Mano destra e Mano Sinistra (Fonte: Osservando l’Abisso, ONA)

<<La realtà è abbastanza differente. Le Vie della Mano Sinistra e le Vie della Mano Destra sono abbastanza distinte e differenti sia nei loro metodi che nei loro obiettivi. La differenza più importante è che la Via della Mano Destra è restrittiva – certe cose sono proibite o disapprovate – ed è collettiva. Cioè, la Via della Mano Destra porta via una certa responsabilità dall’individuo avendo un dogma formale, un codice di etiche e di comportamento, ed avendo l’individuo che partecipa in un gruppo organizzato, per quanto sregolato quel gruppo possa essere.

In contraddizione, la Via della Mano Sinistra nei suoi metodi non è strutturata. Nella Via della Mano Sinistra genuina non c’è niente che non sia permesso – niente che sia proibito o ristretto. Cioè, la Via della Mano Sinistra significa che l’individuo si assume la responsabilità esclusiva per le proprie azioni e per la propria ricerca. Questo rende la Via della Mano Sinistra sia difficile che pericolosa.

Tuttavia, l’Iniziato genuino della Via della Mano Sinistra sta intraprendendo una ricerca e come tale sta cercando qualcosa: cioè, c’è una dinamica, un imperativo circa le proprie azioni, nonchè la comprensione cosciente e l’apprezzamento che tutte queste azioni sono soltanto una parte di quella ricerca; esse non sono la ricerca stessa.

A causa di questo, per sua natura la Via della Mano Sinistra è spietata – il forte di carattere vince, per mezzo del debole che affonda. Nella Via della Mano Sinistra non ci sono “reti sicure” di nessun genere, non c’è dogma o ideologia da far valere, nessuno che fornisca comodità ed ammorbidisca i colpi, nessuna organizzazione, individuo o “Essere” che gestisca le cose quando diventano difficili, e che fornirà sostegno, compassione e comprensione. O, cosa altrettanto importante, che allontani la responsabilità dell’Iniziato dai suoi atti. La Via della Mano Sinistra genera autorealizzazione ed autoeccellenza – o distrugge, letteralmente o tramite l’inganno e la pazzia.

Essenzialmente, l’Iniziato della Via della Mano Sinistra è uno spirito libero, già in possesso di un certo carattere ostinato, mentre l’Iniziato della Via della Mano Destra è in schiavitù alle
idee ed ai modi di fare le cose di altre persone.

In sintesi, la Via della Mano Destra è morbida. La Via della Mano Sinistra è dura. La Via della Mano Destra è come un gioco confortevole – e che può essere giocato, lasciato per un po’, poi ripreso di nuovo. La Via della Mano Sinistra è una lotta che richiede anni. La Via della Mano Destra vieta il comportamento e limita la responsabilità personale. La Via della Mano Sinistra significa autoresponsabilità ed autosforzo. La Via della Mano Destra richiede che l’individuo sia conforme in un certo modo. La Via della Mano Sinistra non è restrittiva.>>

Annunci

La Religione Tedesca e il concetto di Dogma (Ernst Bergmann)

[…]

I dogmi sono articoli di fede o teorie religiose generalmente accettate come tali, in cui vengono enunciate delle asserzioni su Dio e sulle cose divine che contraddicono la verità e la ragione, e, proprio per questo, giacchè l’intelletto le indica come irragionevoli, possono e devono soltanto essere credute.

[…]

Se si prendono degli articoli di fede da religioni straniere che presentano come vero qualcosa di logicamente assurdo, allora questo impedisce la religiosità vitale e la moralità piuttosto che promuoverle.

[…]

La via della Religione tedesca verso il Divino è la conoscenza-che-guarda. Nella Religione tedesca non vi è la fede intesa nel senso che qualcosa d’indimostrabile dovrebbe essere considerato come dimostrato. Essa è, infatti, una religione priva di dogmi. Ma vi è, invece, la fede intesa nel senso di una fiducia nella forza vittoriosa del Divino nel mondo e nell’uomo.

[…]

Essa è, come tutte le religioni indogermaniche, una religione di conoscenza, e non una religione di fede nè una religione dogmatica. Odino era un Dio della conoscenza, che sacrificò un occhio per un conoscere ed un sapere, non certo per un articolo di fede o per un dogma. Un dogma non vale nemmeno il sacrificio della falange di un dito, non parliamo quindi di un occhio.

(Quarta tesi della Religione Tedesca, Ernst Bergmann)