L’ULTIMO TABU’: LA RAZZA BIANCA (Autore: Arnaldo Vitangeli, editore di “La Finanza”)

In allegato al PDF sottostante ed in formato di testo, la sbobinatura revisionata del video di youtube “L’ULTIMO TABU’: LA RAZZA BIANCA” ad opera di Arnaldo Vitangeli.

l’ultimo tabu: la Razza Bianca – Arnaldo Vitangeli

Il tema di cui vi voglio parlare oggi è un tema particolarmente dedicato, al punto che mi è stato sconsigliato di trattarlo. Io però ho deciso di parlarvene ugualmente per due ragioni: la prima è che questo è un argomento davvero centrale, davvero indicativo di quello che è lo scontro in atto a cui noi assistiamo oggi in occidente tra due mentalità, due culture, due visioni del mondo che sono oramai completamente opposte; l’altro motivo è che ritengo che il pubblico della finanza sul web sia particolarmente intelligente e particolarmente aperto da un punto di vista mentale e lontano da schemi preconfezionati. Tutti avete letto che l’altro giorno il candidato governatore della Lombardia per il centrodestra Fontana in un incontro pubblico ha dichiarato che l’arrivo di masse crescenti di immigrati mette a rischio il nostro sistema economico e sociale, la nostra cultura e la stessa sopravvivenza della Razza Bianca. Naturalmente le reazioni a queste parole non si sono fatte attendere e sono state fortissime; c’è stata un’indignazione generale di quelli che sono i principali giornali, le principali televisioni, i principali commentatori; però, chi mi segue sa, lo dico sempre, oramai nella formazione dell’opinione pubblica questi soggetti contano quanto il due di denari quando regna bastoni. Non sappiamo in realtà quello che la popolazione nel suo insieme pensa dell’affermazione del candidato Fontana. Di certo il centrodestra ha evitato di mandarlo via, cioè non l’ha fatto dimettere dalla corsa per il Pirellone. Ed evidentemente è convinto che quantomeno quella parte dell’elettorato che vota centrodestra non risulterà particolarmente scandalizzata da quell’affermazione. Fontana, dal canto suo, ha immediatamente fatto una marcia indietro, anche un po’ patetica, un po’ ridicola, sostenendo di avere avuto un lapsus, avere usato una parola per un’altra. Bisognerebbe domandarsi qual era la parola che voleva usare visto che aveva già parlato di identità culturale e di sistema economico sociale.

Il tema della razza è forse oggi l’unico tabù rimasto per quanto riguarda la difesa della nostra identità come italiani, come europei e la difesa dell’identità dei vari popoli che compongono l’Europa. Infatti, se fino a pochi anni fa parlare dell’immigrazione come di una minaccia e non di un’opportunità, un’occasione, un vantaggio, una cosa bellissima era qualcosa che riguardava quasi esclusivamente una destra estrema e marginalizzata sia a livello di scontro politico sia a livello di dibattito sociale e culturale, con l’arrivo di un numero enorme di immigrati le conseguenze dal punto di vista della sicurezza, della tranquillità pubblica ecc sono sotto gli occhi di tutti. Quindi è ormai innegabile, come sono innegabili le minacce che l’arrivo di un numero eccessivo di profughi, cioè di migranti, in particolare di religione musulmana comporta. Le vediamo soprattutto nel Nord Europa, nei famosi paradisi socialdemocratici, dove molte zone sono di fatto sotto la sharia e dove il problema si pone ormai in maniera non più negabile; quindi anche da noi non è più sostenibile dire che non esiste nessun tipo di problema di integrazione o di problema di convivenza o di modello di società che si vuole fra gli immigrati islamici e gli autoctoni dei paesi occidentali. Quindi questi temi sono stati ormai sdoganati, sono entrati ormai nel dibattito pubblico e nel dibattito politico, mentre fino a pochi anni fa questo era impensabile, o meglio, chi avesse posto questi problemi, chi avesse sostenuto l’esistenza di questi problemi sarebbe stato emarginato.

Non è così per la razza, la razza è l’ultimo degli argomenti sui quali c’è un divieto di parola. In realtà questo divieto è selettivo perché, anche se al netto di alcuni elementi formali il tema della razza, o sarebbe più corretto dire dell’etnia, dell’identità etnica, viene posto in maniera tranquilla per esempio dagli Afroamericani. Nessuno si scandalizza del fatto che la minoranza Afroamericana voglia tutelare e riscoprire il proprio patrimonio etnico, la propria storia, la propria identità come appartenente ad un’etnia differente, anzi, questo viene considerato un elemento di ricchezza culturale.

La stessa cosa si potrebbe dire per quanto riguarda Israele in particolare e l’Ebraismo in generale. Il Sionismo infatti che cos’è se non un movimento di indipendenza etnica? Cioè lo stato di Israele, lo stato Ebraico è tale non da un punto di vista religioso ma da un punto di vista strettamente etnico. Peraltro la religione ebraica è una religione in cui ethnos e fede, possiamo dire così coincidono. Innanzitutto perché, a differenza delle altre grandi religioni monoteistiche, l’appartenenza non avviene per conversione ma avviene per discendenza, oltretutto per discendenza matrilineare; cioè, se io ho una madre Ebrea posso a tutti gli effetti richiedere a Israele la cittadinanza, ossia fare Aliah a prescindere dal fatto che io possa essere completamente ateo. Viceversa se io ho un padre Ebreo ma una madre non Ebrea, anche se sono un fervente credente è molto più complesso e più difficile per me ottenere lo status di cittadino di Israele. Anche in questo caso il fatto di basare fondamentalmente uno stato su un discorso che, al di là di quanto ci si possa girare intorno, è fondamentalmente un discorso di sangue non crea particolare scandalo. Diciamo che quanti criticano lo stato di Israele lo fanno sulla base dei suoi rapporti con la popolazione preesistente, cioè con i palestinesi, non per la filosofia etnica che regge lo stato in sé. Se non fossero mai esistiti i palestinesi, se effettivamente, come raccontava una visione un po’ favolistica del Sionismo, la Palestina fosse stata completamente disabitata nel momento in cui gli Ebrei avessero voluto creare uno stato per gli Ebrei, ossia per chi ha il sangue Ebraico a prescindere dal fatto che abbia o meno la convinzione di fede o no, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Nel caso invece dell’etnia caucasica, cioè della Razza Bianca in parole povere, il tema è molto più controverso inevitabilmente; infatti la storia recente dell’Europa è una storia in cui il nazismo, cioè una visione distorta, una visione in qualche modo imperialistica dell’identità etnica, ha portato un’immensa quantità di morti e di devastazione nel Vecchio Continente.

Questo ha creato in un certo senso una sorta di senso di colpa, una sorta di senso di inferiorità che mina alle radici l’orgoglio, la possibilità di definirci orgogliosi della nostra identità etnica di bianchi; in particolare, il maschio europeo bianco ed eterosessuale si deve vergognare di essere tale secondo una certa visione del mondo, in quanto identificato come lo sfruttatore per antonomasia, come il responsabile di ogni forma di violenza, di ogni forma di sopraffazione, di ogni forma di dominio che si è verificata nella storia. Il problema è che se è vero che gli europei hanno immense responsabilità nell’aver tentato di sottomettere, soggiogare e sterminare in alcuni casi gli altri popoli, è altrettanto vero che la stessa cosa hanno fatto sostanzialmente anche tutti gli altri. Forse la nostra colpa principale è stata quella di essere tecnologicamente più avanzati quindi più forti e più capaci di portare avanti questo disegno che però, va detto, è un disegno generalizzato. Ad esempio pensate agli stermini che ci sono stati che ci sono in Africa su base tribale, alle continue guerre e all’odio che esiste in Asia tra popolazioni che hanno etnie diverse. Pochissimi anni fa abbiamo assistito in Ruanda allo sterminio di milioni di persone appartenenti ad un etnia africana da parte di un’altra etnia africana. Quindi in un certo senso la violenza etnica esiste, è esistita e temo esisterà a prescindere dal fatto che i popoli Bianchi, i popoli occidentali siano o meno orgogliosi della propria identità. Probabilmente il discorso sulla tutela della razza è ancora impronunciabile nella Vecchia Europa, se non altro per un’elite economica e di conseguenza culturale che però per altri versi è sempre più abbandonata a sé stessa, cioè in un certo senso se la cantano e se la suonano sempre di più da soli senza essere ascoltati. Bisognerebbe capire che cosa pensa la gente realmente della propria identità anche etnica; questo è un tema che si combina in maniera molto stretta con l’identità culturale; infatti proviamo a pensare a molti stati.

 

Qualche tempo fa io avevo fatto un servizio in cui parlavo dell’opposizione dell’attuale Iran agli Stati Uniti d’America, opposizione fiera e per molti aspetti vittoriosa, paragonandola a quella che 2000 anni fa lo stesso popolo faceva nei confronti dell’impero romano. Allo stesso modo si potrebbe parlare dello splendore dell’arte orafa degli etruschi, che corrisponde ancora oggi a una particolare ricchezza dell’industria dell’artigianato orafo in quelle stesse zone. Possiamo pensare alla primazia artistica che c’era nella Magna Grecia e al fatto che molti dei più importanti stilisti e designer del mondo siano italiani o provengano da quelle zone. Insomma, esiste una qualche forma di sopravvivenza genetica della cultura, della civiltà, di tutto quello che le generazioni precedenti alla nostra hanno fatto ed ottenuto? E, se esiste, è il caso di considerarla una ricchezza da tutelare o qualche cosa di innominabile a fronte di un mondo che deve essere esclusivamente composto da individui intercambiabili senza identità e senza storia? È un tema che io ritengo molto interessante e sono curioso di sentire che cosa ne pensare nei commenti a questo video.

Fonte:
https://www.youtube.com/watch?v=ccZ_oiAg5pk

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IL 55% DEGLI AMERICANI BIANCHI ORA PENSA CHE I BIANCHI SIANO VITTIME DI DISCRIMINAZIONI RAZZIALI (Clara Wilkins, 24 Dicembre 2017)

Disponibile al PDF in allegato e, sotto, in formato di testo, l’articolo di Clara Wilkins datato 24 Dicembre 2017 che parla della percezione di subire discriminazione razziale da parte della maggior parte degli americani bianchi. Buona lettura agli interessati

Il 55% degli americani bianchi pensa che i bianchi siano vittime di discriminazione razziale – ita

  • Secondo un recente sondaggio, la maggioranza dei bianchi, il 55%, credono che i bianchi siano vittima di discriminazione razziale
  • I bianchi pensano che il pregiudizio verso il loro gruppo stia aumentando, mentre credono che il pregiudizio verso i neri stia diminuendo.
  • Questa percezione di pregiudizio, anche se non trova riscontro nella realtà, può avere conseguenze reali.

 

Ad Agosto, il Dipartimento di Giustizia ha deciso di fare ricerche sulla percezione della discriminazione contro i bianchi all’ingresso delle università. Fino ad allora, i campus erano stati riempiti di volantini con scritto “è ok essere bianchi” ed a Novembre scoppiarono violenze all’Università del Connecticut durante un discorso che riguardava la discriminazione contro i bianchi.

