INTERVISTA CON FAMINE DEI PESTE NOIRE, DA KIEV, 2019, Pierre Avril

Nel pdf sottostante e, di seguito, scorrendo l’articolo, trovate l’intervista a Famine, della band Black Metal francese Peste Noire, ad opera di Pierre Avril, tradotta in italiano dal francese. Buona lettura agli interessati.

intervista peste noire kiev 2019 ita

1) Ciao Famine, e grazie di accettare di rispondere alle mie domande. Puoi tornare per noi al periodo della fondazione dei Peste Noire? Nel 2000 vi siete formati ad Avignon sotto il nome di DOr Daedeloth (in riferimento a Tolkien) e avete fatto uscire il demo “Aryan Supremacy”. Puoi raccontarci la creazione di questa prima formazione e gli obiettivi che erano i vostri? Le vostre influenze musicali e le tematiche?
Il nome Dor Daedeloth è stato adottato una settimana, il demo è uscito sotto il nome di Peste Noire, quindi si può considerare che Dor Daedeloth non è mai esistito. Le mie influenze tematiche venivano  da un pittore con i baffi un po’ tesi e le mie influenze musicali erano la scena di Tolosa e quella NS slava. Per quanto riguarda gli obiettivi, volevo solo inserire il nome del gruppo prima che qualcuno lo trovasse al nostro posto, perché questo demo è oggettivamente nullo.
2) La line-up del gruppo a quell’epoca era composta da te (sotto il nome di Aegnor) ma anche da Neige (Alcest) alla batteria ed Argoth (anche lui negli Alcest) al basso. All’epoca della fondazione dei Peste Noire, tu suonavi anche negli Alcest; quindi questi due gruppi avevano la stessa line-up. Puoi ricordarci quest’epoca? Come vi siete incontrati? Come distinguevate i vostri due progetti?

Abitavamo nella stessa piccola città dove non succedeva niente, quindi ci siamo subito ritrovati l’un l’altro. All’inizio c’erano solo gli Alcest. Neige era un Blackster da gite nella foresta, modalità scandinava, e io volevo suonare qualcosa di francese, sporco, crudo, meno sublime e con più odio, con una dimensione politica marcata, quindi la scissione è avvenuta in modo naturale ma senza alcun conflitto, perché ha suonato la batteria su tutti i demo.

Aryan Supremacy ci ha fatto ascoltare un Black Metal “true” e crudo, con tematiche apertamente NS. Eravate influenzati dalle Legion Noires? Penso soprattutto a Mutiilation, ma anche a gruppi del Sud come i Blessed in Sin, di Toulon, o gli In Articulo Mortis, di Avignon?

Le Legion Noires e Mutiilation, sì, sicuramente. Per i gruppi del Sud, erano più che altro Kristallnacht e Seigneur Voland, dei quali avevo ordinato le produzioni sulla distro cartacea Aura Mistique.

Tu hai scritto i testi e suonato la chitarra sul primo demo degli Alcest, “Tristesse Hivernale”, in un genere abbastanza differenze, anche se altrettanto “raw”. Puoi ricordarci questa registrazione?

Ho composto il riff principale di “La foret de cristal”, più un altro, ma da quanto ricordo non ho scritto alcun testo su questo demo.

 

Tu hai fatto uscire nel 2002 “Macabre Transcendance”, con la Drakkar Prod, la label emblematica delle Legion Noires. Il cambio di nome in Peste Noire deriva dal fatto che sei originario della Provenza, dove la Peste Nera ha decimato così violentemente la popolazione? Per quanto concerne la demo eravate quindi un “duo” con Neige, giusto? Musicalmente si resta su sonorità molto crude e violente, con queste urla lugubri e queste atmosfere mortifere. Puoi dirci la tua visione retrospettiva su questo periodo? Aneddot, si trova su questo demo la versione originale di “666 millions d’esclaves et de dechets”, che tu hai ripreso nel tuo ultimo album. Che cosa ti ha fatto desiderare di farne una nuova versione?

Il miglior periodo della mia vita per quanto riguarda il mio rapporto con il Black Metal, quello in cui avevo più odio, e questo demo ne è l’incarnazione; una dichiarazione di oscurità totale. Per me questo tape era più che musica, era una questione di vita e di morte. Tutto il resto della mia discografia è quasi un’hobby se confrontato alla tensione che ho potuto mettere in questa cassetta. Per quanto riguarda il contest, era l’epoca in cui frequentavo i tipi della Drakkar Production che avevano 10 anni più di noi e con i quali ci siamo posti sui giusti binari: non limitarci al Black Metal ma scavare in tutti gli stili estremi oscuro, che è quello che continuo a fare oggi con il rap e la trap, che è un terreno fertile per i pezzi strumentali oscuri.

 

Li visitavamo spesso nel loro castello (abitavano davvero in un grande e vecchio castello a Pont Saint-Esprit, a 5 km da me, in passato usato per girare film di cultura e dove le Legions Noires avevano fatto qualche registrazione, questo di mette di buon umore). Noktu ci aveva fatto scoprire dei progetti totalmente underground industrial, noise, dark folk ecc. Avevamo conosciuto altri Blacksters, i ragazzi dei Nuit Noire in particolare (durante il loro periodo Black Metal); c’era anche una sala dedicata alle discussioni, nella quale abbiamo parlato di filosofia, arte, progetti extra-musicali, ma sempre legati al Black Metal. Conservo questo periodo come un ricordo decisamente magico, perché tutti quelli che erano all’interno del Black Metal underground in quel momento erano o violenti o pazzi, e il Black Metal li possedeva fisicamente.

 

Sei stato subito notato per la qualità dei testi (essendo io stess originario della Provenza, paese di de Sade, non mi posso sorprendere). Da dove deriva questo tuo gusto per le parole e per il buon parlare?

Sono troppo impulsivo per parlare in modo posato, con fluidità ed organizzazione; le parole si colpiscono e si battono nella mia bocca al momento di uscire, e finisco per esprimermi come un handicappato sotto l’effetto di speed. Scrivere, questo lascia il tempo di organizzare e ricercare le parole, è una forma di vendetta contro le problematiche dell’espressione orale e spontanea. “Un balbuziente è uno stilista nato” (Cioran).

 

Nel 2003 è uscito il dem “Phalenes et Pestilence – Salvatrice Averse”. L’atmsfera diventa pregna di medievalità. Vedi questo demo come un nuovo orientamento per i Peste Noire? Musicalmente, le melodice sono più presenti, ed il lato NS lo è molto di meno…

È solo una questione di contesto. Sono come una sputna, non posso mentire e m’impregno sempre dell’universo reale in cui mi immergo. In quel momento studiavo la letteratura medievale all’università e ciò si rifletteva sulla mia musica.

