Is Black Metal a White Noise? (trad. Ita, fonte: Resistance Magazine, Gen. 2000)

In allegato al PDF sottostante ed in seguito in formato di testo la traduzione dell’articolo “Is Black Metal a White Noise”, dalla rivista “Resistance Magazine”, del Gennaio 2000, tradotto in italiano nel Settembre 2018.. Meglio tardi che mai.. Buona lettura agli interessati.

Is Black Metal a White Noise? trad ITA

IL BLACK METAL E’ UN RUMORE BIANCO?
Una breve storia del movimento

Il Black Metal è Rumore Bianco? Molti nel movimento White Power tendono a rispondere negativamente a questa domanda. La loro attitudine verso il Black Metal è riassunta da una dichiarazione dal sito internet “Rocking the Reds”; viene affermato che molte bands Death e Black Metal non possono essere considerate bands White Power, perché “chi prenderebbe sul serio questi ricchioni con capelli lunghi e make-up?”. Non c’è affatto da sorprendersi, dato lo spettacolo ridicolo che viene dato da auto-proclamate bands Black Metal come i Britannici Cradle Of Filth, una delle bands Metal più famose ad oggi. È difficile trovare qualcosa di “bianco” in loro, a parte il make up. Comunque le persone, specialmente gli attivisti White Power, dovrebbero avere imparato a non credere alla prima cosa che vedono: il Black Metal dei nostri giorni è sempre stato un ambiente neonazi. Nel 1992-1993, i mass media Inglesi e Tedeschi superarono sé stessi con i titoli sul terrorismo e la malvagità che emergevano dai ranghi del Black Metal. Per esempio, il cantante del gruppo Inglese Paradise Lost, Nick Holmes, una volta disse a riguardo della Nuova Ondata di Black Metal le seguenti parole: “E’ abbastanza spaventoso; è come i fottuti nazi nella Germania dell’Est… è la stessa tipologia di gioco di potere”. Egli si riferiva all’ondata di roghi che aveva colpito le chiese Scandinave nel 1992-1993. Nonostante le origini del Black Metal non lo siano, il genere è diventato velocemente più estremo di quanto lo Skinrock poteva mai essere.

La Nascita del Black Metal.

Tutto cominciò con il secondo album dei Britannici Venom, intitolato Black Metal, edito nel 1982. I Venom facevano parte della New Wave of British Heavy Metal e componevano una tipologia di Metal semplice ed accattivante. Il loro marchio di fabbrica erano testi stereotipati “Satanici”. Ovviamente erano influenzati dai famosi films dei British Hammer Studios, quindi la loro estetica era buffa, come si vedeva dall’estetica occulta dei loro concerti live. La loro “Filosofia Satanica” era puro intrattenimento, anche se dicevano di essere influenzati dalla Bibbia Satanica. Ma anche i Venom fecero l’incontro con gli Svedesi Bathory, che entrarono in scena solo tre anni dopo l’album “Black Metal”. I Bathory portarono all’estremo la frontiera musicale del Black Metal, unendo batterie iperveloci con chitarre completamente distorte e voce infernale.

Questa era la miniera più oscura che si potesse esplorare nella scena Heavy Metal dei primi anni ’80. I Bathory, che non suonarono mai live, soddisfavano anche i fans con ogni possibile clichè sul “Satanic Black Metal”. Giravano persino voci secondo le quali Quorthon, il leader dei Bathory, vivesse in una caverna e sacrificasse bambini ed animali alla superiore gloria di Satana… In seguito, i Bathory rilasciarono quattro dei migliori album del genere Viking Metal.

Dalle Ceneri.

Inaspettatamente quanto il rapido declino del Black Metal, ci fu la nascita della band Death Metal Norvegese Darkthrone. Mentre il loro primo album era un Death Metal classico e non straordinario, la band cambiò drasticamente sia il suo sound che la sua immagine nel suo secondo album, A Blaze in the Northen Sky, del 1991, che aveva un sound aggressivo e glaciale che influenzò fortemente le bands Black Metal seguenti: un lavoro di batteria pieno di rabbia, chitarre come motoseghe ed un cantato in screaming riguardo i paesaggi Nordici, fedi anti-Cristiane e brama di guerra. Seguendo la tradizione delle precedenti bands Black Metal, i tre musicisti usavano degli pseudonimi occulti, Fenriz, Nocturno Culto and Zephyrous, ed avevano un’estetica inusuale di vestiti di pelle con simboli occulti, cinture di proiettili ed in particolare, il “war paint”. Il cantante e chitarrista dei Mayhem Oystein Arseth, detto Euronymous, fornì ai Darkthrone le influenze per creare la loro estetica torva e sinistra. Oystein, una mente contorta con una passione speciale per l’adorazione del diavolo medievale, gli snuff movies e lo Stalinismo, merita veramente di essere chiamato il Padrino della New Wave of Black Metal, perché preparò tutto per un revival di questa branca dell’Heavy Metal quasi dimenticata negli anni prima del 1992. Il cantante dei Mayhem, Per “Dead” Ohlin, si suicidò nella primavera del 1991. Arseth fotografò il cadavere ed il sangue, ricavando anche collane da alcuni pezzi delle ossa di Ohlin che erano saltate in aria a causa del colpo di pistola alla sua testa. Questo episodio bizzarro non è in alcun modo strano per i musicisti Black Metal dell’epoca. Ripugnando il sentimento comune sulla vita e sulla morte, essi vedevano di buon occhio il Darwinismo Sociale e la “sopravvivenza del più forte”.

Mentre i Darkthrone diventavano i portabandiera del rinato Black Metal, l’attenzione della scena Metal si spostava velocemente ad altre bands Black Metal Norvegesi, come Burzum, Mayhem e Immortal. Quello che i giornalisti scoprirono intervistando i membri delle bands come Fenriz, Euronymous, Count Grishnackh, Faust e Demonaz diventò il loro peggior incubo. Questi musicisti avevano sviluppato un cocktail esplosivo di musica frenetica, fedi irrazionali e terrorismo anti-Cristiano. Parlavano di guerra contro il Cristianesimo e rappresaglie contro gli oppressori Giudeo-Cristiani a causa della cristianizzazione forzata dei popoli pagani del Nord. Glorificavano la violenza come un mezzo per prendersi la rivincita, deridevano la moralità cristiana e si vantavano della loro volontà di azione. Ad esempio Bard “Faust” Eithun, ex batterista degli Emperor (Norvegia), che attualmente (ndt, era il 2000) sta scontando una condanna a 14 anni di reclusione per aver accoltellato a morte un gay, una volta disse: “le vecchie bands semplicemente cantavano di fare questo, le bands di oggi lo fanno!”. Varg Vikernes, l’unico membro di Burzum, aggiunse: “sono un vichingo, e noi dovremmo lottare. Fate la guerra, non l’amore, giusto? Una piccola parte dello spirito vichingo sopravvive, e io sono parte di ciò. Odio la pace e l’amore. Della fottuta gente stupida va in giro ad amare gli altri. Noi dovremmo fare la guerra”. Questa non era più musica. Era una chiamata alle armi.

Onda di Fuoco

Infatti la prima chiesa bruciata da un’attivista anti-cristiano fu la Fantoft-Stavkirke, vicino alla città norvegese di Bergen. Questa chiesa di legno, che esisteva fin dal periodo della cristianizzazione della Norvegia, andò in fiamme il 6 Giugno del 1992. In seguito, un paio di chiese e cappelle furono bruciate in Norvegia e Svezia. Questo causò la morte di almeno un pompiere. La polizia sospettò subito del coinvolgimento in queste azioni di persone della scena Black Metal, ma ci volle un anno per arrivare alle prove per le accuse finali. La somma delle chiese bruciate e distrutte in Scandinavia dal 1992 al 1999 è arrivato quasi a 100, ma il fuoco arrivò anche oltre il Mar Baltico ed il Mare del Nord; le fiamme arrivarono a molti edifici cristiani in Europa e, pare, anche in Russia.

Queste azioni ovviamente non hanno niente a che fare con la musica, ma divennero comunque il marchio di fabbrica del vento violento del Black Metal. Per quale ragione giovani persone non affatto colpite dal cristianesimo si fermavano alla chiesa successiva per darle fuoco?

Il più noto bruciatore di chiese, anche se nega di averlo fatto, è Varg Vikernes dalla Norvegia. Non esita ad esprimere il suo supporto per questi atti di terrorismo e spiega le ragioni di questo pensiero: “E riguardo i miei motivi per supportare il rogo delle chiese.. l’età vichinga cominciò il 6 Giugno del 793, quando i vichinghi di Hordalands, in Norvegia, attaccarono un monastero in Inghilterra. Questo atto era una risposta alla conquista del re francese Carlo Magno e alla cristianizzazione dei sassoni nel 792, quando egli distrusse l’Irminsul (un albero sacro, dedicato a Donar; Irminaz è un nome di Donar, e Sul significa pilastro). Quando era successo questo, la Scandinavia era shockata, ed avevamo capito che saremmo stati i prossimi della lista se non avessimo colpito subito. L’attacco all’Inghilterra è il primo attacco che si ricorda, ma di sicuro non è stato il primo; infatti quasi l’80% degli attacchi erano diretti contro la Francia. Comunque, il 6 Giugno 793 è la data storica che simbolizza questa lotta disperata, e questo dovrebbe spiegare perché la Fantoft Stavechurch di Hordaland è stata bruciata il 6 Giugno 1992. Era l’introduzione della seconda era vichinga, il momento in cui ci riprendiamo ciò che è nostro. Questi roghi segnarono un cambiamento nella storia. D’ora in poi, le religioni Ebraiche saranno sistematicamente buttate fuori dall’Europa. Non possiamo più tollerare templi Giudeo-Cristiani sulla nostra terra. Mostrando la nostra volontà di resistere, accendiamo lo spirito della resistenza nel popolo.”

In realtà, molti degli autori dei roghi non avevano questo nobile ideale di rivalsa storica. Lo facevano solo per ragioni triviali, come shockare la società, esprimere odio contro il Cristianesimo o impressionare gli idoli della scena Black Metal. Uno di questi individui condannati per rogo è Thomas Haugen, membro fondatore della band Norvegese Emperor, che diventa molto goffo quando gli viene chiesto qualcosa sull’etichetta di “terrorista Black Metal”. Egli precisa che questa azione era stata commessa sotto l’influenza di Vikernes e della mentalità del primo Black Metal.

Comunque, anche quelli che desiderano prendere le distanze dai loro “reati” del passato sono stati strumentali all’obiettivo di tenere il Black Metal lontano dalla scena Heavy Metal ordinaria che, anche se ribelle, è ancora tollerata nella società mainstream.

Essa non è arrivata al Ragnarok previsto dagli attivisti Black Metal, e il loro destino fu simile a quello di altri movimenti estremi: lotte intestine e pressioni esterne li divisero in molti gruppi rivali incapaci di unirsi per il bene superiore di una missione comune.

IL PRINCIPE DELLA MORTE.

