Trasmutazione e Selezione (cap. 3 di Le Selezioni Sociali, George Vacher de Lapouge) tradotto in italiano.

Al link sottostante si può trovare il PDF, in italiano, del terzo capitolo del libro di Lapouge “Le Selezioni Sociali”, scritto nel 1889.

Per quanto debba essere contestualizzato all’epoca in cui è stato scritto e per quanto certe visioni possano apparire fuori dal mondo se analizzate con criteri moderni, si ritiene che questo capitolo offra diversi spunti interessanti.

Capitolo 3: Trasmutazione e Selezione – Le Selezioni Sociali – Vacher de Lapouge

Circa 2 anni fa, su questo stesso blog, era stato pubblicato il capitolo 2, al seguente link:

Capitolo 2 – Le Selezioni Sociali – Legge della vita e della morte delle nazioni

Buona lettura agli interessati

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Citazioni sparse di Georges Vacher de Lapouge. (Neuville, 1854 – Poitiers, 1936), da varie sue opere.

<<Ogni uomo è apparentato a tutti gli uomini, e a tutti gli esseri viventi. Non esiste quindi alcun diritto umano, non più di quanto esistano i diritti degli armadilli o dei gibboni, del cavallo che si cavalca o del bue che si mangia. L’uomo che perde il suo privilegio di essere una cosa a sé stante, a immagine e somiglianza di Dio, non ha più diritti di nessun’altro mammifero. L’idea stessa di diritto è una finzione. Ci sono solo delle forze. I diritti sono solamente delle convenzioni, basate su equilibri fra potenze uguali o diseguali; quando una potenza cessa di essere abbastanza forte per poter fronteggiare l’altra, i diritti cessano di esistere. Fra i membri di una società, il diritto è quello che viene deciso dalla forza collettiva. Nelle nazioni questa garanzia di stabilità è carente. Non esiste alcun diritto contro la forza, perché il diritto è stato creato dalla forza e viene mantenuto da essa. Tutti gli uomini sono fratelli, tutti gli animali sono fratelli, e fratelli degli uomini, e la fraternità si estende a tutti gli altri esseri viventi. Tuttavia essere fratelli non può implicare che non si mangi. Fraternità, e sia, ma guai ai vinti! Mors tua vita mea. Per vivere bisogna mangiare, e per mangiare bisogna uccidere.>>

<<Fra le idee politiche di ieri e quelle di domani, l’antagonismo è quindi assoluto. In presenza di teorie moniste e darwiniste, le dottrine del XVII secolo non sono altro che varianti della dottrina cristiana. Il liberalismo e il socialismo sono due forme di clericalismo, ovvero della politica basata sui postulati della Chiesa. I liberali, i socialisti e gli anarchici hanno già una pessima opinione dei darwinisti. E sia!. Ecco i barbari che arrivano, gli assedianti diventano assediati, e la loro ultima speranza di resistenza è quella di chiudersi nella stessa città che hanno attaccato. Gli avvenimenti del futuro prossimo mostrerà ai nostri figli questo spettacolo curioso, i teorici della falsa democrazia moderna costretti a rifugiarsi nella cittadella del clericalismo.>>

<<Il progresso è una concezione puramente umana. L’evoluzione è intorno a noi, davanti, dietro, a lato, progredendo, regredendo, tornando e ritornando. Il progresso non tende in maniera indefinita verso il meglio, non tende verso niente. Esso ai giorni nostri è indirizzato verso la conoscenza sempre maggiore, ma questa conoscenza si spegnerà insieme all’essere consapevole, che si deve spegnere. Non esiste il paradiso, neanche sulla terra. Non bisogna pretendere che la scienza ci doni ciò che non è in grado di donarci. Essa dona all’uomo conoscenza e potere. Essa non può influenzare direttamente la bontà; per questo è diretta al   sacerdote, al mago, al commerciante d’alcol, di morfina, soprattutto all’armaoiolo, commerciante di morte.>>

<<La teoria di Darwin corrisponde ancora di meno a quella del progresso organico. La causa che determina la sopravvivenza implica sì una superiorità, ma relativa. Questa superiorità esiste in rapporto alle cause di distruzione, ma la tipologia che sopravvive può teoricamente essere inferiore in tutto il resto. Supponete che su un battello che naufraga ci siano un pesce ed un uomo, un accademico anzi. L’accademico annega, il pesce rientra nel suo elemento naturale. È la selezione, non il progresso. L’evoluzione tramite selezione può essere indirizzata in avanti, all’indietro, a lato, ovunque. D’altronde dobbiamo rimarcare che le nostre idee di superiorità ed inferiorità sono solo delle convenzioni. Non corrispondono a niente di reale. Non c’è niente né di alto né di basso nell’universo, che è infinito in tutti i sensi. Anzi, la superiorità e l’inferiorità non esistono, esistono solamente degli stati che noi chiamiamo in tal modo, perché ci piace chiamarli così. Il bene e il male, il bello e il brutto, il caldo e il freddo, l’alto e il basso, l’inferiore e il superiore. Non esistono se non quando noi li chiamiamo tali. Quello che esiste sono le azioni, gli oggetti, le temperature e così via. Noi classifichiamo tutto in funzione di una visione ideale che può cambiare al variare del tempo, del luogo, degli uomini e dei loro umori.>>

Vacher de Lapouge