La gente amava poco i nuovi Peste Noire perché cercavano ciò che non c’era, il terrore; tuttavia essi erano totalmente fedeli all’universo nel quale mi sto attualmente evolvendo; le zone fatiscenti e le periferie urbane di Kiev, gli immensi ghetti ex-sovietici. La parte degenerata del nuovo album è la colonna sonora di questi luoghi, con un’atmosfera industriale grigia, sporca, fredda e meccanica, il cui equivalente architettonico sarebbe il brutalismo.

 

Nel 2006 hai fatto uscire un primo album che era anche un primo capolavor. Ancora oggi “La Sanie des Siecles” è considerato da molti come il tuo miglior album. Che cosa ne pensi?

Se la maggior parte delle persone decide che è il migliore, allora è il migliore. Cerco di fare un album diverso ad ogni uscita, in modo che sia difficile confrontarli e gerarchizzarli, ma nel lungo periodo è il pubblico che decide, non io. A seconda dei gusti di ognuno “L’ordure”, “Ballade” o “La Sanie” sarà il migliore, ma essi hanno pochi legami fra loro. Quello che mi interessa è sperimentare e non fare due volte la stessa cosa. Lo dico nel modo più onestamente possibile, io sarei capace di fare un “La Sanie” bis in meno di tre mesi, ma questo non mi motiva. O forse lo farò quando sarò povero.

 

Nel 2007 l’EP “Lorraine Rehearsal”. Una ripetizione registrata in Lorraine. Musicalmente è in continuità con l’album, con una musica complessa e varia, che alcuni all’epoca non avevano paura di classificarla “avant-garde”. Tu parli già di “Hooligan Black Metal”. Cosa ci puoi dire di questa registrazione?

È solo una ripetizione di merda sul lato A ed una registrazione più sofferta sul lato B, mixata da me stesso. Il lato A è una dissolvenza nera senza interesse, ma il lato B è posseduto, con un suono davvero unico e antico, una profonda nostalgia, che giustifica da sola questo vinile.

 

L’aspetto molto collinoso, disarticolato ed eterogeneo del lato B deriva dal fatto che avevo registrato i miei titoli su dei dischi limitati in termini di tempi di registrazioni; ho dovuto registrare frammenti di 3 o 4 minuti e passare in seguito su un altro disco. Ho compresso i miei titoli quindi, anticipando le interruzioni a partire da 3 o 4 minuti, per riprendere in seguito con un nuovo riff sul disco dopo.

 

Nel 2007 arriva il tuo secondo album “Folkfuck Folie”. Quest’ultimo ci fa tuffare in tematiche legate alla malattia mentale (con riferimento ad Antonin Artaud) e stabilisce, secondo me, un nuovo suono per i Peste Noire, che prefigura tutto il seguito. Esci dal Black Metal “classico” per un genere che tu crei, improntato di sonorità quasi punk (a livello di suono) e di un cantato che oscilla dalle pura urla Black metal e quel canto “degenerato” da cantante francese pazzo che continuerai a sviluppare. Adoro questo album perché rappresenta una sintesi delle vostre due “ere” musicali. Cosa ne pensi?

Per me è il più debole. Adoro l’intro e l’ultimo titolo, “Paysage mauvais”, che sono state registrate e mixate separatamente da me, ma l’ingegnere del suono di questo album ha letteralmente assassinato il resto delle mie composizioni con la sua produzione immonda. La voce, che era ultra aggressiva all’incirca come su “La Sanie”, suona mlto male, è un naufragio totale. Credo che niente è più frustrante che lavorare su una dozzina di pezzi per mesi per poi farli scorreggiare in studio da un handicappato. Per me è il peggior lavoro dei Peste Noire, un brutto ricordo lontano.

 

Non ti voglio “psicanalizzare” ma i tuoi testi e il mood delle tue canzoni è pieno di tristezza, una tristezza che trova una via d’uscita nell’odio? È legato alla storia di Ludovico o si tratta solamente di un “personaggio” chiamato Famine de Valfunde?

È, o meglio, era, qualcosa di reale. Ero triste ed angosciato nel passato, soprattutto per quanto riguarda il futuro della Francia. Poi ho scoperto l’Ucraina.

La Francia è un paese di vecchie mezze seghe, in cui pochi hanno confiscato le ricchezze e che hanno consegnato passivamente il nostro paese ad un futuro cataclisma razziale che non dovranno in alcun modo affrontare. Se non ci sarà uno scontro vilento ed esplosivo, ci sarà un abbassamento catastrofico del QI (è già iniziat, nessuno vuole parlare di questo argomento ma tutti conoscono segretamente il motivo di questo repentino abbassamento del QI francese). L’Ucraina è un paese certamente povero ma etnicamente preservato ( seconda verità che non bisogna sicuramente dire; tutte le società bianche omogenee, anche se povere, vivono con una serenità, con una sicurezza ed un benessere mille vlte superiori a qualunque società multietnica, e ti parlo da un paese in guerra). L’Ucraina è ache un paese givane, con uno spirito molto più combattivo, mentre i francesi sono diventati dei trans. Di sicuro ci sono delle eccezioni, ci sono i Zouaves Paris (gruppo politico identitario, ndt) e vere e proprie rinascite di virilità qua e là, onore e rispetto per loro, ma ciò che voglio dire è che questo è davvero minoritario in confronto all’Ucraina, in cui tutto ciò vale praticamente per tutto il popolo. I militanti francesi danno ai giovani un piccolo desiderio di unirsi o di emularli. In Ucraina essere NS, nazionalisti, pagani, è una cosa da vincenti, è eleganza, i giovani vogliono essere così, le ragazze sono attirate da ciò, mentre l’estrema destra francese è amata quasi solo dai troll delle foreste o da vecchie donne problematiche.. Ancora una volta, sto generalizzand, ho militato con i ragazzi di Bastion Social ed onoro questi giovani che si sbattono per aiutare i francesi in difficoltà per prendere in cambio solo sputi dalla popolazione locale (eravamo in 9 contro 1000 manifestanti, bianchi, all’apertura della sezione di Bastion Social a Clermont, https://www.youtube.com/watch?v=sN3JRUa4ID8); inoltre la repressione della polizia e dello stato è inestimabile. Tuttavia restano microscopici in termini numerici. In Ucraina tutto mi ha ridato speranza; la gioventù, il suo numero, la sua motivazione, il suo livello negli sport di combattimento. Sette mesi che vivo qui e sono diventato straight-edge, ho perduto 15 chili, mi alleno tutti i giorni con dei ragazzi che mi spingono in alto.

 

 

Non te lo dico per vantarmi ma per spiegare che, pur essendo sempre stato impregnato della cultura da bistrot, non sono stato vinto da essa; quindi anche tu, piccolo francese da bar dalla pancia piena, puoi ottenere un corpo come il mio, simile a un dio Greco, se vieni in Ucraina non per scopare le troie ma per sudare tutto il tuo vino con i ragazzi dell’Azov o gli Hooligans della Dinamo Kiev. Eppure le mie radici sono in Francia e non potrei mai lasciare totalmente il mio paese. Adoro la Francia per il suo passato, il suo patrimonio, la sua storia, e amo l’Ucraina per il suo futuro. Vivere fra i due paesi è un buon compromesso. Inoltre, essendo su una linea paneuropea e non sciovinista, non ho le preoccupazioni che alcuni individui dalla mente chiusa vedono lì. Non mi sono sentito straniero un solo secondo in Ucraina. Quale francese può dire di non essersi mai sentito straniero in Francia?

