INTERVISTA AI DEVOTIO ( BAND BLACK METAL RADICALE DI PARMA) – The Pain Factory 03/04/2019

Cliccando sul link sottostante al PDF o, in formato di testo, scorrendo la pagina, trovate l’intervista alla band Black Metal Radicale di Parma “Devotio”, di contenuti molto interessanti. quanto segue è una traduzione dall’originale, in inglese, dal sito “The Pain Factory.

Intervista Devotio 2019

  1. Ci parli dei tuoi primi giorni e di come è stato finora il percorso della band?

La band è stata fondata all’inizio del 2016 da me, con l’intenzione di creare un progetto che includesse tutte le mie influenze musicali, spaziando dal metal (soprattutto Black, Death, Heavy e Thrash), alla scena RAC e Hatecore, passando dal Neofolk e dalla Martial Industrial, il tutto cantato in lingua madre.

Il concetto del gruppo è basato sulla rinascita della più autentica Tradizione Europea e su un’avversione militante e totale alle ideologie dominanti della società del mondo moderno. Il nome Devotio è quello di un rito della Roma più arcaica che aveva in comune anche con le altre tradizioni Europee nel quale, nel mezzo di una battaglia con esito sfavorevole, la guida o il console, dopo avere invocato gli Dei, si lanciava all’assalto del nemico per sacrificare la sua vita in cambio della vittoria. Questo simbolizza la sacra azione dell’immolazione di sé stessi per un bene superiore come la difesa della propria Terra e del proprio Popolo. Dato che so suonare tutti gli strumenti inizialmente volevo fare una one man band ma poi ho preferito cercare due persone accanto a me per avere una line up in grado di fare concerti in futuro. Fin dall’inizio Giuseppe è entrato come batterista e pochi mesi dopo Alessandro è entrato come bassista. Quindi alla fine dell’anno ci siamo ritirati sugli appennini di Parma, in un piccolo paese ai margini del bosco per registrare un demo live. Il lavoro nel 2017 è andato un po’ a rilento sia per le grafiche che per il mixaggio; inoltre, i numerosi impegni personali e l’abbandono di Alessandro, che ha deciso di decidarsi a diversi progetti musicali, ci hanno rallentato ulteriormente. Alla fine dell’anno abbiamo trovato un nuovo bassista. Nel 2018 siamo riusciti a pubblicare il demo ma ci siamo separati da Giuseppe, che non poteva più essere costante per motivi personali. Quindi ci siamo dedicati a noi stessi e abbiamo avuto un po’ di tempo per promuovere il demo. Ora stiamo mettendo su una nuova formazione con due chitarre e siamo pronti a ripartire; probabilmente entro la fine dell’anno sentirete ancora parlare di noi!

 

 

 

  1. Preferisci la formazione a 3? In altri termini, Devotio è un trio per scelta o avresti preferito un secondo chitarrista?

All’inizio volevo solamente l’essenziale per suonare live, quindi una sezione ritmica, ma penso che con due chitarre c’è la possibilità di essere più incisivi e brutali, oltre a potere arricchire gli arrangiamenti e quindi la proposta musicale della band.

  1. Avete definito il vostro stile come Hardcore Black Metal. Ci dici un po’ su come il Metal e HC sono correlati e coesistono fra loro e perché è importante?

Uso questa descrizione semplicemente perché mi sembra la più concisa; non sono mai stato un grande fan della divisione in piccoli sottogeneri fatti con migliaia di diversi aggettivi. Volevo mescolare due diverse anime: una più sognatrice, mistica e visionaria rappresentata dal Black Metal fortemente orientato al paganesimo, ed una più militante, ideologica e d’impatto, rappresentata dall’Hatecore / RAC con una spinta Metal. L’intenzione è quella di creare un ponte fra diverse scene che sono ideologicamente compatibili fra loro al fine di abbattere i muri fra le varie scene sottoculturali di derivazione moderna e permettere la nascita di una vera controcultura Europea in opposizione con la degenerazione liberal-democratica nella quale è sprofondato il nostro continente.

 

  1. Dal momento che il vostro approccio al Black metal è così poco convenzionale, qual è la vostra opinione sull’attuale status del genere?

Il grosso della scena Black Metal secondo me non ha più niente da dire, ci sono clichès portati all’eccesso che l’hanno resa stagnante, è diventata semplicemente musica. Se l’arte non è portatrice di un messaggio rivoluzionario e di avanguardia, essa si cristallizza e diventa stantia, producendo così un qualcosa di effimero e grossolano. Certo, anche adesso spuntano fuori un sacco di gruppi interessanti, se non addirittura fantastici; è un genere che si sta lentamente evolvendo e sono curioso di scoprire in quali direzioni andrà e quali sfumature prenderà.

 

È molto lontano dall’essere morto, ma ha bisogno di una causa ancora più radicale e matura per esprimere il suo potenziale o, meglio ancora, tutte quelle fascinazioni che ci sono da 20 anni; le più serie di esse sono il ritorno alle religioni antiche, la difesa della Terra e dell’Eredità, la rottura con la concezione borghese del mondo e la volontà di potenza. Esse devono diventare le principali cause nella vita di tutti i giorni, al di fuori della scena; la vita del singolo deve essere in accordo con la propria visione del mondo; bisogna eliminare le inutili pose da personaggi dei fumetti e iniziare a vivere davvero quello che viene cantato. Questo renderà la musica più reale.

