RAZZISMO E POSSESSI COLONIALI (Lidio Cipriani – 1938)

In allegato al link sottostante in formato PDF l’articolo RAZZISMO E POSSESSI COLONIALI di Lidio Cipriani, tratto dal terzo numero del primo anno del periodico LA DIFESA DELLA RAZZA del 5 Settembre 1938.

razzismo e possessi coloniali – Lidio Cipriani – 1398

Di seguito il testo integrale. Buona lettura agli interessati.

Niente, meglio del razzismo, giustifica i possessi coloniali in Africa. Anche senza dar valore a qualsiasi altro dato, basta a provarlo l’atteggiamento attuale degli Africani verso la loro terra. Giova ripeterlo: essi non danno affidamento di riuscire mai a incivilirsi nel senso inteso da noi; quindi non capiranno mai quanto c’è da fare per sfruttare a vantaggio dell’umanità le immense risorse naturali che avrebbero a portata di mano. Non è giusto che mentre il mondo ne abbisogna, quelle risorse giacciano inutilizzate per rispettare una simile situazione; e piuttosto esse conferiscono il diritto alle nazioni civili di agire in Africa onde metterle in valore per il benessere universale. Certo, questo non autorizza a soprusi o ad atti inumani verso gli originari occupatori del suolo; all’opposto, è doveroso farli partecipare ai benefici creati sul posto dall’impulso di cui son portatori i coloni. Ma è inutile nutrire illusioni e sprecare tempo, denaro ed energie, come tanti vorrebbero, in grandi cure redentrici, perchè resulterebbero sproporzionate agli effetti. Gran parte della legislazione coloniale dovrebbe, anzi, senza indugio variarsi in rapporto a ciò che l’Africano realmente possiede in fatto di doti psichiche e di progresso verso la nostra civiltà. Intanto dobbiamo sgombrare la nostra mente da utopie come quella sul sorgere di stati negri indipendenti che un giorno dovrebbero sorprenderci creando da sè eserciti di terra e di mare, tribunali, università e officine. Chi lo sostiene evidentemente non ricorda che già l’Africa tentò di fondare potentati indigeni ma che tutti scomparvero per mancanza di civiltà propria. In vari libri miei cercai di dimostrare perchè tali creazioni non potranno sussistere mai e le ragioni naturali, ogni giorno più acute, vietanti in maniera recisa agli Africani di sviluppare industrie o anche soltanto un’agricoltura estese poco oltre i loro immediati bisogni. Dissi pure da anni che sulle razze africane pesa un imperativo biologico da cui son rese sempre meno atte non solo ad assimilare una civiltà straniera un po’ elevata, ma perfino a serbare la propria; che è infondato, perciò, pretendere l’ascesa evolutiva di genti trascinate al tempo stesso alla decadenza da invincibili cause congenite.

 

 

Tanto dura verità non è smentita da nessuno degli argomenti portati dai contradditori: fra i vari, quello della mirabile struttura di parecchie lingue africane a prova del notevole potere innato di logica degli indigeni. Nel fatto è, all’opposto, un altro indizio del regresso verificatosi negli Africani. Si ha appunto, fra essi, l’esistenza di lingue a struttura sproporzionatamente superiore a quella da attendersi osservando la loro presente cultura. Benchè divenuti oggi incapaci a crearsi un istrumento tanto perfetto come la lingua di cui si servono, riescono però ad adoperarla con facilità e a mantenerla attraverso le generazioni. Valga un esempio: i Negri della Guiana, fuggiti nel 1718 ai padroni, usano ancora nella loro comunità, insieme alle parlate originarie, il portoghese imparato in schiavitù. Niente radicò invece delle maniere europee di cui vennero a conoscenza, mentre ricostruirono parecchio della cultura africana. Per usare un vecchio confronto dirò che le lingue africane appariscono talora una stonatura e quale un manto sfarzoso sopra un abito a brandelli. Esse provano non la mentalità attuale degli Africani, ma quanto i loro antenati li superavano. La memoria non comune di coteste genti, mentre permise di tramandare per secoli le lingue del passato, le aiutò anche nell’insistere in speciali modi di vita. Osservatrici come sono per natura, di animali, piante e indizi vari, riescono a trarre profitto da particolari che sfuggono all’attenzione dei Bianchi perchè attratti da interessi diversi. Di conseguenza il Bianco è inferiore al Nero nella vita di foresta: donde il senso di disagio e la tendenza del primo a supplire con l’intelligenza ove altre doti non bastano, e la piena soddisfazione del secondo a parità di condizioni. Differenze innate del genere contribuirono forse a spingere le razze sulla via dei progresso, o viceversa a mantenerle in stasi senza desiderio di uscirne. Per le accennate e tante altre ragioni apparisce illogico lasciare l’Africa agli Africani: abbandoneremmo, così, un immenso deposito di ricchezze in cui sarebbe invece colpevole non attingere a fondo. Si pensi che non poche delle cose usate da noi si ottengono solo, o soprattutto dall’ Africa. Fra le più pregiate, poi, molte sono quasi esclusività africana. Così i diamanti che brillano nelle vetrine dei gioiellieri provengono in gran parte dal suolo di Kumberley; e l’oro, in quantità da non credersi, esce ogni anno dai filoni del Rand a Johannesburg.

La gomma e gli oli vegetali con cui tanto sapone è fabbricato, costituiscono pure abbondanti prodotti dell’Africa. Lo zucchero, il caffè, il cotone e i legni preziosi vi prosperano a meraviglia, mentre bestiame in gran numero pascola nelle sue sterminate praterie. Dà manufatti in entità trascurabile, ma le materie prime già fornite da essa hanno importanza tale da influire sul benessere di qualsiasi nazione: questo, seppure molto e molto resti ancora da fare! In quanto a commerci, la sola Colonia del Capo ha un movimento annuo di importazioni e di esportazioni sui 17 miìiardi di lire italiane; l’Africa Orientale Inglese, benchè appena ai primordi del suo rendimento agricolo e minerario, supera i tre miliardi. Per altre colonie africane le cifre non sono dissimili. Dia ciò idea della portata economica, sociale e politica della situazione africana e del dovere nostro di favorirne gli sviluppi. Possiamo farlo senza bisogno di ricorrere alle sfrontate menzogne, care negli ambienti ufficiali di certi paesi. Difatti, una volta riconosciuta ed affermata l’impossibilità palese degli Africani al progresso, è il caso di disfarsi della vecchia retorica a sfondo altruistico, copertina di sentimenti e principi non umanitari come quelli annunziati, ma egoistici. Di una maggiore, anzi piena sincerità se ne avvantaggeranno molto i programmi coloniali e in ultima analisi il rendimento delle colonie. Fino ad ora, il bandire la necessità dell’andata in Africa dei Bianchi per redimere e incivilire i Negri fu una sublime affermazione, ma stando alla successione degli eventi essa fu pari ad una mistificazione. In Africa il Bianco vide una terra di fertilità prodigiosa e di ricchezze da favola trascurate dai Negri, per cui pensò di carpirle. Nessun mezzo fu risparmiato per raggiunger lo scopo: intere regioni furono spopolate quando gli indigeni resistettero, aree vaste vennero occupate cacciandone o riducendone servi i primitivi abitanti. Malattie, sventure e miserie mai conosciute in precedenza divennero gli apporti principali di cui i Bianchi gratificarono i Negri nel presunto aiutarli ad ascendere verso la civiltà, mentre i secondi erano il migliore ausilio ai primi nel raggiungimento delle loro mire. Così, ognuna delle antiche imprese coloniali si risolse in Africa in una spogliazione, talora inumana, degli indigeni.