I bianchi sono oggi sotto attacco?

Dopo tutto, negli USA i bianchi sono storicamente visti come i fautori delle discriminazioni, e le minoranze come le vittime.

Tuttavia la percezione di questa relazione è stata invertita. Secondo recenti sondaggi, la maggioranza dei bianchi, il 55%, crede che i bianchi subiscano oggi la discriminazione razziale.

Inoltre, i bianchi credono che la discriminazione contro il loro gruppo sia in crescita, mentre ritengono che la discriminazione contro i neri sia in diminuzione.

Cosa c’è dietro questo radicale cambio di attitudine?

Le ricerche da parte mia e di altri affermano che una grande ragione sono i cambiamenti sociali. Abbiamo anche scoperto che queste percezioni di discriminazione, anche se non trovano riscontro nella realtà, possono avere conseguenze reali.

 

 

 

Cambiamenti sociali e perdita percepita del privilegio

Vi è comodità nella prevedibilità, e le persone hanno una tendenza psicologica a favorire lo status quo. Per alcuni, una preferenza per lo status quo significa anche una preferenza per un ordine sociale in cui i bianchi hanno un maggiore status, potere e ricchezza delle minoranze razziali. Questa realtà, ancora valida nella società Americana, sembrò essere interrotta dalla storica vittoria presidenziale di Barack Obama nel 2008. Dopo la sua elezione, molti cominciarono a credere che fosse in corso un progresso razziale. Questo era il senso di una maggiore quota di minoranze razziali che stavano occupando le posizioni di potere storicamente riservate ai bianchi. Per molti, questa è stata una buona cosa. Tuttavia per la quota di americani bianchi che pensano di avere il diritto di uno status più elevato delle minoranze razziali, fu sconvolgente: erano rimasti indietro? La società si era rivoltata contro di loro? I bianchi erano diventati vittime? In una serie di studi condotti mentre Obama era presidente, la Psicologa Cheryl Kaiser ed io riuscimmo a mostrare il funzionamento di questo fenomeno. Chiedevamo ai partecipanti di leggere un articolo sul progresso razziale o un articolo neutrale. Poi chiedevamo se credevano che i bianchi stessero subendo discriminazione razziale. Abbiamo anche valutato fino a che punto credessero nella gerarchia razziale. Fra i partecipanti bianchi che credevano nello status di gerarchia razziale, quelli che avevano letto l’articolo sul progresso razziale credevano che i bianchi erano vittime di discriminazione più di quelli che avevano letto un articolo neutrale. È importante notare che non era il caso di tutti i bianchi: se i partecipanti non credevano nello status di gerarchia razziale, la convinzione che i bianchi erano discriminati non aumentava nel caso che leggessero l’articolo sul progresso razziale. Essenzialmente, questo studio indica che alcuni bianco non vedono bene il progresso sociale e reagiscono vedendo sé stessi come vittime della discriminazione. La crescente diversità razziale della nazione sta causando la percezione di discriminazione anti-Bianca. Anche se i bianchi attualmente sono la maggioranza della popolazione americana, le recenti proiezioni demografiche affermano che entro i prossimi due decenni i bianchi diventeranno una minoranza. Secondo delle ricerche recenti, se i bianchi sono consapevoli di questa tendenza, sono più propensi a temere la discriminazione razziale.

Insomma, i cambiamenti sociali, che si tratti di progresso razziale o di crescente diversità demografica, ha portato alcuni Americani Bianchi a sentirsi vittime di razzismo.

Le idee di gerarchia razziale sono da condannare.

L’altra mia ricerca con lo psicologo Joseph Wellman afferma che questo fenomeno non sia benigno. Esso porta alcuni ad adottare prospettive che potrebbero, ad un certo punto, inasprire l’ineguaglianza sociale.

Per i bianchi che sono particolarmente propensi a mantenere l’ordine razziale sociale, l’idea di discriminazione anti-bianca è particolarmente allarmante. Questo implica che l’intero sistema sociale è instabile ed essi desiderano ristabilirlo.

Queste persone potrebbero tentare di “ristabilire” la posizione del loro gruppo in quanto ritengono che essa sia stata danneggiata. Questo può succedere in diversi modi.

Un modo è attraverso il supporto ad altri bianchi che affermano di essere vittime di discriminazione razziale. Vi è una tendenza a reagire negativamente ai neri che affermano di essere vittime di discriminazione. Le persone li vedono come dei lamentosi che usano il razzismo come scusa per le loro mancanze.

I bianchi che supportano la gerarchia razziale, d’altro canto, reagiscono in modo relativamente favorevole ad altri bianchi che affermano di essere vittime di discriminazione anti-bianca, ed affermano di essere più disposti ad aiutarli.

Potrebbero anche reagire cercando di diminuire le opportunità per gli altri gruppi razziali. Per esempio, quando i bianchi pensano di essere discriminati, io ed i miei collaboratori abbiamo scoperto che sono meno inclini a supportare politiche di discriminazione positiva (ndt, le quote riservate alle minoranze all’intero delle università e di certe professioni). Affermano di essere più propensi a supportare politiche che aiutino i bianchi, come ad esempio identificare i casi di discriminazione anti-bianca. Non è necessario dire che in una nazione in cui le disparità razziali di educazione, occupazione e salute persistono, una maggiore attenzione alla discriminazione antibianca, unita ad una minore attenzione alla discriminazione contro le minoranze, può soltanto inasprire l’ineguaglianza sociale.

Fonte:

http://www.businessinsider.com/white-people-believe-they-are-under-attack-2017-12?IR=T

INTERVISTA A FRANK KRAMER DEGLI STAHLGEWITTER IN ITALIANO

In allegato al link sottostante ed in formato testo, l’intervista integrale a Frank Kramer, chitarrista della storica band RAC tedesca Stahlgewitter ed attivista identitario, intervista del blog NSrevolt che tratta di argomenti extramusicali. Buona lettura agli interessati

 

intervista frank stahlgewitter settembre 2017

link originale in inglese

http://revoltns.blogspot.it/2017/09/frank-of-stahgewitter-interview.html

1) Ho il piacere di presentare il nostro prossimo ospite, Frank della storica band tedesca Stahlgewitter. Grazie per dedicarci parte del tuo tempo prezioso per rispondere alle mie domande. Puoi presentarti in poche parole?

 

Benvenuto a te e grazie per l’opportunità di far parte della rivista. Sono Frank, 40 anni, padre, musicista, blogger, nazionalista e attivo per la mia nazione da quando avevo 14 anni. Le mie bands sono gli Stahlgewitter e gli Halgadom; in aggiunta ho altri due videoprogetti. Der Dritte Blinckwinkel (il terzo punto di vista) e Multikulti trifft Nationalismus (il multiculturalismo incontra il nazionalismo). Nel primo, esprimo il mio punto di vista su alcune tematiche come nazionalismo, razzismo, genocidio bianco, motivazione; ribatto anche alle bugie dei mass media riguardo al nostro grande concerto Rock gegen Uberfremdung ad esempio. L’altro progetto coinvolge un immigrato nero. Discutiamo dell’immigrazione di massa senza rabbia bensì con rispetto reciproco. I sinistrosi ed i mass media cercano di boicottare questo progetto, perché distrugge lo stereotipo secondo il quale i nazionalisti sono stupidi e pieni di odio. Chiunque capisca il tedesco può guardare il mio blog. Qui potete trovare tutti i miei video ed i miei articoli.

https://derdritteblickwinkel.wordpress.com/

 

  1. Come è iniziato tutto? Quando e come hai conosciuto Gigi e deciso di formare un gruppo?

Quando avevo 14 o 15 anni avevo una one-man-band chiamata Volkstroie. Un camerata mi chiese se ero interessato ad una nuova band con il cantante dei Saccara. Mi piacevano i Saccara e la voce di Gigi, quindi fondammo la band nel 1995 e rilasciammo il nostro primo CD Das eiserne Gebet 1994.

  1. Qual è l’origine del nome della band? C’entra con il romanzo scritto dall’ufficiale tedesco Ernst Junger sulla Prima Guerra Mondiale inittolato In Stahlgewittern?

Sì, hai centrato. “Tuono d’acciaio” significa proiettili, bombe e qualunque cosa che uccida il nemico in una guerra.

 

 

  1. Parlami del vostro primo album, Das eiserne Gebet. Non avevi quasi esperienza come musicista a quel tempo (1996) e da quanto ricordo fu registrato con una drum machine e la maggior parte delle canzoni iniziavano con la stessa intro?

Usavo la drum machine per il mio primo progetto Volkstroie. Non eravamo davvero una vera e propria band, eravamo solo io e Gigi, quindi abbiamo fatto questa scelta. Non era proprio il meglio, quindi per tutti gli altri CD abbiamo usato un batterista reale.

  1. La band ha mostrato un grande miglioramento con l’album successivo, Germania (1998), che secondo molti fans è ancora uno dei migliori album della scena tedesca. Cosa ha causato questa rapida evoluzione degli Stahlgewitter?

Grazie per le tue parole! Ci dovrebbe essere evoluzione in tutto. Io e Gigi ascoltavamo moltissima musica metal, ed è per questo che la nostra musica è diversa da quella della maggior parte delle bands RAC. Perché tutta questa differenza fra i nostri primi due CD? Non lo so, ma è bello che tu e il nostro pubblico l’abbiano riconosciuta.

  1. Da quanto so tutti i vostri album sono stati messi all’indice dalle autorità Tedesche. Qual è il motivo per questo? Puoi spiegare ai lettori non tedeschi la radice di questa censura?
    Solo l’album Hohelied der Herkunft non è vietato. Abbiamo il sostegno di due o tre avvocato che controllano i nostri testi. Ma questa non garantisce di evitare problemi perché tutto dipende dalla decisione della pubblica accusa. Interpretano che alcune delle nostre parole potrebbero diffondere odio contro qualcuno o che dichiariamo di non avere un approccio così negativo per quanto concerne la Seconda Guerra Mondiale, e questo è vietato qui. È pazzesco. Nessun’altra nazione nel mondo, a parte l’Austria, ha delle leggi così stupide.

 

 

 

 

 

 

 

  1. Mi parli dei problemi che hanno riguardato te e gli Stahlgewitter per quanto concerne i Servizi Segreti Tedeschi? Quante unità vengono dispiegate nella lotta contro il cosiddetto “estremismo di destra”? Quando è stata l’ultima volta che hai avuto a che fare con essi?