Oystein Arseth supportava la rinascita Black Metal con la sua etichetta discografica, la Deathlike Silence Productions, ed un negozio di dischi ad Oslo, chiamato Helvete. Sia l’etichetta che il negozio erano la spina dorsale della prima scena Black Metal Norvegese, un luogo di incontro per gli individui con la mentalità della “guerra contro il cristianesimo”. Arseth sicuramente sapeva che la sua posizione era importante nella giovane e selvaggia scena Black Metal, anche se diventava sempre meno adatto ad essere un modello per il Black Metal letale e disprezzante della vita che sosteneva a parole. Varg Vikernes, di alcuni anni più giovane del circa 25enne Arseth, inizialmente credeva alle dottrine di Arseth. Secondo Arseth “il Satanismo deriva dal Cristianesimo religioso, e lì dovrebbe stare. Sono una persona religiosa, e io combatto quelli che usano il Suo nome a sproposito. Le persone non dovrebbero credere in sé stesse ed essere individualiste. Esse dovrebbero obbedire, essere schiave della religione”. Oystein diventò amico di Varg, che alla fine rilasciò la sua musica di Burzum tramite la Deathlike Silence Production. Tuttavia Varg si accorse rapidamente della vera natura del suo nuovo amico. Oystein era un miserabile uomo d’affari e sprecava il suo denaro per l’etichetta discografica ed il negozio invece di procurarsi i fondi per attività terroriste come un tempo aveva promesso. Inoltre, non era esattamente il guerriero che pretendeva di essere. Guardava i porno invece che fare la guerra. Mentre Varg impressionava i suoi camerati con le azioni e non con le parole, Oystein si rivelò avere semplicemente una grande bocca; non riusciva a rispettare gli standard che egli stesso promuoveva.

Come i membri dei Venom prima di lui, Oystein era interessato a diventare una rockstar compensando la sua mancanza di successo musicale con un immaginario shockante. Alla fine, gli amici divennero nemici. È difficile ricostruire gli sviluppi che ci furono dopo che Varg uscì di prigione dopo 3 mesi con l’accusa di essere coinvolto nei roghi di Marzo 1993.

Se Oysten volesse davvero uccidere Varg per primo, causando un suo atto di autodifesa, è una materia alla quale credere o no. Comunque, Oystein Arseth fu ucciso da Varg Vikernes il 10 Agosto 1993. La polizia fece partire immediatamente le indagini all’interno della scena Norvegese e Svedese, e ci misero solo una settimana ad accusare Vikernes di omicidio di primo grado, oltre ad altre quattro accuse di roghi e altri reati minori. Nell’Aprile 1994, fu condannato a 21 anni, la pena massima in Norvegia. Vikernes divenne il Charles Manson Norvegese, il nemico pubblico numero uno. La stampa progressista pubblicò un titolo scandalistico dopo l’altro, diffondendo sempre più dettagli particolari sulla scena Black Metal Norvegese. Quella che era iniziata come una violenta ribellione giovani e, spinta dallo spirito degli antichi racconti e delle antiche saghe, veniva ritratta come un manipolo di adoratori del diavolo, maniaci assetati di sangue. La morte di Arseth ebbe un impatto tremendo sul Black Metal; portò alla perdita di quasi tutte quelle che un tempo erano le sue figure chiave. Comunque, la forza che era rimasta nell’ombra e aveva dichiarato guerra al Metal mainstream per quasi due anni, ora si trovava improvvisamente sotto i riflettori. Queste circostanze portarono il Black Metal ad una crescente popolarità ed attirarono l’interesse delle grandi aziende discografiche in queste bands lunatiche del Nord. Senza le falangi fanatiche delle prime bands Black Metal, che rifiutavano di condividere il destino mainstream del Death Metal, la commercializzazione del Black Metal iniziò definitivamente. Bands come Emperor e Satyricon, norvegesi, ritrattarono il loro precedente radicalismo; nacquero nuove bands come Cradle of Filth e Dimmu Borgir, che usavano l’estetica Black Metal rigettando però la violenza Black Metal. Varg Vikernes non uccise semplicemente l’uomo che era il maggiore responsabile del revival del Black Metal, ma finì per tarpare le ali alla scena. Con la scena frammentata, iniziò una lotta interna fra gruppi come F.O.E. (Friends of Euronymous) e F.O.G. (Friend of Grisnackh).

Le attività terroristiche sembrarono aver lasciato definitivamente la Scandinavia, ed era nato una nuova moda, una moda i cui seguaci usavano l’estetica Black Metal ed ascoltavano la musica, ma al tempo stesso erano ansiosi di farsi accettare dalla società e prendere parte al business musicale mainstream. Questo sviluppo, che iniziò nel 1994 e dura fino ai giorni nostri, finì per dividere ancora una volta la scena, fra mainstream ed underground.

Il Ritorno di Wotan

È noto che il Black Metal era nato come musica “satanica”. Dato che molte bands iniziarono quando erano teenagers, il loro “Satanismo” era più una ribellione contro i genitori e la società che altro. Erano interessati solo al valore shockante di questa estetica, anche se i Bathory dimostrarono che il progresso intellettuale può accompagnare l’evoluzione musicale. Mentre i primi tre albums erano meramente degli sfoghi satanici, con Blood Fire Death questa band iniziò un viaggio in sonorità epiche di Metal Wagneriano e mitologia Vichinga. La differenza fra le loro prime tre uscite ed il seguito sembra molto vasta. Ora chiunque comprende che la musica dei Bathory è legata agli stessi elementi archetipi. Come il Paganesimo fu corrotto e trasformato nella mitologia cristiana del Satanismo lungo i secoli, il Satanismo è stato gradualmente ri-trasformato in puro Paganesimo nella scena Black Metal. Oltre ai Bathory, Burzum ha avuto un grande impatto nella rinascita pagana che oggi ha quasi sostituito il Satanismo della vecchia scuola. Varg Vikernes non ha mai incluso il Satanismo nella sua musica né nella sua estetica, anche se era solito parlare di “male per il fine del male” nelle sue primissime interviste. Invece del Satanismo, utilizzava i romanzi di Tolkien come metafora del suo Odinismo. Ci si potrebbe chiedere perché Burzum non ha promosso il Paganesimo fin dall’inizio. Una ragione potrebbe essere l’influenza di Oystein Arseth ed i suoi dogmi satanici sulla New Wave of Black Metal. Vikernes iniziò a professarsi Odinista dopo che fu imprigionato per l’omicidio di Arseth. Da quel tempo, Burzum è esistito “esclusivamente per Odino, il nemico con un occhio solo del Dio Cristiano”. In Europa Varg diventò il portavoce più influente della rinascita pagana Pangermanista dal 1945. Gli album di Burzum successivi, specialmente Filosofem, Daudi Baldrs e “Hlidskjalf” si dimostrarono dei capolavori di arte Nordica.

Dal 1994, il Paganesimo ha continuato la sua marcia trionfale all’interno del genere Black Metal. Nazionalismo, Ariosofia, Misticismo del Sangue e Filosofia Volkisch hanno anche cambiato le visioni del mondo dei musicisti Black Metal.

Il Viking Metal ed il Pagan Metal sono diventati nuovi sottogeneri, con bands come gli Enslaved (Norvegia), Einherjer (Norvegia), Helheim (Norvegia), Thyrfing (Svezia), Vintersorg (Svezia), Absurd (Germania), Graveland (Polonia), Thor’s Hammer (Polonia), Gontyna Kry (Polonia), Nokturnal Mortum (Ucraina) e molti altri. Specialmente i Graveland sono diventati l’avanguardia del Paganesimo aggressivo e militante. Un personaggio noto ai lettori di Resistance, Rob Darken, leader dei Graveland, affermò che lavorava per “l’era ventura di una nuova guerra, un nuovo olocausto ed un nuovo Fuhrer che avrebbe guidato la gioventù forte, potente ed istruita alle tradizioni Pagane”. Darken promuove la vendetta sugli usurpatori Cristiani, e disprezza allo stesso modo la democrazia, il pacifismo ed il liberalismo. L’attivismo di Varg Vikernes non poteva essere fermato dai muri di una cella di prigione. Egli fornì l’idea iniziale del programma politico di un Fronte Pagano Pangermanista(All-Germanic Heaten Front, A.H.F.), un’organizzazione che sarebbe stata inconcepibile senza la rinascita pagana alla quale egli stesso aveva dato vita. Attualmente l’A.H.F ha divisioni in Islanda, Norvegia, Svezia, Olanda, Germania e Danimarca. Una branca dell’A.H.F. esiste persino in Nord America, ed è chiamata Vinland Heathen Front. Quello che era iniziato come una ribellione nordica di giovani arrabbiati stufi della loro comoda vita in una nazione Cristiana e progressista era diventato un movimento politico Neopagano. L’A.H.F. è attualmente un competitore credibile di altre organizzazioni Asatru Odiniste, molte delle quali sacrificano le ambizioni politiche per la comodità di una buona reputazione nella società. Il percorso dall’Helvete ad Asgard era terminato, ma è ovvio che doveva andare così. Quasi 10 anni dopo la rinascita del Black Metal, questo genere e la sua sottocultura giovanile rappresenta in modo chiaro una dichiarazione di Paganesimo ed Identità Ariana.

 

 

Cospirazione per la Supremazia.

Mentre gli autori dei roghi in Scandinavia usavano un’arsenale ideologico molto limitato per la loro crociata anti-Cristiana, l’attuale milizia Black Metal ha capito che c’è bisogno di un riarmo, sia ideologico che tattico. I legami fra il Black Metal e l’attivismo White Power organizzato sono decisamente aumentati negli ultimi anni. Nel 1996, i giornali francesi pubblicavano notizie riguardanti un “gruppo malvagio di adoratori del diavolo” accusati di aver dissacrato una tomba e fatto foto ai cadaveri. Tuttavia non era questo evento macabro ad aver fatto notizia. Quello che aveva davvero spaventato i giornalisti erano i collegamenti, scoperti dalla polizia, dei membri di bands Black Metal come Funeral/Kristallnacht e Bessed in Sin con i famosi Charlemagne Hammerskins. Una vera cospirazione “diabolica” che aveva fatto notizia, guadagnando i titoli di giornale: fanatici attivisti Black Metal uniti con altrettanto fanatici boneheads per assaltare lo status quo. Questo prometteva una notte insonne per le menti politically correct. Per i democratici, i progressisti ed i pacifisti era addirittura peggio: Lene Bore, la madre del “nemico pubblico numero uno” Norvegese, fu improvvsamente arrestata nel 1997 con le accuse di “supportare un gruppo armato illegale” perché accusata di aver fornito fondi considerevoli a questo gruppo di quattro giovani maschi. Il “commando terroristico” era accusato di aver pianificato la liberazione di Varg Vikernes dalla prigione e l’omicidio di alcuni membri del Governo Norvegese e della chiesa. Le accuse contro Lene Bore alla fine furono ritirate, e Varg negò ogni legame con il gruppo. Si noti che il capo del gruppo era nientepopodimeno che lo Skinhead Tom Eiternes, ex-leader del Norsk Hedensk Front (Fronte Pagano Norvegese), che si era convertito all’Odinismo dopo che aveva fatto amicizia con Varg in prigione. Gira voce che Varg volesse entrare nel Vitt Arisk Motstand prima di essere arrestato per l’omicidio di Arseth, e l’ovvio supporto degli Skinheads militanti per la sua causa dimostra ancora una volte gli stretti legami fra l’Odinismo violento ed il White Power militante. Un anno dopo, un’altra star del Black Metal divenne un fuorilegge dopo una carriera musicale considerevole. A differenza della Norvegia, la scena in Svezia non aveva mai avuto casi di omicidi. La situazione mutò nel 1998, quando Jon Noedtveidt, leader della band Black Metal molto popolare Dissection, venne preso in custodia per omicidio di primo grado.