Hai cambiato tutti i musicisti con “Balade cuntre lo anemi francor” nel 2009. Neige è uscito, così come Winterhalter (che suona con lui negli Alcest). Avete litigato a partire da quel periodo? Allontanandosi un po’ da “Folkfuck folie” questo album ritorna all’aspetto medievale di “La sanie”. Le melodie qui sono splendide, tanto quanto l’oscurità onnipresente. Le chitarre, a volte dissonanti, sono sempre più sorprendenti. Tu sei un eccellente chitarrista. Hai imparato lavrandoci? Puoi ricordarci quest’album? Qual era il suo scopo?

In effetti, Neige suona il basso su “Ballade”, aveva anche usato uno pseudonimo per non esporsi politicamente, che di per sé era nobile da parte sua, voglio dire: suonare solo per la musica e non per la gloria, senza farsi vedere. La storia di questo album è semplice; non sopportavo più il mio batterista, aveva preso i Pestenoire per gli Slayer o i Metallica e non la finiva mai di dirmi di depoliticizzare i Peste Noire per diventare mainstream e guadagnare soldi. Per prendermi del tempo, avevo creato un side-project senza nome, solo per gusto personale, molto tranquillamente da parte mia: l’album era stato composto in tre settimane e registrato in meno di una settimana da me medesim, come un demo. Era “Ballade”. Quando ho ascoltato l’album, trovavo che suonava ancora più Peste Noire dei due precedenti Peste oire. Quindi ho preso la decisione di non cambiare il nome del gruppo per quest’album ma di cambiare il batterista per i Peste Noire.

 

Ciò che è “divertente” con i Peste Noire è che, anche se siete nel mirino di alcuni (antifa ed altri), essi non vi possono attaccare sulla qualità della musica. Ho anche letto un “report” su internet relativo ad uno dei tuoi concerti, nel quale il ragazzo cercava di sparare a zero sugli altri gruppi ma non poteva fare altro che inclinarsi davanti alla vostra prestazione. Questo non ti fa ridere?

Quello che tu dici esiste ma penso che non dobbiamo esagerare perché nell’80% dei casi si verifica esattamente l’opposto: la gente si vendica delle idee attaccando la musica. Ciò è particolarmente eclatante con l’ultimo. Ho ascoltato ciò che è uscito nel 2018 e, con tutta la modestia possibile, restiamo al di sopra della massa, come un’Aquila Reale sopra i ratti. In futuro, l’ultimo album sarà rivisto al rialzo, non ho dubbi a riguardo, Oggi, “Folkfuck folie” e “L’Ordure” sono sacri, ma personalmente la cosa mi infastidisce perché quando sono usciti, essi erano stroncati molto violentemente; “L’Ordure” era stato paragonato ai Finntroll. All’epoca avevo preso male queste critiche, ma oggi che so che il 95% della scena Metal e Black Metal ha il QI di un criceto e sono i peggiori bargoni dal punto di vista estetico, la csa non mi tocca più. Come prendere sul serio i gusti di gente che si vestono da rangers e che si mettono le magliette troppo larghe? Lol. Penso che è veramente dura soddisfare i nostri ascoltatori oggi quando essi non attaccano per la musica ma per vendicarsi delle idee, si aspettano troppo da noi. I nostri fans sono delle vecchie troie frigide, hanno avuto troppi orgasmi ad ogni nostra uscita, e ora che le loro orecchie sono dilatate da chilometri di riffs sublimi, ci rimproverano di non farli godere. Abbiamo fatto maturare tutta la nuova scena francese, tutti mi copiano le idee, quindi chi è il Maestro? Chi è l’esperto? Siete voi o sono io? Se avessi un consiglio da dare ai miei fans, questo sarebbe: in primis suicidarvi, in secondo luogo, non giudicare un album dei Peste Noire se non 10 anni o più tardi, perché voi vivete, mangiate, sentite, giudicate le mie opere con un cervello arruginito che è datato al 1993, mentre io sono già nel 2088. Onestamente,  come pssiamo dire che i Peste Noire sono morti quando siamo ancora capaci di prdurre pezzi come “Aux Armes”, “Songe Viking”, “Aristocrasse” e “Domine”? A un certo punto bisogna smetterla con la droga.

 

 

“L’ordure a l’etat pur” è un condensato di odio nero. Alla sua uscita, nel 2011, ci si era sorpresi per la sua direzione, che lasciava le rive medievali dei precedenti per un’atmosfera più contemporanea, anche se l’obiettivo è chiaramente quello di sputare sulla modernità e sull’urbanità. Puoi parlarci di quest’album e del messaggio che cerca di fare passare? Musicalmente, l’alleanza fra il rame e le chitarre heavy/punk spacca! La line-up cambia ancora. Hai avuto difficoltà a mantenere i musicisti?

Sperimentare nuove forme e nuovi stili di sound implica cambiare i musicisti a volte. Ma la metà delle volte è la politica che mi impedisce di tenerli. La gente che ha una carriera professionale pubblica da portare avanti si scotta troppo violentemente con i Peste Noire, quindi presto o tardi si bruceranno da soldi. Per quanto riguarda l’album, lo considero come uno dei miei migliori. È il frutto dell’incontro fra le mie idee più folli e l’ingegnere del suono ideale. Puoi arrivare in studio con delle composizioni davvero folli ed avere della merda come risultato. La produzione fa il 40% del lavoro, soprattutto con il Black Metal dove l’atmosfera primeggia. Non solo il suono su “L’ordure” è un paradiso sonoro, un perfetto mix fra il punk, il vecchio Hard Rock ed il Black Metal, ma ogni volta che proponevo un’idea totalmente ardita, i ragazzi mi rispondevano “sì, è possibile”, come Hassan Cehef nello skecth de “Les Nuls”, e hop, la materializzavano. Una delle mie migliori esperienze.

 

Dopo una riedizione dei demo del gruppo nel 2012, avete fatto uscire l’eponimo Peste Noire nel 2013, sempre con Audrey alla voce (già presente da “Ballade”) ed Ardraos alla batteria (CHargne, Suhnopfer). È, da quanto so, la prima volta che sentiamo dei beats programmati nei Peste Noire, no? Quest’album è di una grande diversità, con parti strumentali davvero originali, cn questo canto che usi da allora, a cavallo fra il Black Metal ed il Rap rurale. Il tuo songwriting si è evoluto ache verso un tono più crudo, è dovuto all’influenza del Rap? Cosa pensi di questo album?