Per molto tempo abbiamo dovuto subire perquisizioni e la mia chitarra fu confiscata dalla polizia, ma non siamo stati condannati. Hanno cercato di intimidirci, ma questo è impossibile. Devo dire che è da molto tempo che non ho problemi con le autorità, perché rilasciare un album richiede tempo, e la nostra ultima release è del 2013.
Il mio ultimo problema per “supportare un gruppo criminale” è stato quando ho messo un banner del mio negozio online nel forum Thiazi. Era il più grande forum “di destra” in Germania. Per avere discusso argomenti vietati in questo forum, il fondatore fu accusato di “fondare un gruppo criminale”. Ho dovuto pagare 900 € perché la pubblica accusa non aprisse un processo contro di me. Se avessi rifiutato di pagare, avrei dovuto viaggare a Rostock, una città della Germania Est, ad ogni udienza. A causa del mio lavoro, non potevo permettermelo, sia come tempo che come logistica. Quindi ho pagato i 900 € e ho ricevuto un grande supporto dai miei camerati, dato che hanno raccolto la maggior parte dei soldi per me. Molte grazie a questa Volksgemeinschaft (Comunità Popolare).

  1. Passiamo alla parte sociale e politica dell’intervista. So che la libertà d’espressione è alquanto limitata in Germania, quindi sentiti libero di ignorare ogni questione che tu possa trovare inappropriata o che pensi ti possa causare problemi legali in Germania. Il giornalista tedesco Udo Ulfkotte, morto quest’anno, ha scritto un libro che riguarda la cosiddetta “Industria degli Immigrati” in Germania. Sei d’accordo che tale industria esiste?

Sì, sicuramente! Vi è un’agenta nascosta delle ONG e di altre parti di questa industria dell’immigrazione, come la commissione EU. Ma in realtà non è nascosta alle persone, che possono fare delle ricerche e leggere. Le Nazioni Unite la chiamano “immigrazione di sostituzione”. Lo scopo è riempire l’Europa di non-Europidi in modo che i consumatori possano salvaguardare l’incessante crescita del capitale e dell’economia. L’altro scopo è distruggere la nostra razza con la mescolanza razziale. Se non vi è un popolo omogeneo, non vi è una comune origine né un concetto di stato-nazione e quindi è più facile smantellare completamente i confini.

 

  1. Non posso evitare di fare una domanda sull’attuale situazione in Germania. Qual è il motivo di questi enormi flussi immigratori illegali? Qual è il ruolo della Merkel in questo? Pensi che lei abbia un reale impatto in questo processo o che sia manipolata da fattori esterni globali?

La Germania oggi non è una nazione sovrana. I cosiddetti politici sono come pupazzi nelle mani delle grandi banche, delle forze economiche e di una rete di ONG e lobbies che tirano i fili. La Merkel è anche lei una schiava di queste reti, come ogni politico prima di lei ed ogni politico che seguirà i suoi passi. Questa è la principale ragione per la quale dobbiamo cambiare l’intero sistema! La situazione è pessima. Dal 2015 abbiamo avuto più di 2 milioni di immigrati arabi e negroidi. L’80% di loro sono giovani uomini. Ogni giorno stuprano donne e bambine tedesche, c’è un’escalation di violenza e devastano il nostro sistema sociale. Tuttavia il principale problema non sono questi immigrati, bensì i democratici che li invitano e che li supportano dando più diritti a loro che alla popolazione autoctona. Un esempio: ci sono alcuni casi in cui gli immigrati bruciano la propria residenza per richiedenti asilo perché vogliono vivere in un altro posto. In questi casi gli immigrati non vengono puniti in alcun modo. È successo che un uomo tedesco ha dato fuoco ad una casa vuota in procinto di diventare una residenza per richiedenti asilo. Non voleva crimine, stupri e violenze nella sua città. È stato condannato a 2 anni di carcere per questo. Quando un immigrato stupra una donna tedesca o una bambina, il più delle volte evita la prigione. La motivazione è che gli immigrati non sanno come ci si comporta in Germania in quanto hanno una cultura diversa! Nei fatti, abbiamo leggi razziali antitedesche. I politici sono contro il popolo Tedesco. Il più grande genocidio nella storia!

  1. Quale sarà l’impatto di questi cosiddetti rifugiati per il sistema sociale ed economico Tedesco nei prossimi anni? Come vedi la Germania nel 2050?

Il nostro sistema sociale collasserà, e se non cambiamo questa situazione la popolazione Tedesca sarà una minoranza nella nostra stessa nazione. I cosiddetti rifugiati hanno anche il diritto di portare le loro famiglie in Germania. Quindi, 2 milioni diventeranno 8 o 9 milioni. Ma dobbiamo combattere contro questo genocidio e non ci arrenderemo mai.

 

 

 

  1. Per favore, puoi commentare i recenti eventi ad Amburgo, durante l’incontro annuale del G20? Perché le autorità permettono questo vandalismo e questa violenza ai sinistroidi e agli anarchici? Quanti dei manifestanti violenti arrestati è arrivato ad affrontare un processo?

Da quanto ne so non vi è stata nemmeno una singola condanna! I motivi sono semplici, il 70% dei giornalisti tedeschi si dichiara di sinistra o di estrema sinistra. Quindi i mass media copriranno la violenza reale e cercheranno di banalizzare la brutalità. La SPD (Partito Democratico Sociale) è il più forte partito ad Amburgo. Vi sono molte connessioni fra il SPD e i gruppi di sinistra violenti come gli Antifa o i Black Blocks. Un altro fatto importante è che i democratici hanno bisogno di questi estremisti di sinistra nella lotta contro di noi, ed è per questo che non vengono perseguiti. Spero che la polizia riconosca il vero nemico e sceglierà di stare dalla parte giusta quando verrà il tempo.

  1. Qual è la tua opinione sulle sottoculture all’interno del movimento Nazionalista in Germania? Sono utili per avere un maggiore supporto dai giovani o, al contrario, ci rendono più difficile diffondere le nostre idee al di fuori di questi movimenti sottoculturali specifici? Sei mai stato uno skinhead?

No, non sono mai stato uno skinhead. Sono stato nella scena Black Metal per molti anni. Non sono contro le sottoculture, ma non dovrebbero essere la cosa più importante per noi. Ci sono troppi ingredienti negativi come l’alcol, le feste e l’indisciplina. Ci sono sottoculture per 20 o 30 anni, ma la nostra cultura germanica, romana o slava ha migliaia di anni. Questo dovrebbe essere importante per noi. E sì, quando ci focalizziamo solo sulle sottoculture limitiamo la diffusione della nostra visione del mondo.

  1. Da persona presente nel movimento da più di 20 anni, cosa pensi delle persone presenti nella scena nazionalista tedesca? Come è stata l’evoluzione a partire dagli anni ’90?

Il movimento ha attratto molte persone e durante questa invasione di massa abbiamo raggiunto tipologie di persone che prima non stavano con noi. Più tipologie di persone generano un maggiore conflitto all’interno del movimento, e questo è un fatto triste. Ma sono sicuro che questi conflitti saranno messi da parte quando i tempi saranno più duri. Dobbiamo capire che non è l’ego ad essere importante, ma solo la comunità.

 

  1. Quanti di essi sono attivisti reali e quanti sono interessati solo all’estetica, al bere ed al divertimento?

Un fatto triste è che si riuniscono più persone per un concerto che per una manifestazione. Ma bisogna fare dei distinguo fra “scena” e “movimento”. La scena è “estetica e divertimento”, il movimento è la reale visione del mondo. Ma la maggioranza non ha niente da dire quando manca lo spirito.

  1. Segui qualche squadra di calcio locale? Come vedi la scena Hooligan in Germania? E’ un buon modo per essere pronti alla battaglia o è uno spreco di energie che è meglio preservare per combattere il Sistema?

Non seguo il calcio. Per me, è solo roba commerciale e multiculturale. Combattere quacuno perché tifa un’altra squadra è una cosa senza senso per me. Sì, può essere un allenamento per combattere. Ma ci sono così tante gangs, spacciatori ed altra feccia che meriterebbe maggiormente un “terzo tempo” ah ah.

  1. Cosa puoi dirci sulle relazioni fra nazionalisti Tedeschi e nazionalisti Polacchi? Per molti anni c’è stata ostilità fra di loro, ma negli ultimi anni sembra che la situazione stia migliorando.

Personalmente non ho contatti con i nazionalisti polacchi. Sicuramente c’erano problemi, a causa delle nostre difficili relazioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma penso che oggi abbiamo tanti problemi molto più importanti. C’è un genocidio in corso contro tutti i popoli bianchi e dobbiamo combattere insieme contro di esso. Non importa se vieni dalla Russia, dalla Germania, da Polonia, Bulgaria, Svezia o qualunque altra nazione bianca. Siamo uniti dal nostro destino nel mondo moderno con tutti i suoi sintomi di declino.

  1. Di recente ti si è visto su un canale youtube a discutere di vari argomenti con un reporter di origini Africane. Qual è lo scopo di questo progetto e perché hai scelto di collaborare con un negroide? Qual è il riscontro da parte del pubblico?

Ci siamo incontrati ad una manifestazione di Pegida a Colonia, nel Febbraio 2016. L’assalto sessuale di massa di Capodanno contro le donne tedesche era la ragione di tale manifestazione. Voleva sapere di più delle persone che erano a favore e contro Pegida. Si è avvicinato a noi e voleva parlare. Molti di noi pensavano volesse provocare, perché era negroide, come i rifugiati criminali. Quindi non è stato facile per lui.

L’ho visto, gli ho chiesto che cosa voleva sapere e gli ho esposto i motivi per cui stavo partecipando alla manifestazione e quello che volevo cambiare. Non sapevo che era abbastanza famoso a Colonia, perché mentre si presentava mi sembrava un intrattenitore. Ha organizzato eventi insieme a VIPs, uomini d’affari e artisti, chiamandoli “connettiti e celebra”; in questi eventi, ad esempio, le persone si possono conoscere. Ha fatto un video della nostra conversazione e l’ha messo sul suo canale Youtube. È stato assolutamente corretto e non ha alterato il contenuto delle mie risposte, come è pratica usuale con gli altri cosiddetti giornalisti. Ho commentato sotto il suo post facebook con il video e gli ho detto che è una persona corretta; l’ho invitato a farsi intervistare per il mio blog e lui ha accettato. È stata un’intervista molto lunga. Dopo l’intervista, ci siamo incontrati ancora a Colonia e ci siamo reciprocamente spiegati cosa pensiamo della situazione, dell’immigrazione di massa e della Germania in generale. Dopo il nostro incontro, mi ha chiesto se volevo fare un film con lui con tutta la storia dei nostri incontri. Ho accettato e quindi abbiamo fatto il primo video. Mi ha chiesto qual era la mia visione del mondo e gliel’ho spiegata. È stata una situazione dalla quale abbiamo entrambi tratto vantaggio. Nana Domena, così si chiama, ha potuto dimostrare che è un vero professionista, in grado di parlare con un Nazionalista Bianco, ed io ho avuto la possibilità di parlare liberamente della mia visione del mondo, specificando che il Nazionalismo non ha niente a che vedere con la violenza gratuita. Quindi abbiamo iniziato questo progetto di libertà di parola. I sinistrosi e il sistema ha cercato di distruggere il nostro progetto, dal momento che non si adatta agli stereotipi che i mass media diffondono su di noi. Il riscontro dal pubblico è stato assolutamente fantastico! I commenti sotto il video mostrano il rispetto per noi e per il nostro video da parte di diverse tipologie di persone. Alcuni stranieri, residenti da tempo in Germania, sono anch’essi contro l’invasione, così come le persone normali ed i camerati. Ricevo molti messaggi telematici da persone che hanno visto per la prima volta un Nazionalista che può spiegare il suo punto di vista senza tutta questa stigmatizzazione negativa. Ci sono stati solo alcuni individui di sinistra che hanno attaccato Nana perché “ha dato la possibilità ad un Nazi di fare propaganda razzista”. E solo una manciata di camerati non sono riusciti a capire perché ho parlato con un negroide. Lo dico ancora: non odio le altre razze, ogni razza ha il diritto di esistere, di sicuro nel proprio continente e o nella propria nazione. E sì, sono contro la mescolanza razziale e l’invasione straniera. Ma non cambiamo niente quando ci scontriamo con gli invasori. La radice del male è il sistema democratico/plutocratico. Ho detto a Nana che dovremmo rispedire migliaia di cosiddetti rifugiati alle loro nazioni per vivere in pace. Abbiamo parlato della differenza delle razze in medicina e nei tratti culturali.

