AMERICAN WIDERSTAND: POTERE BIANCO E METALLO NERO PT 3.(Xenophobia e Wotanorden)

Al PDF sottostante ed in formato di testo qua sotto si può trovare questo estratto dal capitolo dedicato alla scena americana del libro “Come Lupi fra le Pecore”.

Si parla, del dettaglio, delle bands Xenophobia e Wotanorden.
Buona lettura agli interessati.

AMERICAN WIDERSTAND PT 3

Tra i primissimi predicatori della scena NSBM in territorio statunitense vi è Warhead Von Jewgrinder (al secolo Brian James Moudry), che ha saputo farsi un nome di tutto rispetto grazie alle sue molteplici attività in campo politico-religioso e per aver fondato nel 1996 gli Xenophobia, band con all’attivo un solo album, Reclaiming Celtic Glory, uscito a distanza di ben dieci anni dalla loro nascita. Nato a Chicago nel Dicembre 1976, Moudry si avvicina agli ambienti dell’estremismo neonazista fin dal periodo adolescenziale, interessandosi al metal di stampo razzista già a partire dalla prima metà degli anni Novanta. Nel 1995 fonda la prima pubblicazione interamente dedicata alla scena ed alla causa NSBM: Hatemonger Warzine. Una quarantina di pagine di crude fotocopie in bianco e nero ricche di articoli, interviste ed approfondimenti sulle quali trabocca un’esorbitante farcitura di svastiche, invettive e propaganda razziale assortita. Già a partire dal primitivo editoriale, Moudry dimostra delle idee piuttosto chiare, oltre che di non avere alcun pelo sulla lingua:

<<Il black metal nazista non è una moda.. è il futuro! Lo spirito della sacra croce uncinata non morirà mai! Il black metal è la musica della razza dominante, da e per le persone con una discendenza europea. Non è roba per ebrei, negri, o hipie liberali e omosessuali>>.

Nel corso di una decade, a cavallo fra il 1995 ed il 2006, verranno pubblicati cinque numeri di Hatemonger. Al pari della sua ideale consorella europea (la ‘zine greca Wallachian Tyrant, come detto un altro fondamentale punto di riferimento cartaceo per l’ambiente NSBM del periodo), la testata di Moudry tratterà tutti i nomi di rilievo per quella scena che andava velocemente a delinearsi: Spear of Longinus, Funeral (poi diventato Kristallnacht), Der Sturmer, Graveland, Grand Belial’s Key, Pantheon, Arghoslent, Absurd, senza contare la mole di articoli riguardanti la condizione della dissidenza bianca in America, il sistema carcerario, i raduni politici e le variopinte attività per militanti.

Non tutti i gruppi coinvolti su Hatemonger supereranno la prova del tempo, e in alcuni casi già all’epoca si poteva percepire l’attitudine da poser di chi aveva iniziato a mescolare azzardatamente musica e politica estrema, tanto da portare Moudry a chiedersi quanto e cosa vi fosse di genuino in questa scelta.

<<Temo che in alcuni casi ci troviamo davanti a dei modaioli. Alcuni di questi gruppi hanno cambiato le proprie idee dopo aver guadagnato un po’ di popolarità, o dopo essere satti osteggiati apertamente. Quando ho iniziato a pubblicare Hatemonger Warzine nel 1995/1996 c’era solo una manciata di band che supportava o promuoveva la causa razzista, e alcune solamente nelle interviste e non nei testi>>.

La tiratura non supererà mai le 300 copie a numero, ma l’impatto della fanzine lascerà dei segni indelebili nell’allora piccola, ma già agguerrita, realtà NSBM. Uscita dopo uscita, Hatemonger acquisirà sempre più confidenza a livello editoriale, divenendo nel contempo molto più curata nell’impaginazione e nelle grafiche, ma non per questo meno violenta e massimalista nelle sue esternazioni. Non è difficile notare come una buona parte di ogni numero sia dedicato alla World Church of the Creator (oggi comunemente nota come Creativity Movement), la stessa fonte dottrinale da cui a suo tempo anche Burdi aveva attinto i primi insegnamenti di stampo razzista; e infatti a partire dal 2002 Moudry, da semplice adepto, scalerà velocemente le gerarchie dell’organizzazione fino a divenirne reverendo, oltre che ad assumerne la carica di leader per lo Stato dell’Illinois.