 

Sì, è chiaramente dovuto all’influenza del rap. Amo molto l’atmosfera di quest’album perché puzza dell’Alvergna più profoda, con una produzione da punkabbestia, al suono di spazzatura arruginita. È un album che suona come un demo, adoro questo genere di approccio.

 

Che cosa ti ha fatto lasciare a Provenza per l’Alvergna?

Il clima, la vegetazione, la solitudine volontaria. Avevo bisogno di immergermi in un ambiente nrdico ed oscuro, sono stato servito. I dintorni della Chaise-Dieu sono glaciali, vuoti, popolati da grandi foreste di abeti, tutti i villaggi sono mort, chiusi, in vendita, in rovina. E non risale ai giorni nostri. Nel 19simo secolo, Georges Sand ne faceva una descrizione estremamente sinistra. Nel 1931, Henri Pourrat in “Faspar des montagnes”, descriveva così la zona in cui si trova casa mia: “Ci sono luoghi nei quali il sole sembra non essere passato da un sacco di anni: è buio, è nero, è la morte”. Dato che ho passato un inverno completo in Ucraina, posso anche assicurarti che in termini di temperatura fa molto più caldo qui che a Chaise-Dieu, dove può nevicare a maggio. È piuttosto divertente perché avevo ricevuto il cantante dei Temnozor a Chaise Dieu, che viene dalla Siberia, ed è rimasto scioccato per la durezza del clima. Era il luogo perfetto per comporre “Peste Noire” e “La Chaise-Dyable”, e lo sarà probabilmente per altri album in futuro.

 

Segue nel 2014 l’eccellente split con Diapsiquir “Rat des Villes / Rat des CHamps”. Si trova un immenso pezzo dei Peste Noire, “Dans ma nuit”, un vero capolavoro. Cosa pensi di questo split col senno di poi, e cosa pensi dei Diapsiquir?

La versione di “Dans ma nuit” è più cruda e potente su questo split che su La Chaise-Dyable, puà barboneggiante nel buon senso del termine, ma la voce è troppo annegata, questo perché avevo ri-registrato la traccia. La traccia di Diapsiquir è buona ma la loro produzione orribile.

Per quanto riguarda Diapsiquir, adoro “Anti” ma il loro ultimo album, se si esclude un pezzo, è una merda senza nome. “Anti” è stato un capolavoro, hanno trovato il nome perfetto per il successore chiamandolo “180 degres”.

 

“La Chaise Dyable” esce nel 2015 ed inizia un vero gioco al massacro dei “critici musicali” autoproclamati, i quali decidono che i Peste Noire sono morti. A caso, sei accusato di essere diventato volgare e di essere ripetitivo musicalmente. Personalmente non è affatto la mia opinione perché io trovo questo album perfetto così com’è, oltre che sensato nel vostro cammino evolutivo. “Le dernier Putsch” è una meraviglia, e l’album contiene in esso una melanconia contagiosa ed i primi germi più esplicitamente rap che troveremo in misura molto maggiore sull’ultimo album. Come vedi questo album?

Sinceramente, me ne fotto. Quel che è fatto è fatto. Potrei forse tornare indietro fra dieci anni. Penso che “Le Dernier putsch” “A la Chaise-Dyable” e “Dans ma nuit” sono delle bombe atomiche, ma il resto avrebbe potuto suoare meglio con una produzione più adatta e degli arrangiamenti diversi. Per quanto riguarda il fatto che i Peste Noire muoiono ad ogni album, è strano morire facendo sempre più visualizzazioni e vendite, ma se questo è morire, bene, continuerò a suicidarmi.

 

2018: Peste Noire / Peste Noire, lo split. Te lo dico francamente: io lo considero come il vostro miglior album ad oggi, stavo aspettando molto impazientemente quello che hai fatto sul lato B del disco, questo perfetto ed incredibile mix di Rap, canzone francese e Black Metal. Ne abbiamo parlato via email all’epoca di “Peste Noire” e questo già ti girava in testa. Da dove deriva il tuo gusto per il rap? Quali artisti apprezzi di questo genere? Ho pensato a Booba, Seth Gueko.. Ci sono andato vicino?

Seth Gueko no, a parte la sua canzone “Demarrer”. Booba, solo per “Ouest Side”. Adoro ancora il suo stile, ma musicalmente dopo “Ouest Side” è troppo disturbante.

In questo periodo ascolto molto il rapper tedesco Gzuz ed i pezzi più aggressivi di 6ix9ine, più un sacc di rap slavo, per la boxe e lo sport è il massimo. Il mio gusto per il rap mi è venuto ad Avignon, la città più pericolosa della franca in quel momento secondo le statistiche, perché questa musica rifletteva il mondo che vivevo quotidianamente. La parte rap dell’album, chiamata “degenerata”, era pronta da tre anni; ho avuto molti problemi per l’uscita dell’album ed il mio principale rimpianto è non averlo fatto uscire prima, perché i pezzi black/trap avrebbero avuto un impatto più rivoluzionario tre anni fa. Inoltre, il fatto che il rap sia una musica totalmente attuale ed utilizzi un campo lessicale nuovo e modi di parlare più insoliti rigenera la poesia francese. Tutto quello che poteva essere fatto di bello con le parole antiche è già stato fatto. Apprezzo la libertà, la maleabilità e la franchezza che il rap porta alla lingua francese. Quanto a quello che affermano che è anti-tradizionale ed anti-europeo, il grafico di Militant Zone mi ha fatto ricordare che le battaglie del rap esistevano già nei concorsi di poesia vichinga, dove bisognava improvvisare un testo oralmente per sbeffeggiare l’avversario, qualcosa che troviamo anche, in un certo modo, fra i trvatori francesi in quelle che chiamavamo “Puys”, città dove si praticavano dei concorsi di poesia orale.

 

Questo ultimo album è una coproduzione fra la tua lbel, La mesnie Herlequine, e la label russo-ucraina Militant Zone. Come sei arrivato a collaborare con loro? Quale visione vi avvicina?

Nel 2006 pensavo di inventare il termine “Hooligan black metal” perché non avevo mai ascoltato i Grand Belial’s Key e non sapevo che l’avevano inventato prima di me. Non amo particolarmente il calcio ma per me gli hooligans est-europei sono i nuovi arditi. L’Ucraina mi sa che è l’unico paese dove il Black Metal entra davvero nell’ambiente hooligan, in parte grazie alla Militant Zone. Dal debutto dei Peste Noire, ho sempre difeso la visione di un Black Metal che deve incarnarsi nel reale, mescolando arte e violenza cme i trovatori mescolavano l’uso delle armi con la pratica della poesia. ALexey dei M8l8th ha al suo attivo alcune “deviazioni” (omicidi), è un poeta ed un militare professionista; in termini di credenziali da strada, credo che si possa difficilmente fare meglio.