Gli ho detto che un arabo non può diventare un Tedesco, come io non potrò mai diventare un Giapponese. Abbiamo parlato di questi argomenti in modo rispettoso, senza rabbia né odio. La cosa speciale è che un negroide ed un Nazionalista Bianco abbiano fatto ciò, e non vi è mai stato un progetto simile. Ok, negli USA David Duke ha parlato con un negroide in TV, ma in Europa questa è una novità e molti camerati supportano questo progetto.

  1. Quali sono le altre tue attività su internet? Parlaci dell’altro tuo video blog chiamato Der Dritte Blickwinkel.

Dopo il mio progetto con Nana Domena, ho ricevuto molte domande sul Nazionalismo, sul Razzismo e sull’Identità. Quindi ho trasformato il mio blog in un vlog, un video blog, e ho fatto dei video per spiegare la mia visione del mondo. Un video parla dei motivi per cui si deve continuare la battaglia, mentre un altro è sul realismo razziale; vi è anche un video sui Servizi Segreti che supportano il terrorismo, e così via. Nel futuro inviterò un vero studio cinematografico e discuterò di diversi argomenti con altri nazionalisti.

  1. Ritornando alla musica, dicci alcune parole sull’altra band in cui suoni, gli Halgadom. Come puoi descrivere il loro stile ed i temi principali trattati nei loro testi?

Halgadom è una forma di espressione per i miei aspetti filosofici e pagani. I testi parlano di mitologia germanica e sono filosofici. Alcuni album sono Pagan Metal, altri sono Neofolk. Io suono la chitarra, compongo le canzoni e canto nelle canzoni Neofolk.

  1. Qual è la tua opinione sulla nuova tendenza chiamata NS Rap?

Ogni generazione ha la sua musica di protesta. Uomini come noi hanno avuto il Rock o il Metal, i giovani di oggi preferiscono il Rap o l’Hip Hop. In realtà non fa per me questa musica ma credo che possa essere un modo per raggiungere i giovani se i testi sono dalla nostra parte.

  1. Qual è stato il motivo dei così pochi concerti live degli Stahlgewitter negli anni passati?

Gli Stahlgewitter siamo solo io e Gigi, e viviamo lontani l’uno dall’altro. Non proviamo insieme come le altre bands. Io registro i riffs a casa con il mio PC, poi li mando a Gigi e lui mi dice quali sono utili. In questo modo creiamo canzoni. E quando lavori in questo modo non è facile fare concerti. L’altra ragione è che i concerti live non fanno molto per me.

 

  1. Cosa possiamo aspettarci dagli Stahlgewitter nel futuro prossimo? Nuovi concerti o un nuovo album?

Quando ho del tempo libero, creo nuovi riffs con la mia chitarra. Ma il tempo libero è raro, quindi mi dispiace, non posso dire niente con certezza.

  1. Alcune bands tedesche come Exzess, Heiliger Krieg e Lunikoff Verschwörung hanno già suonato in Bulgaria. Accetterai un invito per un concerto nella mia nazione?

    Grazie per l’invito, ma non suono live. Creo le canzoni con Gigi e registriamo l’album, ma non ho tempo per i concerti. La mia famiglia, il lavoro, lo sport, i miei progetti video, il mio negozio online e molti messaggi telematici e lettere riempiono le mie giornate. Per i concerti devi chiedere a Gigi. Ha alcuni musicisti session per i concerti.
  2. Grazie per le tue risposte, Frank. Hai qualche messaggio finale per i lettori del blog?

Ti devo ringraziare per le tue domande interessanti. Noi europei viviamo in un periodo molto importante. Noi decidiamo se l’Europa resterà un continente di persone bianche o se la nostra grande Europa precipiterà in un abisso oscuro senza futuro per le prossime generazioni. Dobbiamo stare uniti e costruire la fortezza Europa.

 

 

RAZZISMO E POSSESSI COLONIALI (Lidio Cipriani – 1938)

In allegato al link sottostante in formato PDF l’articolo RAZZISMO E POSSESSI COLONIALI di Lidio Cipriani, tratto dal terzo numero del primo anno del periodico LA DIFESA DELLA RAZZA del 5 Settembre 1938.

razzismo e possessi coloniali – Lidio Cipriani – 1398

Di seguito il testo integrale. Buona lettura agli interessati.

Niente, meglio del razzismo, giustifica i possessi coloniali in Africa. Anche senza dar valore a qualsiasi altro dato, basta a provarlo l’atteggiamento attuale degli Africani verso la loro terra. Giova ripeterlo: essi non danno affidamento di riuscire mai a incivilirsi nel senso inteso da noi; quindi non capiranno mai quanto c’è da fare per sfruttare a vantaggio dell’umanità le immense risorse naturali che avrebbero a portata di mano. Non è giusto che mentre il mondo ne abbisogna, quelle risorse giacciano inutilizzate per rispettare una simile situazione; e piuttosto esse conferiscono il diritto alle nazioni civili di agire in Africa onde metterle in valore per il benessere universale. Certo, questo non autorizza a soprusi o ad atti inumani verso gli originari occupatori del suolo; all’opposto, è doveroso farli partecipare ai benefici creati sul posto dall’impulso di cui son portatori i coloni. Ma è inutile nutrire illusioni e sprecare tempo, denaro ed energie, come tanti vorrebbero, in grandi cure redentrici, perchè resulterebbero sproporzionate agli effetti. Gran parte della legislazione coloniale dovrebbe, anzi, senza indugio variarsi in rapporto a ciò che l’Africano realmente possiede in fatto di doti psichiche e di progresso verso la nostra civiltà. Intanto dobbiamo sgombrare la nostra mente da utopie come quella sul sorgere di stati negri indipendenti che un giorno dovrebbero sorprenderci creando da sè eserciti di terra e di mare, tribunali, università e officine. Chi lo sostiene evidentemente non ricorda che già l’Africa tentò di fondare potentati indigeni ma che tutti scomparvero per mancanza di civiltà propria. In vari libri miei cercai di dimostrare perchè tali creazioni non potranno sussistere mai e le ragioni naturali, ogni giorno più acute, vietanti in maniera recisa agli Africani di sviluppare industrie o anche soltanto un’agricoltura estese poco oltre i loro immediati bisogni. Dissi pure da anni che sulle razze africane pesa un imperativo biologico da cui son rese sempre meno atte non solo ad assimilare una civiltà straniera un po’ elevata, ma perfino a serbare la propria; che è infondato, perciò, pretendere l’ascesa evolutiva di genti trascinate al tempo stesso alla decadenza da invincibili cause congenite.

 

 

Tanto dura verità non è smentita da nessuno degli argomenti portati dai contradditori: fra i vari, quello della mirabile struttura di parecchie lingue africane a prova del notevole potere innato di logica degli indigeni. Nel fatto è, all’opposto, un altro indizio del regresso verificatosi negli Africani. Si ha appunto, fra essi, l’esistenza di lingue a struttura sproporzionatamente superiore a quella da attendersi osservando la loro presente cultura. Benchè divenuti oggi incapaci a crearsi un istrumento tanto perfetto come la lingua di cui si servono, riescono però ad adoperarla con facilità e a mantenerla attraverso le generazioni. Valga un esempio: i Negri della Guiana, fuggiti nel 1718 ai padroni, usano ancora nella loro comunità, insieme alle parlate originarie, il portoghese imparato in schiavitù. Niente radicò invece delle maniere europee di cui vennero a conoscenza, mentre ricostruirono parecchio della cultura africana. Per usare un vecchio confronto dirò che le lingue africane appariscono talora una stonatura e quale un manto sfarzoso sopra un abito a brandelli. Esse provano non la mentalità attuale degli Africani, ma quanto i loro antenati li superavano. La memoria non comune di coteste genti, mentre permise di tramandare per secoli le lingue del passato, le aiutò anche nell’insistere in speciali modi di vita. Osservatrici come sono per natura, di animali, piante e indizi vari, riescono a trarre profitto da particolari che sfuggono all’attenzione dei Bianchi perchè attratti da interessi diversi. Di conseguenza il Bianco è inferiore al Nero nella vita di foresta: donde il senso di disagio e la tendenza del primo a supplire con l’intelligenza ove altre doti non bastano, e la piena soddisfazione del secondo a parità di condizioni. Differenze innate del genere contribuirono forse a spingere le razze sulla via dei progresso, o viceversa a mantenerle in stasi senza desiderio di uscirne. Per le accennate e tante altre ragioni apparisce illogico lasciare l’Africa agli Africani: abbandoneremmo, così, un immenso deposito di ricchezze in cui sarebbe invece colpevole non attingere a fondo. Si pensi che non poche delle cose usate da noi si ottengono solo, o soprattutto dall’ Africa. Fra le più pregiate, poi, molte sono quasi esclusività africana. Così i diamanti che brillano nelle vetrine dei gioiellieri provengono in gran parte dal suolo di Kumberley; e l’oro, in quantità da non credersi, esce ogni anno dai filoni del Rand a Johannesburg.