 

 

Per convincersene basta rivedere la storia della prima occupazione portoghese delle coste occidentali del continente; le atrocità degli Olandesi e degli Inglesi e la provocata estinzione degli aborigeni nel Sud Africa; il traffico orrendo iniziato dai Portoghesi e dagli Spagnoli e continuato per secoli dagli Inglesi per fornir l’America di schiavi negri. Dopo lungo esperimento, nessuno può disconoscere l’avere gli Africani risentito dalla civiltà un danno mai compensato da corrispondenti vantaggi, l’aver essi subìto molti soprusi e ridotta la loro antica ingenua letizia. Eppure è ineluttabile l’azione colonizzatrice e un afflusso sempre maggiore di Europei in Africa. La dottrina razzista autorizza a dire in proposito la verità senza ipocrisie: gli Europei dominano in Africa perchè hanno il dovere e il diritto di farlo. Milioni e milioni di essi, così, troveranno là il loro avvenire. Calorose affermazioni dei parlamenti britannico e francese pretendono invece che il futuro dell’Africa sia riserbato massimamente agli indigeni. Vana speranza che ha tutta l’aria di momentanea consolazione di fronte alla scarsità, ogni giorno più acuta, di proprio materiale umano da lanciare nel mondo per parare la concorrenza altrui. Gli Africani non potranno mai meritare tanta importanza, né alcuna regione del continente avrà mai una popolazione indigena capace di fare da sé anche solo parzialmente quanto ne concerne lo sviluppo. Non ripeto qui le ragioni, da me dette in molte occasioni, sul significare “l’Africa agli Africani” soltanto un ritorno se non un rincrudire della secolare barbarie propria dell’anteconquista europea; della necessità, quindi, che quel grido divenga “l’Africa agli Europei”. Se non altro, lo richiede a gran voce il benessere del mondo civile. Frattanto, se consideriamo di 150 milioni la popolazione indigena, e la cifra è forse eccessiva, ammettiamo che l’Africa ospita meno di un dodicesimo degli uomini del mondo, mentre la sua superficie è più di un quinto della terra emersa. Ove in India vivono 360 milioni di persone, nelle fertili colonie equatoriali inglesi dell’Africa, pari per superficie ad oltre metà dell’India, se ne hanno appena 12 milioni. Il Continente Nero difetta quindi di popolamento, nè le cause sono soltanto climatiche. II Sahara nel nord e il Kalahari nel sud ostacolano, è vero, la permanenza dell’uomo, ma anche altrove si hanno deserti o comunque zone che ve la limitano in misura uguale o superiore.

Calamità quali la malaria, la febbre gialla, la malattia del sonno e svariate epidemie devastarono talvolta intere regioni, ma oggi sono vinte in maggioranza. Nondimeno gli indigeni solo in rari luoghi aumentano di numero. Le cause ne saranno rimosse col diffondersi dei miglioramenti che l’uomo bianco deve volere per motivi di civiltà e perché ha tutto da guadagnare dal moltiplicarsi, anche il più vertiginoso, delle razze locali. Benchè si sia ancor lungi dal poter dire il continente un paradiso in ogni sua parte per gli Europei, oltre tre milioni di essi vi si sono stabiliti e vi generano figli sani e robusti. Non dimentichiamo, però, che per alcune zone l’incremento numerico dei Bianchi è ostacolato da ragioni di clima; ovunque, poi, il successo economico dei coloni è legato alla presenza sul posto di mano d’opera indigena. Ammesso quindi, perchè inevitabile, uno stragrande accrescersi della popolazione bianca in Africa, nessuna parte del continente potrà mai divenire in totalità un paese bianco. A questa ferma certezza è necessario ispirare i nostri programmi coloniali. Nei riguardi degli Africani, poi, va abbandonato ogni ambiguo atteggiamento, secondo il razzismo ci permette dignitosamente di fare, per sostituirlo con la più limpida sincerità: sempre buona compagna nelle maggiori imprese.

 

RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO. (Guido Landra, 1942, la Difesa della Razza).

In allegato al link sottostante il PDF dell’articolo in oggetto, pubblicato su “La Difesa della Razza” del 5 Novembre 1942.(titolo completo: RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO.
Per la Scienza e contro i melanconici assertori di un nebuloso spiritualismo)

Si tratta di alcuni pareri espressi all’epoca della polemica fra “razzisti scientisti e biologici vs spiritualisti” che già imperversava in Italia in epoca fascista.

Data la delicatezza dei temi l’autore del blog precisa che questa pubblicazione è a solo scopo storico/conoscitivo. L’autore del blog non esprime giudizi di alcun tipo su alcuno dei concetti espressi in tale articolo lasciando al lettore la libertà di farsi la sua idea.

L’articolo era disponibile sul web al link indicato nella prima pagina del PDF.

Buona lettura

Razzismo biologico e Scientismo, Guido Landra, 1942

Macej Dabrowski (alias Capricornus): il progetto Thor’s Hammer.

In allegato un excursus sulla carriera di Macej Dabrowski (Capricornus), in particolare del suo progetto Thor’s Hammer.

Il contenuto è tratto dal libro Come Lupi Fra Le Pecore.

Chi pubblica non esprime alcun giudizio su di esso e lascia al lettore la liberà di farsi un’opinione a riguardo. Buona lettura.

Macej Dabrowski (alias Capricornus): il progetto Thor’s Hammer.

Intervista a Herr Totenkopf (NSBM band Waffen SS, anno 2005)

Intervista ad opera di Luca Det Som risalente al 2005.

I Waffen SS furono una one man band NSBM attiva fra il 2001 ed il 2005.

Chi pubblica non esprime alcun giudizio sul contenuto di essa e lascia al lettore la liberà di farsi un’opinione a riguardo. Buona lettura.

1. Heil Herr Totenkopf.Prima di tutto ti ringrazio per averci rilasciato questa intervista dopo diversi anni ormai di assenza e di totale isolamento dalla scena..cosa hai fatto durante tutto questo tempo?

Heil NightDM, sono io che ti devo ringraziare per questa intervista,visto che gli “addetti ai lavori” si son quasi sempre rifiutati,in passato, di voler affrontare una discussione con il sottoscritto. Sai come funziona per le band che non si omologano al solito cliché prestabilito.Comunque lungo tutto questo periodo di assenza ho riflettuto su molte cose, ho messo in piedi altri progetti e mi sono reso conto di quanto sia inutile e ipocrita la scena che ci circonda e per questo ne ho preso le distanze.

2. Ho notato che molti kids ancora fanno una certa confusione riguardo le tue precedenti releases e la storia passata del tuo progetto..illustraci se puoi il percorso che hai seguito coi Waffen SS dalle gloriose origini in cui pubblicasti il primo demo fino ai giorni nostri..