Oltre al Black Metal, nel corso degli anni la carriera musicale di Moudry si è divisa con altri progetti decisamente indirizzati all’hatecore, come i White Minority e i disturbanti Flammable Hebrews, grazie a cui ha calcato i palchi di eventi come lo Ian Stuart Memorial organizzato dalla sezione americana del network skinhead Blood and Honour, o il raduno degli Imperial Klans of America nel Kentucky. Ma il suo riferimento musicale primario rimangono gli Xenophobia. Gli esordi su nastro, ovvero i due demo rispettivamente intitolati Boot Stomping, Church Burning, Black Metal (1996) e Vomit on the Rabbi (2004) sono l’esempio di un black metal scarsamente identificante: grezzo, sporco, primitivo e ben poco incisivo. Nemmeno Moudry si dimostra troppo tenero ricordando i suoi primi esperimenti in musica, mentre è l’uscita del full-lenght Reclaiming Celtic Glory a segnare un decisivo quanto importante passo in avanti; il primo album degli Xenophobia gode infatti dell’apporto tecnico-musicale di Stolztrager, frontman dei Veil, un altro ensemble facente parte (al pari degli stessi Xenophobia) del Pagan Front. Egli affermò:

<<Brian Moudry conosceva il mio gruppo ed io ero interessato alla sua band, così abbiamo iniziato a discutere di alcune idee. Mi sono proposto di collaborare agli Xenophobia come chitarrista. Da quel momento in poi abbiamo iniziato a lavorare insieme su delle canzoni che avevo scritto, e alla fine abbiamo inciso l’album Reclaiming Celtic Glory. Ci siamo anche esibiti in due incredibili concerti (uno con gli Absurd e l’altro con i West Wall). A ripensarci, sono ancora fiero di quel materiale. È stata una collaborazione straordinaria, ed è grandioso aver fatto parte della band black metal più famosa del Nord America. Fareste molta fatica a trovare qualcuno più dedito alla scena di quanto sia Brian>>.

[…]

Tornando agli Xenophobia, nelle cinque tracce che compongono il loro unico album si conentra una colata di intolleranza razziale ed antisemitismo priva di ogni scrupolo. Il disco, nonostante i ricercati richiami alla patria originaria che sorge al di là dell’Atlantico, non riesce comunque a liberarsi dalla zavorra di un’identità minata fino all’osso dall’americanismo. A dispetto dell’artwork impegnato, corredato da immagini ancestrali e foto di paesaggi naturali inviolati, il messaggio marziale paracavalleresco di Reclaiming Celtic Glory cozza con un continuo sottofondo tematico da impietosa “guerra razziale metropolitana”. Da questo inalterabile DNA emergono brani come Silent Brotherhood, dedicati all’omonima organizzazione nazionalista rivoluzionaria bianca fondata nei primi anni Ottanta da Robert Jay Mathews. E tutto sembra riflettersi, in modo fin troppo invadente, nell’ossessione razziale creazionista (nda, riferita al Creativity Movement) di un seguace della chiesa di Klassen costretto a vivere nel contesto di una tipica cittadina multietnica americana come Joliet, effettivo domicilio di Moudry nell’Illinois. Non a caso il disco degli Xenophobia viene dedicato a “Gonzo”, un confratello di Moudry incarcerato per omicidio di primo grado “mentre si difendeva da alcuni amici dei negri”.

Non dovrebbe quindi sorprenderci che in oltre tre lustri di attività il gruppo di Moudry non abbia prodotto più di un solo full-lenght, e che da diversi anni la sua Hatemonger Warzine si sia fermata al quinto numero.

<<Hatemonger non viene pubblicata dal 2006/2007, la seconda volta che i federali mi hanno perquisito la casa hanno anche sequestrato il nostro computer. Dove vivo, nel cosiddetto Nord liberale, i razzisti sono trattati come criminali o reietti. Ho perso diversi cosiddetti amici, familiari e parecchie libertà per questo motivo.>>

[…]

Le cronache di alcune questioni giudiziare che hanno avuto come protagonista il leader degli Xenophobia hanno trovato spazio proprio all’interno degli editoriali di Hatemonger, oppure sono state descritte in occasione delle rare interviste rilasciate da Moudry. In una di quelle pubblicate più di recente, rilasciata ad una ‘zine underground italiana e risalente al mese di novembre del 2010, Jewgrinder si augurava di riuscire a pubblicare a breve diverso materiale a più mani oltre ad un nuovo disco ad ampio respiro. Specificava però di essere nuovamente sotto processo per aver utilizzato un’arma illegale, senza contare un’imputazione per aggressione aggravata ai danni di un agente di polizia.