La gomma e gli oli vegetali con cui tanto sapone è fabbricato, costituiscono pure abbondanti prodotti dell’Africa. Lo zucchero, il caffè, il cotone e i legni preziosi vi prosperano a meraviglia, mentre bestiame in gran numero pascola nelle sue sterminate praterie. Dà manufatti in entità trascurabile, ma le materie prime già fornite da essa hanno importanza tale da influire sul benessere di qualsiasi nazione: questo, seppure molto e molto resti ancora da fare! In quanto a commerci, la sola Colonia del Capo ha un movimento annuo di importazioni e di esportazioni sui 17 miìiardi di lire italiane; l’Africa Orientale Inglese, benchè appena ai primordi del suo rendimento agricolo e minerario, supera i tre miliardi. Per altre colonie africane le cifre non sono dissimili. Dia ciò idea della portata economica, sociale e politica della situazione africana e del dovere nostro di favorirne gli sviluppi. Possiamo farlo senza bisogno di ricorrere alle sfrontate menzogne, care negli ambienti ufficiali di certi paesi. Difatti, una volta riconosciuta ed affermata l’impossibilità palese degli Africani al progresso, è il caso di disfarsi della vecchia retorica a sfondo altruistico, copertina di sentimenti e principi non umanitari come quelli annunziati, ma egoistici. Di una maggiore, anzi piena sincerità se ne avvantaggeranno molto i programmi coloniali e in ultima analisi il rendimento delle colonie. Fino ad ora, il bandire la necessità dell’andata in Africa dei Bianchi per redimere e incivilire i Negri fu una sublime affermazione, ma stando alla successione degli eventi essa fu pari ad una mistificazione. In Africa il Bianco vide una terra di fertilità prodigiosa e di ricchezze da favola trascurate dai Negri, per cui pensò di carpirle. Nessun mezzo fu risparmiato per raggiunger lo scopo: intere regioni furono spopolate quando gli indigeni resistettero, aree vaste vennero occupate cacciandone o riducendone servi i primitivi abitanti. Malattie, sventure e miserie mai conosciute in precedenza divennero gli apporti principali di cui i Bianchi gratificarono i Negri nel presunto aiutarli ad ascendere verso la civiltà, mentre i secondi erano il migliore ausilio ai primi nel raggiungimento delle loro mire. Così, ognuna delle antiche imprese coloniali si risolse in Africa in una spogliazione, talora inumana, degli indigeni.

 

 

Per convincersene basta rivedere la storia della prima occupazione portoghese delle coste occidentali del continente; le atrocità degli Olandesi e degli Inglesi e la provocata estinzione degli aborigeni nel Sud Africa; il traffico orrendo iniziato dai Portoghesi e dagli Spagnoli e continuato per secoli dagli Inglesi per fornir l’America di schiavi negri. Dopo lungo esperimento, nessuno può disconoscere l’avere gli Africani risentito dalla civiltà un danno mai compensato da corrispondenti vantaggi, l’aver essi subìto molti soprusi e ridotta la loro antica ingenua letizia. Eppure è ineluttabile l’azione colonizzatrice e un afflusso sempre maggiore di Europei in Africa. La dottrina razzista autorizza a dire in proposito la verità senza ipocrisie: gli Europei dominano in Africa perchè hanno il dovere e il diritto di farlo. Milioni e milioni di essi, così, troveranno là il loro avvenire. Calorose affermazioni dei parlamenti britannico e francese pretendono invece che il futuro dell’Africa sia riserbato massimamente agli indigeni. Vana speranza che ha tutta l’aria di momentanea consolazione di fronte alla scarsità, ogni giorno più acuta, di proprio materiale umano da lanciare nel mondo per parare la concorrenza altrui. Gli Africani non potranno mai meritare tanta importanza, né alcuna regione del continente avrà mai una popolazione indigena capace di fare da sé anche solo parzialmente quanto ne concerne lo sviluppo. Non ripeto qui le ragioni, da me dette in molte occasioni, sul significare “l’Africa agli Africani” soltanto un ritorno se non un rincrudire della secolare barbarie propria dell’anteconquista europea; della necessità, quindi, che quel grido divenga “l’Africa agli Europei”. Se non altro, lo richiede a gran voce il benessere del mondo civile. Frattanto, se consideriamo di 150 milioni la popolazione indigena, e la cifra è forse eccessiva, ammettiamo che l’Africa ospita meno di un dodicesimo degli uomini del mondo, mentre la sua superficie è più di un quinto della terra emersa. Ove in India vivono 360 milioni di persone, nelle fertili colonie equatoriali inglesi dell’Africa, pari per superficie ad oltre metà dell’India, se ne hanno appena 12 milioni. Il Continente Nero difetta quindi di popolamento, nè le cause sono soltanto climatiche. II Sahara nel nord e il Kalahari nel sud ostacolano, è vero, la permanenza dell’uomo, ma anche altrove si hanno deserti o comunque zone che ve la limitano in misura uguale o superiore.

Calamità quali la malaria, la febbre gialla, la malattia del sonno e svariate epidemie devastarono talvolta intere regioni, ma oggi sono vinte in maggioranza. Nondimeno gli indigeni solo in rari luoghi aumentano di numero. Le cause ne saranno rimosse col diffondersi dei miglioramenti che l’uomo bianco deve volere per motivi di civiltà e perché ha tutto da guadagnare dal moltiplicarsi, anche il più vertiginoso, delle razze locali. Benchè si sia ancor lungi dal poter dire il continente un paradiso in ogni sua parte per gli Europei, oltre tre milioni di essi vi si sono stabiliti e vi generano figli sani e robusti. Non dimentichiamo, però, che per alcune zone l’incremento numerico dei Bianchi è ostacolato da ragioni di clima; ovunque, poi, il successo economico dei coloni è legato alla presenza sul posto di mano d’opera indigena. Ammesso quindi, perchè inevitabile, uno stragrande accrescersi della popolazione bianca in Africa, nessuna parte del continente potrà mai divenire in totalità un paese bianco. A questa ferma certezza è necessario ispirare i nostri programmi coloniali. Nei riguardi degli Africani, poi, va abbandonato ogni ambiguo atteggiamento, secondo il razzismo ci permette dignitosamente di fare, per sostituirlo con la più limpida sincerità: sempre buona compagna nelle maggiori imprese.

 

RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO. (Guido Landra, 1942, la Difesa della Razza).

In allegato al link sottostante il PDF dell’articolo in oggetto, pubblicato su “La Difesa della Razza” del 5 Novembre 1942.(titolo completo: RAZZISMO BIOLOGICO E SCIENTISMO.
Per la Scienza e contro i melanconici assertori di un nebuloso spiritualismo)

Si tratta di alcuni pareri espressi all’epoca della polemica fra “razzisti scientisti e biologici vs spiritualisti” che già imperversava in Italia in epoca fascista.

Data la delicatezza dei temi l’autore del blog precisa che questa pubblicazione è a solo scopo storico/conoscitivo. L’autore del blog non esprime giudizi di alcun tipo su alcuno dei concetti espressi in tale articolo lasciando al lettore la libertà di farsi la sua idea.

L’articolo era disponibile sul web al link indicato nella prima pagina del PDF.

Buona lettura

Razzismo biologico e Scientismo, Guido Landra, 1942

Macej Dabrowski (alias Capricornus): il progetto Thor’s Hammer.

In allegato un excursus sulla carriera di Macej Dabrowski (Capricornus), in particolare del suo progetto Thor’s Hammer.

Il contenuto è tratto dal libro Come Lupi Fra Le Pecore.

Chi pubblica non esprime alcun giudizio su di esso e lascia al lettore la liberà di farsi un’opinione a riguardo. Buona lettura.

Macej Dabrowski (alias Capricornus): il progetto Thor’s Hammer.

Intervista a Herr Totenkopf (NSBM band Waffen SS, anno 2005)

Intervista ad opera di Luca Det Som risalente al 2005.

I Waffen SS furono una one man band NSBM attiva fra il 2001 ed il 2005.

Chi pubblica non esprime alcun giudizio sul contenuto di essa e lascia al lettore la liberà di farsi un’opinione a riguardo. Buona lettura.

1. Heil Herr Totenkopf.Prima di tutto ti ringrazio per averci rilasciato questa intervista dopo diversi anni ormai di assenza e di totale isolamento dalla scena..cosa hai fatto durante tutto questo tempo?

Heil NightDM, sono io che ti devo ringraziare per questa intervista,visto che gli “addetti ai lavori” si son quasi sempre rifiutati,in passato, di voler affrontare una discussione con il sottoscritto. Sai come funziona per le band che non si omologano al solito cliché prestabilito.Comunque lungo tutto questo periodo di assenza ho riflettuto su molte cose, ho messo in piedi altri progetti e mi sono reso conto di quanto sia inutile e ipocrita la scena che ci circonda e per questo ne ho preso le distanze.

2. Ho notato che molti kids ancora fanno una certa confusione riguardo le tue precedenti releases e la storia passata del tuo progetto..illustraci se puoi il percorso che hai seguito coi Waffen SS dalle gloriose origini in cui pubblicasti il primo demo fino ai giorni nostri..

Va bene.Formai i Waffen SS intorno all’agosto/settembre del 2001 quando il precedente gruppo dove suonavo (Necans, Black Metal) si sciolse per vari motivi. Allora decisi di continuare a suonare per conto mio, cosi mi presi una chitarra del cazzo da 3 soldi e iniziai a registrare tutti i pezzi che avevo preparato già per il precedente gruppo. L’intenzione iniziale era di creare un progetto tra il punk e il black metal che trattasse guerra, occultismo, esoterismo e giù di li ma data la mia giovane età (avevo 16 anni) non ero certo al massimo delle conoscenze in quell’ambito, così decisi di optare per i soli testi guerrafondai diciamo…ma non mi soddisfacevano ancora e cosi decisi definitivamente di fregarmene di tutto e tutti e ripresi tutti i testi scrivendoli sotto l’ottica che poi tutti conoscono. Così proprio per dichiarare precisamente cosa fossero e come la pensavano i Waffen-SS intitolai il primo lavoro “N.S.B.M.”. Un chiarissimo messaggio che in molti colsero al volo (anche grazie al cover-artwork) e che attaccarono o denunciarono come “una band di razzisti pazzi”, “inutili falliti”,”gente che non capisce nulla di black metal” e cosi via..
Il che di per se mi fece non poco piacere, primo perché subito si mise in chiaro chi avrebbe seguito o apprezzato il progetto e chi invece avrebbe inutilmente tirato fango e secondo perché a me la scena Black Metal non è che poi mi interessasse più di tanto, anche se al periodo ero ancora abbastanza appassionato, quindi prendere subito le distanze da essa era ciò che volevo.Il demo fu auto-prodotto in pochissime copie che restarono in Sardegna stesso, a parte qualche demo inviato nel Nord Italia…dopo pochissimo segui “Forever…” che riprende le stesse tematiche del precedente,ma con una maggiore inclinazione verso l’occulto sempre riferito al Terzo Reich…anch’esso non ebbe molto “successo” ahah…in quel periodo mi misi in contatto con alcuni personaggi del Nord Sardegna che suonavano BM e si dichiaravano grandi musicisti nonchè personaggi di spicco della scena italiana oltre che sarda, ma in realtà era povera gente frustrata.. questo mi fece prendere ancora di più le distanze da una scena black metal veramente patetica e squallida. Le accuse che mi mossero in quel periodo riguardavano il fatto che io essendo sardo non potevo parlare di Arianesimo e altre cose affini al Terzo Reich, poichè se Hitler fosse ancora vivo secondo le loro “teorie” ci avrebbe uccisi tutti (!!!)..ricordo ancora le accuse inutili, sempre fatte per e-mail, mai di persona..comunque tornando alla cronologia discografica, a fine 2001 inizio 2002 uscì “ Koncentrations Zentrum” primo lavoro dei Waffen SS in cd, precisamente un Mcdr.Questo lavoro iniziò ad espandersi bene per tutta la penisola, facendo conoscere la band anche fuori dalle coste sarde. Cosi venni anche a conoscenza di L.M., un personaggio del Sud Sardegna anch’esso con un progetto NSBM, i Pagan Warrior 88 e ci tenemmo in stretto contatto dando una forte spinta al movimento nascente dell’ NSBM italico appunto, grazie anche alla neonata Odal Rune prod. di L.M. stesso,che tra l’altro fu tra le prime a dichiararsi una label che trattava esclusivamente NSBM.Iniziò a nascere qualche gruppo che si dichiarava NSBM e cominciammo una stretta collaborazione con tutti, tra split e contatti. In quel periodo conobbi pure te, per via degli Anticamera 88 (R.A.C. band) e il movimento prese un po’ più forma e consistenza.
Nell’aprile del 2002 usci “ Eternal Voice Under the Swastika” e quel lavoro per i Waffen SS fù il salto di qualità se cosi si può dire, visto che anche musicalmente migliorarono molte cose,definendo meglio il sound e lasciando da parte i pezzi più punkeggianti e inserendo molti elementi ambient o comunque molto atmosferici! Il demo si espanse molto bene e arrivai a conoscere Paolo “Winterkrieger” Astolfi, dal Veneto. Con lui in seguito iniziò una stretta collaborazione che portò all’uscita di due Comp. “Blut und Eisen I e II” e che presto mi spinsero ad accasarmi alla sua casa discografica, la Wotan’s Reich prod. , visti i problemi sorti con L.M. Così dopo “Eternal Voice…” presi un periodo di pausa, creando canzoni fuori dall’ottica dei Waffen SS, sino a ritrovare la “retta via” nel novembre del 2002, quando registrai “WAR Against Judeo-Christianity” che usci nel 2003 per la Wotan’s Reich appunto. Questo lavoro riscontrò un’enorme consenso, che sinceramente non mi aspettavo e tutt’ora continua ad esser richiesto da tutto il mondo.La cosa non può che farmi piacere e spero che il nuovo disco appena uscito confermi ciò che i Waffen SS hanno fatto sin d’ora.Questa in breve è stata la vita dei Waffen SS.