Va bene.Formai i Waffen SS intorno all’agosto/settembre del 2001 quando il precedente gruppo dove suonavo (Necans, Black Metal) si sciolse per vari motivi. Allora decisi di continuare a suonare per conto mio, cosi mi presi una chitarra del cazzo da 3 soldi e iniziai a registrare tutti i pezzi che avevo preparato già per il precedente gruppo. L’intenzione iniziale era di creare un progetto tra il punk e il black metal che trattasse guerra, occultismo, esoterismo e giù di li ma data la mia giovane età (avevo 16 anni) non ero certo al massimo delle conoscenze in quell’ambito, così decisi di optare per i soli testi guerrafondai diciamo…ma non mi soddisfacevano ancora e cosi decisi definitivamente di fregarmene di tutto e tutti e ripresi tutti i testi scrivendoli sotto l’ottica che poi tutti conoscono. Così proprio per dichiarare precisamente cosa fossero e come la pensavano i Waffen-SS intitolai il primo lavoro “N.S.B.M.”. Un chiarissimo messaggio che in molti colsero al volo (anche grazie al cover-artwork) e che attaccarono o denunciarono come “una band di razzisti pazzi”, “inutili falliti”,”gente che non capisce nulla di black metal” e cosi via..
Il che di per se mi fece non poco piacere, primo perché subito si mise in chiaro chi avrebbe seguito o apprezzato il progetto e chi invece avrebbe inutilmente tirato fango e secondo perché a me la scena Black Metal non è che poi mi interessasse più di tanto, anche se al periodo ero ancora abbastanza appassionato, quindi prendere subito le distanze da essa era ciò che volevo.Il demo fu auto-prodotto in pochissime copie che restarono in Sardegna stesso, a parte qualche demo inviato nel Nord Italia…dopo pochissimo segui “Forever…” che riprende le stesse tematiche del precedente,ma con una maggiore inclinazione verso l’occulto sempre riferito al Terzo Reich…anch’esso non ebbe molto “successo” ahah…in quel periodo mi misi in contatto con alcuni personaggi del Nord Sardegna che suonavano BM e si dichiaravano grandi musicisti nonchè personaggi di spicco della scena italiana oltre che sarda, ma in realtà era povera gente frustrata.. questo mi fece prendere ancora di più le distanze da una scena black metal veramente patetica e squallida. Le accuse che mi mossero in quel periodo riguardavano il fatto che io essendo sardo non potevo parlare di Arianesimo e altre cose affini al Terzo Reich, poichè se Hitler fosse ancora vivo secondo le loro “teorie” ci avrebbe uccisi tutti (!!!)..ricordo ancora le accuse inutili, sempre fatte per e-mail, mai di persona..comunque tornando alla cronologia discografica, a fine 2001 inizio 2002 uscì “ Koncentrations Zentrum” primo lavoro dei Waffen SS in cd, precisamente un Mcdr.Questo lavoro iniziò ad espandersi bene per tutta la penisola, facendo conoscere la band anche fuori dalle coste sarde. Cosi venni anche a conoscenza di L.M., un personaggio del Sud Sardegna anch’esso con un progetto NSBM, i Pagan Warrior 88 e ci tenemmo in stretto contatto dando una forte spinta al movimento nascente dell’ NSBM italico appunto, grazie anche alla neonata Odal Rune prod. di L.M. stesso,che tra l’altro fu tra le prime a dichiararsi una label che trattava esclusivamente NSBM.Iniziò a nascere qualche gruppo che si dichiarava NSBM e cominciammo una stretta collaborazione con tutti, tra split e contatti. In quel periodo conobbi pure te, per via degli Anticamera 88 (R.A.C. band) e il movimento prese un po’ più forma e consistenza.
Nell’aprile del 2002 usci “ Eternal Voice Under the Swastika” e quel lavoro per i Waffen SS fù il salto di qualità se cosi si può dire, visto che anche musicalmente migliorarono molte cose,definendo meglio il sound e lasciando da parte i pezzi più punkeggianti e inserendo molti elementi ambient o comunque molto atmosferici! Il demo si espanse molto bene e arrivai a conoscere Paolo “Winterkrieger” Astolfi, dal Veneto. Con lui in seguito iniziò una stretta collaborazione che portò all’uscita di due Comp. “Blut und Eisen I e II” e che presto mi spinsero ad accasarmi alla sua casa discografica, la Wotan’s Reich prod. , visti i problemi sorti con L.M. Così dopo “Eternal Voice…” presi un periodo di pausa, creando canzoni fuori dall’ottica dei Waffen SS, sino a ritrovare la “retta via” nel novembre del 2002, quando registrai “WAR Against Judeo-Christianity” che usci nel 2003 per la Wotan’s Reich appunto. Questo lavoro riscontrò un’enorme consenso, che sinceramente non mi aspettavo e tutt’ora continua ad esser richiesto da tutto il mondo.La cosa non può che farmi piacere e spero che il nuovo disco appena uscito confermi ciò che i Waffen SS hanno fatto sin d’ora.Questa in breve è stata la vita dei Waffen SS.

3. Come mai la scelta di formare il tuo progetto come un solo-project?Non hai mai pensato di reclutare qualche camerata che potesse suonare con te?

Ho sempre voluto che i Waffen SS fossero una one man band perché la band sono io e basta. Potrei trovare qualcuno che mi aiuti musicalmente, ma alla fine non ne ho mai sentito la necessità,anche perché i Waffen SS non hanno una comoda posizione come tematiche e tutto il resto, essendo schierati pubblicamente in un determinato filone e ideologia, dunque entrare nei Waffen SS significava avere una forte convinzione in ciò che si diceva e si faceva.Siccome poi di camerati non è che se ne trovino tanti, se non quelli da pc o da pub il fatto è ancor più complesso e quindi in definitiva ho sempre preferito esser solo, almeno la vita della “creatura” dipendeva solo da me e non da buffoni esterni che rischiavano di smerdare il tutto.Quindi logicamente pure il nuovo lavoro è stato interamente composto ed eseguito dal sottoscritto.

4. So che quasi tutti i tuoi lavori sono stati pubblicati in edizioni ultra limitate dalla Italiana Odal Rune,forse la prima dichiarata NSBM label Della nostra terra,mentre “war against judeo-christianity” è stato pubblicato dalla altrettanto defunta Wotan’s Reich Prod.Vorrei sapere come ti sei trovato a lavorare con queste due labels e come è stato il riscontro del pubblico,visto anche che l’NSBM in Italia è visto con ancora troppa ostilità e indifferenza da parte dei più

Mi sono trovato veramente bene con entrambe le labels, visto che entrambe erano convinte in ciò che facevano e mi davano pieno supporto, il che per me era ed è fondamentale! La Odal Rune è nata anche grazie al supporto dei Waffen SS, mi sono anche occupato della propaganda della Odal Rune e sinceramente non me ne sarei mai andato se non vi fossero sorte varie incomprensioni con L.M! Comunque ora le acque si sono un pò calmate.Con la Wotan’s Reich prod. di Astolfi sono entrato in contatto dopo “Eternal Voice…” e subito mi sono trovato bene..un ragazzo serio e deciso a supportare il movimento, anche se a volte ha fatto delle scelte non condivise dal sottoscritto…ma non sono certo io a dover giudicare certe sue scelte appunto. Per la Wotan’s Reich uscì solo “WAR against…” sotto sua richiesta, visti i riscontri positivi che suscitarono le mie song presenti nelle 2 compilation da lui prodotte. Anche con lui poi ci staccammo involontariamente, perdendo i contatti…è da un’anno circa che non lo sento. Dei Waffen SS ora trovi solo l’ultimo lavoro visto che come hai detto te i precedenti lavori, soprattutto i primi sono stati realizzati in tirature ultra limitate (14 copie per i primi 2 demo).
Ovviamente, come detto in precedenza, soprattutto all’inizio il riscontro dei kids fu disastroso. Condanne a destra e a manca, minacce mai portate a termine e altre stronzate, con un casino di pseudo-interviste, domande e special forum ovunque..tutto ciò animato e aizzato da un branco di dementi che si credevano antisociali, cattivi seguaci del male puro e che poi appena vedono un gruppo fuori dalla logica imperante del momento e dal gregge pre-confezionato vanno in escandescenza e denunciano l’evento, etichettando a destra e manca. Ma si sa che il black metal ormai è pasto per bambini delle medie, che lo usano per farsi notare da papà e mamma e suscitare reazioni di stupore nei passanti che ormai tra l’altro nemmeno li notano più, vista la situazione! Basta leggere anche i testi dei gruppi attuali,sembrano sedute dallo psicoanalista, che neanche i Nirvana scrivevano…ma me ne sono sempre sbattuto principalmente, non avevo voglia di sentire questi buffoni sparlare senza avere una ragione o qualche cosa di concreto da difendere.Alla fine io ho sempre ricercato l’apprezzamento di poche persone che reputavo degne di capire il messaggio e visto che le stesse hanno apprezzato ogni uscita dei Waffen SS, non posso che reputarmi soddisfatto.I Waffen SS ascoltavano e ascoltano solo la voce del movimento NS e se ne fregano del resto della pseudo-scena becera e moralista, composta ormai da troppi topi rossi e frikettoni del cazzo.

5. Mi accennavi prima ad alcune Comp. e tributi ai quali hai partecipato,puoi dirci qualcosa di più a riguardo?

Certo. Ho partecipato come già detto in precedenza alle due compilation “ Blut und Eisen” prodotte dalla Wotan’s Reich. Nella prima sono apparso con il pezzo “Totenkopf” tratto da “KZ”,mentre nel secondo con il pezzo inedito “ Die Fahne Hoch” che ha riscontrato un notevole successo in Italia e non.I gruppi presenti in entrambe le comp. erano black metal band italiane a parte alcune che si dichiaravano NSBM..poi sempre per la Wotan’s Reich usci il tributo dell’underground italiano a Varg Vikerness.Quella è stata davvero una bellissima compilazione o meglio tributo, visto che la qualità è veramente ottima e le bands altrettanto. Io ho partecipato tributando al conte la song che meglio di chiunque altro si adattava ai Waffen SS,“ War”.