Era sospettato di aver partecipato a vari omicidi irrisolti, l’ultimo dei quali riguardava un gay Algerino che fu ucciso con un colpo al collo a Gothenburg. Girava voce che Jon facesse parte di una setta satanica, e non faceva mistero di avere giurato fedeltà al “potere delle tenebre” nelle sue numerose interviste prima dell’arresto.

Comunque, era stato anche detto dai giornalisti di cronaca nera che questa “setta” aveva un’attitudine “fascista”. Jon ora sta scontando una condanna a 8 anni per concorso e favoreggiamento in omicidio.

Lo scenario “peggiore” della fratellanza fra Skinhead e Black Metal ci fu in Germania. Hendrik “JFN” Mobus, noto per far parte della band Black Metal Absurd, oltre che per la sua partecipazione in un omicidio nel 1993, ha scontato circa 5 anni e 4 mesi in prigione. Con due complici, uno dei quali era il chitarrista e cantante degli Absurd, Hendrik uccise un compagno di scuola il 29 Aprile 1993. Fu condannato a 8 anni di prigione, ma fu rilasciato sulla parola dopo aver scontato i due terzi della sentenza. In prigione Hendrik si affiliò idealmente alla Gentilità Germanica, maturò una visione del mondo Volkisch e Nazionalsocialista. Lentamente ma inesorabilmente la sua visione del mondo si era evoluta in un credo Nordico ed in un’etica Germanica. Hendrik affermò i suoi ideali in varie occasioni (ad esempio in “Lords of Chaos”, uscito per la Feral House Publication) e fu contattato da numerosi Skinheads Nazionalsocialisti. Dopo che fu rilasciato di prigione, Hendrik lavorò per l’etichetta indipendente Black Metal Darker than Black Records. Fece amicizia con i Saxonian Hammerskins ed infine diede vita ad una stretta collaborazione fra la sua etichetta e la loro, la Hate Records. Le autorità tedesche difficilmente avrebbero potuto tollerarlo. Il 6 Ottobre 1999 la polizia politica tedesca avviò una repressione pesante contro questa fratellanza. Grazie alla collaborazione fra poliziotti armati e membri dei Servizi di Sicurezza Nazionale e Pubblici Ministeri, fecero irruzione in quasi due dozzine di luoghi in tutta la Germania. Le etichette discografiche D.T.B Records (Erfurt), No Colours Records (Borna) e Burznazg Production (Bad Frankenhausen) furono fra gli obiettivi delle retate. Le accuse per tutti erano quelle di “diffusione di propaganda Nazi”. Far chiudere una o più etichette indipendenti per il governo tedesco era molto meno importante della volontà di contrastare il crescente avvicinamento fra gli estremisti delle scene Black Metal e Skinheads.

L’attivismo di Hendrik si scontrò ancora una volta con la legge, e furono portate nuove accuse contro di lui. Per “utilizzo pubblico di un simbolo Nazionalsocialista” fu condannato ad 8 mesi nel Luglio 1999, e dopo le retate menzionate prima, anche a causa dell’isteria dei media Tedeschi, il tribunale annullò anche il suo rilascio sulla parola. Inoltre, dopo la retata alla Darker Than Black Records, Hendrik fu condannato a 18 mesi per il suo contributo al libro “Lords of Chaos”.

In tutto, Hendrik Mobus doveva scontare ulteriormente più di 5 anni in galera. Ora è in fuga, ricercato dalle autorità tedesche con un mandato di arresto internazionale. Il miglior movimento organizzato fra Black Metal e Skinhead esiste oggi in Polonia. Quello che è ancora impensabile in altre nazioni è considerato di buon senso lì. Gli Skinheads e gli esponenti del Black Metal suonano insieme nelle bands, gestiscono etichette discografiche che producono entrambi i generi musicali e diffondono fanzines per entrambe le controculture giovanili. Lo split fra Graveland ed Honor che sta per uscire è un risultato di questa alleanza. Oltre ogni dubbio, la Polonia è oggi la fortezza mondiale del Black Metal Nazionalsocialista, seguita a breve distanza dalla Grecia, nella quale il movimento “Alba Dorata” è supportato da numerose bands Black Metal, come Necromantia, Legion of Doom e altre.

Camicie Nere – Black Metal

La primavera del 1999 segnò l’uscita della compilation The Night and the Fog – A Tribute to National Socialist Black Metal Underground, CD in edizione limitata. Questa release mostrava l’underground estremo Black Metal in tutta la sua estensione per la prima volta in assoluto. Bands dalla Polonia (Graveland, Thor’s Hammer, Gontyna Kry, Galgenberg, Fullmoon), Germania (Absurd), Francia (Kristallnacht, Bekhira) e persino Stati Uniti (Weltmacht, Birkenau) si unirono per celebrare solennemente la loro ideologia e la loro musica. Come ci si aspettava, la release ottenne l’attenzione della scena Black Metal, facendo piangere come cani bastonati le etichette discografiche ed i mailorder a scopo di lucro. Esse cercarono di ignorare e boicottare il Black Metal Nazionalsocialista, ma lo stesso underground aveva dimostrato che i loro sforzi erano vani.

Se nessuno fosse interessato nel Black Metal Nazionalsocialista, come i media del Metal ci vogliono far credere, perché allora c’è tutta questa richiesta per tale compilation? Perché vi è un interesse in crescita nelle bands che hanno contribuito ad essa? Il Black Metal, all’alba del nuovo, ma senza dubbio ultimo, millennio cristiano, è diviso in mainstream ed underground. Mentre il mainstream è quello che puoi vedere nelle pagine luccicanti dei giornali famosi, l’underground continua ad esistere, ed ora è svelato anche alla grande maggioranza. L’underground militante è entrato nelle nuove forme di mass media, ovvero l’internet.

Ora è rappresentato dal Pagan Front, una coalizione di varie etichette discografiche, compagnie di mailorder, fanzines e, senza dubbio, bands. Esse si considerano l’avanguardia della rinascita Pagana; trasmettono ai loro ascoltatori l’etica nativa, la fede Pagana e l’opposizione anti-Cristiana. Da questo punto di vista, questa branca del Black Metal è rivoluzionaria quanto il RAC e l’Hatecore. Il suono delle bands è la colonna sonora feroce e selvaggia per il ritorno di WOTAN, che riporterà alla gloria degli antichi popoli Nordici. Resistance Magazine quindi continuerà ad occuparsi delle bands principali di questo genere, perché siamo fermamente convinti che essi esprimono la Consapevolezza Ariana con la stessa intensità delle bands White Power.

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Goatmoon – Way of the Holocaust Wind

<<Il futuro è triste, non chiaro
Senza onore, incapace di sopravvivere
Tollerante verso ciò che è sbagliato
I legami di sangue non sono considerati sensati
Questo deve cambiare

I subumani cercano di rovinare questo mondo
Ma ci battiamo con onore contro tutto
Siamo pochi di numero
Ma resistiamo forti e fieri

Cazzo, dobbiamo crescere
Lodare gli Dei della guerra
Con una furiosa tempesta di acciaio
E i venti dell’0l0c4u$t0 che bruciano
Questo mondo deve essere purificato

Salvezza attraverso le fiamme
Il mondo moderno deve bruciare
Solo i forti sopravviveranno
E’ ora che la feccia impari

Sulle ali di un’aquila di ferro
Il nuovo Impero 4r14n0 trionfante
Sorge dalle ceneri di questo mondo decadente>>

IL BLACK METAL RADICALE IN CANADA (CITAZIONI DAL CAPITOLO “SANG NORDIQUE” DEL LIBRO “COME LUPI TRA LE PECORE”)

Di seguito, al pdf  in allegato o, in formato di testo, sotto di esso, alcune citazioni dal capitolo “Sang Nordique” del libro “Come Lupi tra le Pecore, storia e ideologia del black metal nazionalsocialista” (Davide Maspero e Max Ribaric, 2013). L’argomento è la scena Black Metal Radicale (NS o identitaria) in Canada (o in Quebec).
Buona lettura agli interessati

Il Black Metal Radicale in Canada

IL BLACK METAL RADICALE IN CANADA (CITAZIONI DAL CAPITOLO “SANG NORDIQUE” DEL LIBRO “COME LUPI TRA LE PECORE”)

Viaggiando idealmente verso Est, l’impareggiabile furia distruttiva del selvaggio Ovest declina progressivamente in un più ortodosso Black Metal di matrice nazionalsocialista. È il caso dei Geimhre, con base in Ontario e attivi dai primi anni Duemila, che hanno iniziato suonando una mistura di folk e black metal con infiltrazioni RAC, progressivamente attenuatesi nel corso della carriera. Il gruppo, affiliato al Pagan Front, ha conquistato un certo grado di visibilità in seguito ad alcuni demo, un paio di split (uno coi francesi Ad Hominem, l’altro con i conterranei Shade rilasciato via Stellar Winter) e due full-lenght venuti alla luce fra il 2005 e il 2008. Ulteriore interesse è sorto all’indomani dell’unica esibizione live ufficiale, performance poi immortalata in un nastro dal titolo Hinterland Suthainn, insieme a tracce demo varie, avvenuta in quel di Toronto nel 2004 di fronte ad un pubblico eterogeneo tra cui “c’erano alcuni skinhead ubriachi che cantavano al microfono e facevano discorsi a caso. È stato davvero notevole vedere skinhead razzisti e fan del black metal insieme senza che ci fossero casini”.


Pur non essendo certo degli innovatori, i Geimhre sono comunque manifestazione di una convergenza tra istanze radicali e ferocia black metal, capaci di attirare un pubblico tipicamente black ma anche esponenti dell’estremismo locale, in un sodalizio che Guerfaul auspica su più larga scala, al fine di ampliare la scena e coinvolgere nuovi adepti attraverso una più capillare diffusione delle idee.

<<E’ molto difficile avere un impatto come quello che gli Skrewdriver hanno avuto sulla scena razzista, o quello che hanno avuto sull’anticristianesimo le gesta dei membri dei Mayhem. Al momento, il miglior modo di combattere è diffondere informazioni e risvegliare un senso di fratellanza fra le persone utili della nostra società. Per aiutare la diffusione del messaggio, la gente dovrebbe organizzare concerti con band nazionalsocialiste insieme a normali gruppi death e black. E la scena metal dovrebbe unirsi a quella skinhead. Più siamo, più forti diventiamo>>.

Meno influenzato da tesi ed estetica della Germania NS, che storicamente incidono di più sull’immaginario collettivo del Vecchio Continente, l’NSBM di matrice canadese sembra piuttosto far leva sull’eredità genetica europea, inneggiando alle dirette discendenze nordico-ariane, e ad un credo pagano intriso di rivendicazioni razziali, sulla falsariga di quanto già visto negli USA. Ma con il progressivo spostarsi verso Est, guadagnano spazio le argomentazioni care ai discendenti dei coloni francesi e i rimandi ad un tortuoso percorso storico minacciato dall’egemonia culturale e politica della maggioranza inglese. Tuttavia sarebbe errato pensare che il Quebec presenti una realtà monodimensionale entro i cui confini esistono solo i temi cari alla minoranza francofona. Anzi, anche qui non sono mancati esempi di viscerale culto hitleriano. È il caso di progetti minori, ma allineati ai dogmi di un’intransigenza estetica para-nazista, quali ad esempio SS Mann, Opfer rassenhass, Svartr Sturm.