3. Come mai la scelta di formare il tuo progetto come un solo-project?Non hai mai pensato di reclutare qualche camerata che potesse suonare con te?

Ho sempre voluto che i Waffen SS fossero una one man band perché la band sono io e basta. Potrei trovare qualcuno che mi aiuti musicalmente, ma alla fine non ne ho mai sentito la necessità,anche perché i Waffen SS non hanno una comoda posizione come tematiche e tutto il resto, essendo schierati pubblicamente in un determinato filone e ideologia, dunque entrare nei Waffen SS significava avere una forte convinzione in ciò che si diceva e si faceva.Siccome poi di camerati non è che se ne trovino tanti, se non quelli da pc o da pub il fatto è ancor più complesso e quindi in definitiva ho sempre preferito esser solo, almeno la vita della “creatura” dipendeva solo da me e non da buffoni esterni che rischiavano di smerdare il tutto.Quindi logicamente pure il nuovo lavoro è stato interamente composto ed eseguito dal sottoscritto.

4. So che quasi tutti i tuoi lavori sono stati pubblicati in edizioni ultra limitate dalla Italiana Odal Rune,forse la prima dichiarata NSBM label Della nostra terra,mentre “war against judeo-christianity” è stato pubblicato dalla altrettanto defunta Wotan’s Reich Prod.Vorrei sapere come ti sei trovato a lavorare con queste due labels e come è stato il riscontro del pubblico,visto anche che l’NSBM in Italia è visto con ancora troppa ostilità e indifferenza da parte dei più

Mi sono trovato veramente bene con entrambe le labels, visto che entrambe erano convinte in ciò che facevano e mi davano pieno supporto, il che per me era ed è fondamentale! La Odal Rune è nata anche grazie al supporto dei Waffen SS, mi sono anche occupato della propaganda della Odal Rune e sinceramente non me ne sarei mai andato se non vi fossero sorte varie incomprensioni con L.M! Comunque ora le acque si sono un pò calmate.Con la Wotan’s Reich prod. di Astolfi sono entrato in contatto dopo “Eternal Voice…” e subito mi sono trovato bene..un ragazzo serio e deciso a supportare il movimento, anche se a volte ha fatto delle scelte non condivise dal sottoscritto…ma non sono certo io a dover giudicare certe sue scelte appunto. Per la Wotan’s Reich uscì solo “WAR against…” sotto sua richiesta, visti i riscontri positivi che suscitarono le mie song presenti nelle 2 compilation da lui prodotte. Anche con lui poi ci staccammo involontariamente, perdendo i contatti…è da un’anno circa che non lo sento. Dei Waffen SS ora trovi solo l’ultimo lavoro visto che come hai detto te i precedenti lavori, soprattutto i primi sono stati realizzati in tirature ultra limitate (14 copie per i primi 2 demo).
Ovviamente, come detto in precedenza, soprattutto all’inizio il riscontro dei kids fu disastroso. Condanne a destra e a manca, minacce mai portate a termine e altre stronzate, con un casino di pseudo-interviste, domande e special forum ovunque..tutto ciò animato e aizzato da un branco di dementi che si credevano antisociali, cattivi seguaci del male puro e che poi appena vedono un gruppo fuori dalla logica imperante del momento e dal gregge pre-confezionato vanno in escandescenza e denunciano l’evento, etichettando a destra e manca. Ma si sa che il black metal ormai è pasto per bambini delle medie, che lo usano per farsi notare da papà e mamma e suscitare reazioni di stupore nei passanti che ormai tra l’altro nemmeno li notano più, vista la situazione! Basta leggere anche i testi dei gruppi attuali,sembrano sedute dallo psicoanalista, che neanche i Nirvana scrivevano…ma me ne sono sempre sbattuto principalmente, non avevo voglia di sentire questi buffoni sparlare senza avere una ragione o qualche cosa di concreto da difendere.Alla fine io ho sempre ricercato l’apprezzamento di poche persone che reputavo degne di capire il messaggio e visto che le stesse hanno apprezzato ogni uscita dei Waffen SS, non posso che reputarmi soddisfatto.I Waffen SS ascoltavano e ascoltano solo la voce del movimento NS e se ne fregano del resto della pseudo-scena becera e moralista, composta ormai da troppi topi rossi e frikettoni del cazzo.

5. Mi accennavi prima ad alcune Comp. e tributi ai quali hai partecipato,puoi dirci qualcosa di più a riguardo?

Certo. Ho partecipato come già detto in precedenza alle due compilation “ Blut und Eisen” prodotte dalla Wotan’s Reich. Nella prima sono apparso con il pezzo “Totenkopf” tratto da “KZ”,mentre nel secondo con il pezzo inedito “ Die Fahne Hoch” che ha riscontrato un notevole successo in Italia e non.I gruppi presenti in entrambe le comp. erano black metal band italiane a parte alcune che si dichiaravano NSBM..poi sempre per la Wotan’s Reich usci il tributo dell’underground italiano a Varg Vikerness.Quella è stata davvero una bellissima compilazione o meglio tributo, visto che la qualità è veramente ottima e le bands altrettanto. Io ho partecipato tributando al conte la song che meglio di chiunque altro si adattava ai Waffen SS,“ War”.

6. Sono sempre più numerose le bands che accostano il suono tipicamente BM a quello OI!RAC (gli Absurd furono una delle prime bands ad unire e ad amalgamare i due generi con un risultato a parer mio assolutamente entusiastico e geniale),le collaborazioni tra camerati dei due diversi generi musicali si fanno sempre più frequenti,senza contare tantissimi gruppi BM che coverizzano nei loro lavori dei pezzi di gruppi RAC e viceversa..cosa ne pensi di tutto ciò?

Beh…io adoro gli Absurd, sono geniali anche se non sono stati gli unici a fare un‘ accostamento black metal/punk…basta citare anche Carpathian Forest (anche se non hanno niente a che fare con il movimento) e diverse altre bands…Io sono dell’idea che il black metal contaminato da punk o RAC sia una bella cosa, mi è sempre piaciuto, anche perché ormai ascolto solo Oi!/Punk o RAC quindi…viceversa il punk o RAC contaminato dal metallo in generale non mi piace più di tanto. Come sai io adoro l’Oi! vecchio stampo, stradaiolo, crudo e sincero e sono dell’idea che i camerati sono camerati, quindi se un metallaro vuole suonare con una skinhead l’ Oi!/RAC, o uno skinhead suona Black/Thrash/Death con un metallaro la cosa non ha nessuna importanza, tra camerati ci si deve sempre aiutare.

7. Ascolti quindi anche OI/RAC?

Si, io ascolto l’Oi! il punk e il RAC,anzi li adoro, li ho sempre seguiti, ma ora più di prima mi ritrovo meglio con questi generi, più sinceri,crudi e diretti del metal in generale..i Waffen SS stesso all’inizio avevan reminescenze punk/Oi!, con L.M. facemmo un progetto NSBM/Oi! anche se sinceramente non aveva nulla a che fare poi con l’ Oi! in fondo, era quasi più Pagan.

8. Che gruppi ami ascoltare di questo genere?

Beh, sicuramente gli Skrewdriver sono i primi in assoluto, li adoro. Ian Stuart è stato fondamentale per tutto il movimento, fu il primo che ebbe il coraggio di dire e fare quello che nessuno avrebbe fatto o detto.Immortale. Poi mi piace il classico Oi! di gruppi come Combat 84, Condemned 84, Last Resort, 4 Skin e Blitz.Poi il RAC di band come Landser, Ultima Thule, Midgards Soner, Division 250, e ce ne sono talmente tanti altri che non cito. In Italia senza ombra di dubbio i migliori oggi sono i Legittima Offesa, ma in passato anche noi abbiamo avuto grandi gruppi come Plastic Surgery, Peggior Amico, ADL 122, Sud XT e tutt’ora abbiamo band come Dente di Lupo (ormai disciolti a quanto pare), Malnatt, Armco e tanti altri. Nel punk senza dubbio i Jinx (punk’s not Red) attualmente sono i migliori, poi ovviamente i soliti nomi, Exploited, GBH e tanti altri.

9. Herr Totenkopf,parlaci degli altri progetti musicali che ti vedono coinvolto,so che il demo dei Dimonios ha avuto un ottimo riscontro di pubblico nell’ambiente Skin 88..