6. Sono sempre più numerose le bands che accostano il suono tipicamente BM a quello OI!RAC (gli Absurd furono una delle prime bands ad unire e ad amalgamare i due generi con un risultato a parer mio assolutamente entusiastico e geniale),le collaborazioni tra camerati dei due diversi generi musicali si fanno sempre più frequenti,senza contare tantissimi gruppi BM che coverizzano nei loro lavori dei pezzi di gruppi RAC e viceversa..cosa ne pensi di tutto ciò?

Beh…io adoro gli Absurd, sono geniali anche se non sono stati gli unici a fare un‘ accostamento black metal/punk…basta citare anche Carpathian Forest (anche se non hanno niente a che fare con il movimento) e diverse altre bands…Io sono dell’idea che il black metal contaminato da punk o RAC sia una bella cosa, mi è sempre piaciuto, anche perché ormai ascolto solo Oi!/Punk o RAC quindi…viceversa il punk o RAC contaminato dal metallo in generale non mi piace più di tanto. Come sai io adoro l’Oi! vecchio stampo, stradaiolo, crudo e sincero e sono dell’idea che i camerati sono camerati, quindi se un metallaro vuole suonare con una skinhead l’ Oi!/RAC, o uno skinhead suona Black/Thrash/Death con un metallaro la cosa non ha nessuna importanza, tra camerati ci si deve sempre aiutare.

7. Ascolti quindi anche OI/RAC?

Si, io ascolto l’Oi! il punk e il RAC,anzi li adoro, li ho sempre seguiti, ma ora più di prima mi ritrovo meglio con questi generi, più sinceri,crudi e diretti del metal in generale..i Waffen SS stesso all’inizio avevan reminescenze punk/Oi!, con L.M. facemmo un progetto NSBM/Oi! anche se sinceramente non aveva nulla a che fare poi con l’ Oi! in fondo, era quasi più Pagan.

8. Che gruppi ami ascoltare di questo genere?

Beh, sicuramente gli Skrewdriver sono i primi in assoluto, li adoro. Ian Stuart è stato fondamentale per tutto il movimento, fu il primo che ebbe il coraggio di dire e fare quello che nessuno avrebbe fatto o detto.Immortale. Poi mi piace il classico Oi! di gruppi come Combat 84, Condemned 84, Last Resort, 4 Skin e Blitz.Poi il RAC di band come Landser, Ultima Thule, Midgards Soner, Division 250, e ce ne sono talmente tanti altri che non cito. In Italia senza ombra di dubbio i migliori oggi sono i Legittima Offesa, ma in passato anche noi abbiamo avuto grandi gruppi come Plastic Surgery, Peggior Amico, ADL 122, Sud XT e tutt’ora abbiamo band come Dente di Lupo (ormai disciolti a quanto pare), Malnatt, Armco e tanti altri. Nel punk senza dubbio i Jinx (punk’s not Red) attualmente sono i migliori, poi ovviamente i soliti nomi, Exploited, GBH e tanti altri.

9. Herr Totenkopf,parlaci degli altri progetti musicali che ti vedono coinvolto,so che il demo dei Dimonios ha avuto un ottimo riscontro di pubblico nell’ambiente Skin 88..

Si,i Dimonios sono il mio gruppo Oi!/RAC che misi in piedi quasi 2 anni fa ormai. Ahimè non va molto bene con quel gruppo visto che la line-up è sempre traballante, ed è veramente difficile trovare componenti decenti per la band! Il primo demo “ A modo Nostro!” ha avuto un buon riscontro, inaspettato per quanto mi riguarda, visto anche com’è stato realizzato e per la pessima registrazione. Beh non può che farmi piacere…anche perché la scena skinhead italiana non è certo come quella Black Metal che è piena di buffoni, quindi riuscire a trovare un cosi ampio “successo” è stata veramente una bella soddisfazione. Ora avrei pronto il nuovo lavoro che resta più Oi! del precedente ma temo bisognerà aspettare ancora un bel po’ prima di vederlo pronto.
Per quanto riguarda gli altri progetti, feci un lavoro 2 anni fa con il moniker Wolf Lied di Ambient, stile ultimi Burzum, ma non l’ho mai dato alle stampe e sono pochissimi ad averlo. Il riscontro comunque fu ottimo e sono in molti ora a chiedere un seguito…si vedrà. Accennai prima anche a un progetto che facemmo con L.M., anch’esso 2 anni fa, di NSBM/Oi!, i Wehrmacht Hitler Jugend, con cui registrammo un demo, e poi fini tutto li. Mi piacerebbe riprendere quel progetto e fare un nuovo lavoro! Si vedrà…

10. Parliamo un po’ del nuovo cd appena uscito..illustraci qualcosa riguardo i nuovi pezzi,se sulla scia dei suoi predecessori oppure se ci sono delle novità..

Il nuovo dei Waffen SS si intitola “ The New Dawn of White Power”, ed è composto da 8 songs registrate tra l’ottobre del 2003 e l’aprile del 2004, più la cover “White Power” degli Skrewdriver, registrata nel febbraio del 2005. Lo stile è più o meno sempre lo stesso, con pezzi molto veloci ed altri lenti e si alternano scream a clean vocals, per dare più enfasi alle parti “trionfali” che sono presenti in grande misura su tutto il lavoro. La registrazione penso sia uscita abbastanza bene.In definitiva credo si possa definire in tutto e per tutto un lavoro dei Waffen SS, senza grandi sorprese o variazioni! I testi sono molto più riflessivi dei precedenti, più ragionati direi, soprattutto rispetto a “WAR Against..” dove erano più un assalto frontale all’arma bianca.Ora ho ragionato prima di scriverli, cercando varie metafore e rendendoli più completi sotto vari aspetti, anche se il messaggio è sempre quello e non ho per nulla cercato di nasconderlo sotto metafore incomprensibili! Chiunque capirà cosa voglio dire, ma ho preferito non scriverlo direttamente.Il suono può essere vagamente accostato all’ultimo CD, anche se i pezzi sono tutti sui 5 minuti e si intrecciano con giri semplici ad altri più ricercati…ma alla fine meglio lasciare un po’ la sorpresa.

11. Herr Totenkopf,tu sei sempre stato uno di quegli esponenti della scena NSBM che ha scritto dei testi molto ragionati ed “ermetici” se vogliamo.Qual’è stato il filo conduttore che ha unito i testi dei tuoi lavori?Qual’è stato il tuo modo di interpretare la II guerra mondiale attraverso i tuoi testi?Non pensi che i veri vinti,soprattutto moralmente,siano stati gli Alleati?migliaia di uomini,donne e bambini morti,città rase al suolo più per dispetto che per altro,torture e prepotenze..

Uhm, proprio ermetici non direi, piuttosto ragionati si, anche se i primi e l’ultimo CD come detto è un assalto verbale oltre che musicale. Ma in generale ho quasi sempre cercato le metafore per esprimere quello che dovevo dire…sicuramente e non è nemmeno difficile da capire, il comune denominatore di tutti i testi che ho scritto è stata la guerra. I miei testi di per se hanno sempre parlato di guerra, mettendo sempre le battaglie, come principale riferimento per poi lavorarci sopra. In questo la Seconda Guerra Mondiale è stata la vera base da cui partire e raramente ho trattato battaglie medievali, visto che non mi sono mai interessate particolarmente. Rifacendomi alle più famose battaglie del secondo conflitto mondiale, ho poi riscritto i testi, a volte rivedendo la guerra dalla parte dei “vinti” ,altre volte inventandomi da capo una battaglia con metafore ben precise. Altri testi ancora parlano dell’ occultismo, inteso però sotto un’altra ottica, e soprattutto i primi lavori erano impregnati di un occultismo che si rifaceva come detto prima a quello del Terzo Reich, con i rituali compiuti dalle Schutz Staffeln nel castello di Wewelsburg. Mi ha sempre affascinato l’occultismo Nazional-Socialista e quindi mi è venuto naturale riprendere pure quelle “visioni”. Nel CD i testi sono completamente incentrati sulle battaglie, sulla guerra dell’ uomo bianco, sulla difesa del suolo Patrio e via dicendo, mentre nell’ultimo lavoro saranno molto più legati al misticismo che unisce uomo e natura, all’unione degli elementi che accomunano gli spiriti naturali e quelli umani…tutte logicamente a favore del ritorno alle origini, del ritorno dell’uomo bianco verso la propria naturale “casa”.