Al fine di guadagnare la necessaria visibilità, i gruppi sopra menzionati, coadiuvati da altri sodali provenienti dagli USA, hanno deciso di raccogliersi sotto l’egida di un’organizzazione chiamata VInland Front, nata nel 2008 sull’asse americano-canadese e fondata da elementi fuoriusciti dal già consolidato Heaten Circle (ennesima rete multidisciplinare volta alla promozione del paganesimo e della cultura bianca). Il Vinland Front è una sorta di embrionale emulo del Pagan Front, di cui condivide gran parte dell’impianto teorico, dove però l’NSBM è solo una delle molteplici derive musicali supportate e viene dato asilo anche ad altre forme di metal estremo, sempre se coerenti ad un preciso orientamento ideologico.

<<A dire il vero ci sono solo due band del Vinland Front ad aver dichiarato esplicitamente la propria appartenenza alla scena NSBM. Gli Opfer Rassenhass e gli SS Mann. Non importa se suoni o meno NSBM. NSBM, Pagan Black Metal, War Black Metal ecc, sono solo paole, ciò che conta è l’ideologia. La cosa fondamentale è che abbiamo tutti un obiettivo comune e che ci sosteniamo a vicenda.>> (Vinland Front, Gennaio 2009).

Da un punto di vista organizzativo, il Vinland Front riprende una struttura ampiamente diffusa fra i movimenti eversivi di ogni genere, introdotta negli ambienti dell’estrema Destra da Louis Beam, reduce del Vietnam, divenuto esponente del nazionalismo bianco prima tra le fila del Ku Klux Klan e poi dell’Aryan Nations. L’idea è quella di rinunciare ad un sistema piramidale, che consta di un leader e di una struttura di potere verticale discendente fino ai piano più bassi in cui si trova la massa che riceve le direttive. Questo tipo di sistema è. Secondo Beam, facilmente penetrabile dal nemico e destinato quindi a fallire. L’alternativa è quella di ricorrere a delle “cellule fantasma”, totalmente indipendenti tra loro e del tutto autonome, senza nessun centro di coordinamento a monte, rendendo di fatto inutile qualsiasi tentativo di infiltrazione nemica che porterebbe allo smascheramento di una singola cellula senza conseguenze per le altre.

Vjohrrnt V. Wodansson è una figura chiave della scena canadese. Oltre ad aver guidato i Nacht und Nebel è stato fondatore e titolare dell’ormai defunta NSBM Records, ufficialmente affiliata al Pagan Front. Il manifesto pubblicato sul sito certifica come la scelta del nome della label non fosse casuale.

<<Abbiamo bisogno che tra di noi ci sia un preciso legame. Una solidarietà ariana basata sulla fiducia, sull’onore e sulla lealtà, verso noi stessi e verso gli altri, ma ancor di più verso i principi in cui crediamo. Il problema di molti cosiddetti nazionalsocialisti è il loro sciovinismo. Pensano di essere superiori agli stessi ideali in cui dovrebbero credere, e questo non indica di certo un animo nobile. Ognuno di noi ha il proprio valore, ma siamo pur sempre uomini, e quei principi eterni nei quali crediamo, coraggio, onore, lealtà, solidarietà, saggezza, integrità, orgoglio, forza, non appartengono a noi, siamo noi che apparteniamo a loro.

Musicalmente, i Fjord sono autori di un mix piuttosto grezzo di pagan e folk metal su cui si staglia l’ingombrante ombra dei Bathory del periodo Viking.

Le voci, che indugiano su un registro prettamente pulito, declamano a pieni polmoni testi che ancora una volta trovano il loro approdo sicuro nel mito nordico, stavolta condito di invettive razziste a completamento di un concept che vede indivisibili l’adesione al mito pagano e la salvaguardia dell’uomo bianco e della sua terra d’origine. Se i testi tradiscono un fervente attaccamento alla propria storia, tradizione e discendenza europea, l’essere originare del Quebec non è un fattore che passa sotto silenzio. Ma il sentimento di appartenenza alla comunità francese non è di ostacolo alla convivenza con la popolazione anglofona, sono piuttosto altre le questioni che si innestano sul concetto di identità nazionale:

<<Il Quebec potrà anche essere geograficamente legato al Canada, ma nei nostri cuori è una nazione a sé stante. Per quanto mi riguarda non ho nulla contro chi parla inglese, a patto che sia di razza bianca, ovviamente. Quando sei un promotore dell’unità ariana, impari ad avere legami anche con i camerati che parlano una lingua differente dalla tua>>.

Per Wodansson la questione nazionale, importante dal punto di vista del patrimonio culturale, è comunque secondaria a quei concetti che considera ben più rilevanti ed intimamente legati al credo pagano. Nella sua visione l’orgoglio nazionale, inteso come eredità di popolo, necessariamente si sposa con un retaggio di discendenza europea, discriminante primaria a monte di qualsiasi altra possibile rivendicazione.

Il suo substrato ideologico appare palese fin dai tempi dei Nacht und Nebel, per quanto successivamente Wodansson abbia dichiarato di non condividere appieno l’etichetta di nazionalsocialista. Il fatto di avere un credo politico certamente e dichiaratamente collocabile nell’area dell’estrema destra, è per lui secondario e consequenziale alla scelta dell’odinismo come unico centro gravitazionale. In un articolo dal titolo Ethnonational Tribalism, pubblicato sul primo numero della rivista Heaten Call, Wodansson parla ad esempio della necessità di un distacco dalla civiltà moderna e di un ritorno alla comunità rurale, in un processo di auto-segregazione in base alla razza di appartenenza.

Nonostante un solo disco all’attivo, i Fjord rivestono un ruolo cruciale nello scenario nordamericano. Di stanza a Montreal, sono infatti un emblematico esempio di quella convergenza tra la corrente NSBM, intesa nella sua accezione più ampia, e quel sentimento identitario alla base di un movimento che proprio dal Quebec ha preso il via. Parliamo del cosiddetto Metal Noir Quebecois (MNQ), insegna sotto la quale si è raccolto un insieme di progetto che ha fatto molto parlare di sé grazie ad alcune eccellenti produzioni. Band come Frozen Shadows, Aktisa, Forteresse, Grimoire, Neige et Noirceur, Monarque, Thesyre, Brume d’Automne, per citarne alcuni, hanno saputo reinterpretare i dettami classici del black metal fondendoli con partiture folk tradizionali sui quali predominano testi in lingua francese sovente focalizzati sulla storia dell’ex colonia. Il black metal del Quebec gode di una certa popolarità tra gli esponenti dei movimenti più radicali, ed il fervore nazionalista che anima questi novelli cantori identitari ha portato ad inevitabili speculazioni, al punto che alcuni considerano il MNQ come una mera propaggine dell’NSBM, solo con un taglio più “esotico”. Va però sottolineato che in questo caso, sebbene non manchino alcuni punti di contatto tra la scena nazionalsocialista e quella del Quebec, il retroterra pagano e razzista tipico dell’NSBM è latitante e, quando presente, è da considerarsi una confluenza di idee propria del singolo progetto, non un tratto caratteristico di tutta la scena.

Il leader dei Frozen Shadow, Myrkhall (che gestisce anche la Sepulchral Productions, etichetta discografca che diverrà una piattaforma di lancio per numerose realtà che confluiranno poi nel MNQ) fornisce comunque un interessante punto di vista su quelle che possono essere le cause alla base del progressivo diffondersi del metal di matrice nazionalsocialista.

 

 

 

<<Credo che l’NSBM abbia molto più a che vedere con quelle nazioni che hanno tradizioni molto antiche e che vedono il proprio retaggio messo in pericolo dall’immigrazione incontrollata. Penso che chiunque si arrabbierebbe vedendo gente insediarsi in massa nella propria nazione senza sapere quali ne siano le tradizioni. A me questa situazione preoccupa in maniera estrema, ed il Quebec è comunque un territorio relativamente giovane!>>

Come i Frozen Shadows, anche gli Akitsa sono stati gettati senza troppi complimenti nel calderone NSBM, forse in virtù delle scomode collaborazioni e dell’iconografia utilizzata. Ma O.T., membro fondatore e titolare dell’etichetta discografica Tour de Garde, non si è mai riconosciuto in questa definizione, anzi mette in dubbio la stessa logica che si cela dietro la frammentazione del black metal in sottogeneri a compartimenti stagni, spesso operata da terze parti per una più semplice classificazione del “prodotto”.

<<Non consideriamo gli Akitsa un gruppo NSBM. Ovviamente abbiamo delle idee di tipo nazionalista, ma questo non significa automaticamente essere nazionalsocialisti. Aktisa era, è e sarà sempre black metal, questo è tutto ciò che posso dire. Forse mi sbaglio, ma io credo che queste definizioni esistano solo per fini promozionali, e trovo che non abbiano senso. Il black metal non è NSBM, USBM o qualsiasi altra categoria vogliate usare. Il black metal è black metal, tutto qui, punto.>>
Nella visione di O.T. il black metal dunque uno ed unico e ne consegue che qualsiasi argomento, quando anche di natura controversa, non sia da ritenersi fuori posto. A conferma di questa visione a tutto tondo basti osservare il mailorder della Tour de Garde, nel cui catalogo figurano i nomi più pregiati del MNQ fianco a fianco con alcuni pezzi da novanta dell’NSBM contemporaneo.

Anche soffermandosi sul magaglio iconografico degli Akitsa non mancano certi rimandi capaci di mettere in agitazione i custodi dell’integrità black metal: a partire dall’idiomatico motto dannunziano “me ne frego”, che fa bella mostra di sé nel nuovo logo, passando per la copertina dell’EP Soleil Noir, che raffigura una delle torri del castello di Wewelsburg, per arrivare alla grafica utilizzata per una famigerata t-shirt, in cui ad accompagnare un fascio littorio stilizzato compare lo slogan “Ode ai tempi passati”. Un certo ammiccamento ai totalitarismi è quindi evidente, ma forse più che di cieca aderenza ideologica al nazifascismo si può parlare di una fascinazione estetica che fa leva sul potere destabilizzante di simbologie scomode ormai impresse nell’inconscio collettivo.

Nel 2006 questa corrente ancora embrionale trova una propria dimensione organica grazie ai Forteresse, destinati a mutare sensibilmente lo scenario locale. Il loro Metal Noir Quebecois (2006) è più che un semplice debutto, è il battesimo di un genere che ne erediterà il nome, ridefinito da una singolare fusione di estetica, musica e tematiche; esso segna innanzitutto il ritorno in attività della Sepulchral Productions, che dall’uscita del debutto dei Frozen Shadows sembrava attendesse silenziosa questo momento, stabilendo così un indissolubile legame con il MNQ.

Spetta ovviamente alla title-track il compito di ergersi a brano programmatico, ed è un breve fraseggio di violino a dare il via all’assalto patriottico del pezzo, che si rivela una perfetta summa concettuale dell’operato dei Forteresse.

<<Gloriosa sarà la nostra vittoria nei confronti di coloro che tradiscono la patria. E proclamano la propria importanza, diventando parte del vero Paese. Non ci piegheremo mai davanti ai politici disonesti che camuffano le uniche verità della nostra malinconia del Quebec. La forza risiede in ognuno di coloro la cui fierezza non è stata schiacciata dal peso del tradimento. Oggi la nazione rinasce, e dalle sue ceneri si manifestano a lei i ricordi di coloro che furono e che saranno i portatori della bandiera della libertà e del popolo>>.

