Black Metal Against Antifa (tradotto in ITA dalla pagina in portoghese “Umbra Morta”)

Il black metal sta venendo infestato da una mentalità progressista ed antifa che adora i valori che, nonostante si mascherino come una rivolta contro la società conservatrice e moralista cristiana, in realtà portano avanti le stesse idee universaliste ed egualitariste presenti nel cristianesimo. Tentano di portare i fans del Black Metal ad accettare posizioni di “inclusione”, come se il black metal dovesse preoccuparsi dei diritti delle minoranze, del femminismo, della comunità gay e addirittura adottare la medesima mentalità antifa di puro materialismo ed edonismo; ad esempio drogarsi continuamente ed assumere genericamente una posizione ribelle “contro il sistema”, insomma una ribellione solo di tipologia adolescenziale, e adottare comportamenti da subumani che non vedono problemi nel diffondere le peggiori schifezze in nome della “libertà”.

Il Black metal non è mai stato, non è e non deve essere inclusivo. Il Black Metal non è libertà.

Fin dall’inizio il Black Metal è un circolo chiuso che valorizza i suoi simboli e tradizioni. Senza la tradizione elitarista del Black Metal, il Black Metal diventerebbe poco più di un articolo di consumo ed intrattenimento, così come molte delle bands sono effettivamente diventate: prodotti mediatici e per adolescenti ribelli. Questo risulta dal pensiero che è tutto “divertimento”, che “è solo musica” e che il Black Metal dovrebbe essere per tutti, eccetto quelli che non condividono i valori attuali della nostra società malata, ovvero le persone che seguono dei valori “reazionari”, “razzisti”, “xenofobi” e “retrogradi”.
Se il metal ai suoi inizi è nato come una rivolta contro la mentalità hyppie di “pace e amore” della generazione del ’68, oggi questa stessa mentalità si infiltra nei circoli più estremi del metal e viene addirittura incoraggiata.

In questo modo, il Black Metal si trasformerà praticamente in un articolo “di culto” per adolescenti. Solo una forma di ribellione vuota e sicura, per persone che non sono disposte a rischiare nulla per ciò in cui credono. Uno stereotipo di ragazzo “oscuro” rinchiuso in una stanza ad ascoltare musica “satanica” per rivoltarsi contro i valori “moralisti” dei suoi genitori. Solo una fase.

Non appena il discorso satanico blasfemo si esaurisce, iniziano ad adottare posizioni non molto differente da quella dei gruppi femministi e gay: si infilano i crocifissi nel culo, appoggiamo l’omosessualismo, predicano la “libertà sessuale” come modo di opporsi al fantasma del “cristianesimo”, fra le altre cose. È come se tutta la sua rivolta si limitasse a essere contro il cristianesimo. Però, se il cristianesimo morisse oggi (e di fatto, il cristianesimo è sempre meno rilevante), che ne sarebbe di loro domani?

Allo stesso tempo essi si reputano orgogliosi di trovarsi in una posizione “speciale”, contro “l’umanità”, di essere “misantropi” e “satanici”, semplicemente propagandando le stesse cose che i mass media e le scuole ci stanno imponendo. Un attore televisivo che bacia in pubblico un altro uomo in difesa dei diritti delle minoranze diventa tanto “blasfemo”, ribelle e lodevole quanto una band di “Black Metal” che decidesse di mettere su una copertina o su un palco due uomini che si baciano.

Alcune persone e anche bands hanno ucciso il Dio e scoprono nuove vie, mentre altri sembrano essere fermi nel limbo del mero rifiuto iniziale del cristianesimo.
I primi hanno trovato sentieri oscuri, una fascinazione per la morte, per i segreti occulti, un misticismo di epoche antiche ed una volontà di ferro di imporsi su questo mondo malato e decadente. Gli altri vivono solo nell’illusione che stiano facendo qualcosa di rivoluzionario.