 

  1. Il vostro sound mescola il Black Metal con l’Hardcore ed ha anche qualche influenza epica, vi viene naturale?

Come detto prima, volevo far coesistere anime diverse ma complementari in un singolo progetto. Esprimo varie sensazioni; ascoltando generi diversi, ho la possibilità di provare a creare qualcosa di nuovo e profondamente sentito. Non voglio alcuna limitazione dettata da etichette prestabilite; questo non vuol dire che i Devotio diventeranno sperimentatori casuali per il gusto di mettere nello stesso calderone cose che non hanno alcuna correlazione fra loro nel nome di una qualche non meglio specificata “avantgarde”. Tutti i generi che hanno nella loro essenza “suggestioni europee” ed hanno un gusto eretico e sovversivo influenzano me e quindi anche il mio modo di comporre ed ascoltare musica. Roba come rap, ska e altre cose simili le lascio volentieri ad altri!

 

  1. Vedo che vi è un simbolismo specifico nella copertina di entrambi i demo, intendi diffondere un particolare messaggio?

Il demo è uno solo, la copertina con lo scudo nel quale ci sono il pennate (arma usata dagli antichi popoli Liguri e simbolo sacro legato al sole), il martello (la forza del tuono e del fulmine) e la stella a otto punti (che simbolizza la stella polare, il nord, la Patria originale) è un’espressione dell’unità fra ciò che è sacro e ciò che è guerriero.

I vari simboli usati finora e che verranno usati nel futuro hanno tutti un senso ancestrale, sono portatori di un messaggio di rinascita della Tradizione. A questo si aggiunge una forma cosiddetta “araldica/futurista”, per abbattere schemi vecchi e decrepiti. In tutto ciò è contenuto il messaggio della band, l’archeofuturismo, la rinascita di concezioni e valori primordiali ed arcaici in forme avanguardiste, in rottura con la stagnazione decadente del nostro tempo. L’antico attraverso il nuovo.

 

  1. Parliamo della vostra ultima uscita; quali obiettivi avevate dopo aver terminato la registrazione di questo demo 2018?

L’ambizione è solo una: promuovere la musica ed il messaggio del gruppo a tutti quelli che hanno la stessa visione del mondo.

 

  1. Come considerate questo in confronto al demo di esordio (2016) per quanto riguarda la scrittura e la registrazione?

Le tracce registrate nel 2016 sono state subito messe sul canale youtube, ma poi nel 2017 ci sono state varie modifiche e ripensamenti, soprattutto nel mixaggio, quindi il demo in forma fisica è uscito solo nel 2018. Nel canale youtube puoi ascoltare anche due tracce Martial / Neofolk che saranno incluse nel nostro primo album.

 

  1. Oggi la tecnologia vi permette di registrare da casa e fare uscire in digitale la vostra musica. Ma facendo così non c’è un rischio che fate uscire solo singoli pezzi o EP perché questo è ciò che è richiesto per restare in vista? Non c’è il rischio che finiate, ad esempio, per uccidere l’album?

Penso che il digitale è un buon metodo per promuovere la tua musica. Per quanto riguarda le registrazioni da casa, le vedo come una cosa positiva, ci sono quelli che potrebbero non avere i soldi necessari per registrare, ma questo metdo permette alle idee di materializzarsi senza che i soldi siano un ostacolo insormontabile.

Poi la parte principale della produzione musicale per una band è l’album, quindi sono convinto che la maggior parte dei fans del genere sarà sempre disposta a comprarlo, che sia in CD o in vinile. I pezzi singoli in digitale li possiamo facilmente lasciare alle canzoni pop usa e getta.


  1. Da quanto ho capito, non ci sono informazioni su concerti live. Quanto avete di una live band? Quanto è importante suonare live?

A causa dell’instabilità della formazione non ne abbiamo ancora avuto la possibilità ma crediamo che riusciremo a portare sul palco la nostra proposta; dato il genere, penso che suonare dal vivo sia ancora più importante perché è un qualcosa che tiene davvero unita la scena; l’aggregazione che si crea sotto il palco, l’occasione di vedere nel mondo reale le persone invece che da una realtà virtuale dietro lo schermo di un pc. C’è un aspetto che non mi piace. Quello che proponiamo riguarda la realtà che ci circonda, la realtà in cui viviamo, non problemi mentali da persone disadattate. Lo stile di vita occidentale porta le persone all’alienazione e all’ostentazione delle qualità, la maggior parte delle quali fittizie, c’è solo l’apparire e non l’essere. Questo è il motivo per cui i concerti sono necessari, aiutano a vivere una passione ed un’Idea nel mondo reale. Il concerto porta con sé una carica comunitaria positiva.

 

  1. Internet ha portato ad un sovraffollamento di bands estreme e registrazioni. Questo ha influenzato negativamente la qualità della scena?