Sul retro di copertina il proclama “Black metal epique patriotique” (black metal epico patriottico) è una dichiarazione di intenti tutt’altro che ambigua, che certifica quanto espresso nelle liriche ed esplicita le intenzioni della band, una presa di posizione precisa nei confronti di un tema particolarmente sentito.

<<Sono stanco di tutti questi giochi di parole per capire chi è politicamente corretto e chi non lo è. Chiamatelo come vi pare, per noi fa lo stesso. Da quando il black metal è portatore di ideologie di tolleranza e di comprensione? Non chiediamo altro se non il rispetto e il riconoscimento della nostra nazione, che è diversa dal resto del Canada. Non per razzismo o per xenofobia, semplicemente per una questione di dignità>>

L’NSBM e le sue derive hanno saputo quindi attecchire anche in Canada, affidandosi a teorie razziste e ad un atavismo pagano che sono andati a sostituire un’anacronistica nostalgia per il Terzo Reich, un’influenza fin troppo remota nelle fredde terre canadesi, scosse in quegli anni da tensioni interne ben più tangibili di un conflitto che stava oltreoceano. A discapito del tanto abusato acronimo, il nazionalsocialismo nel grande Nord sembra a ridursi ad un vessillo da agitare contro l’inarrestabile espansione di una società globalizzata, multietnica e capitalista che per tutti i più agguerriti difensori del pensiero radicale procede verso un annullamento delle identità nazionali. Ed è proprio in difesa di un retaggio storico, culturale e linguistico che è sorta in Quebec un’avanguardia nera che, con scarsa lungimiranza, è stata ridotta a mera ed estemporanea filiazione del metal nazionalsocialista: anche se determinate argomentazioni affondano le radici in un comune substrato teorico proprio di entrambe le fazioni, le differenze sono tali da rendere improbo un accostamento che vada oltre la semplice compresenza sul territorio. Tuttavia, ciò che interessa è osservare come il MNQ sia l’ennesima dimostrazione del saldo legame che intercorre tra visioni politiche di Destra, nell’accezione più vasta, e musica estrema, in particolare il black metal, che, forte di una consuetudine che lo vede da sempre attingere a storia, tradizioni e mitologie è divenuto nel tempo lo strumento prediletto attraverso cui musicare ogni sorta di rivendicazione, sia essa figlia di un passato tragico o di un presente incerto.

 

AMERICAN WIDERSTAND: POTERE BIANCO E METALLO NERO PT 3.(Xenophobia e Wotanorden)

Al PDF sottostante ed in formato di testo qua sotto si può trovare questo estratto dal capitolo dedicato alla scena americana del libro “Come Lupi fra le Pecore”.

Si parla, del dettaglio, delle bands Xenophobia e Wotanorden.
Buona lettura agli interessati.

AMERICAN WIDERSTAND PT 3

Tra i primissimi predicatori della scena NSBM in territorio statunitense vi è Warhead Von Jewgrinder (al secolo Brian James Moudry), che ha saputo farsi un nome di tutto rispetto grazie alle sue molteplici attività in campo politico-religioso e per aver fondato nel 1996 gli Xenophobia, band con all’attivo un solo album, Reclaiming Celtic Glory, uscito a distanza di ben dieci anni dalla loro nascita. Nato a Chicago nel Dicembre 1976, Moudry si avvicina agli ambienti dell’estremismo neonazista fin dal periodo adolescenziale, interessandosi al metal di stampo razzista già a partire dalla prima metà degli anni Novanta. Nel 1995 fonda la prima pubblicazione interamente dedicata alla scena ed alla causa NSBM: Hatemonger Warzine. Una quarantina di pagine di crude fotocopie in bianco e nero ricche di articoli, interviste ed approfondimenti sulle quali trabocca un’esorbitante farcitura di svastiche, invettive e propaganda razziale assortita. Già a partire dal primitivo editoriale, Moudry dimostra delle idee piuttosto chiare, oltre che di non avere alcun pelo sulla lingua:

<<Il black metal nazista non è una moda.. è il futuro! Lo spirito della sacra croce uncinata non morirà mai! Il black metal è la musica della razza dominante, da e per le persone con una discendenza europea. Non è roba per ebrei, negri, o hipie liberali e omosessuali>>.

Nel corso di una decade, a cavallo fra il 1995 ed il 2006, verranno pubblicati cinque numeri di Hatemonger. Al pari della sua ideale consorella europea (la ‘zine greca Wallachian Tyrant, come detto un altro fondamentale punto di riferimento cartaceo per l’ambiente NSBM del periodo), la testata di Moudry tratterà tutti i nomi di rilievo per quella scena che andava velocemente a delinearsi: Spear of Longinus, Funeral (poi diventato Kristallnacht), Der Sturmer, Graveland, Grand Belial’s Key, Pantheon, Arghoslent, Absurd, senza contare la mole di articoli riguardanti la condizione della dissidenza bianca in America, il sistema carcerario, i raduni politici e le variopinte attività per militanti.

Non tutti i gruppi coinvolti su Hatemonger supereranno la prova del tempo, e in alcuni casi già all’epoca si poteva percepire l’attitudine da poser di chi aveva iniziato a mescolare azzardatamente musica e politica estrema, tanto da portare Moudry a chiedersi quanto e cosa vi fosse di genuino in questa scelta.

<<Temo che in alcuni casi ci troviamo davanti a dei modaioli. Alcuni di questi gruppi hanno cambiato le proprie idee dopo aver guadagnato un po’ di popolarità, o dopo essere satti osteggiati apertamente. Quando ho iniziato a pubblicare Hatemonger Warzine nel 1995/1996 c’era solo una manciata di band che supportava o promuoveva la causa razzista, e alcune solamente nelle interviste e non nei testi>>.

La tiratura non supererà mai le 300 copie a numero, ma l’impatto della fanzine lascerà dei segni indelebili nell’allora piccola, ma già agguerrita, realtà NSBM. Uscita dopo uscita, Hatemonger acquisirà sempre più confidenza a livello editoriale, divenendo nel contempo molto più curata nell’impaginazione e nelle grafiche, ma non per questo meno violenta e massimalista nelle sue esternazioni. Non è difficile notare come una buona parte di ogni numero sia dedicato alla World Church of the Creator (oggi comunemente nota come Creativity Movement), la stessa fonte dottrinale da cui a suo tempo anche Burdi aveva attinto i primi insegnamenti di stampo razzista; e infatti a partire dal 2002 Moudry, da semplice adepto, scalerà velocemente le gerarchie dell’organizzazione fino a divenirne reverendo, oltre che ad assumerne la carica di leader per lo Stato dell’Illinois.

Oltre al Black Metal, nel corso degli anni la carriera musicale di Moudry si è divisa con altri progetti decisamente indirizzati all’hatecore, come i White Minority e i disturbanti Flammable Hebrews, grazie a cui ha calcato i palchi di eventi come lo Ian Stuart Memorial organizzato dalla sezione americana del network skinhead Blood and Honour, o il raduno degli Imperial Klans of America nel Kentucky. Ma il suo riferimento musicale primario rimangono gli Xenophobia. Gli esordi su nastro, ovvero i due demo rispettivamente intitolati Boot Stomping, Church Burning, Black Metal (1996) e Vomit on the Rabbi (2004) sono l’esempio di un black metal scarsamente identificante: grezzo, sporco, primitivo e ben poco incisivo. Nemmeno Moudry si dimostra troppo tenero ricordando i suoi primi esperimenti in musica, mentre è l’uscita del full-lenght Reclaiming Celtic Glory a segnare un decisivo quanto importante passo in avanti; il primo album degli Xenophobia gode infatti dell’apporto tecnico-musicale di Stolztrager, frontman dei Veil, un altro ensemble facente parte (al pari degli stessi Xenophobia) del Pagan Front. Egli affermò:

<<Brian Moudry conosceva il mio gruppo ed io ero interessato alla sua band, così abbiamo iniziato a discutere di alcune idee. Mi sono proposto di collaborare agli Xenophobia come chitarrista. Da quel momento in poi abbiamo iniziato a lavorare insieme su delle canzoni che avevo scritto, e alla fine abbiamo inciso l’album Reclaiming Celtic Glory. Ci siamo anche esibiti in due incredibili concerti (uno con gli Absurd e l’altro con i West Wall). A ripensarci, sono ancora fiero di quel materiale. È stata una collaborazione straordinaria, ed è grandioso aver fatto parte della band black metal più famosa del Nord America. Fareste molta fatica a trovare qualcuno più dedito alla scena di quanto sia Brian>>.

[…]

Tornando agli Xenophobia, nelle cinque tracce che compongono il loro unico album si conentra una colata di intolleranza razziale ed antisemitismo priva di ogni scrupolo. Il disco, nonostante i ricercati richiami alla patria originaria che sorge al di là dell’Atlantico, non riesce comunque a liberarsi dalla zavorra di un’identità minata fino all’osso dall’americanismo. A dispetto dell’artwork impegnato, corredato da immagini ancestrali e foto di paesaggi naturali inviolati, il messaggio marziale paracavalleresco di Reclaiming Celtic Glory cozza con un continuo sottofondo tematico da impietosa “guerra razziale metropolitana”. Da questo inalterabile DNA emergono brani come Silent Brotherhood, dedicati all’omonima organizzazione nazionalista rivoluzionaria bianca fondata nei primi anni Ottanta da Robert Jay Mathews. E tutto sembra riflettersi, in modo fin troppo invadente, nell’ossessione razziale creazionista (nda, riferita al Creativity Movement) di un seguace della chiesa di Klassen costretto a vivere nel contesto di una tipica cittadina multietnica americana come Joliet, effettivo domicilio di Moudry nell’Illinois. Non a caso il disco degli Xenophobia viene dedicato a “Gonzo”, un confratello di Moudry incarcerato per omicidio di primo grado “mentre si difendeva da alcuni amici dei negri”.

Non dovrebbe quindi sorprenderci che in oltre tre lustri di attività il gruppo di Moudry non abbia prodotto più di un solo full-lenght, e che da diversi anni la sua Hatemonger Warzine si sia fermata al quinto numero.

<<Hatemonger non viene pubblicata dal 2006/2007, la seconda volta che i federali mi hanno perquisito la casa hanno anche sequestrato il nostro computer. Dove vivo, nel cosiddetto Nord liberale, i razzisti sono trattati come criminali o reietti. Ho perso diversi cosiddetti amici, familiari e parecchie libertà per questo motivo.>>

[…]

Le cronache di alcune questioni giudiziare che hanno avuto come protagonista il leader degli Xenophobia hanno trovato spazio proprio all’interno degli editoriali di Hatemonger, oppure sono state descritte in occasione delle rare interviste rilasciate da Moudry. In una di quelle pubblicate più di recente, rilasciata ad una ‘zine underground italiana e risalente al mese di novembre del 2010, Jewgrinder si augurava di riuscire a pubblicare a breve diverso materiale a più mani oltre ad un nuovo disco ad ampio respiro. Specificava però di essere nuovamente sotto processo per aver utilizzato un’arma illegale, senza contare un’imputazione per aggressione aggravata ai danni di un agente di polizia.