I primi oggi sono demonizzati, considerati il male da estirpare, l’incarnazione delle peggiori forze dell’umanità. Gli altri, pur predicando la blasfemia, considerano la peggiore blasfemia in assoluto elevarsi al di sopra della mediocrità dell’uomo comune materialista, edonista ed individualista.

Se esiste una blasfemia oggi, essa è assumere la posizione dell’Accusatore, dell’Oppositore, contro tutto questo paradiso costruito dalla modernità.
Fonte:

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L’AMBIGUITA’ DI UN CERTO ESTREMISMO: IL CASO SONS OF SATAN / BESTIAL MOCKERY.

Fonte: Come Lupi fra le Pecore, storia e ideologia del Black Metal Nazionalsocialista, cap. Ultima Thule, Davide Maspero e Max Ribaric

Ma se una parte della scena svedese, in particolare quella facente capo ad ambienti radicali riconducibili senza ambiguità all’estrema destra, persegue un approccio votato alla glorificazione e all’esaltazione del cosiddetto “Reich millenario”, non mancano interpretazioni più estreme e indecifrabili, frutto di una fusione incontrollabile di satanismo, razzismo, nichilismo e correlate istanze di devastazione e apocalisse. Lampante, in questo caso, l’attività dei Sons of Satan, che abbracciano l’ideologia nazista quale manifestazione ultima di eccidio della razza umana, senza distinzioni di sorta. Per i Sons of Satan la corrente nazionalsocialista è uno strumento di aggressione, non un credo da propagandare, né una dottrina da coltivare, solo un semplice quanto implacabile metodo di annientamento, e proprio per questo da glorificare. Uno strumento di morte e disprezzo, da elargire a piene mani in sfregio all’umanità secondo i crismi di una filosofia votata al caos. Lo stesso leader della band ritiene che il concept del gruppo travalichi, per così dire, la definizione di NSBM: <<Io lo definisco death metal satanico o SS metal! C’è un abisso fra il sostenere pienamente l’operato dei nazisti (cosa che faccio, visto che ritengo sacre le loro gesta) ed essere un nazionalsocialista. Io appoggio le loro azioni, non i loro obiettivi. Sostengo tutte le politiche ed i movimenti che hanno come conseguenza il genocidio e la distruzione della razza umana. Per esempio, io odio i musulmani e l’Islam, ma condivido le loro azioni terroristiche! […]. Ero nazionalsocialista quando ero più giovane (sino ai 17 anni), perché avevo una visione del mondo più idealizzata e speravo in qualche stupido futuro in cui la razza bianca avrebbe regnato sulle rovine di una guerra nucleare. […]. Inoltre penso che la maggior parte di questo metal nazionalsocialista faccia cagare dal punto di vista musicale! […]. Io sono innanzitutto un adoratore del demonio, non un nazionalista e meno che meno un nazionalsocialista. Perché vorrebbe dire che credo e spero in un futuro per la mia razza e la mia nazione, cosa che non faccio! Spero anzi che l’umanità e il mondo cessino di esistere quanto prima! […]. Supporto pienamente il grande lavoro compiuto dal Reichfuhrer SS Heinrich Himmler e dal Fuhrer Adolf Hitler!!!
Ecco venire di nuovo alla luce un aspetto fondamentale da sempre presente nella scena NSBM, un dualismo non sempre percepibile dagli osservatori esterni, ma che a conti fatti lacera quello che da molti è visto, erroneamente, come un movimento unitario votato a un obiettivo comune. Da sempre esiste un duplice approccio alla materia nazionalsocialista in seno alla scena black metal, due scuole di pensiero antitetiche: da un lato una nutrita schiera di seguaci la riconosce come una forza “luminosa”, ancora di salvezza per la razza bianca e strumento per il ripristino di una tradizione pagana libera dal gioco giudaico-cristiano. Sul versante opposto, una progenie di black metallers, in un