Le persone si arrabbiano davanti al clip di “Dernier Putsch” ma i kalashnikov sono veri, e i ragazzi che li hanno in mano sanno usarli, diversamente dai rapper nei loro videoclips.. Anche la grafica di Militant Zone è pazzesca. Quindi non posso soffermarmi su ciò che riguarda la sfera privata, ma la crew M8l8th / Militant Zone mi ha tolto dalla merda diverse volte quando ero lì. Sono persone leali e fidate, e parlo per esperienza.

 

Il miglior album dei Peste Noire?

I demo.

 

I tuoi scrittori preferiti?

Io.

 

Il 26 Gennaio a Colmar, Dunkel dei Sale Freux, gruppo che hai lanciato con la tua label “La mesnie Herlequin”, ha bruciato una t-shirt dei Peste Noire sul palco, lanciandoa al pubblico dicendo “Non siamo dei fascisti!”. La tua reazione?

Comincerò dicendo che quando l’avevo rosterato nel 2013, era un nazionalista francese fatto e finito, ma mi sono accorto presto che era più stupido di una scopa, e avevo preso le distanze da lui verso il 2014, quindi di che cosa vogliamo parlare? Questo figlio di puttana ha recuperato tutti i temi della mia musica. Ho detto “figlio di puttana” ma avrei dovuto dire “figlio del Signore” perché l’ho creato io. Senza i Peste Noire, Sale Freux no esisterebbe neanche. Devo ancora avere da qualche parte le lettere d’amore che mi scriveva nel 2010, alle quali non rispndevo. Allora piuttosto che bruciare una t-shirt, invito chiunue sia in cotatto con quell’ingoia-sborra a proporgli un combattimento filmato.

 

In realtà so in anticipo che questa grassa sacca di vino che ha la prestanza fisica di un pesce fuori dall’acqua rifiuterà; ma il suo rifiuto renderà ancora più ridicolo il fatto che ha bruciato una t-shirt, dato che sa che non può andare oltre. Entrerò così nella pura tradizione di combattimento francese che fa molto rumore ma che in realtà non ha mai luogo (Soral/Raptor, Kaaris/Booba).

 

Una parola ai tuoi detrattori?

Grazie. Se, da un punto di vista fattuale, siamo uno dei gruppi Black Metal che fa più visualizzazioni su youtube, per motivi politici, quasi nessun altro media è autorizzato a parlare di noi (e comunque, grazie per aver avuto questo coraggio). Noi siamo come Voldemort: quello del quale non si deve dire il nome. Ma gli unici che continuano a pubblicizzarci parlando ossessivamente di noi, condividono la copertina dell’ultimo disco ovunque perché loro sono diversi, sono proprio i nostri detrattori; e proprio per questo, io devo loro un grande grazie! Avanti Peste Noire, la gente pagaper avere la pubblicità. Per noi gli antifa si prostituiscono gratuitamente.

 

Ti rifaccio l’offerta che ti avevo fatto nel 2015; se ti interessa amerei lavorare con te su un libro dei Peste Noire e credo che ci sarebbe molto materiale! Che cosa ne dici?

Se vuoi, ne parliamo quando avrò 90 anni. Per il momento, spazio alla musica.

 

Grazie Famine.

Grazie a te.

 

Fonte: https://www.webzinelescribedurock.com/2019/03/interview-avec-famine-de-peste-noire-depuis-kiev.html

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INTERVISTA A FAMINE DEL KPN (KOMMANDO PESTE NOIRE), TRADUZIONE DA MILITANT ZONE, MAGGIO 2017

In allegato al link sottostante il PDF con la traduzione dell’intervista ai KPN dal sito della Militant Zone.
Intervista ai Famine dei KPN, Maggio 2017, traduzione da Militant Zone

Di seguito il testo integrale. Buona lettura agli interessati.

1) Nel Dicembre 2016 abbiamo avuto il piacere di vedere i KPN (Kommando Peste Noire, ndt) uscire dall’underground per suonare sul palco dell’Asgardsrei fest, un evento pubblico che si è svolto nella zona centrale di Kiev, nel quale avete avuto la possibilità di condividere il palco con i NOKTURNAL MORTUM, i M8L8TH e i KRODA. Quali sono i vostri ricordi di questo festival? Quali sono le vostre impressioni globali della vostra prima visita all’Europa dell’Est?

Per noi è stato abbastanza impressionante passare dal suonare in un piccolo locale in Francia, dove abbiamo suonato per la prima volta, ad un evento in un locale così vasto con 1200 persone che sono venute a vedere il nostro secondo concerto. Da un punto di vista artistico, il gruppo non era ad un livello eccellente ma siamo migliorati moltissimo da allora, avevamo bisogno di un po’ di concerti per farlo bene.

Dal punto di vista organizzativo, siamo stati sbalorditi dalla professionalità di questo evento, sia per i suoni, sia per le risorse materiali che sono state mobilitate, sia per l’accoglienza; è stato quasi irreale. Per gruppi così schierati a livello politico si pensava sarebbe stato impensabile trovare standards così elevati. Oltre a questo, personalmente, sono sempre stato affascinato dall’Europa dell’Est, e ho avuto un feeling eccellente con i Russi e gli Ucraini che ho incontrato lì, è quasi come se avessi incontrato fratelli di sangue.

2) Parlando dei concerti che si sono svolti finora, cosa pensi delle recenti “caccie alle streghe” contro tutti quelli che sono considerati “politicamente scorretti” in questi giorni? Sembra che una volta che una band è etichettata “NSBM” (National Socialist Black Metal), “fascista” o semplicemente “nazionalista”, tutta una marmaglia di moralisti inizia ad informare la polizia nel tentativo di impedire a certi gruppi di salire sul palco. E non stiamo parlando solo del KPN qui, ma anche di bands come MARDUK, GRAVELAND e molte altre formazioni che di recente hanno provato sulla loro pelle i problemi dovuti alla censura politica.

Con tutte queste cancellazioni, gli antifa stanno facendo essi stessi propaganda contro di loro. Questa è una cosa buona. Alla fine dei conti il fatto che vedano Nazi ovunque e che facciano cancellare tutti questi concerti fa sì che tutti finiscano per odiarli. Quindi li incoraggio ad andare avanti in queste loro attività. Parlando dei PESTE NOIRE, la loro unica arma contro di noi è dire che noi siamo NS (NazionalSocialisti, ndt). Ho già spiegato che i PESTE NOIRE non erano NS in senso stretto, nello specifico in un intervista per il “Cercle Non Conforme” pubblicata online nel 2014.