12. In questa società votata sempre di più all’integrazione delle diverse razze e culture,alla propaganda dell’uguaglianza e dell’antirazzismo,alla colonizzazione dei gialli e al pari diritto dei negri,come vedi il futuro della Nostra Nazione,dei Nostri Figli e della Nostra Gente Bianca?

No Future for Me, No Future for You..anche se chi lo cantava non era proprio dalla nostra parte.. io sono dell’idea che di questo passo non esisterà più un’identità nazionale, non esisterà più un cazzo..solo il chaos! I Waffen SS hanno sempre gridato ad alta voce il ritorno alle armi, perché le parole come abbiamo visto non servono più. Un domani l’Italia sarà per 3/4 abitata da etnie e razze che non hanno niente a che fare con le vecchie popolazioni italiche…un giorno avremo un primo ministro Nigeriano, miss Italia Nord Coreana (e l’abbiamo anche già avuta negra) e altra feccia sulle poltrone a comandare! D’altronde finchè resteranno beati a dirigere dall’alto dei loro palazzi dorati quei bastardi ratti, il nostro paese non può che andare in malora.Loro vorrebbero eliminare l’identità Nazionale per poter camminare sopra macerie di persone senza dignità e facoltà di reazione, ma finchè ci saranno poche persone che aprono gli occhi e che vedono la merda che ci circonda il loro facile gioco non potrà del tutto compiersi. D’altronde perché continuano a reprimerci, a dichiararci fuorilegge e a rinchiuderci nelle celle? Perché sanno quanto siamo pericolosi con il nostro pensiero…il Nazionalismo è dentro ogni individuo, ogni persona ama il proprio territorio, la propria terra, la propria famiglia e quindi se questo pensiero si riafferma, loro dagli alti palazzi ricadrebbero nel loro habitat naturale,le fogne.
Dobbiamo farci coraggio,lottare ed agire perché ormai stiamo perdendo il diritto di vivere.Con la scusa dell’integrazione razziale in Italia entrano cani e porci e come cani e porci sfruttano, mangiano e bevono senza però fare un bel nulla.Io sono molto attaccato alla mia Nazione, al mio suolo Natio e l’inserimento di altri individui non è certo la migliore cura per la mia Terra!Fra un po’ avremo locali per soli negri (anzi,già esistono), avremo il totale monopolio del mercato cinese su quello italiano (e siamo molto vicini) e soprattutto avremo dimenticato ogni sentimento riguardo alle nostre origini, perché la sapiente scienza sionista continua a cambiare la storia, a inventarsi l’uguaglianza, quando si vede lontano un miglio quanto ogni popolazione abbia le sue diversità, razziali e culturali!
L’Italia ha una tradizione antica e nobilissima da difendere, ma anziché vantarsene o trarne vantaggi qualche “forza occulta” la nasconde nei sotterranei bui del proprio ego, acconsentendo a una becera mentalità altruista e soprattutto mondialista che ormai non riconosce più tradizioni, culture se non quelle yankees,giudaiche o africane! Sono stanco di vedere tutti questi ragazzi seguire le mode dei negri, che siano reggae, rap, hip hop ecc! Ora anche i negri fanno BM e tra un po’ arriveranno a rivendicare anche il punk e l’Oi! e tutti a seguire queste nuove mode…bisogna riscoprire la gioia di essere Italiano, la bellezza di avere una Terra cosi ricca di storia, orgoglio e tradizione e mandare a fare in culo quest’esterofilia che non serve a nulla, se non a quei soliti ratti gignanti.
Questa discussione è veramente lunga e complessa da portare avanti..dico solo a chi vuole capire di girare un pò per le strade, anziché rinchiudersi nelle discoteche o nelle proprie case, magari usando la medicina che i potenti gli somministrano per stare buoni e non allargarsi troppo.Sfido chiunque a passare anche solo una settimana in giro per le strade di una qualsiasi città Italiana e continuare a reputare l’integrazione razziale un’ utile soluzione per la nazione..

13. E’ recente la triste notizia che in Spagna il governo spagnolo con una scellerata legge ha ufficialmente acconsentito al matrimonio tra froci volendo loro concedere addirittura la facoltà di adottare dei bambini. inoltre nello stesso tempo il B & H Spagnolo è stato smantellato completamente e la polizia con numerose retate in varie sezioni ha arrestato gran parte dei suoi esponenti..per la serie,oltre al danno dei froci anche la beffa..qual’è la tua opinione riguardo questi tristi fatti recenti?

E’ davvero incredibile ciò che ha combinato il governo Spagnolo.Credimi,ogni parola in più sarebbe superflua. Questo è il nuovo mondo caro mio, ti devi adeguare..o lottare sperando che ci sia qualcuno un giorno che continui la tua lotta.La Divisione Spagnola del B & H era davvero bene organizzata, tra le migliori in Europa..non potevano che fermarla cosi.

14. A dieci anni dalla fine dell’apartheid la persecuzione razziale in Sud Africa esiste ancora, ma si è capovolta: la praticano i neri nei confronti dei contadini bianchi o “Boeri”, i quali, con la connivenza del partito marxista al potere, sono oggetto di una pulizia etnica silente quanto scientifica e brutale. I morti ammazzati, bruciati vivi, segati a metà , violentati e contagiati – bimbi e anziani inclusi – superano quelli israeliani nella seconda Intifada e la lista s’allunga ogni giorno. In rapporto alla consistenza del gruppo, lo stesso che dava da mangiare a mezza Africa, si tratta del record mondiale di omicidi. Il premio per ogni esecuzione è di 250 Dollari, e intanto l’Anc proibisce alle vittime il porto d’armi.Insomma ci risiamo: se i cadaveri sono di pelle nera per bloccare il genocidio si muovono Onu, Usa e Ue (vedi il Darfur),
mentre se la pelle è bianca e gli occhi chiari nessuno si scompone.Un tuo commento..

Beh…non servono commenti per descrivere questa criminale e paradossale situazione. I negri sanno d’altronde solo lamentarsi e chiedere diritti a destra e a manca…in America si moltiplicano, gli concedono la libertà e ancora oggi non sono riusciti a fare nulla di buono e continuano a lamentarsi,rubare,uccidere,formare bande armate e sporcare le strade americane…loro dicono che sono svantaggiati, ma non fanno una sega per rimettersi in piedi. In Africa vivono ancora come gli uomini di Neanderthal il che dice tutto su quanto siano sottosviluppati mentalmente.Senza contare tutti quelli che vedi (sempre in Africa) imbracciare un’arma sulle spalle e farsi la guerra tra di loro per un pezzo di territorio.Eppure la colpa mica è la loro?! E’ l’uomo bianco che colonizzandoli li ha oppressi e resi quel che sono ora…i bianchi ormai sono il vero popolo oppresso e perseguitato…commette un omicidio o rapina un negro, un giallo ed è difesa, difficoltà esistenziale o la “repressione” che gli viene attuata… lo fa un bianco ed è un razzista, un pazzo ed un mostro! Ma ripeto,la colpa è di chi ha pensato che queste scimmie fossero poveri esseri perseguitati e per questo gli hanno dato tutto..e loro hanno preso veramente tutto!! Meglio che mi fermi qui guarda!

15. Herr Totenkopf,io ti ringrazio per questa intervista,a te le ultime parole.

No Night DM,sono io che ti ringrazio per l’intervista.Finalmente ho potuto dire quello che penso senza alcuna censura.Non lascio nessuna dichiarazione, sono i Waffen SS a parlare per me.