Ma le sue pendenze con la legge hanno preso una piega ancor più drammaticamente seria: il 30 maggio del 2012 i federali hanno fatto irruzione nella sua casa di Joliet traendolo in arresto con l’accusa di aver cercato di assassinare un’intera famiglia di afroamericani incendiando la loro casa. L’ennesima tegola giudiziaria a fronte della quale il leader degli Xenophobia è finito sotto processo con un capo d’accusa che gli potrebbe costare qualcosa come quarant’anni di galera. (nda: il libro è del 2012 e non è quindi aggiornato su questa vicenda, nel 2013 Moudry è stato condannato a 10 anni di reclusione per questi fatti contestati).

[…]

Spostandoci verso la Costa Orientale, nello specifico in Pennsylvania, incontriamo un’altra band aderente al Pagan Front che nel corso di una decina d’anni ha ridefinito i propri canoni spostando decisamente il tiro verso il pagan metal. Si tratta del Wotanorden, un duo emerso dalle ceneri del death metal anni Novanta, e che all’epoca si faceva chiamare Farkaskoldus. Il loro esordio (From the Storm Come the Wolves, 2003) abbraccia il paganesimo odinisa ed in sostanza la mitologia germanico-scandinava tout court, un processo destinato a proseguire anche nei due album successivi (Aryan Culture Preservation e The Hands of Fate, rispettivamente del 2006 e 2011). Ma per via dell’approccio radicalmente identitario e dell’esplicita aderenza ad una certa area ideologica, il gruppo si è ritrovato suo malgrado circoscritto entro la gabbia dell’NSBM puro e semplice, una categorizzazione che però a quanto pare gli va parecchio stretta:

<<Per via delle nostre idee di estrema Destra e di qualche canzone a tematica nazionalsocialista, i Wotanorden sono stati etichettati come NSBM. Se sono d’accordo con questa definizione per la nostra musica? No, per niente, la nostra band è odinista (nel senso del paganesimo germanico) sin dagli inizi, ed etichettarla come semplice NSBM è superficiale e non dà alla nostra musica il rispetto che merita! Agli inizi eravamo una band black metal, ma se dovessi descrivere ora la nostra musica, direi che la categorizzazione corretta è “metal pagano”. Certo, siamo comunque membri del Pagan Front e l’etichetta per cui incidiamo è chiaramente nazionalsocialista. E la nostra musica è scritta e pensata per il popolo ariano di discendenza europea. La preservazione culturale e razziale esisteva da migliaia di anni prima che il Terzo Reich fosse anche solo immaginato! Sono un convinto assertore della segregazione razziale; questo mi rende forse un “malvagio razzista”? Ovviamente no, sono solamente un tradizionalista radicale e una persona realista.

La nostra musica è concepita per far rivivere l’antica fiamma nei cuori della nostra gente, per risvegliarne lo spirito ariano.>>

Non è facile tracciare una linea di separazione fra il metallo d’impronta volkisch-pagana, dedito ad un folklore nordico, romantico ed evocativo, ma nel contempo affrancato da rivendicazioni ideologiche, e quelle istanze di natura NSBM rivedute e corrette da un maggiore interesse verso il campo spirituale. Come abbiamo visto, il confine si dimostra abitualmente permeabile da ambo le parti, e per chi voglia cercare di innalzare un qualche steccato divisorio, spesso la miglior soluzione rimane quella di dar vita a più gruppi musicali, ciascuno con un suo approccio tematico dominante. Oppure, molto più semplicemente, scegliere la propria via infischiandosene delle etichette a cui, volenti o nolenti, si verrà sottoposti. Nel caso dei Wotanorden non si tratta però di voler mantenere le distanze dall’NSBM in quanto in qualche modo lesivo della loro immagine. Jorgen e Tyranath non nascondono certo le proprie inclinazioni politiche, ma nel contempo anelano ad un riconoscimento della loro musica in quello che considerano il suo giusto contesto, che a loro modo di vedere non può essere l’NSBM, percepito come un contenitore dalle dimensioni limitate e limitanti entro cui risulta troppo difficile convivere fianco a fianco con gruppi dall’approccio così differente dal loro. Si tratta di una situazione piuttosto simile a quella di altre formazioni che nel corso degli anni hanno subito una risoluta transizione dal metal estremo di caratura nazionalsocialista a soluzioni più sofisticate di paganesimo nordico. In tal senso possiamo prendere a titolo di esempio le parole di Vjohrrnt V. Wodansson dell’ensemble canadese Fjord, una band che vanta numerose similitudini con i Wotanorden:

<<Non siamo ragazzini di sedici anni, ne abbiamo quasi quaranta e sappiamo molto bene che posizioni abbiamo, cosa pensiamo e crediamo, e perché. I Fjord non hanno paura di dire quello che comunque pensiamo sia evidente nei nostri testi, pur se non smaccato. Nelle nostre canzoni non troverai alcun “sieg heil” o “white power” a confermarti che sosteniamo la discendenza bianca ed europea dal sangue. Non siamo nazionalsocialisti, ma comunque abbiamo dei principi di Destra, come è naturale per degli uomini pagani. Su internet ho letto in diversi posti che i Fjord sarebbero nazionalsocialisti, o persino NSBM. È ridicolo, non facciamo black metal e non siamo nazionalsocialisti. Capisco bene che esistano dei legami fra il paganesimo ed il nazionalsocialismo, ma ci sono dei limiti oltre i quali i due non possono mescolarsi>>.

 

Questa dei Fjord è una voglia di distinguersi che a molti potrebbe sembrare inutile se non ipocrita, ma che ancora una volta evidenzia le tante sfaccettature in seno a questa realtà musicale estrema troppo spesso vista come unica ed indivisibile, e che in verità si basa in gran parte su fragili distinzioni ideologiche e temporanee alleanze. E difatti nelle parole di Vjolhrrnt non mancano nemmeno ulteriori critiche al circuito NSBM com’è ogg, per quanto condite da alcuni distinguo:

<<Quanti gruppi davvero validi ci sono in circolazione? E quante band puerili ed inutili che non sanno dire altro se non “Hitler è troppo figo” stanno trasformando il genere in una pagliacciata? I gruppi di punta, che hanno iniziato parecchio tempo fa a dedicarsi seriamente a certe tematiche, che sono ancora qui e sono ancora devoti alla causa come Der Sturmer e Capricornus, non si contano certo a centinaia. Ci sono tantissimi altri modi per promuovere l’arianesimo ed il paganesimo senza ricorrere ai soliti clichè, i gruppi da MySpace che sanno suonare giusto due accordi e fare solo “sieg heil” non danno alcun contributo alla nostra causa. Saturano il genere e basta, e riempiono le liste dei mailorder di demo limitati ad 88 copie. Ciò di cui abbiamo bisogno sono grandi band come Graveland, Nokturnal Mortum e Wotanorden, che promuovono i valori pagani in chiave ariana, e i gruppi più politicizzati come per esempio i già menzionati Der Sturmer e Capricornus. Band che fanno uscire materiale di qualità, con una buona estetica e testi intelligenti>>.

INTERVISTA A FAMINE DEL KPN (KOMMANDO PESTE NOIRE), TRADUZIONE DA MILITANT ZONE, MAGGIO 2017

In allegato al link sottostante il PDF con la traduzione dell’intervista ai KPN dal sito della Militant Zone.
Intervista ai Famine dei KPN, Maggio 2017, traduzione da Militant Zone

Di seguito il testo integrale. Buona lettura agli interessati.

1) Nel Dicembre 2016 abbiamo avuto il piacere di vedere i KPN (Kommando Peste Noire, ndt) uscire dall’underground per suonare sul palco dell’Asgardsrei fest, un evento pubblico che si è svolto nella zona centrale di Kiev, nel quale avete avuto la possibilità di condividere il palco con i NOKTURNAL MORTUM, i M8L8TH e i KRODA. Quali sono i vostri ricordi di questo festival? Quali sono le vostre impressioni globali della vostra prima visita all’Europa dell’Est?

Per noi è stato abbastanza impressionante passare dal suonare in un piccolo locale in Francia, dove abbiamo suonato per la prima volta, ad un evento in un locale così vasto con 1200 persone che sono venute a vedere il nostro secondo concerto. Da un punto di vista artistico, il gruppo non era ad un livello eccellente ma siamo migliorati moltissimo da allora, avevamo bisogno di un po’ di concerti per farlo bene.

Dal punto di vista organizzativo, siamo stati sbalorditi dalla professionalità di questo evento, sia per i suoni, sia per le risorse materiali che sono state mobilitate, sia per l’accoglienza; è stato quasi irreale. Per gruppi così schierati a livello politico si pensava sarebbe stato impensabile trovare standards così elevati. Oltre a questo, personalmente, sono sempre stato affascinato dall’Europa dell’Est, e ho avuto un feeling eccellente con i Russi e gli Ucraini che ho incontrato lì, è quasi come se avessi incontrato fratelli di sangue.

2) Parlando dei concerti che si sono svolti finora, cosa pensi delle recenti “caccie alle streghe” contro tutti quelli che sono considerati “politicamente scorretti” in questi giorni? Sembra che una volta che una band è etichettata “NSBM” (National Socialist Black Metal), “fascista” o semplicemente “nazionalista”, tutta una marmaglia di moralisti inizia ad informare la polizia nel tentativo di impedire a certi gruppi di salire sul palco. E non stiamo parlando solo del KPN qui, ma anche di bands come MARDUK, GRAVELAND e molte altre formazioni che di recente hanno provato sulla loro pelle i problemi dovuti alla censura politica.

Con tutte queste cancellazioni, gli antifa stanno facendo essi stessi propaganda contro di loro. Questa è una cosa buona. Alla fine dei conti il fatto che vedano Nazi ovunque e che facciano cancellare tutti questi concerti fa sì che tutti finiscano per odiarli. Quindi li incoraggio ad andare avanti in queste loro attività. Parlando dei PESTE NOIRE, la loro unica arma contro di noi è dire che noi siamo NS (NazionalSocialisti, ndt). Ho già spiegato che i PESTE NOIRE non erano NS in senso stretto, nello specifico in un intervista per il “Cercle Non Conforme” pubblicata online nel 2014.

Dire che non siamo NS era semplicemente una questione di accuratezza storica ed ideologica, anche se alcune persone hanno visto questo come un tentativo di paracularci o addirittura di promuovere una retorica anti-NS. Le persone sono davvero bloccate dalla dicotomia “NS / anti-NS”. Io ho detto che i PN (Peste Noire, ndt) non sono NS ma non ho mai detto che i PN sono anti-NS. I PN non parlano di Adolf Hitler, tutto qui. Se dicessi che i PN non parlano di piante nei loro testi, vorrebbe dire che i PN sono contro i tulipani e i papaveri? E seriamente, i PN sono troppo punk per essere NS. Qualcuno vedrebbe il fatto che non ci associamo al Nazional Socialismo come una debolezza, un’ipocrisia o la paura di finire nei guai. LOL: se avessi paura dei problemi, non avrei un progetto come VOUIVRE, con un individuo che è totalmente dentro il NSBM. Non mostrerei il mio supporto ad AZOV, non avrei un tatuaggio sul mio collo con scritto “Me Ne Frego”, e quando la gente viene a sapere con chi collaboreranno i PN, avete la mia parola, capiranno velocemente che non ho assolutamente alcun tabù da questo punto di vista. Per essere specifici, onesti ed accurati al 100%, i PESTE NOIRE si collocano ideologicamente vicini alle ideologie della Rivoluzione Conservatrice Tedesca, della Nuova Destra Francese o anche nel fascismo italiano alla maniera di Casa Pound. Sono un razzialista, un etno-pluralista, assolutamente contrario alla mescolanza razziale ma non un suprematista. Chiaramente quest’ultimo punto allontana i PESTE NOIRE da certe bands puramente NS.