Dire che non siamo NS era semplicemente una questione di accuratezza storica ed ideologica, anche se alcune persone hanno visto questo come un tentativo di paracularci o addirittura di promuovere una retorica anti-NS. Le persone sono davvero bloccate dalla dicotomia “NS / anti-NS”. Io ho detto che i PN (Peste Noire, ndt) non sono NS ma non ho mai detto che i PN sono anti-NS. I PN non parlano di Adolf Hitler, tutto qui. Se dicessi che i PN non parlano di piante nei loro testi, vorrebbe dire che i PN sono contro i tulipani e i papaveri? E seriamente, i PN sono troppo punk per essere NS. Qualcuno vedrebbe il fatto che non ci associamo al Nazional Socialismo come una debolezza, un’ipocrisia o la paura di finire nei guai. LOL: se avessi paura dei problemi, non avrei un progetto come VOUIVRE, con un individuo che è totalmente dentro il NSBM. Non mostrerei il mio supporto ad AZOV, non avrei un tatuaggio sul mio collo con scritto “Me Ne Frego”, e quando la gente viene a sapere con chi collaboreranno i PN, avete la mia parola, capiranno velocemente che non ho assolutamente alcun tabù da questo punto di vista. Per essere specifici, onesti ed accurati al 100%, i PESTE NOIRE si collocano ideologicamente vicini alle ideologie della Rivoluzione Conservatrice Tedesca, della Nuova Destra Francese o anche nel fascismo italiano alla maniera di Casa Pound. Sono un razzialista, un etno-pluralista, assolutamente contrario alla mescolanza razziale ma non un suprematista. Chiaramente quest’ultimo punto allontana i PESTE NOIRE da certe bands puramente NS.

Detto questo, il mio principale obbiettivo, senza alcun dubbio, è la difesa della razza bianca e l’espulsione (se possibile pacifica) dei non-Europei dalle nostre terre. E da questo punto di vista, le bands NS sono le mie prime alleate. Inoltre c’è una foto in cui faccio il saluto con la mano destra. Tutti questi merdosi blacksters francesi stanno facendo un sacco di confusione con questa foto, come se contraddicesse in qualche modo le mie parole. Che manica di coglioni.. Nell’intervista citata in precedenza con il CNC (Cercle Non Conforme, ndt) ho chiaramente detto che mi sento più vicino al fascismo Italiano che al Nazional Socialismo Tedesco. Quindi come ci si può sorprendere che uno che simpatizza col fascismo fa il saluto con la mano destra? Non ho problemi a salutare i miei amici come gli Europei hanno fatto per 2000 anni, e non ci sono problemi se i miei fan fanno questo saluto ai concerti.

 

 

 

3) Parlando dei fans, come spieghi il fatto che la scena Black Metal nell’Europa Occidentale e nel Nord America sta gradualmente perdendo il suo spirito ribelle, provocatore ed eretico per diventare incredibilmente sterile e castrata? Com’è la situazione in confronto a quella dell’Europa dell’Est? Vedi qualche differenza?

Non sono un psicologo, ma direi che i blackster dell’Europa Occidentale e del Nord America non sono così forti a causa dell’addomesticamento e dell’imborghesimento generale. Sono più nichilisti perché lo spirito del liberalismo estremo si è accanito su queste terre per più tempo rispetto all’Europa dell’Est. Qui in Francia, molti metallari sono degli egocentrici che vogliono mettersi in mostra, vivendo con le loro madri ed avendo una vita facile. L’Europa Occidentale è nota per i suoi più alti standard di vita, per il materialismo, il volgare edonismo, tassi di natalità più bassi e la Sindrome dell’Iperatore; quando l’unico bambino nella famiglia riceve tutte le attenzioni, non vi è da sorprendersi di vedere così tanti codardi egoisti qui. Ogni piccola cacchetta,  coccolata dai suoi genitori, pensa di essere un dio e non ha alcuno spirito di sacrifico né alcun senso di comunitarismo etnico. Non si prenderanno alcun rischio. La correttezza politica è in qualche modo la loro zona sicura. Usi il termine “provocatorio”; esso è anche una parola chiave per illustrare la differenza fra le scene Occidentali ed Orientali. Gli Slavi non fanno semplici provocazioni da “Rock Stars”, come fece Necrobutcher posando di fronte ad una bandiera Nazi, o come fecero i DARKTHRONE quando dissero “Norsk Arisk Black Metal” senza la volontà di stare da quella parte in seguito. Mi sembra che mentre la scena BM (Black Metal, ndt) occidentale resti esattamente allo stadio giovanile, superficiale e provocatorio (Hitler che sarebbe il nuovo Satana, gente che si dichiara NS solo per scandalizzare il pubblico, ecc), la scena nell’Est è molto più seria, politicamente impegnata, violenta ed organizzata. Sono rimasto stupito nel vedere il numero e la disciplina dei vostri volontari all’Asgardsrei Fest. La scena Slava sembra che è più unita. Avete le vostre reti nelle prigioni, i vostri attivisti hanno una cultura sportiva genuina ed uno stile di vita sano. Sia il corpo che la mente seguono l’ideologia. In Francia, vedi questo fra gli skins ma raramente fra i blacksters. Inoltre, nelle prigioni Francesi, se non sei un Corso non hai accesso ad alcun network di supporto fra i bianchi (che sono, per la maggior parte, o stupratori o tossicodipendenti). Bisogna anche tener conto di questo: dal momento che qui le prigioni sono piene di immigrati, uno cerca di evitarle ad ogni costo.

 

 

4) Parlando di stile di vita salubre, sembrerebbe che i temi dell’alcol e del sesso siano di particolare interesse per te. Ci ricorda le canzoni per Bacco e i riti Dionisiani, temi entrambi presenti nella cultura Europea, come lo sono anche quelli della disciplina Spartana e dell’ascetismo propri del movimento NS Straight Edge. Non vi è secondo te una contraddizione fra questi due temi? Qual è il posto che trovano essi nella tua vita?

Queste due forze, il Dionisiaco (orge) e l’Apollineo (ordine), per metterli in termini Nietzschiani, sono ovviamente in conflitto ma non sono contradditori dal momento che si bilanciano e si completano fra loro. Io mi alleno due ore al giorno per mangiare tre volte più cibo ed avere tre volte più piacere. Qui in Francia bere vino e champagne è un parte importante della nostra eredità e della nostra identità, una sorta di abilità nazionale.

Un nazionalista francese non può vivere in modo appropriato se sputa sui nostri vigneti. C’è un tempo per tutto: un tempo per lo sport e l’allenamento ed un tempo per i bagordi ed il relax. Troppa serietà porta all’ansia e lo stress prolungato porta al cancro. Il pubblico Francese è ovviamente meno atletica di quella Russa o Ucraina, ma è più festaiola, Rabelaisiana, che è una grande qualità. Guarda i video del nostro concerto a Limoges, la gente sorride da un orecchio all’altro, cantano insieme e si abbraccia senza comportarsi come una qualche feccia alcolizzata; è un momento di pura convivialità. Penso che la vera forza sia nell’autocontrollo, nell’essere in grado di godersi i piaceri terreni senza diventare dipendenti da essi nel lungo periodo. Niente è più deprecabile di una persona che non riesce a gestirsi quando beve secondo me. Personalmente, stavo bevendo troppo prima, ma questo mi ha aiutato in tempi difficili. Ora bevo solo occasionalmente. Comunque mi lascia perplesso essere trattato come se fossi un tossicodipendente perché bevo un sorso di Dom Pèrignon da qualche ragazzo straight edge che si spara gli steroidi, che sono 1000 volte più nocivi per la sua salute.