Muhammad Ali sull’integrazione razziale

Alì (A.): un’altra cosa: l’integrazione si basa anche sui matrimoni misti, vero?

Giornalista(G.): sì.

A: Bene, sono sicuro che nessun bianco intelligente che sta guardando questo programma, nessun bianco intelligente, nella sua mente, vorrebbe che un nero o una nera sposasse i suoi figli e che i suoi nipoti siano dei meticci.

G: Beh, io lo vorrei.

A: Tu lo vorresti ma molti no. Cosa cerco di dire è che… in realtà tu non lo vorresti, dici di volerlo perchè sei in un programma tv e devi farlo.

G: No no, questo non è vero.

A: Perchè lo vorresti?

G: Perchè credo di non essere diverso da te.

A: Sì invece, noi siamo molto diversi.

G: Credo che la società ci vuole diversi. La società ci ha fatto diversi.

A: Non è la società, è Dio che ci ha fatto diversi.

G: No, siamo tutti umani.

A: Ascolta, gli uccellini blu volano con quelli blu, i rossi con i rossi, i piccioni vogliono stare coi piccioni.

G: Ma noi siamo dotati di intelligenza.

A: Loro non hanno l’intelligenza?

G: No.

A: Eppure stanno insieme. Noi dovremmo essere più intelligenti di loro, no? Le cicale con cicale, gli uccellini blu con i propri simili.. sono tutti uccelli ma hanno diverse culture.
Alle aquile piace sorvolare i monti, alle cicale piace volare nel deserto, agli uccellini blu piace volare tra gli alberi e nel prato.

G: Beh, fammi dire che le cicale causano problemi…

A: Anche noi abbiamo problemi… Non ho mai visto una coppia mista in UK o in USA uscire e camminare liberamente con il proprio figlio meticcio.

G: E’ la società, bisogna educare la gente.

A: La vita per me è troppo corta per rieducare, preferisco relazionarmi con i miei simili. Ho una splendida figlia, una bellissima moglie, e sono come me, siamo felici e non abbiamo problemi. Nessuna donna mi amerebbe così tanto… capisci?

G: Sì capisco ma credo che sia triste…

A: Non è triste se voglio che mio figlio somigli a me, tutte le persone intelligenti vorrebbero che il proprio figlio gli somigliasse. Sarei triste se perdessi la mia meravigliosa identità. I cinesi amano i propri simili ed i tratti orientali, i pakistani amano la loro cultura, così come gli ebrei. Molti cattolici vogliono relazionarsi con soli cattolici cosicchè la religione rimanga la stessa. Chi vorrebbe uccidere la propria razza? Chi non vuol restare con la propria gente è chi la odia… ti vergogni di ciò che ha fatto Dio. Dio non ha sbagliato nulla nel crearci.

G: Credo che questa sia una filosofia disgregante.

A: Ascolta, nessuna donna nel mondo intero, nemmeno una nera islamica può cucinare, relazionarsi, conquistarmi e stare con me come fa la mia moglie afro-americana. Nessuna donna, tantomeno una donna bianca, può davvero associarsi con me e con i miei sentimenti, con il mio comportamento, con i miei pensieri. E non puoi prendere un cinese e dargli una donna di un’altra razza, perchè sebbene fra loro c’è amore sentimentale e fisico in realtà non sono contenti perchè a lei piacerà la sua musica mentre a lui piacerà la musica cinese e si contrasteranno sempre. E’ la natura, tu puoi fare quel che vuoi ma la natura dice che bisogna stare con i propri simili. Io voglio stare con i miei simili, amo la mia gente.

 

 

Controversie razziste nella scena Death Metal: il caso Malevolent Creation

In un trionfo di morte e miasmi, tra manuali di medicina legale e citazioni di film horror, il death metal sembra comunque tollerare poco determinati eccessi di matrice razzista; una scoperta fatta in prima persona dai deathster floridiani Malevolent Creation, uno dei grandi nomi rimasti in piedi dopo l’implosione del genere. “The Ten Commandments”, il loro debutto, è scolpito nel granito a colpi di doppia cassa e riff terrificanti e i lavori successivi hanno fatto guadagnare al gruppo uno status invidiabile ed un posto d’onore nell’olimpo death metal. Ma le fondamenta di questo colosso tremarono non poco all’uscita del quarto lavoro, “Eternal”, per via di alcune liriche che innescarono un coro di polemiche: nel disco compare infatti il pezzo “They Breed”, che si scaglia con odio contro (citiamo testualmente), i “fottuti negri”, definendoli “feccia”, “ladri bugiardi” e “pieni di malattie”, auspicandone la morte violenta. La band all’epoca tentò di minimizzare il tutto, ma i problemi si ripresentarono sotto altre vesti quando, durante una data del tour in germania, il bassista e cantante Jason Blachowicz (guarda caso anche autore del testo incriminato) ebbe la brillante idea di presentarsi sul palco con una maglia del Ku Klux Klan. L’effetto sull’audience fu dirompente e il concerti si trasformò in una violenta protesta contro i Malevolent Creation, come ricordato dal chitarrista Phil Fasciana. Dopo questa bravata Blachowicz venne gentilmente messo alla porta (rientrò tuttavia fra i ranghi nel 2010) e il gruppo, forse per sgombrare il campo dai dubbi, si schierò pubblicamente contro il razzismo aderendo al progetto Metalheads Against Racism.

(COME LUPI TRA LE PECORE: Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista, pag. 32-33, cap. “Ideologia in Musica”.)

Malevolent Creation – “They Breed”

Testo tradotto dall’inglese (il traduttore non esprime giudizi su di esso, in foto Jason Blachowicz, cantante e bassista dei Malevolent Creation e autore del testo)

cc

Nati in questo mondo di oscenità
Una piaga in ogni città
Il mondo reale non è così reale,
Riempito di feccia e ladri bugiardi,
Minacce di dolore, vite a pretendere
Quando non vi dobbiamo niente.
Costretti a vivere nella paura per sempre
Si riproducono ancora.

Volete sempre e prendete sempre
Quello che non fu mai vostro
Un giorno sentirete l’odio
Che voi date agli altri.

Pieni di malattie,
Ancora si riproducono

Odio contro di voi e la vostra razza
Il sangue cattivo scorre per sempre
La mia vita non sarà finita
Finchè non vi sarete uccisi a vicenda

Volete sempre e prendete sempre
Ciò che non fu mai vostro
Un giorno sentirete l’odio,

Fottuti Negri

La dottoressa Cristina Cattaneo contro il negazionismo razziale (citazioni dal libro “Certezze Provvisorie”).

Cristina Cattaneo è una professoressa associata della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, oltre che direttrice del laboratorio di antropologia ed odontologia forense. Ha competenze scientifiche molto elevate, incarichi importanti ed un curriculum di grande spessore. Fra le altre cose, è stata incaricata di svolgere l’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la ragazzina per la cui tragica scomparsa è sotto processo Bossetti.

Cristina Cattaneo, il medico legale che vuole dare un nome ai migranti morti

Inattaccabile sotto ogni punto di vista, insospettabile di alcuna posizione politica cosiddetta “razzista”, nel suo libro “Certezze Provvisorie”, uscito nel 2010, si scaglia contro il negazionismo razziale, ritenuto antiscientifico. L’unica spiegazione logica all’esistenza del negazionismo razziale è quella socio-politica e non quella scientifica. Le sue affermazioni sono di seguito riportate.