Ma le sue pendenze con la legge hanno preso una piega ancor più drammaticamente seria: il 30 maggio del 2012 i federali hanno fatto irruzione nella sua casa di Joliet traendolo in arresto con l’accusa di aver cercato di assassinare un’intera famiglia di afroamericani incendiando la loro casa. L’ennesima tegola giudiziaria a fronte della quale il leader degli Xenophobia è finito sotto processo con un capo d’accusa che gli potrebbe costare qualcosa come quarant’anni di galera. (nda: il libro è del 2012 e non è quindi aggiornato su questa vicenda, nel 2013 Moudry è stato condannato a 10 anni di reclusione per questi fatti contestati).

[…]

Spostandoci verso la Costa Orientale, nello specifico in Pennsylvania, incontriamo un’altra band aderente al Pagan Front che nel corso di una decina d’anni ha ridefinito i propri canoni spostando decisamente il tiro verso il pagan metal. Si tratta del Wotanorden, un duo emerso dalle ceneri del death metal anni Novanta, e che all’epoca si faceva chiamare Farkaskoldus. Il loro esordio (From the Storm Come the Wolves, 2003) abbraccia il paganesimo odinisa ed in sostanza la mitologia germanico-scandinava tout court, un processo destinato a proseguire anche nei due album successivi (Aryan Culture Preservation e The Hands of Fate, rispettivamente del 2006 e 2011). Ma per via dell’approccio radicalmente identitario e dell’esplicita aderenza ad una certa area ideologica, il gruppo si è ritrovato suo malgrado circoscritto entro la gabbia dell’NSBM puro e semplice, una categorizzazione che però a quanto pare gli va parecchio stretta:

<<Per via delle nostre idee di estrema Destra e di qualche canzone a tematica nazionalsocialista, i Wotanorden sono stati etichettati come NSBM. Se sono d’accordo con questa definizione per la nostra musica? No, per niente, la nostra band è odinista (nel senso del paganesimo germanico) sin dagli inizi, ed etichettarla come semplice NSBM è superficiale e non dà alla nostra musica il rispetto che merita! Agli inizi eravamo una band black metal, ma se dovessi descrivere ora la nostra musica, direi che la categorizzazione corretta è “metal pagano”. Certo, siamo comunque membri del Pagan Front e l’etichetta per cui incidiamo è chiaramente nazionalsocialista. E la nostra musica è scritta e pensata per il popolo ariano di discendenza europea. La preservazione culturale e razziale esisteva da migliaia di anni prima che il Terzo Reich fosse anche solo immaginato! Sono un convinto assertore della segregazione razziale; questo mi rende forse un “malvagio razzista”? Ovviamente no, sono solamente un tradizionalista radicale e una persona realista.

La nostra musica è concepita per far rivivere l’antica fiamma nei cuori della nostra gente, per risvegliarne lo spirito ariano.>>

Non è facile tracciare una linea di separazione fra il metallo d’impronta volkisch-pagana, dedito ad un folklore nordico, romantico ed evocativo, ma nel contempo affrancato da rivendicazioni ideologiche, e quelle istanze di natura NSBM rivedute e corrette da un maggiore interesse verso il campo spirituale. Come abbiamo visto, il confine si dimostra abitualmente permeabile da ambo le parti, e per chi voglia cercare di innalzare un qualche steccato divisorio, spesso la miglior soluzione rimane quella di dar vita a più gruppi musicali, ciascuno con un suo approccio tematico dominante. Oppure, molto più semplicemente, scegliere la propria via infischiandosene delle etichette a cui, volenti o nolenti, si verrà sottoposti. Nel caso dei Wotanorden non si tratta però di voler mantenere le distanze dall’NSBM in quanto in qualche modo lesivo della loro immagine. Jorgen e Tyranath non nascondono certo le proprie inclinazioni politiche, ma nel contempo anelano ad un riconoscimento della loro musica in quello che considerano il suo giusto contesto, che a loro modo di vedere non può essere l’NSBM, percepito come un contenitore dalle dimensioni limitate e limitanti entro cui risulta troppo difficile convivere fianco a fianco con gruppi dall’approccio così differente dal loro. Si tratta di una situazione piuttosto simile a quella di altre formazioni che nel corso degli anni hanno subito una risoluta transizione dal metal estremo di caratura nazionalsocialista a soluzioni più sofisticate di paganesimo nordico. In tal senso possiamo prendere a titolo di esempio le parole di Vjohrrnt V. Wodansson dell’ensemble canadese Fjord, una band che vanta numerose similitudini con i Wotanorden:

<<Non siamo ragazzini di sedici anni, ne abbiamo quasi quaranta e sappiamo molto bene che posizioni abbiamo, cosa pensiamo e crediamo, e perché. I Fjord non hanno paura di dire quello che comunque pensiamo sia evidente nei nostri testi, pur se non smaccato. Nelle nostre canzoni non troverai alcun “sieg heil” o “white power” a confermarti che sosteniamo la discendenza bianca ed europea dal sangue. Non siamo nazionalsocialisti, ma comunque abbiamo dei principi di Destra, come è naturale per degli uomini pagani. Su internet ho letto in diversi posti che i Fjord sarebbero nazionalsocialisti, o persino NSBM. È ridicolo, non facciamo black metal e non siamo nazionalsocialisti. Capisco bene che esistano dei legami fra il paganesimo ed il nazionalsocialismo, ma ci sono dei limiti oltre i quali i due non possono mescolarsi>>.