Detto questo, il mio principale obbiettivo, senza alcun dubbio, è la difesa della razza bianca e l’espulsione (se possibile pacifica) dei non-Europei dalle nostre terre. E da questo punto di vista, le bands NS sono le mie prime alleate. Inoltre c’è una foto in cui faccio il saluto con la mano destra. Tutti questi merdosi blacksters francesi stanno facendo un sacco di confusione con questa foto, come se contraddicesse in qualche modo le mie parole. Che manica di coglioni.. Nell’intervista citata in precedenza con il CNC (Cercle Non Conforme, ndt) ho chiaramente detto che mi sento più vicino al fascismo Italiano che al Nazional Socialismo Tedesco. Quindi come ci si può sorprendere che uno che simpatizza col fascismo fa il saluto con la mano destra? Non ho problemi a salutare i miei amici come gli Europei hanno fatto per 2000 anni, e non ci sono problemi se i miei fan fanno questo saluto ai concerti.

 

 

 

3) Parlando dei fans, come spieghi il fatto che la scena Black Metal nell’Europa Occidentale e nel Nord America sta gradualmente perdendo il suo spirito ribelle, provocatore ed eretico per diventare incredibilmente sterile e castrata? Com’è la situazione in confronto a quella dell’Europa dell’Est? Vedi qualche differenza?

Non sono un psicologo, ma direi che i blackster dell’Europa Occidentale e del Nord America non sono così forti a causa dell’addomesticamento e dell’imborghesimento generale. Sono più nichilisti perché lo spirito del liberalismo estremo si è accanito su queste terre per più tempo rispetto all’Europa dell’Est. Qui in Francia, molti metallari sono degli egocentrici che vogliono mettersi in mostra, vivendo con le loro madri ed avendo una vita facile. L’Europa Occidentale è nota per i suoi più alti standard di vita, per il materialismo, il volgare edonismo, tassi di natalità più bassi e la Sindrome dell’Iperatore; quando l’unico bambino nella famiglia riceve tutte le attenzioni, non vi è da sorprendersi di vedere così tanti codardi egoisti qui. Ogni piccola cacchetta,  coccolata dai suoi genitori, pensa di essere un dio e non ha alcuno spirito di sacrifico né alcun senso di comunitarismo etnico. Non si prenderanno alcun rischio. La correttezza politica è in qualche modo la loro zona sicura. Usi il termine “provocatorio”; esso è anche una parola chiave per illustrare la differenza fra le scene Occidentali ed Orientali. Gli Slavi non fanno semplici provocazioni da “Rock Stars”, come fece Necrobutcher posando di fronte ad una bandiera Nazi, o come fecero i DARKTHRONE quando dissero “Norsk Arisk Black Metal” senza la volontà di stare da quella parte in seguito. Mi sembra che mentre la scena BM (Black Metal, ndt) occidentale resti esattamente allo stadio giovanile, superficiale e provocatorio (Hitler che sarebbe il nuovo Satana, gente che si dichiara NS solo per scandalizzare il pubblico, ecc), la scena nell’Est è molto più seria, politicamente impegnata, violenta ed organizzata. Sono rimasto stupito nel vedere il numero e la disciplina dei vostri volontari all’Asgardsrei Fest. La scena Slava sembra che è più unita. Avete le vostre reti nelle prigioni, i vostri attivisti hanno una cultura sportiva genuina ed uno stile di vita sano. Sia il corpo che la mente seguono l’ideologia. In Francia, vedi questo fra gli skins ma raramente fra i blacksters. Inoltre, nelle prigioni Francesi, se non sei un Corso non hai accesso ad alcun network di supporto fra i bianchi (che sono, per la maggior parte, o stupratori o tossicodipendenti). Bisogna anche tener conto di questo: dal momento che qui le prigioni sono piene di immigrati, uno cerca di evitarle ad ogni costo.

 

 

4) Parlando di stile di vita salubre, sembrerebbe che i temi dell’alcol e del sesso siano di particolare interesse per te. Ci ricorda le canzoni per Bacco e i riti Dionisiani, temi entrambi presenti nella cultura Europea, come lo sono anche quelli della disciplina Spartana e dell’ascetismo propri del movimento NS Straight Edge. Non vi è secondo te una contraddizione fra questi due temi? Qual è il posto che trovano essi nella tua vita?

Queste due forze, il Dionisiaco (orge) e l’Apollineo (ordine), per metterli in termini Nietzschiani, sono ovviamente in conflitto ma non sono contradditori dal momento che si bilanciano e si completano fra loro. Io mi alleno due ore al giorno per mangiare tre volte più cibo ed avere tre volte più piacere. Qui in Francia bere vino e champagne è un parte importante della nostra eredità e della nostra identità, una sorta di abilità nazionale.

Un nazionalista francese non può vivere in modo appropriato se sputa sui nostri vigneti. C’è un tempo per tutto: un tempo per lo sport e l’allenamento ed un tempo per i bagordi ed il relax. Troppa serietà porta all’ansia e lo stress prolungato porta al cancro. Il pubblico Francese è ovviamente meno atletica di quella Russa o Ucraina, ma è più festaiola, Rabelaisiana, che è una grande qualità. Guarda i video del nostro concerto a Limoges, la gente sorride da un orecchio all’altro, cantano insieme e si abbraccia senza comportarsi come una qualche feccia alcolizzata; è un momento di pura convivialità. Penso che la vera forza sia nell’autocontrollo, nell’essere in grado di godersi i piaceri terreni senza diventare dipendenti da essi nel lungo periodo. Niente è più deprecabile di una persona che non riesce a gestirsi quando beve secondo me. Personalmente, stavo bevendo troppo prima, ma questo mi ha aiutato in tempi difficili. Ora bevo solo occasionalmente. Comunque mi lascia perplesso essere trattato come se fossi un tossicodipendente perché bevo un sorso di Dom Pèrignon da qualche ragazzo straight edge che si spara gli steroidi, che sono 1000 volte più nocivi per la sua salute.

 

 

 

 

Q5) Fra le varie influenze che possono essere individuate nei tuoi recenti album vi è quella del rap. È una decostruzione postmoderna dei generi con la tecnica del collage o stai cercando di rafforzare i PESTE NOIRE con nuove influenze esotiche?

No, mi piace davvero la musica rap. Come nella letteratura Francese, mi sento sempre più vicino agli emarginati. Il mio interesse nel rap si basa sulla stessa attrazione che ho per i fuorilegge, gli attaccabrighe, i gangsters e le menti libere. E come ho già detto prima, sono un pluralista etnico: allo stesso modo in cui posso interessarmi alla cultura Giapponese o Inca, non ho tabù nell’ascoltare il rap dei Neri o dei Marocchini se è fatto bene e se non rinuncia alle proprie radici, in modalità Kemi Seba (Separatista Nero francofono panafricanista, antisionista ed anti-imperialista, che teorizza il ritorno in Africa dei Neri, ndt). Ci sono tonalità di voci, metodi di frasario e di canzoni peculiari, quelle che potete trovare in Niska o Siboy per esempio, cose che i bianchi non sarebbero in grado di proporre allo stesso modo. Questo vale anche per il rap tedesco. Un bianco non rapperà mai come un nero e viceversa. Preservare queste peculiarità razziali evitando la mescolanza razziale e la diluizione della propria cultura in un’altra è essenziale per me. Il rap è coraggioso, aggressivo, belligerante, ipermascolino, parla solo di orgoglio e potere, è praticamente ultra-fascista nella sua forma. Ora sono a favore di ogni tipo di orgoglio ma ovviamente la vittimizzazione anti-bianca di qualche tipo nel rap dei Neri è pura merda: una volta messo da parte l’interesse per il loro stile e per il loro timbro di voce, tutto così autentico, per i loro video e la loro estetica, essi semplicemente prendono tutti i nostri simboli e le nostre creazioni. Le loro pistole sono russe, le loro auto sono tedesche ed i loro vestiti sono francesi. Persino la loro simbologia è influenzata da quella Europea. Questi ritardati, che possono essere musicisti eccellenti ma pur sempre ritardati, parlano solo di potere e dominazione; ma i veri Capi, quelli che sono in possesso della tecnologia militare, quelli che fabbricano auto di lusso e Hugo Boss, sono ovviamente i bianchi. La verità è che siamo diventati troppo froci a causa delle guerre fraticide, della propaganda pro-mescolanza razziale e l’ideologia isterica dei diritti umani. Il fatto resta che siamo noi e non loro ad avere l’intelligenza tattica, logistica e le risorse militari per sovrastarli. Quindi lasciateli giocare con i nostri giocattoli nei loro video; senza di noi, avrebbero avuto bastoni di legno invece di AK47 ed asini o capre come mezzi di trasporto.

 

 

6) Siamo arrivati alla domanda ovvia ma necessaria: quali sono i tuoi progetti in corso, sia in termini di nuove registrazioni che di collaborazioni? Dove si trova il campo di battaglia per Kommando Peste Noire quest’anno? Forse qualche parola sul tuo nuovo progetto VOUIVRE?

Ok, in ordine cronologico, questo è ciò che farò.

Apparire come ospite nella prossima uscita dei M8L8TH

Registrare il nuovo album dei PN. È già stato composto, ma voglio perfezionarlo e lavorare sugli arrangiamenti musicali nel modo che è stato fatto precedentemente in “L’Ordure à l’ètat pur”, dove avete 30 diverse idee per traccia. I concerti ci hanno impegnato un sacco di tempo, e mi pento di aver affrettato un po’ i tempi con i due albums precedenti. Ora mi prenderò tutto il tempo di cui avrò bisogno per terminare questa nuova registrazione. Non aspettatevela prima del 2018.

Una volta che il settimo album dei PN sarà completato, farò uno split con gli Absurd su CD.

Dopo lo split con gli Absurd, rilascerò un 7’’ coi Goatmoon.

È un grande onore lavorare con tutte queste bands. Per quanto concerne VOUIVRE, è tutto completato, stiamo solo aspettando i vinili dalla fabbrica. C’è una certa montatura intorno al progetto, a causa del fatto che lo abbiamo annunciato in un video realizzato in modo eccellente dalla ANAON PRODUCTIONS, e la gente si aspetta un full-lenght album. Comunque questo è un EP (come abbiamo sempre annunciato): due tracce Black Metal con una produzione essenziale ed un sound old school (lato A), composte e registrate da me, e due tracce più sperimentali (lato B) composte e registrate da HGH. Sun, della band francese NSBM Malsaint, ha scritto tutti i testi tranne quello dell’outro. Canta le parti più sporche nelle mie tracce e io canto tutte le pulite. Sun si occupa anche del cantato pulito in una delle tracce sperimentali, ed un vero peso massimo dell’NSBM Francese, il cui nome terrò segreto finchè il vinile non sarà rilasciato, ha contribuito all’outro con i suoi testi ed il suo cantato sporco. Ardraos dei Suhnopfer suona la batteria. Secondo me è stata una buona esperienza ma non continuerò con questo progetto. Non sono più nello stato mentale in cui ero all’epoca, quella delle peregrinazioni parigine, dai primissimi inizi l’avevo visto come una breve pausa per provare qualcosa di diverso dai PN, come l’altro mio progetto VALFUNDE, del quale non mi occuperò più. Quindi sto lasciando il futuro di VOUIVRE nelle mani di Sun e HGH, se vorranno continuare questo progetto.