Si,i Dimonios sono il mio gruppo Oi!/RAC che misi in piedi quasi 2 anni fa ormai. Ahimè non va molto bene con quel gruppo visto che la line-up è sempre traballante, ed è veramente difficile trovare componenti decenti per la band! Il primo demo “ A modo Nostro!” ha avuto un buon riscontro, inaspettato per quanto mi riguarda, visto anche com’è stato realizzato e per la pessima registrazione. Beh non può che farmi piacere…anche perché la scena skinhead italiana non è certo come quella Black Metal che è piena di buffoni, quindi riuscire a trovare un cosi ampio “successo” è stata veramente una bella soddisfazione. Ora avrei pronto il nuovo lavoro che resta più Oi! del precedente ma temo bisognerà aspettare ancora un bel po’ prima di vederlo pronto.
Per quanto riguarda gli altri progetti, feci un lavoro 2 anni fa con il moniker Wolf Lied di Ambient, stile ultimi Burzum, ma non l’ho mai dato alle stampe e sono pochissimi ad averlo. Il riscontro comunque fu ottimo e sono in molti ora a chiedere un seguito…si vedrà. Accennai prima anche a un progetto che facemmo con L.M., anch’esso 2 anni fa, di NSBM/Oi!, i Wehrmacht Hitler Jugend, con cui registrammo un demo, e poi fini tutto li. Mi piacerebbe riprendere quel progetto e fare un nuovo lavoro! Si vedrà…

10. Parliamo un po’ del nuovo cd appena uscito..illustraci qualcosa riguardo i nuovi pezzi,se sulla scia dei suoi predecessori oppure se ci sono delle novità..

Il nuovo dei Waffen SS si intitola “ The New Dawn of White Power”, ed è composto da 8 songs registrate tra l’ottobre del 2003 e l’aprile del 2004, più la cover “White Power” degli Skrewdriver, registrata nel febbraio del 2005. Lo stile è più o meno sempre lo stesso, con pezzi molto veloci ed altri lenti e si alternano scream a clean vocals, per dare più enfasi alle parti “trionfali” che sono presenti in grande misura su tutto il lavoro. La registrazione penso sia uscita abbastanza bene.In definitiva credo si possa definire in tutto e per tutto un lavoro dei Waffen SS, senza grandi sorprese o variazioni! I testi sono molto più riflessivi dei precedenti, più ragionati direi, soprattutto rispetto a “WAR Against..” dove erano più un assalto frontale all’arma bianca.Ora ho ragionato prima di scriverli, cercando varie metafore e rendendoli più completi sotto vari aspetti, anche se il messaggio è sempre quello e non ho per nulla cercato di nasconderlo sotto metafore incomprensibili! Chiunque capirà cosa voglio dire, ma ho preferito non scriverlo direttamente.Il suono può essere vagamente accostato all’ultimo CD, anche se i pezzi sono tutti sui 5 minuti e si intrecciano con giri semplici ad altri più ricercati…ma alla fine meglio lasciare un po’ la sorpresa.

11. Herr Totenkopf,tu sei sempre stato uno di quegli esponenti della scena NSBM che ha scritto dei testi molto ragionati ed “ermetici” se vogliamo.Qual’è stato il filo conduttore che ha unito i testi dei tuoi lavori?Qual’è stato il tuo modo di interpretare la II guerra mondiale attraverso i tuoi testi?Non pensi che i veri vinti,soprattutto moralmente,siano stati gli Alleati?migliaia di uomini,donne e bambini morti,città rase al suolo più per dispetto che per altro,torture e prepotenze..

Uhm, proprio ermetici non direi, piuttosto ragionati si, anche se i primi e l’ultimo CD come detto è un assalto verbale oltre che musicale. Ma in generale ho quasi sempre cercato le metafore per esprimere quello che dovevo dire…sicuramente e non è nemmeno difficile da capire, il comune denominatore di tutti i testi che ho scritto è stata la guerra. I miei testi di per se hanno sempre parlato di guerra, mettendo sempre le battaglie, come principale riferimento per poi lavorarci sopra. In questo la Seconda Guerra Mondiale è stata la vera base da cui partire e raramente ho trattato battaglie medievali, visto che non mi sono mai interessate particolarmente. Rifacendomi alle più famose battaglie del secondo conflitto mondiale, ho poi riscritto i testi, a volte rivedendo la guerra dalla parte dei “vinti” ,altre volte inventandomi da capo una battaglia con metafore ben precise. Altri testi ancora parlano dell’ occultismo, inteso però sotto un’altra ottica, e soprattutto i primi lavori erano impregnati di un occultismo che si rifaceva come detto prima a quello del Terzo Reich, con i rituali compiuti dalle Schutz Staffeln nel castello di Wewelsburg. Mi ha sempre affascinato l’occultismo Nazional-Socialista e quindi mi è venuto naturale riprendere pure quelle “visioni”. Nel CD i testi sono completamente incentrati sulle battaglie, sulla guerra dell’ uomo bianco, sulla difesa del suolo Patrio e via dicendo, mentre nell’ultimo lavoro saranno molto più legati al misticismo che unisce uomo e natura, all’unione degli elementi che accomunano gli spiriti naturali e quelli umani…tutte logicamente a favore del ritorno alle origini, del ritorno dell’uomo bianco verso la propria naturale “casa”.

12. In questa società votata sempre di più all’integrazione delle diverse razze e culture,alla propaganda dell’uguaglianza e dell’antirazzismo,alla colonizzazione dei gialli e al pari diritto dei negri,come vedi il futuro della Nostra Nazione,dei Nostri Figli e della Nostra Gente Bianca?

No Future for Me, No Future for You..anche se chi lo cantava non era proprio dalla nostra parte.. io sono dell’idea che di questo passo non esisterà più un’identità nazionale, non esisterà più un cazzo..solo il chaos! I Waffen SS hanno sempre gridato ad alta voce il ritorno alle armi, perché le parole come abbiamo visto non servono più. Un domani l’Italia sarà per 3/4 abitata da etnie e razze che non hanno niente a che fare con le vecchie popolazioni italiche…un giorno avremo un primo ministro Nigeriano, miss Italia Nord Coreana (e l’abbiamo anche già avuta negra) e altra feccia sulle poltrone a comandare! D’altronde finchè resteranno beati a dirigere dall’alto dei loro palazzi dorati quei bastardi ratti, il nostro paese non può che andare in malora.Loro vorrebbero eliminare l’identità Nazionale per poter camminare sopra macerie di persone senza dignità e facoltà di reazione, ma finchè ci saranno poche persone che aprono gli occhi e che vedono la merda che ci circonda il loro facile gioco non potrà del tutto compiersi. D’altronde perché continuano a reprimerci, a dichiararci fuorilegge e a rinchiuderci nelle celle? Perché sanno quanto siamo pericolosi con il nostro pensiero…il Nazionalismo è dentro ogni individuo, ogni persona ama il proprio territorio, la propria terra, la propria famiglia e quindi se questo pensiero si riafferma, loro dagli alti palazzi ricadrebbero nel loro habitat naturale,le fogne.
Dobbiamo farci coraggio,lottare ed agire perché ormai stiamo perdendo il diritto di vivere.Con la scusa dell’integrazione razziale in Italia entrano cani e porci e come cani e porci sfruttano, mangiano e bevono senza però fare un bel nulla.Io sono molto attaccato alla mia Nazione, al mio suolo Natio e l’inserimento di altri individui non è certo la migliore cura per la mia Terra!Fra un po’ avremo locali per soli negri (anzi,già esistono), avremo il totale monopolio del mercato cinese su quello italiano (e siamo molto vicini) e soprattutto avremo dimenticato ogni sentimento riguardo alle nostre origini, perché la sapiente scienza sionista continua a cambiare la storia, a inventarsi l’uguaglianza, quando si vede lontano un miglio quanto ogni popolazione abbia le sue diversità, razziali e culturali!
L’Italia ha una tradizione antica e nobilissima da difendere, ma anziché vantarsene o trarne vantaggi qualche “forza occulta” la nasconde nei sotterranei bui del proprio ego, acconsentendo a una becera mentalità altruista e soprattutto mondialista che ormai non riconosce più tradizioni, culture se non quelle yankees,giudaiche o africane! Sono stanco di vedere tutti questi ragazzi seguire le mode dei negri, che siano reggae, rap, hip hop ecc! Ora anche i negri fanno BM e tra un po’ arriveranno a rivendicare anche il punk e l’Oi! e tutti a seguire queste nuove mode…bisogna riscoprire la gioia di essere Italiano, la bellezza di avere una Terra cosi ricca di storia, orgoglio e tradizione e mandare a fare in culo quest’esterofilia che non serve a nulla, se non a quei soliti ratti gignanti.
Questa discussione è veramente lunga e complessa da portare avanti..dico solo a chi vuole capire di girare un pò per le strade, anziché rinchiudersi nelle discoteche o nelle proprie case, magari usando la medicina che i potenti gli somministrano per stare buoni e non allargarsi troppo.Sfido chiunque a passare anche solo una settimana in giro per le strade di una qualsiasi città Italiana e continuare a reputare l’integrazione razziale un’ utile soluzione per la nazione..

13. E’ recente la triste notizia che in Spagna il governo spagnolo con una scellerata legge ha ufficialmente acconsentito al matrimonio tra froci volendo loro concedere addirittura la facoltà di adottare dei bambini. inoltre nello stesso tempo il B & H Spagnolo è stato smantellato completamente e la polizia con numerose retate in varie sezioni ha arrestato gran parte dei suoi esponenti..per la serie,oltre al danno dei froci anche la beffa..qual’è la tua opinione riguardo questi tristi fatti recenti?

E’ davvero incredibile ciò che ha combinato il governo Spagnolo.Credimi,ogni parola in più sarebbe superflua. Questo è il nuovo mondo caro mio, ti devi adeguare..o lottare sperando che ci sia qualcuno un giorno che continui la tua lotta.La Divisione Spagnola del B & H era davvero bene organizzata, tra le migliori in Europa..non potevano che fermarla cosi.

14. A dieci anni dalla fine dell’apartheid la persecuzione razziale in Sud Africa esiste ancora, ma si è capovolta: la praticano i neri nei confronti dei contadini bianchi o “Boeri”, i quali, con la connivenza del partito marxista al potere, sono oggetto di una pulizia etnica silente quanto scientifica e brutale. I morti ammazzati, bruciati vivi, segati a metà , violentati e contagiati – bimbi e anziani inclusi – superano quelli israeliani nella seconda Intifada e la lista s’allunga ogni giorno. In rapporto alla consistenza del gruppo, lo stesso che dava da mangiare a mezza Africa, si tratta del record mondiale di omicidi. Il premio per ogni esecuzione è di 250 Dollari, e intanto l’Anc proibisce alle vittime il porto d’armi.Insomma ci risiamo: se i cadaveri sono di pelle nera per bloccare il genocidio si muovono Onu, Usa e Ue (vedi il Darfur),
mentre se la pelle è bianca e gli occhi chiari nessuno si scompone.Un tuo commento..

