date previste dal loro tour nelle città francesi Parigi, Lilla, Montpellier e Saint Etienne per lo stesso motivo. È sabato, e abbiamo appena saputo che nemmeno i MARDUK suoneranno. Nonostante chiaramente questa settimana sia un record eccezionale, i fatti si collocano in un contesto nel quale abbiamo già visto casi simili. Nell’ultimo anno, ad esempio, le proteste contro i GRAVELAND (POL) a Montreal (Canada), i Peste Noire (Francia) cancellati sia al Blastfest in Norvagia sia al Sinister Howling Fest in Germania. Aggiungiamo inoltre le varie discussioni intorno ai Destroyer 666 (AU) e molte altre storie di censura per motivi politici nella scena Black Metal. È tempo di rendersi conto che d’ora in avanti la questione non riguarda solo la musica, riguarda la tua libertà di pensiero, la tua integrità intellettuale, tutte cose che l’autoproclamata “polizia del pensiero” sta cercando di portarti via.
Bisogna dirlo chiaramente, il Black Metal è sempre stato al di là delle regole sociali e politiche, ed è per questo che è al di fuori dalla lunga lista di generi musicali moderni. I primi fatti del Black Metal sono iniziati con un suicidio, una serie di chiese bruciate ed un omicidio, nessuna di queste cose si inserisce nella mentalità della società liberale moderna. Questa natura selvaggia, senza regole ed estrema del Black Metal è espressa attraverso la musica, che rende chi la ascolta partecipe di un’esperienza sublime, quasi rituale, oltre la mera moralità, oltre il dualismo del bene e del male.
Le critiche al Black Metal che arrivano dalla sinistra sono quindi molto ingenue. Vediamo gli antifa coi Social Justice Warriors insieme ad altri predicatori di uguaglianza e tolleranza usare una serie di clichè liberali, come quello di “discorsi d’odio”, “revisionismo storico” e così via per imporre la loro serie di tabù, argomenti proibiti e simboli proibiti nella scena musicale che fin dal suo primo giorno di nascita si impegna per una negazione totale del moralismo da plebei.
Per mantenere viva la scena Black Metal nel 2017 bisogna avere un po’ di palle. Esso richiede battersi contro la massa e le sue morali plebee, la cosiddetta “correttezza politica” e contro ogni forma di dogma liberali, i quali sono diventati senza ombra di dubbio la religione secolare dei nostri giorni.
Per concludere, cerchiamo di trarre alcune conclusioni pratiche, basandoci sulla nostra stessa esperienza.

Per le bands:

1. Non dare giustificazioni. Le tue giustificazioni non saranno mai abbastanza per farti accettare dai tuoi nemici ma saranno abbastanza per farti perdere il rispetto dei tuoi amici.
2. Supportatevi sempre l’un l’altro. Se una band viene esclusa dal bill per motivi politici, mostra la tua solidarietà facendo altrettanto. È storia recente il “Blastfest”, quando gli Horna (FIinlandia) hanno deciso di togliersi dal bill dopo che gli organizzatori hanno rimosso i Peste Noire sotto le pressioni degli Antifa. Alla fine il festival intero è stato cancellato a causa delle scarse vendite di biglietti.

Per gli organizzatori: mai cedere alle pressioni. Resistete per i vostri gruppi e tenetevi sempre un piano B, preferibilmente un secondo locale come riserva ed un vostro team per la security. Non cercate soluzioni facili e ricordate: nel 2017 Black Metal significa problemi. Se non volete alcun problema, è meglio se fate feste R’n’B.

Per il pubblico: siate sempre pronti a dare l’esempio e supportare le bands che vengono censurate ogni volta che hanno una possibilità di suonare. Ricordate, la solidarietà è l’unico modo per combattere la censura.

link all’articolo originale in inglese:

http://militant.zone/political-witch-hunt-on-black-metal/

Intervista integrale a Mikko Aspa (Clandestine Blaze), tratta da “Come Lupi fra le Pecore”

Nel PDF al link sottostante si può leggere l’intervista integrale a Mikko Aspa (deus ex machina della band black metal Clandestine Blaze) del libro “Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista” di Davide Maspero e Max Ribaric (2013).

Il contenuto del pdf riflette le posizioni di chi risponde; l’autore del blog non esprime alcuna opinione o giudizio su di esse, lasciando libertà al lettore di farsi un’idea.
Buona lettura

Intervista Mikko Aspa Clandestine Blaze Come Lupi fra le Pecore