7) Togliamo il velo sull’imminente collaborazione fra MILITANT ZONE e PESTE NOIRE. Siamo fieri di annunciare le riprese del videoclip “Le dernier putsch”, la traccia che colpisce fin dai primi secondi nel vostro più recente album. Le riprese inizieranno a Kiev in data 11 Giugno 2017 e vorremmo invitare tutti i fans ed i supporter ad entrare a far parte del pubblico e diventare comparse in questo nuovo video dei Peste Noire (per maggiori dettagli visitate la pagina dell’evento vk.com/kpn2017).

“Le dernier putsch” era inizialmente inteso come un gesto di supporto ad AZOV, quindi quale miglior posto di Kiev per girare questo video? Come soggetto di interesse, abbiamo fatto una t-shirt un po’ di tempo fa raffigurante un hooligan armato di una mazza da baseball che indossava un elmo da cavaliere, con lo slogan “Be medieval” (Sii medievale, ndt). Allora, era solo un disegno di una maglietta, quindi rimasi a bocca a perta quandi per la prima volta vidi hooligans con le mazze da baseball nei clubs di Maidan vestiti con un’armatura medievale che si preparavano per un vero putsch!

Militant Zone vi ringrazia per il tempo dedicato a questa intervista, ci vediamo a Kiev il prossimo mese!

Link originale in inglese:
http://militant.zone/kpn2017/

Intervista alla band Todesstrafe (NSBM, Italia, tradotta da OccultBlackMetalZine, 17/04/2017)

1. Per quelli che non hanno mai sentito parlare di voi prima, puoi dirci qualcosa sulla band?

Onestamente non c’è così tanto da dire su questa band. Todesstrafe è la nostra prima band seria, un progetto musicale che avevamo in mente da un po’. Finalmente abbiamo avuto tempo di lavorarci. Proveniamo entrambi dal black metal underground, quindi è stato decisamente naturale evolverci in questa direzione, avevamo semplicemente bisogno di trovare il periodo giusto e le idee necessarie. Avevamo cominciato a lavorare ad un demo di 4 canzoni, ma poi continuavamo ad avere di continuo altre idee e quindi abbiamo deciso di fare un full lenght. È così che “The Northern Hammer Returns” è nato.

2. Avete recentemente pubblicato il vostro primo album, come descrivereste la proposta musicale che presentate in questa pubblicazione?

Allora, direi che Todesstrafe è semplice raw black metal primordiale con elementi Hardcore e RAC. CI siamo concentrati più sulle sensazioni che sul suonare tecnicamente, volevamo che il nucleo dell’album arrivasse dritto al punto, un pugno in faccia. Molte bands Black Metal a volte si perdono in un milione di piccoli dettagli, noi volevamo creare qualcosa che andasse nella direzione opposta. Quindi quello che potete trovare in noi è musica molto diretta, alla vecchia maniera.

3. Le vostre liriche trattano molto sui temi della Guerra, dell’Europa e del NazionalSocialismo, puoi dirci un po’ di più su cosa questo significa per voi?

Non farò perdere tempo né a voi né a me dicendo le solite cose estreme che molte bands NSBM ripetono all’infinito per impressionare il loro “target musicale”, non ce ne frega di essere estremi nelle interviste perché siamo molto più legati a ciò che di spirituale ha questa musica; pensiamo che la musica debba parlare da sola. Siamo affascinati dalla guerra e da ciò che il Terzo Reich rappresenta nella storia dell’umanità. La guerra, la disciplina, il coraggio, la fedeltà e quant’altro è inteso essere davvero radicale. Radicale nelle decisioni, nelle azioni, nella ferrea volontà di certi ideali. Qualcosa che è completamente andato perduto ai nostri giorni, come un istinto di sopravvivenza primordiale.

4. So che il nome della band significa “pena di morte” in tedesco. Come si collega questo nome con lo stile musicale da voi suonato?

Abbiamo scelto “pena di morte” come nome della band perché rappresenta una dichiarazione drastica contro i traditori e gli smidollati che infettano il mondo con la loro correttezza politica. Siamo totalmente stufi di qualunque tipologia di “correttezza”. Il mondo non dovrebbe essere così.

5. Attualmente ci sono solo 2 membri nella band. Siete propensi ad espandere la vostra line up in futuro o preferite restare un duo?

Preferiamo restare un duo per motivi tecnici in primis, ma anche perché Todesstrafe è un qualcosa di molto personale che noi condividiamo. Personalmente preferirei che restasse così.

6. L’album è stato pubblicato dalla “We Are At War Records”. Puoi dirci qualcosa di più su questa label?

Quando abbiamo registrato l’album ed iniziato ad inviare dei promo, è stata la Werewolf Promotion, dalla Polonia, che ci ha suggerito “We Are At War Records”. Il nostro album è la loro prima release ufficiale, quindi non c’è molto da dire. Come band alla nostra prima uscita discografica non avevamo grandi aspettative, ma ci piaceva l’idea di iniziare questa “avventura” con qualcuno che stava anch’esso iniziando. “We Are At War Records” ha pubblicato il nostro album in un’edizione digipack elegante con una cartolina speciale, un’etichetta adesiva ed un foglio con i testi (solo nell’edizione limitata). Il risultato finale è eccezionale, molto più di quanto ci saremmo aspettati, quindi non potremmo essere più felici di così. Spero che lavoreremo ancora insieme in futuro.

7. Come è stato il riscontro alla vostra musica da parte dei fan del National Socialist Black Metal a livello globale?

Finora molto buono. L’album è uscito da circa un mese ma abbiamo avuto già un po’ di ordini; chi ha avuto il cd l’ha amato, anche i nostri amici personali e stretti.

8. Verso quali sonorità si dirigerà la band in futuro?

Abbiamo già iniziato a lavorare su un nuovo album e lo stile è praticamente identico, sono sicuro che la nuova roba avrà lo stesso sound del nostro debut album. Ci piace la musica che abbiamo fatto quindi vorremmo mantenere il “nostro stile”. Sicuramente sappiamo di non aver inventato niente di nuovo, ma cerchiamo comunque di non sembrare una band clone di altre.

9. Quali sono alcune delle bands o degli stili musicali che hanno influenzato la vostra musica? Cosa state ascoltando in questo periodo?

Dobbiamo rendere omaggio a bands come Ad Hominem, Capricornus, Der Sturmer e Aryan Terrorism. Riguardo lo stile musicale, ovviamente il Black Metal e qualcosa di Death Metal e Hardcore. In questo periodo la nostra playlist è dominata da “The Crowning Horror” di Pest, un capolavoro assoluto!

10. Il Paganesimo ha qualche ruolo nella vostra musica?

Di sicuro non siamo Cristiani né seguaci di una qualche religione desertica. Portiamo rispetto agli Antichi Culti che definirono l’identità dei popoli Europei. Rispettiamo totalmente le nostre radici e la nostra eredità.

11. Quali sono alcuni dei vostri interessi non musicali?

Principalmente mi definirei come un avido lettore. Poi, ad entrambi piace viaggiare e visitare come si deve nuovi posti, scoprendo cose che riguardano le tradizioni locali, le radici culturali ed il cibo. Si può vedere ed imparare molto tramite i viaggi, è un unico viaggio infinito.

12. Prima di terminare l’intervista, avete qualche pensiero finale da dire?

Se sei un fan del Black Metal primordiale “un pugno in faccia”, dai a Todesstrafe una possibilità. Non perdere il tuo tempo con bands Black Metal senz’anima che non hanno niente di interessante da dire. Supporta solo gli artisti attivisti, politicamente scorretti e sinceri!
Fonte originale in inglese.
http://occultblackmetalzine.blogspot.it/2017/04/todesstrafe-interview.html?m=1

Pagina facebook pubblica della band.
https://www.facebook.com/todesstrafe.bm

Pagina Metal Archives della band.
http://www.metal-archives.com/bands/Todesstrafe/3540424916

cc

AMERICAN WIDERSTAND: POTERE BIANCO E METALLO NERO (PARTE 1)

In allegato al PDF nel link sottostante alcuni spezzoni presi dal capitolo AMERICAN WIDERSTAND: POTERE BIANCO E METALLO NERO del libro Come Lupi Fra Le Pecore.
Buona lettura agli interessati.

American Widerstand: Potere Bianco e Metallo Nero (Parte 1)

Diffondi l’eresia, distruggi l’ipocrisia (fonte: militant zone)

La moderna scena black metal non ha le palle. Questo è noto da più di 10 anni ma ora tutto è ancora più chiaro dopo le recenti “cacce alle streghe” contro quelli che vengono chiamati “politicamente scorretti”, che si tratti di incitamento all’odio, revisionismo storico o qualunque altra sorta di eresia.

Essere un eretico significava sempre avere una dignità innata, una libera volontà ed un’onestà intellettuale. Insomma, esattamente tutto ciò che manca alla scena musicale “estrema” moderna. Nonostante la sua arroganza giovanile e i sentimenti finto-ribelli, in realtà vediamo solo ipocrisia cialtronesca e semplice codardia umana.

Queste stesse persone che dicono di non avere “nè dei nè padroni” sono i primi a promuovere la “tolleranza religiosa”, quando si parla di qualunque religione diversa dal cristianesimo (ad esempio Islam o Giudaismo).

Queste stesse persone che parlano di “ribellione contro tutte le autorità” sono i primi a collaborare con le autorità quando arriva il momento di usare mezzi legali e finanziari contro di noi, “gli eretici”.

Essere un eretico è sempre significato essere contro la massa, quindi se la massa inizia a respingerti, puoi essere sicuro di una cosa: stai andando nella giusta direzione.

Continuare questo percorso richiede queste 3 regole da seguire.

1) Non chiedere niente. Fai tutto ciò di cui hai bisogno iniziando da zero. Fonda la tua etichetta, registra la tua musica, organizza i tuoi eventi, ma senza indebitarti mai con i tuoi nemici.

2) Non cercare mai di giustificarti, non dare spiegazioni. “Se accetti la vergogna per evitare la guerra, alla fine le avrai entrambe”, disse Churchill un giorno. Questo è ciò che accade quando le persone pensano di risolvere le cose spiegandosi. Le tue giustificazioni non saranno mai abbastanza convincenti per farti accettare dai tuoi nemici ma saranno abbastanza per farti perdere il rispetto dei tuoi amici.

3) Resta in piedi e vai avanti per la tua strada.

SATANIC WARMASTER: UNA CARRIERA NELLA ZONA GRIGIA.

Nel PDF al link sottostante si può leggere un estratto dal capitolo “Ultima Thule” del libro “Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista” di Davide Maspero e Max Ribaric (2013).

Questo estratto parla della band Satanic Warmaster, con citazioni dello stesso leader del progetto Satanic Tyrant Werwolf.
Buona lettura

SATANIC WARMASTER: UNA CARRIERA NELLA ZONA GRIGIA.