 

 

 

 

Q5) Fra le varie influenze che possono essere individuate nei tuoi recenti album vi è quella del rap. È una decostruzione postmoderna dei generi con la tecnica del collage o stai cercando di rafforzare i PESTE NOIRE con nuove influenze esotiche?

No, mi piace davvero la musica rap. Come nella letteratura Francese, mi sento sempre più vicino agli emarginati. Il mio interesse nel rap si basa sulla stessa attrazione che ho per i fuorilegge, gli attaccabrighe, i gangsters e le menti libere. E come ho già detto prima, sono un pluralista etnico: allo stesso modo in cui posso interessarmi alla cultura Giapponese o Inca, non ho tabù nell’ascoltare il rap dei Neri o dei Marocchini se è fatto bene e se non rinuncia alle proprie radici, in modalità Kemi Seba (Separatista Nero francofono panafricanista, antisionista ed anti-imperialista, che teorizza il ritorno in Africa dei Neri, ndt). Ci sono tonalità di voci, metodi di frasario e di canzoni peculiari, quelle che potete trovare in Niska o Siboy per esempio, cose che i bianchi non sarebbero in grado di proporre allo stesso modo. Questo vale anche per il rap tedesco. Un bianco non rapperà mai come un nero e viceversa. Preservare queste peculiarità razziali evitando la mescolanza razziale e la diluizione della propria cultura in un’altra è essenziale per me. Il rap è coraggioso, aggressivo, belligerante, ipermascolino, parla solo di orgoglio e potere, è praticamente ultra-fascista nella sua forma. Ora sono a favore di ogni tipo di orgoglio ma ovviamente la vittimizzazione anti-bianca di qualche tipo nel rap dei Neri è pura merda: una volta messo da parte l’interesse per il loro stile e per il loro timbro di voce, tutto così autentico, per i loro video e la loro estetica, essi semplicemente prendono tutti i nostri simboli e le nostre creazioni. Le loro pistole sono russe, le loro auto sono tedesche ed i loro vestiti sono francesi. Persino la loro simbologia è influenzata da quella Europea. Questi ritardati, che possono essere musicisti eccellenti ma pur sempre ritardati, parlano solo di potere e dominazione; ma i veri Capi, quelli che sono in possesso della tecnologia militare, quelli che fabbricano auto di lusso e Hugo Boss, sono ovviamente i bianchi. La verità è che siamo diventati troppo froci a causa delle guerre fraticide, della propaganda pro-mescolanza razziale e l’ideologia isterica dei diritti umani. Il fatto resta che siamo noi e non loro ad avere l’intelligenza tattica, logistica e le risorse militari per sovrastarli. Quindi lasciateli giocare con i nostri giocattoli nei loro video; senza di noi, avrebbero avuto bastoni di legno invece di AK47 ed asini o capre come mezzi di trasporto.

 

 

6) Siamo arrivati alla domanda ovvia ma necessaria: quali sono i tuoi progetti in corso, sia in termini di nuove registrazioni che di collaborazioni? Dove si trova il campo di battaglia per Kommando Peste Noire quest’anno? Forse qualche parola sul tuo nuovo progetto VOUIVRE?

Ok, in ordine cronologico, questo è ciò che farò.

Apparire come ospite nella prossima uscita dei M8L8TH

Registrare il nuovo album dei PN. È già stato composto, ma voglio perfezionarlo e lavorare sugli arrangiamenti musicali nel modo che è stato fatto precedentemente in “L’Ordure à l’ètat pur”, dove avete 30 diverse idee per traccia. I concerti ci hanno impegnato un sacco di tempo, e mi pento di aver affrettato un po’ i tempi con i due albums precedenti. Ora mi prenderò tutto il tempo di cui avrò bisogno per terminare questa nuova registrazione. Non aspettatevela prima del 2018.

Una volta che il settimo album dei PN sarà completato, farò uno split con gli Absurd su CD.

Dopo lo split con gli Absurd, rilascerò un 7’’ coi Goatmoon.

È un grande onore lavorare con tutte queste bands. Per quanto concerne VOUIVRE, è tutto completato, stiamo solo aspettando i vinili dalla fabbrica. C’è una certa montatura intorno al progetto, a causa del fatto che lo abbiamo annunciato in un video realizzato in modo eccellente dalla ANAON PRODUCTIONS, e la gente si aspetta un full-lenght album. Comunque questo è un EP (come abbiamo sempre annunciato): due tracce Black Metal con una produzione essenziale ed un sound old school (lato A), composte e registrate da me, e due tracce più sperimentali (lato B) composte e registrate da HGH. Sun, della band francese NSBM Malsaint, ha scritto tutti i testi tranne quello dell’outro. Canta le parti più sporche nelle mie tracce e io canto tutte le pulite. Sun si occupa anche del cantato pulito in una delle tracce sperimentali, ed un vero peso massimo dell’NSBM Francese, il cui nome terrò segreto finchè il vinile non sarà rilasciato, ha contribuito all’outro con i suoi testi ed il suo cantato sporco. Ardraos dei Suhnopfer suona la batteria. Secondo me è stata una buona esperienza ma non continuerò con questo progetto. Non sono più nello stato mentale in cui ero all’epoca, quella delle peregrinazioni parigine, dai primissimi inizi l’avevo visto come una breve pausa per provare qualcosa di diverso dai PN, come l’altro mio progetto VALFUNDE, del quale non mi occuperò più. Quindi sto lasciando il futuro di VOUIVRE nelle mani di Sun e HGH, se vorranno continuare questo progetto.

7) Togliamo il velo sull’imminente collaborazione fra MILITANT ZONE e PESTE NOIRE. Siamo fieri di annunciare le riprese del videoclip “Le dernier putsch”, la traccia che colpisce fin dai primi secondi nel vostro più recente album. Le riprese inizieranno a Kiev in data 11 Giugno 2017 e vorremmo invitare tutti i fans ed i supporter ad entrare a far parte del pubblico e diventare comparse in questo nuovo video dei Peste Noire (per maggiori dettagli visitate la pagina dell’evento vk.com/kpn2017).

“Le dernier putsch” era inizialmente inteso come un gesto di supporto ad AZOV, quindi quale miglior posto di Kiev per girare questo video? Come soggetto di interesse, abbiamo fatto una t-shirt un po’ di tempo fa raffigurante un hooligan armato di una mazza da baseball che indossava un elmo da cavaliere, con lo slogan “Be medieval” (Sii medievale, ndt). Allora, era solo un disegno di una maglietta, quindi rimasi a bocca a perta quandi per la prima volta vidi hooligans con le mazze da baseball nei clubs di Maidan vestiti con un’armatura medievale che si preparavano per un vero putsch!

Militant Zone vi ringrazia per il tempo dedicato a questa intervista, ci vediamo a Kiev il prossimo mese!