Certezze Provvisorie – Cristina Cattaneo

<<Non intendo nascondermi dietro la negazione un po’ ipocrita che esistano differenze di tipo etnico che possono aiutare ad identificare una persona. Se parlo di “un trenta-quarantenne negroide alto 180 cm”, questa espressione sarà molto più incisiva della definizione “trenta-quarantenne con capelli lanosi e pelle bruno scura”. C’è qualche ragione per negare queste diversità? Potrebbe non essere un discorso riconducibile alla genetica, anche se è notizia recente che i progetti che studiano il pangenoma stanno individuando sempre più sequenze tipiche di popolazioni particolari. E poi, perché i nostri genetisti forensi da una traccia di sangue riescono a dirci se essa appartiene a un orientale o a un europeo? Il grillo parlante intona sempre questa diatriba quando siamo al bar e si avvicina al banco un cinese o un senegalese. Mi guarda e dice “Le razze non esistono, eh?”
E anche se per assurdo i gruppi etnici non potessero essere stabilite dai geni, l’aspetto fisico me lo può concedere, e in ambito forense, per identificare un morto, è un dato dirimente.>>

<<Mi è capitato di dover intuire l’età di un detenuto africano che diceva di essere minorenne e il suo avvocato sosteneva che dovesse essere spostato in un carcere minorile. È provato che differenti gruppi etnici crescano secondo modalità diverse, più o meno rapidamente. Possono influirvi diete e stili di vita diversi, malattie, ma è ormai accertato che un africano crescerà in maniera un po’ più rapida rispetto a un danese. Non si possono applicare acriticamente formule tarate su popolazioni europoidi a un soggetto subsahariano. Per quanto possibile i metodi vanno testati e adattati per le diverse etnie. L’avvocato l’aveva intuito e aveva chiesto al giudice, visto che il cliente era africano, di inserire nel quesito “dica il perito l’età del soggetto tenuto conto della sua razza…”. Un genio.
Ciò che mi preoccupa è la violenza che accompagna questi discorsi. A volte, l’unica spiegazione che riesco ad accampare sul perché molti scienziati cerchino di convincerci che le differenze non esistono è che non si fidano dell’uomo e non credono a un suo miglioramento e a una sua crescita. Si teme forse che riconoscere “differenze” possa mettere un’arma terribile in mano a chi ne vuol fare un’assurda e insostenibile questione di superiorità o inferiorità, di razzismo. Certo, negarne l’esistenza potrebbe neutralizzare questa minaccia. Mi chiedo però se sia giusto privarci per principio, per mancanza di fiducia, della possibilità di accettare e gestire queste meravigliose diversità.>>

“Razzismo”. La sentenza che imbarazza la banca dei migranti

Clienti italiani favoriti e dipendenti discriminati L’ex vicepresidente fa condannare Extrabanca.

La prima banca italiana nata nel 2010 con l’obiettivo di dare credito ai cittadini stranieri, Extrabanca, dovrà risarcire il suo ex vicepresidente. Otto Bitjoka, per averlo defenestrato nel 2011 dal suo ruolo nel consiglio di amministrazione dell’istituto.

Una decisione dettata da motivi razziali per la seconda sezione civile della Corte di Appello del tribunale di Milano. La sentenza è del 23 giugno e condanna Extrabanca a risarcire Bitjoka con un indennizzo di 80mila euro, tutto compreso, per il danno subito, non solo a livello professionale.

Bitjoka, imprenditore italiano di origine camerunense, attivo sul fronte sociale e promotore della nascita di Extrabanca, di cui era vicepresidente, nel 2011 era stato l’unico nel consiglio di amministrazione a denunciare il comportamento discriminatorio nei confronti di un dipendente di origine senegalese, Cheik Tidiane Gaye.

Il lavoratore denunciò il fatto che i dirigenti dell’istituto lo volevano dissuadere dal candidarsi alle elezioni comunali del 2011 con Pisapia a causa del suo colore della pelle edella sua razza, accomunandolo agli zingari, E poi l’invito a non pretendere di fare carriera, di diventare dirigente perché immigrato. Tutti fatti accertati da una sentenza del marzo del 2012 del tribunale del Lavoro di Milano che ha riconosciuto a Gaye di aver subito “molestie razziali”.

Bitjoka era stato l’unico tra il management a denunciare la cosa e a puntare il dito anche sui differenti tassi di credito tra i clienti stranieri e quelli italiani, più favorevoli agli ultimi. Un atteggiamento paradossale in una banca, fondata e presieduta da Andrea Orlandino nata con lo scopo di favorire mutui e prestiti ai cittadini di origine straniera. Quando Bitjoka, anche lui di colore, pone la questione, inviando pure un’informativa ai soci, si ritrova contro tutto il consiglio di amministrazione che nel giro di poche sedute vota una risoluzione per esautorarlo dal ruolo di vicepresidente.

Il giudice Angelo Sbordone della Corte d’appello del Tribunale civile di Milano ha ribaltato la sentenza di primo grado e riconosciuto le ragioni di Bitjoka disponendo “un risarcimento del danno non patrimoniale connesso alla lesione dell’interesse a non subire discriminazioni per ragioni di razza o di origine etnica che affonda le radici morali e culturali, prima ancora che giuridiche, nelle norme fondamentali, articolo 2 e 3 della nostra Costituzione”,

Il giudice ravvede nella scelta di revocare l’incarico una discriminazione per motivi razziali. Oltre al risarcimento, Extrabanca, che ha filiali a Milano, Roma, Brescia e Prato, dovrà pubblicare in sintesi la sentenza sui maggiori quotidiani nazionali e integralmente sul suo sito internet per un anno. Per lo stesso giudice la pubblicità di questa sentenza “deve costituire un’efficace remora contro future discriminazioni”.

Soddisfatto Bitjoka, assistito dall’avvocato Fabrio Strazzeri: “Con questa sentenza si fa giustizia. Dopo la revoca dell’incarico mi sono dimesso dal cda perché ritenevo che l’istituto tradisse i principi sui quali era stata fondata”. E aggiunge: “Nonostante le carte etiche e i valori che venivano propinati, il sostegno ai clienti stranieri era solo una copertura per prendere una fetta di mercato”. Nel processo di appello si è accertato “che il credito concesso agli italiani era mediamente il doppio di quello dato agli stranieri”. Il tasso sui mutui per gli immigrati era vantaggioso, sui prestiti personali era superiore del 2,8 per cento a quello praticato agli italiani.

fonte:

di Diego Longhin

La Repubblica, 6 luglio 2015

Le razze umane, Samuel Morton e Stephen J. Gould: un esempio di distorsioni ideologizzate

Si aggiunse in seguito l’idea controversa per cui le popolazioni umane non rappresenterebbero soltanto razze differenti, ma specie distinte. Uno dei principali sostenitori di questo concetto fu il medico Samuel Morton di Philadelphia.
Morton si sbagliò non tanto a causa del pregiudizio quanto della sua fede religiosa. Per Morton le persone bianche e nere esistevano già nel 3000 a.C., come si poteva dedurre dall’arte egizia. Tuttavia, il mondo era stato creato nel 4004 a.C., secondo la cronologia che l’arcivescovo Ussher aveva estrapolato dallo studio del Vecchio Testamento e di altre fonti. Secondo Morton l’intervallo di tempo non era sufficiente per far emergere razze diverse, di conseguenza queste dovevano essere frutto di creazioni distinte. L’idea avrebbe potuto essere ragionevole se solo la cronologia di Ussher fosse stata anche solo lontanamente corretta. Morton accumulò cos una vasta raccolta di crani provenienti da tutto il mondo, per misurare il volume del cervello e analizzare altri dettagli che, a suo parere, permettevano di distinguere le quattro principali razze umane.

Stephen J. Gould, paleontologo, biologo, storico di Harvard e saggista di successo, accusava Morton di aver volutamente sbagliato la misurazione del cranio degli africani e dei caucasici per sostenere che dimensione del cervello e intelligenza fossero correlate. Lo stesso Gould, però, non ha misurato i crani di Morton, limitandosi a rielaborare le sue analisi statistiche e stimando che tutte e quattro le razze hanno crani di volume più o meno simile. Le accuse di Gould sono state pubblicate su “Science” e nel suo “Intelligenza e pregiudizio”, un lavoro ampiamente citato, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1981.
Un recente colpo di scena ha ribaltato la vicenda, rivelando che la forzatura non fu di Morton, bensì di Gould.

