Il concetto di Divino nell’Uomo per Ernst Bergmann (1934)

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Per l’uomo, non vi è alcun motivo di insuperbirsi, se egli riconosce l’eterna verità della seguente affermazione: l’uomo è la sede della nascita di Dio nel mondo. Tutti noi sappiamo quanto oggi l’uomo sia ancora lontano dal perfezionamento morale. Di ciò sono colpevoli le molte religioni malsane che egli ha avuto. Se il Tedesco di 1200 anni fa avesse potuto mantenere la pura e nobile religione ed etica tedesca dei Germani che in passato aveva stupito Tacito, piuttosto che adottare una religione dei Vicino Oriente che porta al rammollimento e un’etica non-ariana che conduce alla degenerazione, non si sarebbe gunti al misfatto che il nostro sentire si oppone a mettere in relazione l’idea di Dio con quella dell’uomo.
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Soltanto chi crede nell’uomo lo può moralizzare. Chi non crede in lui, ma in un Dio dell’aldilà che si presume perfetto, non realizzerà mai il perfezionamento morale dell’uomo. Poichè il Dio dell’aldilà è possibile soltanto come controparte di un uomo caduto e peccatore. Pertanto, l’elevata fede nell’Uomo nella Religione tedesca è l’inizio di ogni etica. E la dottrina del Dio dell’aldilà della religione giudaica di Yahweh, che svilisce e critica l’uomo, fu l’inizio della fine di ogni etica. Nell’era della fede nel Dio dell’aldilà, l’uomo è caduto ed è diventato cattivo.

(11-ma Tesi della Religione Tedesca, Ernst Bergmann, 1934)