processo di ulteriore estremizzazione del nativo concept satanico, ha abbracciato il nazionalsocialismo come zenit ultimo del male assoluto, forza infera in grado di precipitare il mondo nelle tenebre e guidarlo verso l’autodistruzione. Inutile dire come i Sons of Satan appartengano alla seconda fazione. Nell’ascoltare In time of Fire (antalogia che racchiude i demo, nonché l’EP Our Visions of a Holocaust to Be), licenziato dall’etichetta americana Vinland Winds Records, ci troviamo di fronte alla classica aggressione in chiave black senza troppi fronzoli né particolari soluzioni stilistiche degne di nota, come i titoli dei singoli brani che battono perennemente sul chiodo del nazismo permeato da un’aurea di intransigente blasfemia. A riprova di quanto detto, i testi si trasformano ben presto in una grossolana rassegna di efferatezze, nei quali fiamme infernali e fuochi di insaziabili forni crematori diventano parte di un’unica esacerbante esaltazione della distruzione. Gli altisonanti quanto demenziali nom de plume scelti dai vari musicisti coinvolti nella band (“Birkenau Overlord Angel Incinerator” al basso, “Pogrom Blitzkrieg Sturmtrooper” alla voce, “Panzerfaust Benediction Ultima 13” alla batteria… ), sommati ai testi deliranti, vanno a comporre la cifra stilistica dei Sons of Satan, manifestazione del loro particolare connubio nazi-satanico che si espone nei termini di un tributo alla misantropia radicale, in cui il 666 trova la sua naturale funzione esponenziale nel vituperato 88. Tuttavia, filtrare con certi temi non è esente da conseguenze. Come una malattia ereditaria, il marchio del NSBM travalica intenti e proclami e intacca tutto ciò che incontra sul proprio cammino. Così il nazismo d’assalto tra il serio e il faceto dei Sons of Satan allunga la sua ombra fin sulle attività dei Bestial Mockery, che sono in realtà la band madre da cui ha preso vita questo side project a tinte grottescamente uncinate. Attivi fin dalla metà degli anni Novanta e fautori di un grezzo thrash/black, i Bestial Mockery condividono a grandi linee l’estremismo nichilista dei Sons of Satan, seppur spogliato dell’iconografia belligerante e del substrato politico. Ciononostante, l’accusa di simpatie naziste è presto piovuta anche su di loro. La partecipazione alla famigerata compilation Burning Roots – Volume One: Compilation Against National Socialist Black Metal, ha fugato qualsiasi dubbio su una loro coerente e concreta affiliazione politica, ma non ha del tutto azzerato i dibattiti sui loro scomodi precedenti. Nell’era di Internet, tanto facilmente si spargono certe voci quanto difficilmente vengono messe a tacere, così il cantante Master Motorsag si è trovato più volte costretto a dover ribadire nelle interviste la posizione del gruppo.

<<Prima di tutto, chiariamo una cosa. I Bestial Mockery sono una band satanica e non politicizzata.[…] Nel Black Metal non è inusuale avere opinioni estreme, visto che è la forma di musica che diffonde odio più estrema che esista.[…] Il Black Metal non deve essere gradevole. Il Black Metal è guerra![…]. Noi adoriamo il demonio e tutto ciò che è malvagio!>>.

IL BLACK METAL: L’ESPRESSIONE MUSICALE DEL MISTICISMO RAZZIALE ESOTERICO (Jarl von Hagall, Der Sturmer, 2012).

NOTA DEL TRADUTTORE.

L’articolo del PDF in allegato, ad opera di Jarl von Hagall, membro della band NSBM Der Sturmer, rappresenta esclusivamente le posizioni del suo autore. Il traduttore non esprime alcun giudizio sull’articolo né su alcuna delle posizioni espresse. Sta al lettore ragionare con la propria testa e farsi un’idea propria su questo articolo e sulle posizioni espresse dall’autore.

Buona lettura

IL BLACK METAL L’ESPRESSIONE MUSICALE DEL MISTICISMO RAZZIALE ESOTERICO.