Un gruppo di studiosi di antropologia fisica, guidato da Jason E. Lewis della Stanford University, ha compiuto nuove misurazioni su tutti i crani della collezione di Morton, scoprendo che le sue misurazioni erano corrette. Secondo gli antropologi è l’analisi statistica di Gould ad essere sbagliata, in quanto voleva sostenere a priori che non esiste alcuna differenza nella capacità cranica fra i gruppi esaminati da Morton. “Ironicamente, la stessa analisi dei crani di Morton da parte di Gould è l’esempio più evidente di come i pregiudizi possano influenzare i risultati”, ha scritto il gruppo di ricercatori.

Fonte: Nicholas Wade, Una Scomoda Eredità, Cap. 2, “Le Perversioni della Scienza”

Il Congresso USA equipara i blogger alternativi sul web ai terroristi dell’ISIS . In Italia si prepara la “Psico Polizia” (autore: Luciano Lago)

I bloggers, i teorici della “cospirazione” e le persone che sfidano le narrative ufficiali su internet, sono stati paragonati ai terroristi dell’ISIS nel corso di una recente udienza al Congresso degli Stati Uniti.
L’udienza, organizzata dal “Comitato di Relazioni esterne della Camera”, era stata intitolata “Facendo fronte alla Militarizzazione dell’Informazione in Russia”, nel corso di questa si è accusato il network televisivo russo RT (Russia Today) che trasmette in molteplici paesi in varie lingue, di creare le “teorie della cospirazione” per diffondere la sua propaganda.
Uno degli oratori che ha prestato la sua testimonianza è stata la ex presentatrice della RT, Liz Wahl, la quale un anno fa abbandonò la RT pubblicamente in diretta, in disaccordo con la linea seguita dal network.

Sottolineando che internet fornisce una piattaforma per “voci marginali ed estremiste”, la Wahl ha caratterizzato le persone che sfidano la narrativa ufficiale trasmessa dagli USA, come parte di un “culto”.
“Loro si mobilitano e si sentono parte di una lotta illuminata contro l’establishment…..cercano di trovare una piattaforma per esprimere i loro punti di vista frastornati”, ha detto la Wahl.
Allo stesso modo la Wahl ha giustificato le denunce di Andrew Lack, capo della Giunta dei Governatori della Radiodiffusione (BBG), il quale ha affermato che la RT costituisce una minaccia dello stesso livello che l’ISIS e Boko Haram.

“Mediante l’utilizzo di internet per mobilitare le persone che si sentono emarginate dalla società, RT gli fornisce un luogo dove possano trovare un senso di appartenenza, e questo è un problema.
Wahl è passata a lamentare il fatto che i teorici della cospirazione stavano “condizionando le opinioni in internet e nelle reti sociali . Il web si è trasformato in un faro di disinformazione, false teorie, bloggers che cercano di farsi un nome e che non hanno alcuna responsabilità per la verità”.

In realtà l’abbandono in diretta e tutta la successiva denuncia della Wahl , ampiamente pubblicizzata dai media USA,  era stato accuratamente predisposto dall’organizzazione Neo cons, “Foreign Policy Initiative (FPI), che si occupa di contrastare le informazioni della RT ed altri media russi che trasmettono in inglese. Soltanto un’ ora dopo le sue dimissioni,  la Wahl è apparsa in una intervista esclusiva rilasciata al “The Daily Beast” tramite un tal James Kirchick, esponente dell’organismo neo con FPI che aveva preparato la “sceneggiata” delle dimissioni già da mesi prima (con cui la Wahl intratteneva una relazione sentimentale).  Niente di spontaneo quindi ma solo un episodio della guerra mediatica.

Il presidente del Comitato, Ed Royce, è arrivato ad accusare le persone che pubblicano su You Tube di utilizzare la “violenza e le brutalità” per appoggiare le proprie teorie della cospirazione.

Peter Pomerantsevm dell’Istituto “Legatum”, con sede al Londra, ha affermato che le teorie della cospirazione hanno spinto verso il successo di Marine Le Pen in Francia, prima di lamentarsi del fatto che le teorie della cospirazione stavano “sfidando l’ordine globale e minacciando di affossare le Istituzioni Globali”.

Più in là della retorica incendiaria, la vera storia gira intorno al fatto che Washington si è vista sorpresa per la rapida crescita della RT, un organismo considerato di propaganda russa, contrario alla propaganda occidentale, cosa che ha portato personaggi come Hilary Clinton a riconoscere che gli USA stanno “perdendo la guerra dell’informazione”.

Tutto questo realmente non ha nulla a che vedere con la difesa della verità che i grandi media di ispirazione statunitense pretendono di avere. Quello che accade in pratica è che un grande clan mafioso, costituito dall’apparato dei media atlantisti, finanziato dai grandi organismi finanziari, viene sfidato da altri gruppi di influenza che stanno guadagnando terreno.

Coloro che avevano fino ad oggi il monopolio dell’informazione e la utilizzano per la manipolazione dell’ opinione pubblica e favorire interessi costituiti, oggi vengono sfidati sul loro stesso terreno e non si rassegneranno facilmente a perdere tale monopolio.

Per quanto riguarda le voci libere di opinionisti e dei blogger sul web,  la tecnica che viene frequentemente utilizzata contro coloro i quali dissentono dalle narrazioni ufficiali, prima di arrivare ad una  censura sulle idee non conformi,  è quella, in un primo momento, di emarginarli dai media ufficiali, poi di indicarli come “complottisti” e metterli in ridicolo come sostenitori di astruse teorie (gli “illuminati” i “rettiliani”, gli extra terrestri, ecc.), infine si arriva alla fase della repressione in base a leggi speciali, opportunamente emanate, contro il negazionismo, il razzismo l’antisemitismo o direttamente con accuse di presunta collusione con il terrorismo.

Queste tecniche sono state utilizzate ad esempio in Francia contro il comico Dieudonnè, accusato di antisemitismo per aver osato criticare la lobby israelita e la politica del governo, in Germania contro gli storici accusati di negazionismo ed anche contro un vescovo cattolico (Richard Williamson) Vedi: Aleteia –  Vedi: Il comico francese Dieudonnè condannato per apologia di terrorismo

In Italia  si è arrivati ad attacchi giudiziari rinnovati contro  persone o aree del dissenso politico con accuse pretestuose  di presunto “odio razziale” , negazionismo,  omofobia ed altro. Odio razziale e antisemitismo, 4 arresti. In manette ideologo di Stormfront .

Durante il governo Monti ( fiduciario delle lobby finanziarie), il suo ministro Riccardi è arrivato ad affermare: “…..è ora di reprimere il dissenso politico più marcatamente identitario sul web , giungendo, oltre alla chiusura dei siti e della persecuzione giudiziaria dei relativi titolari, anche alla promulgazione di una legge che punisca anche i ..frequentatori di siti “.   Concetti analoghi  sono stati espressi anche dalla presidente della camera, Laura Boldrini, infastidita dalle voci dissidenti sul web. Questo è indicativo del tipo di repressione delle idee che si vuole predisporre da parte del sistema organico agli interessi delle centrali finanziarie.

Tutto fa pensare che si procede a grandi passi verso la  predisposizione di  una “psicopolizia” ed un corpo speciale dei “guardiani del pensiero”. George Orwell lo aveva predetto ma la realtà supera le sue previsioni,  con un controllo strettissimo di tutti i mezzi di espressione. Si troverà un pretesto anche per abrogare l’art. 21 della Costituzione (quello della libertà di espressione), per “esigenze di sicurezza”, ci spiegheranno e diranno anche “l’Europa ce lo chiede”.  Allo stesso modo di come hanno abrogato di fatto gli articoli  sulla sovranità dello Stato e quelli  sul diritto al lavoro, non si tarderà a trovare un escamotage. Ci penserà il “fiorentino” a lanciare l’idea, magari durante la  prossima “Leopolda”.

I sostenitori del “Pensiero Unico”, laico radicale e mondialista,  hanno già allo studio  la creazione di  un sistema di repressione di provata efficienza per sopprimere le libere opinioni non conformi, i conati di dissenso, le voci contro,  in barba ai proclami del “siamo tutti Charlie”.

fonte: qui