Beh…non servono commenti per descrivere questa criminale e paradossale situazione. I negri sanno d’altronde solo lamentarsi e chiedere diritti a destra e a manca…in America si moltiplicano, gli concedono la libertà e ancora oggi non sono riusciti a fare nulla di buono e continuano a lamentarsi,rubare,uccidere,formare bande armate e sporcare le strade americane…loro dicono che sono svantaggiati, ma non fanno una sega per rimettersi in piedi. In Africa vivono ancora come gli uomini di Neanderthal il che dice tutto su quanto siano sottosviluppati mentalmente.Senza contare tutti quelli che vedi (sempre in Africa) imbracciare un’arma sulle spalle e farsi la guerra tra di loro per un pezzo di territorio.Eppure la colpa mica è la loro?! E’ l’uomo bianco che colonizzandoli li ha oppressi e resi quel che sono ora…i bianchi ormai sono il vero popolo oppresso e perseguitato…commette un omicidio o rapina un negro, un giallo ed è difesa, difficoltà esistenziale o la “repressione” che gli viene attuata… lo fa un bianco ed è un razzista, un pazzo ed un mostro! Ma ripeto,la colpa è di chi ha pensato che queste scimmie fossero poveri esseri perseguitati e per questo gli hanno dato tutto..e loro hanno preso veramente tutto!! Meglio che mi fermi qui guarda!

15. Herr Totenkopf,io ti ringrazio per questa intervista,a te le ultime parole.

No Night DM,sono io che ti ringrazio per l’intervista.Finalmente ho potuto dire quello che penso senza alcuna censura.Non lascio nessuna dichiarazione, sono i Waffen SS a parlare per me.

Muhammad Ali sull’integrazione razziale

Alì (A.): un’altra cosa: l’integrazione si basa anche sui matrimoni misti, vero?

Giornalista(G.): sì.

A: Bene, sono sicuro che nessun bianco intelligente che sta guardando questo programma, nessun bianco intelligente, nella sua mente, vorrebbe che un nero o una nera sposasse i suoi figli e che i suoi nipoti siano dei meticci.

G: Beh, io lo vorrei.

A: Tu lo vorresti ma molti no. Cosa cerco di dire è che… in realtà tu non lo vorresti, dici di volerlo perchè sei in un programma tv e devi farlo.

G: No no, questo non è vero.

A: Perchè lo vorresti?

G: Perchè credo di non essere diverso da te.

A: Sì invece, noi siamo molto diversi.

G: Credo che la società ci vuole diversi. La società ci ha fatto diversi.

A: Non è la società, è Dio che ci ha fatto diversi.

G: No, siamo tutti umani.

A: Ascolta, gli uccellini blu volano con quelli blu, i rossi con i rossi, i piccioni vogliono stare coi piccioni.

G: Ma noi siamo dotati di intelligenza.

A: Loro non hanno l’intelligenza?

G: No.

A: Eppure stanno insieme. Noi dovremmo essere più intelligenti di loro, no? Le cicale con cicale, gli uccellini blu con i propri simili.. sono tutti uccelli ma hanno diverse culture.
Alle aquile piace sorvolare i monti, alle cicale piace volare nel deserto, agli uccellini blu piace volare tra gli alberi e nel prato.

G: Beh, fammi dire che le cicale causano problemi…

A: Anche noi abbiamo problemi… Non ho mai visto una coppia mista in UK o in USA uscire e camminare liberamente con il proprio figlio meticcio.

G: E’ la società, bisogna educare la gente.

A: La vita per me è troppo corta per rieducare, preferisco relazionarmi con i miei simili. Ho una splendida figlia, una bellissima moglie, e sono come me, siamo felici e non abbiamo problemi. Nessuna donna mi amerebbe così tanto… capisci?

G: Sì capisco ma credo che sia triste…

A: Non è triste se voglio che mio figlio somigli a me, tutte le persone intelligenti vorrebbero che il proprio figlio gli somigliasse. Sarei triste se perdessi la mia meravigliosa identità. I cinesi amano i propri simili ed i tratti orientali, i pakistani amano la loro cultura, così come gli ebrei. Molti cattolici vogliono relazionarsi con soli cattolici cosicchè la religione rimanga la stessa. Chi vorrebbe uccidere la propria razza? Chi non vuol restare con la propria gente è chi la odia… ti vergogni di ciò che ha fatto Dio. Dio non ha sbagliato nulla nel crearci.

G: Credo che questa sia una filosofia disgregante.

A: Ascolta, nessuna donna nel mondo intero, nemmeno una nera islamica può cucinare, relazionarsi, conquistarmi e stare con me come fa la mia moglie afro-americana. Nessuna donna, tantomeno una donna bianca, può davvero associarsi con me e con i miei sentimenti, con il mio comportamento, con i miei pensieri. E non puoi prendere un cinese e dargli una donna di un’altra razza, perchè sebbene fra loro c’è amore sentimentale e fisico in realtà non sono contenti perchè a lei piacerà la sua musica mentre a lui piacerà la musica cinese e si contrasteranno sempre. E’ la natura, tu puoi fare quel che vuoi ma la natura dice che bisogna stare con i propri simili. Io voglio stare con i miei simili, amo la mia gente.

 

 

Controversie razziste nella scena Death Metal: il caso Malevolent Creation

In un trionfo di morte e miasmi, tra manuali di medicina legale e citazioni di film horror, il death metal sembra comunque tollerare poco determinati eccessi di matrice razzista; una scoperta fatta in prima persona dai deathster floridiani Malevolent Creation, uno dei grandi nomi rimasti in piedi dopo l’implosione del genere. “The Ten Commandments”, il loro debutto, è scolpito nel granito a colpi di doppia cassa e riff terrificanti e i lavori successivi hanno fatto guadagnare al gruppo uno status invidiabile ed un posto d’onore nell’olimpo death metal. Ma le fondamenta di questo colosso tremarono non poco all’uscita del quarto lavoro, “Eternal”, per via di alcune liriche che innescarono un coro di polemiche: nel disco compare infatti il pezzo “They Breed”, che si scaglia con odio contro (citiamo testualmente), i “fottuti negri”, definendoli “feccia”, “ladri bugiardi” e “pieni di malattie”, auspicandone la morte violenta. La band all’epoca tentò di minimizzare il tutto, ma i problemi si ripresentarono sotto altre vesti quando, durante una data del tour in germania, il bassista e cantante Jason Blachowicz (guarda caso anche autore del testo incriminato) ebbe la brillante idea di presentarsi sul palco con una maglia del Ku Klux Klan. L’effetto sull’audience fu dirompente e il concerti si trasformò in una violenta protesta contro i Malevolent Creation, come ricordato dal chitarrista Phil Fasciana. Dopo questa bravata Blachowicz venne gentilmente messo alla porta (rientrò tuttavia fra i ranghi nel 2010) e il gruppo, forse per sgombrare il campo dai dubbi, si schierò pubblicamente contro il razzismo aderendo al progetto Metalheads Against Racism.

(COME LUPI TRA LE PECORE: Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista, pag. 32-33, cap. “Ideologia in Musica”.)

Malevolent Creation – “They Breed”

Testo tradotto dall’inglese (il traduttore non esprime giudizi su di esso, in foto Jason Blachowicz, cantante e bassista dei Malevolent Creation e autore del testo)

cc

Nati in questo mondo di oscenità
Una piaga in ogni città
Il mondo reale non è così reale,
Riempito di feccia e ladri bugiardi,
Minacce di dolore, vite a pretendere
Quando non vi dobbiamo niente.
Costretti a vivere nella paura per sempre
Si riproducono ancora.

Volete sempre e prendete sempre
Quello che non fu mai vostro
Un giorno sentirete l’odio
Che voi date agli altri.

Pieni di malattie,
Ancora si riproducono

Odio contro di voi e la vostra razza
Il sangue cattivo scorre per sempre
La mia vita non sarà finita
Finchè non vi sarete uccisi a vicenda

Volete sempre e prendete sempre
Ciò che non fu mai vostro
Un giorno sentirete l’odio,

Fottuti Negri

La dottoressa Cristina Cattaneo contro il negazionismo razziale (citazioni dal libro “Certezze Provvisorie”).

Cristina Cattaneo è una professoressa associata della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, oltre che direttrice del laboratorio di antropologia ed odontologia forense. Ha competenze scientifiche molto elevate, incarichi importanti ed un curriculum di grande spessore. Fra le altre cose, è stata incaricata di svolgere l’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la ragazzina per la cui tragica scomparsa è sotto processo Bossetti.

Cristina Cattaneo, il medico legale che vuole dare un nome ai migranti morti

Inattaccabile sotto ogni punto di vista, insospettabile di alcuna posizione politica cosiddetta “razzista”, nel suo libro “Certezze Provvisorie”, uscito nel 2010, si scaglia contro il negazionismo razziale, ritenuto antiscientifico. L’unica spiegazione logica all’esistenza del negazionismo razziale è quella socio-politica e non quella scientifica. Le sue affermazioni sono di seguito riportate.

Certezze Provvisorie – Cristina Cattaneo

<<Non intendo nascondermi dietro la negazione un po’ ipocrita che esistano differenze di tipo etnico che possono aiutare ad identificare una persona. Se parlo di “un trenta-quarantenne negroide alto 180 cm”, questa espressione sarà molto più incisiva della definizione “trenta-quarantenne con capelli lanosi e pelle bruno scura”. C’è qualche ragione per negare queste diversità? Potrebbe non essere un discorso riconducibile alla genetica, anche se è notizia recente che i progetti che studiano il pangenoma stanno individuando sempre più sequenze tipiche di popolazioni particolari. E poi, perché i nostri genetisti forensi da una traccia di sangue riescono a dirci se essa appartiene a un orientale o a un europeo? Il grillo parlante intona sempre questa diatriba quando siamo al bar e si avvicina al banco un cinese o un senegalese. Mi guarda e dice “Le razze non esistono, eh?”
E anche se per assurdo i gruppi etnici non potessero essere stabilite dai geni, l’aspetto fisico me lo può concedere, e in ambito forense, per identificare un morto, è un dato dirimente.>>

<<Mi è capitato di dover intuire l’età di un detenuto africano che diceva di essere minorenne e il suo avvocato sosteneva che dovesse essere spostato in un carcere minorile. È provato che differenti gruppi etnici crescano secondo modalità diverse, più o meno rapidamente. Possono influirvi diete e stili di vita diversi, malattie, ma è ormai accertato che un africano crescerà in maniera un po’ più rapida rispetto a un danese. Non si possono applicare acriticamente formule tarate su popolazioni europoidi a un soggetto subsahariano. Per quanto possibile i metodi vanno testati e adattati per le diverse etnie. L’avvocato l’aveva intuito e aveva chiesto al giudice, visto che il cliente era africano, di inserire nel quesito “dica il perito l’età del soggetto tenuto conto della sua razza…”. Un genio.
Ciò che mi preoccupa è la violenza che accompagna questi discorsi. A volte, l’unica spiegazione che riesco ad accampare sul perché molti scienziati cerchino di convincerci che le differenze non esistono è che non si fidano dell’uomo e non credono a un suo miglioramento e a una sua crescita. Si teme forse che riconoscere “differenze” possa mettere un’arma terribile in mano a chi ne vuol fare un’assurda e insostenibile questione di superiorità o inferiorità, di razzismo. Certo, negarne l’esistenza potrebbe neutralizzare questa minaccia. Mi chiedo però se sia giusto privarci per principio, per mancanza di fiducia, della possibilità di accettare e gestire queste meravigliose diversità.>>