Più che la qualità della scena, direi che facilita l’emersione o in ogni caso la scoperta di bands davvero interessanti con proposte originali ed innovative. Tuttavia sono convinto che se una band è valida riuscirà ad emergere dalla moltitudine.

 

 

 

  1. Siete una band indipendente, ci sono delle difficoltà in Italia per questo motivo? Dimmi un po’ di più sulla scena italiana.

Per una realtà non conforme come la nostra può essere un po’ dura, specialmente nel trovare i membri per la line up che abbiano ideologia e visioni correlate al progetto. La scena metal in Italia, parlo non in generale ma per quanto riguarda la mia città, consiste in ragazzi che credono fortemente in ciò che fanno e stanno portando una band di culto dietro l’altra nella nostra zona. L’altra faccia della medaglia è che c’è in generale poco rinnovamento nella scena, non vedo uno scopo eccetto il puro e semplice divertimento / sbronze / casino (e non c’è niente di male in queste cose); il problema è che varie persone sembrano quasi interpretare dei personaggi, ed una relativa tendenza al “nerdismo metal” da parte di molti.

 

  1. Ok, volevo ringraziarti per il tuo tempo e l’aiuto, aggiungi pure qualche parola per concludere quest’intervista.

Un saluto allo staff e ai lettori di Pain FuckFactory, grazie per lo spazio concesso. AD MAIORA!

 Fonte: http://thepainfucktory.com/entrevista_devotio.htm

 

 

 

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Una Parola di 3 lettere (Alain De Benoist)

In allegato nel PDF sottostante la traduzione in italiano dello scritto di De Benoist “Un mot en quattre lettres” in italiano, che tratta di religione e confronta paganesimo, cristianesimo ed ateismo.

Una Parola di 3 lettere De Benoist ITA

Buona lettura agli interessati.

L’Identitarismo razionale di Widar (Bilskirnir, band Pagan Black Metal)

 

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Decisamente lontani dai toni eccessivi, dal satanismo provocatorio e da atteggiamenti sopra le righe sono invece i Bilskirnir di Widar, esponenti di punta del pagan black metal tedesco. Nonostante un fondamento ideologico piuttosto palese, che poggia sui dettami del paganesimo e del nazionalismo, Widar si è sempre mantenuto distante da dichiarazioni ad effetto ed eccessi gratuiti (in particolar modo nei suoi dischi) preferendo un approccio più pragmatico che mira a rimanere fuori dai radar del sistema, senza intavolare un’infinita quanto inutile battaglia con le autorità.

“Bilskirnir non si basa su alcun tipo di provocazione, né io cerco di avere sulle copertine dei miei dischi un gran numero di simboli proibiti. Al giorno d’oggi le leggi che riguardano un certo tipo di cose (immagino capiate a cosa mi sto riferendo) non sono per niente piacevoli, e non c’è bisogno di causarsi problemi che possono essere evitati. Se con la mia arte volessi diffondere un messaggio usando un certo tipo di simbologia, le autorità tedesche potrebbero finire per accorgersene, la circolazione dei dischi potrebbe venire proibita e la band finirebbe per affrontare situazioni alquanto sgradevoli, cosa che vorrei proprio evitare. Certo, questa può sembrare una scusa patetica, ma bisogna guardare in faccia la realtà e capire qual è il tipo di comportamento più sensato, e quale invece può essere solo una perdita di tempo”.

Tuttavia nemmeno l’ampio revival pagano cui si è assistito negli ultimi anni sembra incontrare i favori di Widar, specialmente se affiancato ad una spiritualità di matrice New Age che sembra aver preso ormai piede.

“I più indisponenti sono i neo-pagani della domenica, gli pseudo-hippie che blaterano di pacifismo, quelli politicamente corretti e antifascisti. Come possono dire di vivere seguendo gli ideali dei propri progenitori quando chiudono gli occhi di fronte a tutti i problemi che affliggono la loro gente? Non vogliono parlare di politica e non vogliono venire associati a nazionalisti e simili, ma come credono che potrà sopravvivere il loro paganesimo da qui a sessant’anni, quando non ci sarà più nessuno a cui importerà delle tradizioni pagane?”.

(COME LUPI TRA LE PECORE: Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista, pag 116-117, Nella Tana del Lupo)

 

IL BLACK METAL: L’ESPRESSIONE MUSICALE DEL MISTICISMO RAZZIALE ESOTERICO (Jarl von Hagall, Der Sturmer, 2012).

NOTA DEL TRADUTTORE.

L’articolo del PDF in allegato, ad opera di Jarl von Hagall, membro della band NSBM Der Sturmer, rappresenta esclusivamente le posizioni del suo autore. Il traduttore non esprime alcun giudizio sull’articolo né su alcuna delle posizioni espresse. Sta al lettore ragionare con la propria testa e farsi un’idea propria su questo articolo e sulle posizioni espresse dall’autore.

Buona lettura

IL BLACK METAL L’ESPRESSIONE MUSICALE DEL MISTICISMO RAZZIALE ESOTERICO.