 

Questa dei Fjord è una voglia di distinguersi che a molti potrebbe sembrare inutile se non ipocrita, ma che ancora una volta evidenzia le tante sfaccettature in seno a questa realtà musicale estrema troppo spesso vista come unica ed indivisibile, e che in verità si basa in gran parte su fragili distinzioni ideologiche e temporanee alleanze. E difatti nelle parole di Vjolhrrnt non mancano nemmeno ulteriori critiche al circuito NSBM com’è ogg, per quanto condite da alcuni distinguo:

<<Quanti gruppi davvero validi ci sono in circolazione? E quante band puerili ed inutili che non sanno dire altro se non “Hitler è troppo figo” stanno trasformando il genere in una pagliacciata? I gruppi di punta, che hanno iniziato parecchio tempo fa a dedicarsi seriamente a certe tematiche, che sono ancora qui e sono ancora devoti alla causa come Der Sturmer e Capricornus, non si contano certo a centinaia. Ci sono tantissimi altri modi per promuovere l’arianesimo ed il paganesimo senza ricorrere ai soliti clichè, i gruppi da MySpace che sanno suonare giusto due accordi e fare solo “sieg heil” non danno alcun contributo alla nostra causa. Saturano il genere e basta, e riempiono le liste dei mailorder di demo limitati ad 88 copie. Ciò di cui abbiamo bisogno sono grandi band come Graveland, Nokturnal Mortum e Wotanorden, che promuovono i valori pagani in chiave ariana, e i gruppi più politicizzati come per esempio i già menzionati Der Sturmer e Capricornus. Band che fanno uscire materiale di qualità, con una buona estetica e testi intelligenti>>.

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L’Identitarismo razionale di Widar (Bilskirnir, band Pagan Black Metal)

 

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Decisamente lontani dai toni eccessivi, dal satanismo provocatorio e da atteggiamenti sopra le righe sono invece i Bilskirnir di Widar, esponenti di punta del pagan black metal tedesco. Nonostante un fondamento ideologico piuttosto palese, che poggia sui dettami del paganesimo e del nazionalismo, Widar si è sempre mantenuto distante da dichiarazioni ad effetto ed eccessi gratuiti (in particolar modo nei suoi dischi) preferendo un approccio più pragmatico che mira a rimanere fuori dai radar del sistema, senza intavolare un’infinita quanto inutile battaglia con le autorità.

“Bilskirnir non si basa su alcun tipo di provocazione, né io cerco di avere sulle copertine dei miei dischi un gran numero di simboli proibiti. Al giorno d’oggi le leggi che riguardano un certo tipo di cose (immagino capiate a cosa mi sto riferendo) non sono per niente piacevoli, e non c’è bisogno di causarsi problemi che possono essere evitati. Se con la mia arte volessi diffondere un messaggio usando un certo tipo di simbologia, le autorità tedesche potrebbero finire per accorgersene, la circolazione dei dischi potrebbe venire proibita e la band finirebbe per affrontare situazioni alquanto sgradevoli, cosa che vorrei proprio evitare. Certo, questa può sembrare una scusa patetica, ma bisogna guardare in faccia la realtà e capire qual è il tipo di comportamento più sensato, e quale invece può essere solo una perdita di tempo”.

Tuttavia nemmeno l’ampio revival pagano cui si è assistito negli ultimi anni sembra incontrare i favori di Widar, specialmente se affiancato ad una spiritualità di matrice New Age che sembra aver preso ormai piede.

“I più indisponenti sono i neo-pagani della domenica, gli pseudo-hippie che blaterano di pacifismo, quelli politicamente corretti e antifascisti. Come possono dire di vivere seguendo gli ideali dei propri progenitori quando chiudono gli occhi di fronte a tutti i problemi che affliggono la loro gente? Non vogliono parlare di politica e non vogliono venire associati a nazionalisti e simili, ma come credono che potrà sopravvivere il loro paganesimo da qui a sessant’anni, quando non ci sarà più nessuno a cui importerà delle tradizioni pagane?”.

(COME LUPI TRA LE PECORE: Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista, pag 116-117, Nella Tana del Lupo)