Link originale in inglese:
http://militant.zone/kpn2017/

La caccia alle streghe per motivi politici nel Black Metal (tradotto da Militantzone)

Sembra che gli Antifa stiano ora scoprendo questa cosa chiamata “Black Metal”, che è, (sorpresa! sorpresa!) basato sull’odio e sull’intolleranza. Dopo molte chiamate telefoniche e spam via internet da parte degli Antifa locali e dei membri dei Black Lives Matter, la polizia di Oakland decide di cancellare il concerto di questo weekend della leggendaria band Svedese “Panzer Division” Marduk per nessun altra ragione se non l’incapacità di assicurare la sicurezza al locale. È il terzo evento Black Metal solo questa settimana che salta a causa degli isterici antifascisti. Lunedì i BLACKDEATH (Russia) hanno dovuto cancellare il loro concerto ad Utrecht (Olanda) dopo che gli Antifa locali hanno contattato le autorità ed il locale si è tirato fuori. Giovedì la Band Ucraina KZOHH ha saltato quattro date previste dal loro tour nelle città francesi Parigi, Lilla, Montpellier e Saint Etienne per lo stesso motivo. È sabato, e abbiamo appena saputo che nemmeno i MARDUK suoneranno. Nonostante chiaramente questa settimana sia un record eccezionale, i fatti si collocano in un contesto nel quale abbiamo già visto casi simili. Nell’ultimo anno, ad esempio, le proteste contro i GRAVELAND (POL) a Montreal (Canada), i Peste Noire (Francia) cancellati sia al Blastfest in Norvagia sia al Sinister Howling Fest in Germania. Aggiungiamo inoltre le varie discussioni intorno ai Destroyer 666 (AU) e molte altre storie di censura per motivi politici nella scena Black Metal. È tempo di rendersi conto che d’ora in avanti la questione non riguarda solo la musica, riguarda la tua libertà di pensiero, la tua integrità intellettuale, tutte cose che l’autoproclamata “polizia del pensiero” sta cercando di portarti via.
Bisogna dirlo chiaramente, il Black Metal è sempre stato al di là delle regole sociali e politiche, ed è per questo che è al di fuori dalla lunga lista di generi musicali moderni. I primi fatti del Black Metal sono iniziati con un suicidio, una serie di chiese bruciate ed un omicidio, nessuna di queste cose si inserisce nella mentalità della società liberale moderna. Questa natura selvaggia, senza regole ed estrema del Black Metal è espressa attraverso la musica, che rende chi la ascolta partecipe di un’esperienza sublime, quasi rituale, oltre la mera moralità, oltre il dualismo del bene e del male.
Le critiche al Black Metal che arrivano dalla sinistra sono quindi molto ingenue. Vediamo gli antifa coi Social Justice Warriors insieme ad altri predicatori di uguaglianza e tolleranza usare una serie di clichè liberali, come quello di “discorsi d’odio”, “revisionismo storico” e così via per imporre la loro serie di tabù, argomenti proibiti e simboli proibiti nella scena musicale che fin dal suo primo giorno di nascita si impegna per una negazione totale del moralismo da plebei.
Per mantenere viva la scena Black Metal nel 2017 bisogna avere un po’ di palle. Esso richiede battersi contro la massa e le sue morali plebee, la cosiddetta “correttezza politica” e contro ogni forma di dogma liberali, i quali sono diventati senza ombra di dubbio la religione secolare dei nostri giorni.
Per concludere, cerchiamo di trarre alcune conclusioni pratiche, basandoci sulla nostra stessa esperienza.

Per le bands:

1. Non dare giustificazioni. Le tue giustificazioni non saranno mai abbastanza per farti accettare dai tuoi nemici ma saranno abbastanza per farti perdere il rispetto dei tuoi amici.
2. Supportatevi sempre l’un l’altro. Se una band viene esclusa dal bill per motivi politici, mostra la tua solidarietà facendo altrettanto. È storia recente il “Blastfest”, quando gli Horna (FIinlandia) hanno deciso di togliersi dal bill dopo che gli organizzatori hanno rimosso i Peste Noire sotto le pressioni degli Antifa. Alla fine il festival intero è stato cancellato a causa delle scarse vendite di biglietti.

Per gli organizzatori: mai cedere alle pressioni. Resistete per i vostri gruppi e tenetevi sempre un piano B, preferibilmente un secondo locale come riserva ed un vostro team per la security. Non cercate soluzioni facili e ricordate: nel 2017 Black Metal significa problemi. Se non volete alcun problema, è meglio se fate feste R’n’B.

Per il pubblico: siate sempre pronti a dare l’esempio e supportare le bands che vengono censurate ogni volta che hanno una possibilità di suonare. Ricordate, la solidarietà è l’unico modo per combattere la censura.

link all’articolo originale in inglese:

http://militant.zone/political-witch-hunt-on-black-metal/

Diffondi l’eresia, distruggi l’ipocrisia (fonte: militant zone)

La moderna scena black metal non ha le palle. Questo è noto da più di 10 anni ma ora tutto è ancora più chiaro dopo le recenti “cacce alle streghe” contro quelli che vengono chiamati “politicamente scorretti”, che si tratti di incitamento all’odio, revisionismo storico o qualunque altra sorta di eresia.

Essere un eretico significava sempre avere una dignità innata, una libera volontà ed un’onestà intellettuale. Insomma, esattamente tutto ciò che manca alla scena musicale “estrema” moderna. Nonostante la sua arroganza giovanile e i sentimenti finto-ribelli, in realtà vediamo solo ipocrisia cialtronesca e semplice codardia umana.

Queste stesse persone che dicono di non avere “nè dei nè padroni” sono i primi a promuovere la “tolleranza religiosa”, quando si parla di qualunque religione diversa dal cristianesimo (ad esempio Islam o Giudaismo).

Queste stesse persone che parlano di “ribellione contro tutte le autorità” sono i primi a collaborare con le autorità quando arriva il momento di usare mezzi legali e finanziari contro di noi, “gli eretici”.

Essere un eretico è sempre significato essere contro la massa, quindi se la massa inizia a respingerti, puoi essere sicuro di una cosa: stai andando nella giusta direzione.

Continuare questo percorso richiede queste 3 regole da seguire.

1) Non chiedere niente. Fai tutto ciò di cui hai bisogno iniziando da zero. Fonda la tua etichetta, registra la tua musica, organizza i tuoi eventi, ma senza indebitarti mai con i tuoi nemici.

2) Non cercare mai di giustificarti, non dare spiegazioni. “Se accetti la vergogna per evitare la guerra, alla fine le avrai entrambe”, disse Churchill un giorno. Questo è ciò che accade quando le persone pensano di risolvere le cose spiegandosi. Le tue giustificazioni non saranno mai abbastanza convincenti per farti accettare dai tuoi nemici ma saranno abbastanza per farti perdere il rispetto dei tuoi amici.

3) Resta in piedi e vai avanti per la tua strada.